Rainbow Six Siege: Operation Red Crow Recensione

Ambientato in Giappone, Operation Red Crow è il nuovo DLC gratuito di Rainbow Six Siege, che introduce una nuova mappa e due operatori.

Versione analizzata: Xbox One
recensione Rainbow Six Siege: Operation Red Crow
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Il percorso dello shooter di Ubisoft Montreal è certamente tra i più affascinanti dell'ultimo anno solare: partito portandosi dietro mille incognite, ha saputo migliorarsi passo dopo passo tenendo sempre a mente l'aspetto più importante e determinante quando si lavora a titoli di questo genere: i feedback della community. Non bisogna rimanere quindi stupiti se diciamo con estrema sicurezza che ad oggi Rainbow Six Siege è un gran bel gioco, denso di contenuti e ricco di opportunità. Vi abbiamo raccontato nel corso dei mesi come la qualità media dei DLC sia -quasi- sempre stata soddisfacente ed in linea con i valori della produzione (anzi, talvolta persino superiore). Da questo punto di vista, Operation Red Crow conferma quanto di buono fatto dal team di sviluppo a partire dalla finestra di lancio del titolo fino ad oggi: quest'ultima espansione gratuita arricchisce in maniera importante il pacchetto mappe ed operatori, senza contare le repentine modifiche al bilanciamento e l'aggiunta di qualche chicca estetica che fa sempre un gran piacere ai fan.

Maestra d'assalto

Il tema centrale di Operation Red Crow sono le forze speciali giapponesi, i soldati del S.A.T, che si uniranno alla squadra Rainbow per neutralizzare una pericolosa minaccia all'interno della nuova mappa (Grattacielo).
Il primo dei due nuovi operatori è Yumiko Imagawa alias Hibana, una giovanassima soldatessa abilea nelle arti marziali, che vede i suoi punti di forza nella versatilità e nella sua estrema attitudine al comando sul campo. La sua dotazione standard è composta da un fucile d'assalto, o in alternativa uno shotgun, senza ovviamente dimenticare armi secondarie e granate, che in questo caso sono una pistola e una mitraglietta, ed una classica stun granade che ha come alternativa la mina claymore.

Come per il resto degli operatori però, la peculiarità di Hibana è la sua dotazione unica: X-Kairos è un lanciagranate con cariche da 40 mm, dotato di proiettili esplosivi che possono essere detonati a distanza. Hibana è un operatore abbastanza classico, che dà il meglio di se giocato in maniera piuttosto aggressiva. È molto veloce, quindi sfruttare al meglio questa sua capacità potrà facilitarvi la vita contro avversari più lenti e dai movimenti macchinosi, e ricordatevi di sfruttare le cariche esplosive del suo X-Kairos per fare breccia nelle fortificazioni nemiche e creare il panico. Inoltre, per trovare il giusto equilibrio a livello di dotazione principale, vi consigliamo di alternare due differenti setup: il primo composto da fucile d'assalto e pistola, il secondo invece formato da shotgun e mitraglietta. In questo modo riuscirete ad alternare potenza di fuoco a colpi più precisi, ed adattarvi cosi a qualsiasi tipo di soluzione.

Mr. Robot

Masaru Enatus è ECHO, specializzato in operazioni di ricognizione e maestro di ingegneria robotica, è la novità principale per quanto riguarda il roster degli operatori di difesa. La dotazione standard è praticamente identica a quella di Hibana: comprende quindi un fucile d'assalto, shotgun, pistola e mitraglietta. Nonostante questo, però, è profondamente diverso dalla sua collega in termini di statistiche: è infatti lento ma ben corazzato, e la sua abilità speciale richiede un approccio discretamente passivo, utile a fornire un sopporto concreto alla squadra.

Echo usufruisce di Yokai, un drone radiocomandato dotato di un dispositivo in grado di rilasciare scariche soniche che stordiranno gli avversari all'interno di una determinata area. Ovviamente, sorvolando la zona, potrà fornire anche immagini dettagliate agli alleati per quanto riguarda la posizione degli operatori nemici. Come detto in precedenza, Echo è un operatore che per essere utilizzato al meglio richiede un gioco davvero molto statico. Condizione necessaria e fondamentale per godere appieno della sua abilità è senza dubbio conoscere molto bene ogni singolo anfratto delle mappe, in modo da guidare il drone nella maniera più accurata possibile, a caccia degli avversari. Cercate quindi di utilizzarlo all'interno di un team equilibrato, e sopratutto fate in modo che sia sempre ben difeso; in caso contrario sappiate che potreste risultare pressochè inutili nell'economia di squadra.

Skyscraper

Come di consueto anche il pool delle mappe disponibili si aggiorna, questa volta con un'ambientazione situata in vetta ad un grattacielo giapponese, dove si fondono antichità e modernità ed un level design intrigante e per nulla scontato.

Grattacielo è una mappa che segue la linea di tutte le altre ambientazioni presenti in Rainbow Six Siege, e richiederà infatti un po' di accurato studio prima di poterla giocare con una certa confidenza. Alterna spazi esterni ad ambienti molto chiusi e per certi versi claustrofobici, per questo è consigliabile giocarla con operatori in grado di distruggere facilmente pareti e ripari, e che siano forniti anche di una discreta potenza di fuoco. In questo senso, Hibana con il suo X-Kairos può risultare davvero determinante.
Quello che colpisce in questo caso, più che il level desing, è la cura artistica con la quale i ragazzi di Ubisoft Montreal hanno realizzato gli ambienti interni dell'edificio, riuscendo perfettamente a trasmettere la sacralità e l'ordine della cultura Giapponese, tramite dettagli che arricchiscono ogni singolo scorcio della mappa.

Rainbow Six Siege Rainbow Six Siege chiude l'anno con il botto: Operation Red Crow è un ottimo DLC. Hibana ed Echo rappresentano due gradevolissime ed utilissime aggiunte alla formazione degli operatori fino ad oggi disponibili, con abilità uniche accattivanti, capaci di inserire le due new entry anche all'interno del meta-game competitivo. Grattacielo invece colpisce per direzione artistica eccelsa, a discapito di un level desing funzionale ma non entusiasmante. A questo punto non rimane che sperare che il 2017 non rappresenti l'anno del tramonto per il titolo Ubisoft: dopo un 2016 cosi in crescendo, ci aspettiamo che il supporto continui, magari in maniera meno frequente ma con la stessa efficacia.

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