recensione Puzzle Quest 2

Puzzle Quest si riconferma un piccolo capolavoro

Versione analizzata: Nintendo DS
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • iPhone
  • iPad
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Una console territorio di piccoli, grandi capolavori

Il Nintendo DS nell’arco del suo ciclo vitale, ha ospitato un gran numero di piccoli e inaspettati capolavori. Al di là delle grandi produzioni di Nintendo o delle più affermate terze parti, la console portatile è stata spesso un terreno perfetto per progetti di dimensioni contenute, ma caratterizzati da una qualità e uno stile del tutto particolare. Soul Bubbles e Space Invaders Extreme sono solo due tra i tanti esempi che si potrebbe fare per dimostrare la validità di questo postulato.
Fra questi, figura anche quel Puzzle Quest: Challenge of the Warlords, che nel marzo del 2007, seppe fare la felicità di tanti possessori di un Nintendo DS. Caratterizzato da un gameplay a metà strada tra il puzzle game e l’RPG, il titolo rileggeva in un modo del tutto personale il grande classico Bejeweled, per regalarci un’esperienza fresca, impegnativa ed estremamente stimolante.
A distanza di diversi anni, Puzzle Quest fa il suo ritorno su DS. La magia è pronta a ripetersi?

Invasione di goblin

Puzzle Quest 2 si presenta in tutto e per tutto come un semplice potenziamento del capitolo originale. Senza apportare alcuno stravolgimento, la formula è stata affinata e migliorata in alcuni aspetti.
Purtroppo questa serie di power-up non hanno interessato l’aspetto narrativo. Esattamente come nel predecessore infatti, la trama è poco più che una semplice scusa, dalle tinte fantasy, per introdurvi a una serie di livelli progressivamente sempre più difficili. In questo sequel vestirete i panni dell’eroe di turno che, almeno inizialmente, si dirigerà nella città di Verloren dove stanno accadendo dei fatti piuttosto strani. Tra invasioni di goblin e misteriose sparizioni, tutto fa presagire il disastroso risveglio di una creatura rimasta dormiente per molto tempo. Manco a dirlo, indovinate a chi toccherà indagare, risolvere i problemi dei popolani in difficoltà e riportare la pace?
La trama insomma non brilla certo per originalità e tanto meno incontrerete personaggi dalla spiccata personalità che vi coinvolgeranno in serrati dialoghi dai profondi risvolti emotivi o filosofici. L’occasione ha indubbiamente il sapore di quelle che vanno sprecate, ma l’intreccio narrativo si dimostra comunque sufficientemente coerente e stimolante per spingere il videogiocatore a scoprire cosa viene dopo.

Allinea per vincere


Ma se la trama si dimostra solo sufficiente, è nel gameplay che Puzzle Quest 2 si trasforma in quella sostanza assuefante e deliziosa capace di costringervi a intere notti insonni o a prolungatissime soste al bagno.
Come già anticipato, il titolo si compone come una rilettura ultra-potenziata di Bejeweled.
Nel corso della modalità principale vi muoverete su una mappa dove potrete decidere quali caselle raggiungere. Ognuna di queste vi permetterà di parlare con un personaggio, fare acquisti nella bottega di turno, spostarvi in un’altra sezione o avviare una battaglia contro un nemico. Queste, per l’appunto, sfruttano il sistema di gioco di Bejeweled.
Obbiettivo di ogni scontro sarà quello di ridurre a zero i punti vita dell’avversario, prima che questo faccia lo stesso con voi. A turno, i due contendenti dovranno scambiare verticalmente o orizzontalmente due tasselli adiacenti all’interno di una griglia quadrata di otto caselle per lato, al fine di formare una fila di 3 o più simboli uguali. Di queste tessere infatti, ce ne sono di 3 tipi diversi. Innanzi tutto quelle colorate vi permetteranno di accumulare mana dell’allineamento corrispondente. Il vostro personaggio difatti, disporrà in ogni incontro di abilità specifiche che possono essere attivate solo se avrete eliminato sufficienti tasselli di un determinato colore. Questi incantesimi vanno dall’infliggere un danno fisico al proprio avversario, al fargli saltare il turno successivo, fino a magie che potenziano attacco o difesa del proprio avatar. Il secondo tipo di caselle in cui vi imbatterete sono invece i teschi: se riuniti, infliggerete immediatamente danni alla barra della salute dell’avversario. Infine, le tessere azione vi permetteranno di accumulare punti azione per utilizzare le armi equipaggiate. Nel corso dell’avventura infatti, entrerete in possesso di spade, bastoni magici e scudi. Questi permettono sia attaccare l’avversario che di godere di eventuali bonus. Per essere utilizzati, tuttavia, dovrete allineare un determinato numero di tris di tessere azione.
Il gameplay durante le battaglie insomma è tanto assuefante e divertente, quanto pretenzioso in termini di strategia e attenzione. Essendo basato sui turni, infatti, non solo vi preoccuperete della vostra mossa, ma dovrete anche cercare di non avvantaggiare l’avversario nella mossa successiva. Allineare quelle tre caselle gialle vi farà guadagnare mana, ma la loro eliminazione metterà in condizione l’avversario di comporre un tris di teschi. Vale la pena effettuare questa mossa? Il gioco vi spingerà sempre a pianificare attentamente ogni azione, tanto nelle prime battaglie, che nei lunghi e complessi scontri contro i boss. Selezionando il livello di difficoltà più basso, le cose sono sicuramente più semplici, ma scordatevi di vincere un solo scontro di Puzzle Quest 2 senza un minimo di tattica.

