Recensione Ratchet & Clank: Before the Nexus

Il lombax all'assalto dell'App Store.

Versione analizzata: iPhone
recensione Ratchet & Clank: Before the Nexus
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Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Anche Sony ha alla fine ceduto alle lusinghe dell'App Store. La piattaforma di distribuzione digitale di Apple, del resto, è talmente diffusa che sarebbe probabilmente sciocco non considerarla - se non altro - un efficace strumento di marketing. Poco prima del lancio di Ps4, quindi, su iPhone ha fatto la sua comparsa il primo videogame pubblicato dal publisher nipponico: quel Knack's Quest che non si è rivelato, in fin dei conti, troppo soddisfacente. Appena qualche settimana dopo giunge invece Ratchet & Clank: Before the Nexus, in evidente ritardo rispetto alla release dell'ultimo capitolo regolare delle avventure del Lombax e del suo metallico amico.
Sfortunatamente, anche questo secondo esperimento deve dirsi sostanzialmente fallito: i ragazzi di Darkside, team responsabile di questo episodio mobile, ci consegnano un endless runner poco intrigante e rovinato da un sistema di controllo male ottimizzato e per nulla reattivo.
Nonostante l'impegno per riportare in questa versione ridotta tutta l'iconografia della saga, comprese le armi improbabili e i gadget che tutti i fan hanno imparato a conoscere, il problema più evidente di Before the Nexus sembra però essere quello di voler aderire -così come ha fatto Knack's Quest- ad un canone ormai abusatissimo in ambiente mobile: volendosi per forza adattare ai ritmi “mordi e fuggi” di tante altre produzioni, ma senza avere la caratura, l'immediatezza e la reattività di Temple Run ed epigoni.

Verso l'infinito e oltre

Come il titolo lascia intendere, Before the Nexus si ambienta prima della (mini) avventura raccontata nel titolo uscito qualche settimana fa su PlayStation 3. Ci racconta, quindi, di come Ratchet abbia catturato Vendra Progg, che all'inizio di “Nexus” si trova in catene in una immensa nave prigione. In verità l'incipit è così sbrigativo e poco interessante che sarà davvero difficile avvertire una qualche connessione con il gioco principale.
Superate le schermate di presentazione, infatti, veniamo senza altri preamboli lanciati all'inseguimento del nemico, scoprendo così che Before the Nexus è strutturato come un semplice endless runner. Ratchet corre “in profondità”, ed il nostro compito è quello di spostarlo in una delle tre “corsie” in cui è divisa la pista, per evitare ostacoli e avversari.
Con uno swipe laterale saltiamo a destra e sinistra, ed ovviamente possiamo saltare e, mantenendo premuto il dito sullo schermo, effettuare una planata che ci permette di superare i dirupi più ampi.
Before the Nexus, insomma, si configura idealmente come un titolo semplicissimo e diretto, che riprende da Jetpack Joyride e da tutti i congeneri che l'hanno seguito la possibilità di acquistare upgrade coi bolt raccolti per strada, ed un sistema di quest che vanno superate per guadagnare qualche bolt extra.
Data l'anima guerrafondaia della saga principale, il team ha voluto inserire anche qualche arma, con cui è possibile sparare agli avversari che ci sbarrano la strada. Idealmente basterebbe toccare lo schermo per far fuoco verso il punto desiderato, ma qui cominciano i problemi. Il gioco riconosce con estrema fatica gli input, e spesso invece invece di sparare si finisce per saltare o cambiare corsia: un problema che genera parecchia confusione e condisce spesso e volentieri a morti premature. Anche quando le cose funzionano, il sistema non è dei più immediati: anzi mentre si spara si rischia di coprire con il dito gli ostacoli e le insidie che abbiamo di fronte, rendendo parecchio problematica la sopravvivenza. Finire i proiettili, poi, fa comparire su schermo un avviso che ci invita a comprarne altri, e che non vuole proprio saperne di sparire, riducendo la visibilità.
Ratchet & Clank: Before the Nexus, è insomma un messo disastro: non solo si affida ad una formula di gioco vista e rivista, ma con un sistema di controllo impreciso e un'interfaccia invasiva e caotica, genera una confusione così tremenda che viene voglia di abbandonare il gioco fin da subito.

Anche il sistema di sviluppo delle armi e delle armature non convince: idealmente possiamo acquistare nuovi gadget, armi alternative e corazze che ci permettono di resistere a qualche colpo: ma dopo pochi minuti si capisce che il numero di bolt richiesto per i potenziamenti è veramente esagerato, e che le microtransazioni sono l'unico sistema per garantirsi una progressione che non sia lentissima, ripetitiva e tediosa. Ma investire qualche soldo in Before the Nexus sarebbe davvero una scelta poco oculata: il titolo è un clone becero e poco riuscito di tanti altri titoli che neppure brillano per inventiva, e propone un'esperienza mai stimolante e poco divertente.
Anche il comparto grafico lascia a desiderare (tralasciamo per pietà la qualità del sonoro, con effetti invasivi e fastidiosi), per via di un aliasing marcatissimo e modelli dei nemici che definire poco ispirati è un sottil eufemismo. Neppure i fan più sfegatati della serie, insomma, riusciranno a soprassedere: per quanto possa magari essere piacevole l'idea di usare l'armamentario classico di Ratchet in un titolo mobile (c'è pure il Discotron), gli entusiasmi vengono ammazzati sul nascere da una realizzazione complessiva senza nessun valore.

Ratchet & Clank: Before the Nexus Sony ha deciso di portare alcuni dei suoi brand su App Store, e la cosa non può che farci piacere. Ma il publisher deve investire energie creative in questi prodotti “sussidiari”, e capire a quale utenza sta parlando: non tanto ai “non-giocatori” che quotidianamente spendono fior di quattrini in microtrnsazioni, quanto ai player fidelizzati, che cercano una proposta non necessariamente complessa, ma sempre sviluppata tenendo a mente i criteri di qualità a cui le home console ci hanno abituati. Le applicazioni che fungano “da spalla” alle esperienze su Ps3 e Ps4 vanno benissimo, ma se i risultati devono essere questi, Sony rischia che queste operazioni, più che fruttuose, diventino un serio danno d'immagine. Before the Nexus, in particolare, è un endless runner insipido, triviale, derivativo e pure mal sviluppato. Da evitare.

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