Recensione Ratchet: Gladiator HD

Arriva la conversione in Alta Definizione del capitolo più action della saga di Ratchet & Clank

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Ratchet: Gladiator HD
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mentre è in dirittura d'arrivo il nuovo Nexus, su PlayStation Network esordisce finalmente la versione HD di Ratchet Gladiator, ultimo episodio della serie apparso su PlayStation 2. Disponibile gratuitamente per chi ha comprato Q-Force (come indennizzo per il ritardo nella realizzazione della versione PsVita), il gioco può essere acquistato altrimenti per la cifra non troppo modica di 14,99€.
Considerando il prezzo della trilogia che contiene i primi tre episodi in alta definizione, il costo di questa riedizione ci sembra davvero troppo alto. Bisogna del resto considerare che, come accadde per Jak X, Ratchet Gladiator non fu neppure ai tempi dell'uscita un vero e proprio episodio regolare, bensì una sorta di Spin-Off proposto già all'epoca a prezzo budget. Se si prende infine in esame la qualità traballante della conversione, bisogna ammettere che Insomniac non sta facendo una bella figura, e che il rilascio di “Deadlocked” (questo il titolo originale americano) pare un tentativo un po' corrivo di far cassa grazie alla passione dei fan.

Nell'Arena

Attivando la versione HD di Ratchet Gladiator si resta interdetti praticamente fin da subito. Il filmato introduttivo (come poi tutti quelli di intermezzo) non sono stati rimasterizzati, e si presentano su schermo contornati da due immense bande nere che li costringono nei vetusti “quattro terzi”. La compressione video è quasi criminosa, e non si riesce bene a capire come sia possibile che la versione digitale del gioco occupi quasi quattro gigabyte.
Sono tuttavia le cut scene realizzate con il motore del gioco che lasciano desolati e atterriti. Al di là del fatto che gli interventi di limatura sono veramente ridotti, nelle scene si verificano costantemente compenetrazioni poligonali e bug tremendi. Ci sono personaggi che parlano mentre il modello dei denti spunta dal labbro superiore, e le palpebre metalliche di Clank si impastano con gli occhi. Alle volte la telecamera sfonda i modelli dei personaggi “entrando” nel cranio di Ratchet. La cosa più fastidiosa, tuttavia, è che l'engine sembra avere uno strano bug per cui la posizione di oggetti e personaggi trasla di qualche centimetro ogni due secondi, generando in pratica degli scatti veramente incomprensibili.
In totale onestà, è veramente delittuoso che una conversione del genere abbia passato il controllo qualità di Sony, e crediamo che dopo questo Gladiator HD il rapporto fra il publisher e Insomniac non possa che risultare più incrinato.
Per fortuna una volta scesi in campo il colpo d'occhio si fa per lo meno più pulito, con texture dalla buona definizione, che in qualche modo riescono a mascherare la mole poligonale dei tempi della Ps2. Non ci troviamo di fronte alla miglior conversione mai vista, ed anzi quasi le riedizioni uscite di recente superano questo Gladiator, con gli ottimi risultati grafici di Kingdom Hearts 1.5 Mix a rappresentare il “top di gamma”. Tuttavia -tolti i difetti summenzionati che continuano a ripresentarsi fino alla fine- il gioco resta in linea con gli standard della categoria.

Gladiator fu il primo episodio “di rottura” dopo la trilogia originale. Questo spin-off, come lasciava intendere il nome e pure la copertina, si concentrava soprattutto sulla componente shooter, sacrificando quindi tutta la fase più legata ai ritmi del platform. Dimenticatevi quindi esplorazione libera dei pianeti, segreti da scoprire e sezioni salti: in Gladiator, per la maggior parte del tempo, si spara.
Il nostro eroe, del resto, è stato catturato dal criminoso creatore di un reality show piuttosto violento, e viene mandato ad affrontare le creature più temibili del “settore oscuro” per il divertimento del pubblico a casa.
Sul fronte “action” la formula di gioco è quella di sempre, con una serie di armi da potenziare progressivamente, tutte dall'altissimo potenziale distruttivo.
Come si diceva, cambia però la struttura di gioco: Ratchet viene spedito di pianeta in pianeta, ma su ogni corpo celeste si affronta una sorta di mini-campagna militare suddivisa in missioni. Non c'è spazio per le digressioni: ogni incarico consiste nell'ammazzare tutti i nemici, raggiungere una certa zona attraversando zone infestate da sciami di avversari, difendere un'area o rivaleggiare con un coriaceo boss finale. In ogni mondo si trova anche una sezione a bordo di un veicolo che prova in qualche modo a vivacizzare le cose, senza per altro riuscirci pienamente. L'avanzamento nella campagna risulta infatti un po' troppo monotono, incentrato solo sugli scontri e sul potenziamento delle armi, che qui possono essere modificate anche con moduli speciali in grado di aggiungere gli effetti più disparati ai colpi.
Già al tempo dell'uscita Gladiator non si rivelò uno dei capitoli più ispirati, confinando l'humor tipico della saga nelle scene d'intermezzo e scegliendo un approccio molto più serioso nella selezione non solo delle armi, ma anche dei nemici e degli scenari. Poco colorati e vivaci, i mondi di gioco risultano cupi e tetri, e tutta la produzione è attraversata da un tono grigio e militarista.
Ratchet Gladiator non brilla neppure per longevità: l'avventura si può terminare senza problemi in un pomeriggio di seria applicazione, anche se poi le sfide speciali e la raccolta dei Punti Stile potrebbero tenere impegnati per un po'.
Alla fine è forse proprio per questa sua condensata brevità che i fan di vecchia data, in barba alla price policy tutt'altro che lusinghiera, potrebbero decidere di andare fino in fondo, spegnere il cervello per un po' e divertirsi a potenziare l'armamentario sempre esuberante di Ratchet.
Rispetto ai primi tre episodi della trilogia, ma anche agli ultimi capitoli “regolari” dell'epoca Ps3 (“A spasso nel tempo” è sicuramente il migliore), Gladiator ha però davvero poco da offrire. Se non conoscete bene la saga, quindi, non pensiate che siano questi i suoi standard.

Ratchet: Gladiator HD E' impossibile salutare con entusiasmo l'arrivo di Ratchet Gladiator su PSN. Per natura uno degli episodi meno ispirati della saga, si porta dietro tutti i difetti che aveva in origine: focalizzato sugli scontri a fuoco, risulta più monotono e meno vivace degli altri capitoli, soffocato da un grigiore vorace e monocorde nell'incedere nonostante l'introduzione di qualche novità. Resta un episodio cortino e con poca verve, e la conversione in Alta Definizione non gli rende merito: oggettivamente più che sufficienti i risultati ottenuti nelle fasi in-game, ma disastroso il trattamento riservato ai filmati ed alle cut scene in tempo reale, piene di bug e misteriose compenetrazioni. Solo per gli irriducibili che vogliono avere sotto mano tutta la serie.

6

Che voto dai a: Ratchet: Gladiator HD

Media Voto Utenti
Voti totali: 7
6.6
nd