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Recensione Rainbow Moon

A più di un anno dalla prima pubblicazione, lo strategico di SideQuest giunge su PS Vita

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Rainbow Moon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Rainbow Moon, più di un anno fa, faceva il suo esordio sul catalogo digitale del PSN; guadagnandosi, sulle nostre pagine virtuali, una più che meritata promozione. Come accade sempre più spesso con i giochi che ne hanno la possibilità, anche la piccola creatura di SideQuest Studios, già nota al grande pubblico per lo scrolling shooter Söldner-X: Himmelsstürmer, ha conosciuto una trasposizione da PS3 alla piccola PS Vita. Il ritardo con cui l’operazione è stata svolta ha del colpevole e porta come diretta conseguenza un’inevitabile svalutazione. Ciononostante, e pur riconsiderando tutti i limiti già riscontrati in passato, il piccolo strategico a turni della software house teutonica, anche in veste portatile, è riuscito a intrattenerci degnamente.
Non provando neanche lontanamente a raggiungere i gradi di complessità di un Disgaea qualsiasi e senza mai cercare di nascondere i suoi limiti, Rainbow Moon si fa apprezzare anche per l’onestà di fondo con cui è stato realizzato: se cercate un capolavoro siete in alto mare, ma se quello che vi serve è un degno rappresentante del suo genere, magari ideale per chi non ha troppa esperienza, avete appena trovato ciò che fa al caso vostro.

Non vorrei e non posso

L’intrepido Baldern setaccia l’oscura foresta in cerca del suo avversario. Lo conosce bene e sa di essere molto più forte: non è la prima volta che lo affronta e che ha la meglio. Si fa spazio con spavalderia tra i rami bassi degli alberi e il sottobosco, assaporando il timore che incute al suo acerrimo nemico. Già pregusta il sapore della vittoria quando cade nella trappola tesagli: l’oscuro stregone, che attendeva nascosto il momento giusto, spinge l’eroe all’interno di un tunnel spazio-temporale improvvisamente creato dal nulla. Risvegliatosi di soprassalto, il nostro scopre di essere giunto sulla luna di Rainbow Moon e che insieme a lui si sono materializzati centinaia di mostri ed altri esseri malintenzionati che hanno sconvolto la pacifica vita degli abitanti del piccolo satellite. Inizia così l’epopea di Baldern, che ha il triplice fine di estirpare il male nel nuovo mondo, ritrovare la via di casa e vendicarsi dello scherzetto subito dal suo arcinemico.
A premesse per nulla esaltanti, fanno eco un plot e una sceneggiatura privi di mordente. Tutto procede secondo un copione ampiamente prevedibile, scialbo e ulteriormente impoverito da un cast di attori virtuali poco carismatici. A partire dallo stesso protagonista, neutro avatar svuotato di qualsiasi emozione e pensiero, per continuare con la lunga trafila di alleati e NPC, nessuno dei personaggi tirati in ballo vanta una caratterizzazione degna di nota. La storia è quella di un eroe che affronta un esercito di cattivi, ne esce vincitore e fa trionfare il bene: poche quindi le emozioni, sebbene la struttura narrativa sia sufficientemente articolare per sorreggere l’avventura dall’inizio alla fine.

