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Recensione Ratchet & Clank

Con Ratchet & Clank, Insomniac prova a recuperare le stesse alchimie del primo capitolo, rivolgendosi non solo alla schiera di giocatori in erba che al gaming si sono avvicinati negli ultimi anni, ma anche ai nostalgici.

Ratchet and Clank

Videorecensione
Ratchet and Clank
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il primo, storico Ratchet & Clank usciva sull'indimenticabile PlayStation 2 ben quattordici anni fa. All'epoca eravamo in tanti, adolescenti alla ricerca di nuove mascotte, travolti da quel fiume di eccellenti esclusive che Sony riversava sulla sua seconda console. Il dinamico duo ideato da Insomniac Games non ebbe mai la forza di rivaleggiare con il marsupiale più famoso dei videogame, quel Crash Bandicoot che per molti rappresenta il ricordo di un'infanzia mitologica, ma fu un compagno fedelissimo per tanti anni. I tre episodi della prima trilogia arrivarono ad un ritmo vertiginoso, e pure lo spin-off Gladiator riuscì a non sfigurare troppo, chiudendo in maniera più che decorosa una grande stagione. A pensarci bene, la forza di Ratchet & Clank (ma anche dei "colleghi" Jak & Daxter) fu quella di condividere con il pubblico a cui si dedicava una certa ansia di rinnovamento, l'urgenza di maturare e spingersi oltre i propri confini. All'epoca i Platform erano ancora uno dei grandi pilastri dello sviluppo videoludico, e le due serie di Insomniac e Naughty Dog furono tra le prime a voler superare il canone classico del genere. C'era bisogno di cambiare, di provare nuove soluzioni: dopo il tradizionale The Precursor Legacy, Jak tentò la via del mondo aperto e finì addirittura su bolidi a quattro ruote, mentre per il Lombax ed il suo metallico amico la via da percorrere fu chiara fin dall'inizio: quella delle armi. Titoli originali che nascondevano più di un doppiosenso, una serie di bocche da fuoco strampalate, un'ironia pungente e mai greve, e per finire una serie di livelli lontanissimi dagli stereotipi del platform furono il biglietto da visita di una saga a cui bastò appena un triennio per entrare nella storia. Poi siamo cresciuti tutti. L'entusiasmo per i capitoli PlayStation 3 cominciò ad affievolirsi, e il team sentì il bisogno di passare oltre: provò a cambiare approccio, ad ibridare ulteriormente la formula di gioco, e poi finì col metterla da parte, per lavorare su nuove IP e con nuovi partner commerciali. Si concluse così il tempo di Ratchet & Clank, e non c'è nulla di male. "Ozymandias", per dirla alla Breaking Bad. Eppure qualcuno è convinto che per i due ranger spaziali ci sia ancora posto. Così oggi Insomniac prova a recuperare le stesse alchimie del primo capitolo, rivolgendosi non solo alla schiera di giocatori in erba che al gaming si sono avvicinati negli ultimi anni, ma anche ai nostalgici. Lo fa con un reboot che intreccia, narrativamente parlando, situazioni del primo episodio ed elementi presi dal film d'animazione in arrivo nei cinema, e che rappresenta in fin dei conti un'ottima opera di ammodernamento dell'avventura originale.

