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Recensione Radiant Silvergun

Torna su XBLA un classico arcade

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Il Sega Saturn non è stata esattamente la console più diffusa della storia, per usare un eufemismo.
In special modo nella buona vecchia Europa, dove è stata schiacciata dalla popolarità di Playstation e dai drammi del Nintendo64. In molti, specialmente tra quelli che sul finire degli anni novanta erano teenager squattrinati, si mangiano le mani per non aver avuto una chance di provare alcuni dei giochi più chiacchierati di quella generazione, rilasciati esclusivamente per la sfortunata macchina a 32 bit.
Probabilmente - e a ragione, a giudicare dai prezzi altissimi a cui le poche copie in circolazione vengono vendute - il più desiderato da gamer e collezionisti è il leggendario Radiant Silvergun, sparatutto sviluppato da Treasure nel 1998 e rilasciato prima per le macchine arcade giapponesi e poi, in una versione migliorata ed ampliata, proprio su Sega Saturn.
Il titolo, data la scarsa diffusione, è diventato ben presto una specie di chimera leggendaria, un vero e proprio must have/must play, in particolare tra gli amanti degli shooter, che nemmeno dirottando la propria attenzione su altri capolavori del genere ugualmente di nicchia ma decisamente più reperibili quali Einhänder, Ikaruga e svariati titoli Cave hanno potuto liberarsi dall’ossessione di possederlo.
Era parecchio che rumor riguardanti una re-release di Radiant Silvergun si rincorrevano per la rete (assieme a voci insistenti riguardanti un ipotetico sequel per Xbox360).
Quei rumor sono diventati realtà.
La scorsa settimana, infatti, Treasure ha pubblicato un porting dello shooter su XBLA, senza troppe fanfare o pubblicità.
Sapevatelo!

Le sette differenze

Radiant Silvergun è un titolo assai particolare ed unico nel suo genere.
E’ ritenuto da molti - a ragione - un vero capolavoro, uno dei migliori sparatutto mai realizzati, e questo non seplicemente per via dei nemici dalle routine assai interessanti o del sistema di controllo precisissimo, che permette di muovere la navetta che presta il nome al gioco con precisione chirurgica attraverso letali piogge di proiettili.
Uno degli aspetti più importanti, originali, del lavoro Treasure è la gestione delle armi.
Il giocatore ha, infatti, accesso immediato a ben sette bocche di fuoco differenti, ognuna affidata ad un tasto del pad.
Esplosivi, laser a ricerca, vulcan e spread. Tutti i fidi compagni di mille battaglie sono li, affiancati da strumenti di morte ben più fantasiosi come una spada d’energia che può essere brandita sia per affettare le navi nemiche che per assorbire alcuni tipi di proiettili, caricando così una devastante smart bomb.
Le armi hanno comportamenti ben diversi, e sarà compito del giocatore apprenderne l’utilizzo ed imparare ad alternarle nel modo giusto per soverchiare le flotte votate alla nostra distruzione attraverso intricati stage dal level design a dir poco esemplare.

