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Recensione Project Spark

La scintilla creativa di Team Dakota approda finalmente su Xbox One.

Project Spark

Videorecensione
Project Spark
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Se la folle cifra di 2,5 miliardi di dollari sborsata da Microsoft per portare nella propria scuderia le prestazioni di un purosangue come Mojang non fossero stato un messaggio abbastanza chiaro, con Project Spark la casa di Redmond vuole probabilmente togliere ogni dubbio: insieme ai grandi nomi dello sparatutto, alle simulazioni sportive più note e ai promettenti action/adventure ancora in cantiere, la mamma di Xbox sembra infatti voler garantire ai propri utenti una libertà creativa ben maggiore rispetto a quella offerta dalle dirette concorrenti. Ben prima che il colosso americano decidesse di investire sul cubettoso estro di Minecraft, infatti, un altro sandbox aveva trovato nell'esclusività di Xbox One, Windows ed Xbox 360 la propria ragione d'essere: Project Spark vede infatti oggi la luce, dopo due anni di gestazione ed un beta testing utile a provarne le peculiari caratteristiche direttamente sul campo, offrendo agli utenti Microsoft un 'manuale' di game design unico nel suo genere e, attualmente, senza eguali sul mercato.

GAME DESIGNER CERCASI

Nemmeno il caso più analogo e celebre che salta alla mente (LittleBigPlanet) può infatti essere usato come paragone adeguato a Project Spark: dove Media Molecule preferisce infatti fornire ai giocatori un set pressoché infinito di elementi platform con i quali spaziare all'interno di qualsiasi altro genere grazie alla fantasia e all'impegno dei giocatori, Team Dakota allarga a dismisura orizzonti e librerie a disposizione di tutti i game designer in erba fornendo da subito gli strumenti per inserire le proprie creazioni in diversi generi. La scelta della 'categoria' all'interno della quale inserire il proprio progetto dovrà quindi essere chiara sin da subito nella testa dell'utente, per evitare la spiacevole sensazione di disorientamento che il sistema di creazione può indurre con le sue innumerevoli varianti: dal comportamento di personaggi e nemici, alla conformazione del terreno passando per la superficie delle mappe agli oggetti contenuti in esse, tutto è modificabile tramite la semplice pressione di un tasto o perdendosi all'interno dei numerosissimi menù. La combinazione di tutti questi (e moltissimi altri) elementi darà quindi vita alle regole base che il nostro progetto seguirà, facendolo rientrare in una dei diversi generi disponibili sul mercato: in questo, infatti, Project Spark non pone limiti, con la giusta 'programmazione' che potrà dare vita tanto ad un nuovo emulo di Final Fantasy quanto alla futura promessa degli shooter in terza persona.
La navigazione delle aree di gioco (o meglio, di creazione) avviene tramite un'interfaccia utente che riprende tutte le tradizionali proprietà dei programmi di elaborazione grafica e affini: nonostante tastiera e mouse rimangano quindi le migliori periferiche per il suo sfruttamento (ma disponibili solo in versione PC), anche tramite joypad la produzione dei propri mondi non perde di immediatezza e velocità, grazie ad alcune scelte particolarmente azzeccate da parte del team di sviluppo. Per dare vita ai propri paesaggi, ad esempio, sarà sufficiente trascinare la texture scelta tramite l'apposito cursore al centro dello schermo, per poi fonderne eventualmente diversi tipi tra loro sempre tramite lo stesso gesto. L'intelligenza artificiale è invece gestita tramite le più basilari regole di causa ed effetto: ad ogni personaggio potranno essere infatti attribuiti diversi 'layer' di azioni da compiere nel caso in cui si verificasse una particolare condizione, permettendo la creazione di comportamenti decisamente complessi.

