Recensione Psycho-Pass: Mandatory Happiness

Dopo aver riscosso un discreto successo in Giappone, Psycho-Pass: Mandatory Happiness arriva finalmente in Europa su PlayStation 4 e Vita.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Psycho-Pass: Mandatory Happiness
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. È inoltre nemico giurato di DLC e digital delivery. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Psycho-Pass è una serie d'animazione giapponese scritta dal maestro Gen Urobuchi (Fate/Zero, Aldnoah.Zero, Suisei no Gargantia), rinomato autore di light novel conosciuto nell'ambiente principalmente per i toni cupi e i tragici colpi di scena delle sue opere. Lo stesso Psycho-Pass non si sottrae alla regola, proponendo allo spettatore una storia molto profonda, ricca d'introspezione psicologica e persino di citazioni letterarie anche piuttosto esplicite. Non a caso la serie ha ottenuto un successo sfrenato e alquanto immediato, persino nel nostro Bel Paese, dove il prodotto è strato trasmetto in chiaro sulla televisione nazionale a dodici mesi esatti dalla messa in onda in Giappone. Un record quasi senza precedenti, tempisticamente parlando. Come spesso accade, l'onda del successo ha portato alla produzione di una seconda stagione, un film d'animazione, varie trasposizioni cartacee (sia manga che romanzi), e più recentemente alla realizzazione di una visual novel che trova spazio proprio nella prima stagione, la più amata, e ne propone uno sviluppo alternativo. Sviluppato da 5pb. e pubblicato da NIS America, Psycho-Pass: Mandatory Happiness è da oggi disponibile anche nel vecchio continente su PlayStation 4, PlayStation Vita e Steam; abbiamo esaminato la versione per l'attuale ammiraglia Sony e di seguito vi illustriamo le nostre considerazioni sul prodotto.

La morte del libero arbitrio

Anno 2112, inimmaginabili progressi tecnologici hanno permesso la creazione dello Psycho-Pass, uno strumento capace di misurare la condizione psicologica, la personalità e le tendenze caratteriali del singolo individuo. Attraverso scansioni immediate e automatizzate del suddetto strumento, il Sybil System giudica gli esseri umani e li guida sul sentiero che massimizza la loro felicità, stabilendone l'educazione, il lavoro e in casi estremi persino il consorte. Un sistema a prima vista utopico che nasconde indicibili verità. Avendo il genere umano posto il proprio libero arbitrio in mano a macchine prive di moralità, l'uomo non risulta solo impossibilitato a svolgere mansioni per cui è ritenuto non idoneo, ma addirittura è costantemente monitorato da un sistema che non fa alcuna distinzione fra azione e intenzione, e che di conseguenza ordina la detenzione preventiva - se non l'immediata eliminazione - di tutti gli individui potenzialmente in grado di arrecare danno alla società. Il cosiddetto "Coefficiente di Criminalità" calcolato dallo Psycho-Pass valuta infatti la possibilità che una persona commetta un crimine: qualora il suddetto coefficiente superi la soglia limite aldilà della quale è impossibile qualsiasi risanamento psicologico dell'individuo, il sistema richiede l'intervento armato della sezione anticrimine del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Quand'anche riesca a scampare l'esecuzione, un "criminale latente" ha solo due opzioni: trascorrere la propria vita fra le sbarre di una prigione oppure diventare un "Esecutore", vale a dire un impiegato della sezione anticrimine incaricato di arrestare altri criminali. La capacità di comprendere la psicologia di tali individui rende gli Esecutori i partner perfetti degli Ispettori, i quali hanno a loro volta il compito di monitorarne la condotta dei sottoposti e in casi estremi sono tenuti a eliminarli. All'inizio dell'avventura, Psycho-Pass: Mandatory Happiness pone il giocatore dinanzi alla scelta del personaggio da impersonare: il gioco può essere infatti vissuto attraverso i panni della giovane Nadeshiko Kugatachi, Ispettrice venticinquenne affetta da amnesia e priva di qualsiasi emozione, o di Takuma Tsurugi, un irruento Esecutore alla ricerca di una persona cara misteriosamente scomparsa qualche anno prima dei fatti narrati. Entrambi i personaggi si uniranno nelle battute iniziali della visual novel alla Prima Divisione della sezione anticrimine, vale a dire alla squadra di Ispettori ed Esecutori composta da Akane Tsunemori e tutti gli altri protagonisti dell'omonima serie animata.