Appurato comunque che non correrete ad acquistare Rainbow Moon per godervi la complessità del suo intreccio narrativo, potreste avere più di un buon motivo per farlo considerando il gameplay. Anche in questo senso non aspettatevi lampi di genio o innovative feature destinate a segnare un solco profondo nella storia degli strategici a turni. Tutt’altro: SideQuest Studios ha confezionato un titolo piuttosto classico, senza chissà quali aspirazioni e ambizioni. Da una parte a risentirne è la profondità dell’esperienza offerta, fattore che allontanerà i puristi a caccia di qualcosa di impegnativo, ma dall’altra questa generale leggerezza attirerà le simpatie dei neofiti che troveranno in Rainbow Moon un titolo ideale per iniziarsi al genere.
L’esplorazione gioca un ruolo tutt’altro che secondario nell’avventura. Durante queste fasi potrete scorrazzare liberamente nelle varie ambientazioni a caccia di item, personaggi con cui fare quattro chiacchiere e sentieri alternativi in cui (magari) imbattersi in un forziere colmo di oggetti bonus. Il tempo, e con esso l’alternanza tra giorno e notte che causerà l’apparizione e sparizione di negozi, NPC e quant’altro, è determinato dall’incedere dell’avatar. Ad ogni suo passo, inoltre, ne corrisponderà uno dei nemici presenti sulla mappa: sempre visibili e quindi evitabili nel caso non si voglia perdere troppo tempo con eccessive battaglie.
Evitando gli scontri casuali e proponendo scenari dinamici e contestualizzati con l’ora del giorno in cui visitiamo le location, la fase esplorativa gode di un buon ritmo e invoglia il videogiocatore a perlustrare ogni anfratto.
Anche la gestione di personaggi ed equipaggiamento segue questa ideologia di fondo: a discapito di una certa profondità, il sistema è snello, semplice da comprendere e padroneggiare. Il party, che può raggiungere un massimo di tre combattenti per volta, può appropriarsi di armi e armature più performanti acquistandole o forgiandole in prima persona presso i fabbri dei vari borghi. Accumulare esperienza farà salire di livello i personaggi che, tuttavia, per incrementare le varie statistiche di forza, difesa, velocità e così via, dovrà spendere specifiche gemme accumulabili uccidendo i nemici. Non basta insomma grindare: bisogna anche utilizzare saggiamente questa particolare valuta che diventerà, in breve, il bene più prezioso e ricercato.

Stesso discorso anche per il combat system. Privo di una qualche feature che lo distacchi nettamente dalla concorrenza, anche in quest’ambito il gioco sceglie la carta della semplicità. Rispetto a Disagea manca l’oculata modellazione di ogni arena di scontro e a ben vedere le possibilità strategiche, tra mosse e opzioni disponibili, non sono così tante.
Avviata la battaglia vi muoverete sulla classica scacchiera in cui sarete chiamati a selezionare una o più mosse, consapevoli che poi toccherà all’avversario fare altrettanto. Tra colpi critici, mosse speciali che richiedono mana e pozioni varie non manca nulla di strettamente classico, sebbene il party limitato a soli tre eroi restringa ulteriormente le brame tattiche dello stratega che alberga in ognuno di noi.
Tirando le somme, al gameplay di Rainbow Moon manca forse un po' di coraggio: agli occhi dei più navigati sembrerà magari poco profondo, ma puntando sul rispetto alla tradizione e sulla semplicità trova il suo senso d’esistere. Ideale per un pubblico non troppo navigato o alla ricerca di uno strategico a turni più leggero del solito, potenzia ulteriormente questa sua tendenza grazie alla portabilità acquisita con l’approdo su PS Vita. Nonostante rinunci ad usare il touch-screen, il salvataggio istantaneo (e condivisibile con la versione PS3 che, tra l’altro, gode del Cross-Buy) rende il titolo ideale per essere fruito in qualsiasi luogo.
Tecnicamente i risultati sono buoni, ma dal punto di vista artistico lascia alquanto a desiderare la quasi totale mancanza di carattere dello stile adottato dai designer. Un pizzico di fantasy, qualche abbozzo di proporzioni super-deformed e poco altro. Nulla che vi lascerà particolarmente impressionati insomma.
Molto buono il sonoro. Gli effetti fanno il loro dovere, mentre i temi musicali spiccano per arrangiamenti tematicamente opportuni al contesto di riferimento.

Rainbow Moon Accompagnare Baldern verso la via di casa (compito che vi richiederà circa una quarantina di ore) non sarà certamente un’avventura che ricorderete per anni. Rainbow Moon risparmia in coraggio e si presenta con un gameplay fin troppo classico per attrarre i fan del genere. Come se non bastasse l’assenza totale di nuovi contenuti, rispetto all’edizione già pubblicata più di un anno fa, allontanerà aprioristicamente tutti coloro che lo hanno già acquistato o che lo avevano già allora scartato. Ciononostante la semplicità di combat system e sistema di crescita, unitamente al plus rappresentato dal Cross-Buy e Cross-Save con l’edizione per PS3, basterà per divertire un nutrito numero di curiosi, neofiti o semplici appassionati in cerca di qualcosa di più leggero del solito.

7

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