Tricromia violenta

Dimenticate l'elegante bicromia del ben più popolare Ikaruga.
Radiant Silvergun è si l’antenato del capolavoro in bianco e nero che ha spopolato in sala giochi e su Dreamcast all’inizio nuovo millennio, ma al tempo stesso è ben radicato nella cultura pop giapponese anni novanta.
Le Silvergun hanno un design immaturo e grossolano; si muovono, pur con grande eleganza, attraverso un mondo fin troppo colorato popolato da personaggi improbabili, che sembra uscito dalle “peggiori” produzioni animate commercialotte di quegli anni.
Un comparto narrativo dalla linea temporale frammentata, caratterizzato ben oltre gli standard del genere, d'altro canto, conferisce al titolo un feeling unico, in specialmodo nello story mode (nell’originale per Saturn era chiamato, giust’appunto Saturn Mode), introdotto da una voce narrante che, con grandissimo effetto, descrive l’ambientazione del gioco mentre il gameplay si infiamma immediatamente di schermaglie aeree mozzafiato.
Uno dei tanti tocchi di classe disseminati nella manciata di livelli che compongono Radiant Silvergun.
Malgrado la natura spiccatamente arcade, questa gemma presenta moltissime caratteristiche innovative, sovente mutuate da altri generi "preferiti" in casa Treasure; uno su tutti gli RPG.
L'arsenale del nostro velivolo, infatti, accumulerà esperienza potenziandosi con l'uso.
In modalità storia, questi progressi possono essere salvati in modo da rendere mano a mano più semplici i playthrough.
Per gli amanti della sfida, invece, c'è sempre la classica modalità arcade, in cui per sopravvivere occorre conoscere a menadito la disposizione dei nemici, schivando gli attacchi più letali e magari puntando ad un high score astronomico sfruttando il sistema di chain, riveduto e corretto in occasione di questa nuova edizione.
Ancora una volta citare Ikaruga è d'obbligo per spiegarne il funzionamento: i nemici di Radiant Silvergun possono essere di tre colori differenti. Eliminandoli a gruppi di tre, è possibile usufruire di un moltiplicatore in grado di aumentare esponenzialmente il bottino di ogni singola uccisione, con notevole beneficio per l'infrangimento delle barriere necessarie ad ottenere gli importantissimi 1UP.
Se siete già in possesso dell’edizione XBLA di Ikaruga, poi, potrete accedere ad una modalità speciale di calcolo del punteggio che emula il funzionamento dello sparatutto in bianco e nero.

Non/da soli nello spazio

L’edizione Live Arcade di Radiant Silvergun presenta un gran numero di migliorie estetiche, ma delude leggermente per quel che concerne uno degli aspetti per cui ci si sarebbe aspettati una cura maggiore, vista la natura del prodotto.
Sebbene la componente multiplayer locale sia mutuata completamente dalla ottima versione Saturn del titolo, l’offerta online lascia un po' a bocca asciutta.
Prima di tutto, lanciandosi in una campagna Story Mode in compagnia di un’amico internauta, non sarà possibile salvare i propri progressi, rendendo difatti inutile quest’alternativa all’arcade mode.
Inoltre, il netcode a volte presta il fianco a problemi di instabilità generale, tra cui rallentamenti ed imput lag.
Si tratta di un problema casuale, ma comunque discretamente frequente, in grado di compromettere l’esperienza di gioco di chi non ha amici con cui dividere lo schermo di casa.
Problemi, tuttavia, risolvibili grazie al pronto rilascio di patch che, ci auguriamo, verranno distribuite da Treasure quantoprima.
Fortunatamente sul versante single player tutto funziona a dovere, ed è possibile caricare i propri record sulle apposite leaderboard ed addirittura salvare i replay delle partite più riuscite.
Essendo un titolo arcade, Radiant Silvergun beneficia particolarmente di queste aggiunte, rendendo ancor più piacevole ogni viaggio attraverso il suo mondo colorato, costellato da boss battle epiche e accompagnato dall’ottima colonna sonora composta da Hitoshi Sakimoto che, curiosamente, ricorderà ai giocatori più attenti le note di quel capolavoro per Playstation che risponde al nome di Final Fantasy Tactics.
Un'eco decisamente piacevole.

Radiant Silvergun Radiant Silvergun sembra immune al logorio del tempo. E’ divertente, difficile, appagante. L’edizione per Xbox Live Arcade pecca di alcune imprecisioni del netcode, ma vista la bontà della conversione e del materiale originale, penalizzare il lavoro Treasure per una svista del genere parrebbe un eccesso, visto anche il prezzo decisamente abbordabile e l’accessibilità del digital delivery. Dopotutto, c’è gente pronta a sborsare centinaia di euro per il cd originale. Su Saturn, il supporto online ce lo si poteva solo sognare. Quindi, lasciate perdere la rete, fate una telefonata, procuratevi un amico e dateci dentro. Radiant Silvergun è un capolavoro, ed ha ancora lo stesso vigore di tredici anni fa.

9

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