Back in Action

Ratchet & Clank è un reboot, una ripartenza, e racconta quindi le origini della coppia di eroi che abbiamo imparato a conoscere tanti anni fa. L'incontro fra l'ultimo dei Lombax ed il "Robodifetto" uscito dalle fabbriche di Drek è narrato dal vocione del capitano Qwark, rinchiuso in prigione per aver tradito i ranger spaziali. Nei primi livelli di gioco sembra quasi che il team abbia pensato ad un meccanismo simile a quello di Bastion, con un narratore che commenta al volo le azioni del giocatore. In verità questa soluzione si fa preso da parte, lasciando che la trama si sviluppi in una maniera molto più classica, raccontando attraverso meravigliosi filmati in Computer Grafica le gesta dei protagonisti. Non si tratta ovviamente di una sceneggiatura elaborata, ma il racconto resta sempre spiritoso e leggero (non lo definiremmo, tuttavia, genuinamente divertente come quello di certi vecchi episodi). Orientatevi sulla lingua originale se non avete problemi con l'inglese, perché il doppiaggio italiano è come sempre molto caricaturale (sebbene di buona qualità). Al di là del rendering impeccabile (siamo ansiosi di vederlo sul grande schermo), le scene d'intermezzo non rappresentano comunque l'attrazione principale di questo Ratchet & Clank. È invece l'azione che tiene in piedi il prodotto, identica nei ritmi a quella degli ultimi episodi visti su PlayStation 3. Il gameplay è insomma molto tradizionale: quello di un platform con una smodata passione per le armi e la distruzione. L'esplorazione dei livelli è sempre inframezzata da una serie cospicua di scontri a fuoco, che dobbiamo affrontare con gli improbabili gingilli della Gadgetron. Oltre a classici Blaster e Guanti-Bomba, ritroviamo le bocche da fuoco più strampalate, tra vecchi ritorni e qualche interessante novità: c'è l'immancabile Mr. Zurkon (accompagnato dalle sue terribili battute), l'iconico Lancia-Lame, l'indispensabile Discotron; ma anche un Pixellatore, che qui fa le veci di un fucile a pompa aggiungendo un effetto 8-bit (che sembra andare molto di moda ultimamente). Verso la fine dell'avventura, se riuscirete ad accumulate Bolt a sufficienza, potrete acquistare persino un Pecorator. Le battaglie, in ogni caso, si affrontano sempre alla stessa maniera, tenendo premuto il tasto per bloccare la visuale alle spalle di Ratchet, ed esibendosi in salti e strafe laterali per schivare i colpi dei nemici. Il sistema di controllo -durante gli scontri ma anche nelle fasi platform- è un po' ingessato, poco reattivo, ma è un aspetto a cui ci si abitua ben presto. Anche se avremmo preferito animazioni un po' più dinamiche ed una risposta agli input un po' più scattante, archiviate le prime ore di gioco si avanza piacevolmente. Ed anzi si (ri)scopre un'avventura molto ben costruita, che ci propone una bella varietà di situazioni. Esplorando la dozzina di pianeti che compongono lo story mode troviamo gare di Hoverboard, livelli in cui possiamo prendere il volo sfruttando un Jetpack, enigmi ambientali e tante altre trovate che vivacizzano la progressione.

Fra sequenze di salti, battaglie spaziali a bordo della nostra astronave, esplorazione e puzzle solving, viene naturale un po' di nostalgia per prodotti così vari e ben confezionati. Le sezioni nei panni di Clank, in cui dobbiamo farci aiutare da varie tipologie di robot per risolvere intelligenti rompicapo, non saranno ispirate come quelle di "A Spasso nel Tempo" ma rappresentano un ottimo diversivo, ed è un peccato che manchino invece le arene in cui affrontare ondate di nemici. In tutti i livelli, poi, c'è almeno un obiettivo secondario, grazie al quale è spesso possibile sbloccare nuovi stage oppure interessanti gadget che ci permettono di esplorare i pianeti con più facilità. Proprio l'esplorazione sarà un aspetto fondamentale per i completisti, che ben volentieri torneranno sui mondi già visitati per raccogliere carte da collezione e Bolt D'Oro, estendendo la durata dell'avventura attorno alle quindici ore.