Compito del giocatore sarà arrestare criminali latenti e risolvere una serie di casi dietro i quali si nasconde l'intelligenza artificiale nota come Alpha, ennesimo personaggio inedito creato appositamente per rivestire il ruolo di antagonista dell'intera produzione ludica. Grazie ai forti temi che caratterizzano la serie e alla presenza dei personaggi originali del franchise, la visual novel riesce a proporre una storia interessante e molto dettagliata, capace di far riflettere sulla definizione stessa di giustizia. Non a caso, i tre personaggi inediti non ricoprono esattamente i classici e scontati ruoli di "buono" o "cattivo", ma la loro classificazione è perlopiù affidata al giudizio del giocatore, rendendo difatti l'opera soggetta a più interpretazioni. Come se non bastasse, i due protagonisti vivranno situazioni del tutto diverse e, durante i vari capitoli che compongono la produzione, l'utente sarà chiamato a compiere delle scelte spesso anche significative: mentre decisioni "corrette" condurranno il giocatore alla risoluzione del caso, decisioni avventate o comunque "sbagliate" - a seconda dei punti di vista - potranno persino decretare le sorti del personaggio controllato e portare ad un prematuro Bad Ending.

Il gioco dispone infatti di numerosi bivi narrativi e altrettanti finali, rendendo difatti l'opera rigiocabile a chiunque abbia la pazienza di rileggere più volte gli interminabili dialoghi del titolo. Trattandosi di una visual novel, è impossibile parlare di gameplay. Le scelte sono gli unici momenti in cui il giocatore ha difatti la possibilità di influenzare lo sviluppo della vicenda e l'intorpidimento del proprio Psycho-Pass, il quale, capitolo dopo capitolo, potrà migliorare o peggiorare pericolosamente, con tutte le conseguenze del caso. Nonostante l'intervento limitato del giocatore, Psycho-Pass: Mandatory Happiness non annoia e la trama risulta sempre avvincente, riserva piacevoli colpi di scena e spesso richiama eventi narrati nella serie originale, sviluppandoli però in maniera significativamente diversa e in linea con le scelte compiute dall'utente. Sul lato tecnico, il titolo presenta ottimi fondali, artwork e lo stesso character design dell'opera da cui è tratto, un elemento che di certo farà la gioia dei fan della serie. La colonna sonora svolge il suo dovere, anche grazie a tracce già note agli appassionati di Psycho-Pass, e accompagna adeguatamente la narrazione con temi sempre azzeccati alle varie situazioni. Fatta eccezione per le battute del narratore ed i pensieri dei due protagonisti principali, tutti i dialoghi del gioco sono interamente doppiati in lingua giapponese ed i personaggi storici si presentano con le stesse voci dell'anime. Dal momento che il prodotto basa tutta la sua esperienza sulla comprensione dei dialoghi, I testi tradotti unicamente in lingua inglese possono rappresentare un insormontabile ostacolo per i non fruitori dell'anglofono idioma, soprattutto perché spesso viene utilizzata una terminologia molto scientifica e ricercata.

Psycho-Pass: Mandatory Happiness Psycho-Pass: Mandatory Happiness non è un titolo per tutti. Se già le visual novel non sono apprezzate da un pubblico molto vasto (soprattutto fuori dal Giappone), la mancata localizzazione in italiano, in questi casi determinante, mina fortemente la comprensione dei dialoghi e riduce ulteriormente la fruibilità del prodotto. Per il resto, una trama profonda - spesso drammatica - e personaggi splendidamente caratterizzati rendono il titolo un must per qualunque appassionato dell’opera principale e in generale delle visual novel; la presenza di molteplici bivi narrativi, inoltre, influenza positivamente la longevità e soprattutto la rigiocabilità del titolo, alla quale è posto un solo limite: la pazienza del giocatore.

7.5

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