Per agevolare il lavoro degli utenti, Project Spark offre una selezione di design già realizzati dai quali è possibile prendere spunto o copiare/incollare intere sezioni modificandole poi all'interno del proprio progetto: quello che inizialmente si dimostra come una sorta di piacevole tutorial interattivo, però, finirà ben presto con l'indirizzare i vari design in modo troppo rigoroso per i gusti degli aspiranti game designer, che preferiranno quindi dedicarsi alla creazione del proprio futuro campione d'incassi da zero. Il rovescio della medaglia di un'interfaccia utente intuitiva e accessibile, ovviamente, sta tutta nel tempo che dovrete investire in fase di design: nonostante un senso di progressione all'interno dei progetti sempre piuttosto piacevole, infatti, Project Spark non faticherà a portare il conteggio delle ore spese nella loro creazione ben al di sopra della decina di ore; questo, quantomeno, per creazione di design che inizino a dare la parvenza di un vero e proprio gioco in tutto e per tutto, con una struttura sufficientemente ricca da garantire un gameplay gradevole. L'abbondanza di opzioni e preferenze, inoltre, offre una complessità nella quale è sempre più facile (e necessario) sprofondare ma che finirà col far perdere complessivamente un numero spropositato di ore nella creazione di una semplice sequenza o porzione di progetto. Solamente gli appassionati di programmazione e game design riusciranno quindi a riporre nei loro lavori la dedizione necessaria a costruire delle vere e proprie esperienze di gioco di un certo spessore.
Questo aspetto è particolarmente visibile in molti dei giochi creati dall'utenza attualmente disponibili sui server di Project Spark: nonostante la possibilità di testare immediatamente il proprio design (di persona o tramite un giocatore online) permetta di tenere sempre sotto controllo la qualità del proprio lavoro, infatti, la maggior parte di essi è composta da progetti incompleti e design basilari,se non sconclusionati, del tutto in controtendenza con i progetti migliori e nei quali è stato investito il giusto (e probabilmente enorme) quantitativo di tempo.

Un ulteriore, per quanto previsto, ostacolo da affrontare è dato inoltre dagli asset a disposizione per le proprie creazioni; entrando sempre più in profondità nei vari design, infatti, le opzioni iniziali (gratuite insieme al client di gioco) non saranno più sufficienti a soddisfare le idee degli utenti che, per aumentare le proprie possibilità, dovranno a quel punto ricorrere all'acquisto di DLC tramite soldi reali o crediti virtuali: guadagnare questi ultimi, purtroppo, equivale però a soddisfare determinati obiettivi all'interno dei vari progetti che, pur non togliendo in maniera drastica potere decisionale all'utente, rischiano a volte di far adattare le proprie idee ad elementi non previsti, aumentando nel frattempo il conto delle ore spese per la creazione di un gioco.
In controtendenza con la completa libertà creativa che Project Spark dovrebbe garantire alla propria utenza, inolte, troviamo un sistema di punti esperienza (guadagnabili semplicemente progredendo nelle proprie creazioni) che via via sbloccherà l'utilizzo degli elementi di design più avanzati: a far storcere ancora di più il naso, in questo frangente, è il fatto che tramite la sottoscrizione di un abbonamento mensile il numero di XP e crediti guadagnati dagli utenti verrà opportunamente raddoppiato, mentre DLC acquistabili solamente tramite moneta reale diverranno disponibili anche tramite crediti in-game.
Anche dal punto di vista tecnico, inoltre, l'offerta del titolo Team Dakota vive purtroppo di alti e bassi, con elementi grafici in stile cartoon assolutamente convincenti per ricchezza di colori, qualità delle texture ed animazioni (da sottolineare gli splendidi effetti di rifrazione di alcune superfici), che lasciano invece spazio ad 'ingredienti' sonori generalmente meno riusciti ad eccezione di qualche effetto in particolare.

Project Spark Tra i migliori game-creator attualmente disponibili sul mercato, Project Spark mette nelle mani di aspiranti game designer una quantità spropositata di varianti ed opzioni tramite le quali spaziare efficacemente all'interno di qualsiasi genere. Una disponibilità di risorse non immediatamente capace di soddisfare tutte le esigenze ed una spiccata importanza delle componenti sbloccabili tramite l'utilizzo di soldi reali fanno però emergere una serie di imperfezioni amplificate dalla struttura stessa del titolo Team Dakota: solamente chi avrà voglia di immergersi per intere giornate all'interno di menù e fasi di testing riuscirà infatti a creare qualcosa di veramente soddisfacente e che vada oltre a semplici spezzoni di gameplay. Superando indenni gli innegabili momenti di frustrazione e qualche idiosincrasia nelle sue dinamiche, comunque, Project Spark offre tutta la soddisfazione che il vedere la propria creatura giocata ed ammirata da amici e 'colleghi' sparsi per il mondo può regalare. A conti fatti, rimane quindi solamente da chiedersi quante di queste soddisfazioni riuscirete a togliervi prima che la voglia di tornare dalla parte 'gamer' della barricata inizi a farsi sentire con prepotenza.

7.5

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