L'avanzamento è poi scandito dal sistema di potenziamento delle armi, legato non solo all'accumulo di esperienza, ma anche dei cristalli di Raritanio, lasciati dai nemici oppure recuperati in qualche formazione naturale. Con questi sarà possibile migliorare le caratteristiche di tutte le bocche da fuoco, seguendo un sistema già visto negli episodi più recenti. Il nuovo Ratchet & Clank aggiunge inoltre un inedito set di Carte Collezionabili: una sorta di album di figurine in cui compaiono ambienti e personaggi dell'intera saga, e che può sbloccare diversi bonus legati alla raccolta dei Bolt, delle Card stesse e del Raritanio. Nonostante questo sistema di progressione sia interessante e invogli il giocatore a ripulire con attenzione tutti i livelli di gioco, ci è sembrato che verso la fine dell'avventura influisca negativamente sulla difficoltà di gioco. Da un certo punto in avanti il team di sviluppo sembra voler sacrificare il senso di sfida in nome di un indistinto e spettacolare "casino": distruggere gli avversari in un tripudio di lame, esplosioni e razzi a ricerca diventa un semplice esercizio di stile, e gli ultimi livelli scivolano via senza impensierire. Quasi ci si dimentica delle boss fight, e si procede in maniera meccanica. Persino la Mappamatica, gadget che segnala la posizione di tutti i segreti, disinnesca in maniera abbastanza evidente il fascino dell'esplorazione. E lo sappiamo che si tratta di elementi classici (sia il gingillo della Gadgetron che il senso di potenza avvertito nelle fasi finali del gioco), ma visto che siamo di fronte ad un reboot si sarebbero potute escogitare nuove soluzioni. Anche perché la confusionaria potenza delle armi rischia di rovinare persino la Modalità Sfida, una sorta di New Game + in cui è possibile potenziare ulteriormente le armi, sbloccando la loro versione Omega. Purtroppo per i difetti sopra citati l'impresa è consigliata soltanto ai fan sfegatati, che riusciranno a chiudere un occhio di fronte agli evidenti problemi strutturali, spinti magari di scoprire le funzionalità aggiuntive delle bocche da fuoco. Complessivamente, comunque, questo Ratchet & Clank a metà fra il vecchio e il nuovo è più che riuscito. Tributo e celebrazione della vecchia scuola dello sviluppo videoludico, platform 3D vivace ed eterogeneo, rappresenta un ottimo ritorno sulle scene ed un incipit interessante per quella che speriamo possa diventare una nuova stagione per la coppia di Insomniac.

Quanto all'aspetto grafico, il lavoro svolto da Insomniac è davvero ottimo, partendo da una modellazione poligonale solida e continuando con l'estensione dei livelli, sempre ricchi di sfondi ben animati. Il tutto con 30 FPS piuttosto solidi nella maggior parte delle situazioni. Si nota ancora, ma solo sui televisori ad ampia diagonale, un po' di aliasing, ma in quanto a texturizzazione e quantità di dettagli, i risultati sono eccellenti: i nuovi shader, applicati con pochissime cautele su tutti gli elementi dello scenario, rendono il colpo d'occhio scintillante, luminoso, traboccante di riflessi e cromature.

Ratchet & Clank Si sono fatti desiderare per un bel po', presentandosi prima con strani Tower Defence ed esperimenti cooperativi, e poi con un capitolo davvero troppo corto per lasciare soddisfatti (Nexus). Ma finalmente Ratchet & Clank sono tornati: questo reboot ci ripropone una versione ammodernata dell'avventura originale, con nuovi elementi narrativi e qualche sezione mai vista prima. Negli anni, tuttavia, sono cambiati così tanto il profilo del gameplay, il sistema di potenziamento, la qualità e la quantità delle sequenze alternative (fra puzzle robotici e sparatorie astrali), che la proposta di Insomniac è di fatto un gioco inedito. Un gioco che rappresenta la riscoperta dei platform 3D alla vecchia maniera, un titolo che non sta mai fermo, pieno di segreti e trovate brillanti. Realizzato, inoltre, con molta cura sul fronte tecnico, e capace anche solo per questo di rivitalizzare l'immaginario classico della saga. Peccato allora che l'ultima parte dell'avventura risulti davvero troppo meccanica, per via di un sistema di potenziamento delle armi che disinnesca tutte le difficoltà e rende le battaglie spicciole e confuse. Lontano dalla mole di contenuti dei capitoli più riusciti (ma più condensato anche dell'originale), il nuovo Ratchet & Clank non raggiunge l'eccellenza per poco, ma rappresenta una grande ripartenza per un duo di mascotte che speriamo di rivedere su Ps4 più frequentemente. Consigliato senza riserve ai giocatori più giovani, che finalmente potrebbero avere un'alternativa (più matura ma non più aggressiva) ai "videogiocattoli" di Disney e Activision.

7.8

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