Il lato ruolistico di ogni avventura

Tuttavia il titolo sa offrire altro, al di là di un combat system estremamente ragionato e soddisfacente.
Innanzi tutto in più di un’occasione avrete modo di affrontare diverse riletture del sistema di battaglie appena descritto. Per aprire delle porte, vanificare trappole e persino acquisire i tesori da un forziere, sarete chiamati anche in questi casi a unire tessere dello stesso allineamento. Qui però, mancando l’avversario con cui alternarsi, sarete vincolati a risolvere lo schema entro un certo numero di mosse. Pur mantenendo la medesima impostazione, questi livelli spezzano lievemente l’azione con gli scontri contro i nemici, dando un pizzico di varietà in più che non guasta mai.
In apertura però vi avevamo parlato di contaminazioni con il genere RPG. Se già abbiamo commentato l’ambientazione fantasy del titolo, la presenza di magie ed abilità da sfruttare durante le battaglie e la possibilità di acquistare nuove armi, il quadro si completa con la gestione ruolistica del vostro avatar.
Innanzi tutto all’inizio dell’avventura vi verrà chiesta la classe di appartenenza dell’eroe. Il Barbaro rappresenta la classica via di mezzo capace di un po’ tutto. Lo Stregone invece ovvia a una cronica scarsità di punti vita, con una maggior potenza degli attacchi magici. L’Assassino, dal canto suo, è dotato di attacchi fisici estremamente potenti. Infine il Paladino fa della difesa il suo cavallo di battaglia. Le classi sono piuttosto equilibrate tra loro, ma alla prova dei fatti giocare nei panni dell’Assassino renderà ogni scontro estremamente più rapido, mentre il Paladino, dotato di deboli attacchi, vi costringerà a vere e proprie maratone di resistenza.
Scontro dopo scontro, inoltre, accumulerete progressivamente punti esperienza. Salendo di livello avrete così modo di incrementare le vostre statistiche. Aumentando l’attacco, per esempio, infliggerete maggiori danni allineando le tessere teschio. Più abilità, invece, vi permetterà di avere più probabilità di muovere per primi le caselle.
Tecnicamente Puzzle Quest 2 non va oltre alla sufficienza. Le fasi sulla mappa sfruttano un 2D molto peculiare e sicuramente piacevole. I personaggi sono trattati con uno stile cartonesco, mentre gli sfondi denotano un maggior realismo. Durante i dialoghi poi, avrete modo di osservare gli artwork dei vari personaggi: caratterizzati da uno stile che si avvicina molto ai fumetti occidentali, denotano tutti una certa cura. Durante le fasi di battaglia, se possibile, il tutto si fa ancora più funzionale e semplice.
Anche il sonoro non va oltre alla sufficienza. Pochi temi musicali, per quanto intonati e d’atmosfera, e effetti sonori che, a dire il vero, alla lunga riescono a stancare.
Parlando di longevità c’è ben poco di cui lamentarsi. Per completare l’avventura principale, comprensiva di tutte le sub-quest, vi serviranno almeno una trentina di ore. Inoltre è disponibile una modalità multiplayer 1 VS 1. Purtroppo però il tutto si limita al locale e costringerà anche il vostro sfidante ad avere una copia del gioco.

Puzzle Quest 2 Puzzle Quest 2 riesce a fare meglio del capitolo originale. L’ulteriore affinamento delle meccaniche e la riconferma di quanto di buono già visto, ci consegna un puzzle game assuefacente, impegnativo al punto giusto e generoso di soddisfazioni. Consigliatissimo agli amanti del genere e persino a chi si è già goduto il predecessore: dopo tutto di tempo, dall’ormai lontano 2007, ne è passato un bel po’.

7.7

media su 26 voti

Il tuo voto

  • 8