Recensione Record Run

Gli ex-sviluppatori di Rock Band ci propongono un endless runner musicale

Versione analizzata: iPhone
recensione Record Run
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Davide Leoni Davide Leoni I videogiochi entrano nella sua vita alla fine degli anni ’80, ai tempi del primo incontro con Super Mario Bros, e ancora oggi ne fanno stabilmente parte, dopo più di 20 anni. Pregi e difetti: riesce a terminare Super Mario Bros 3 in meno di otto minuti ma non ha mai finito Final Fight con un credito... ci sta ancora provando. Lo potete seguire su Facebook e su Google Plus

Abbandonato il mercato dei giochi Tripla A per console, Harmonix torna a nuova vita con produzioni pensate per il mercato digitale: tra Fantasia Music Evolved e Chroma, gli ex-sviluppatori di Rock Band trovano il tempo per Record Run, un endless runner “musicale” in cui i livelli saranno generati automaticamente dai brani della nostra playlist. Sulla carta il progetto sembra interessante, ma la realizzazione è purtroppo assolutamente mediocre.

La musica prende vita

Record Run ci mette nei panni di un punk appena uscito da un negozio di dischi dopo aver fatto incetta di vinili; peccato che di punto in bianco un pirata della strada urterà lo sfortunato protagonista, facendo cadere il prezioso scatolone colmo di vecchi 33 e 45 giri. Che cosa fare, a questo punto? Semplice, mettersi a rincorrere il furfante lungo la città.
Fin qui niente di strano: Record Run si presenta come un classico endless runner, che assomiglia -e persino il nome lo mette in evidenza- al ben più famoso Temple Run.
Gli ostacoli sparsi lungo il percorso di gioco sono però disposti seguendo il ritmo della musica di sottofondo, almeno in linea di principio: tramite l’apposito menu possiamo generare gli stage a partire dai nostri brani preferiti. In realtà si tratta di un’operazione davvero futile, poiché audio e video non saranno quasi mai sincronizzati correttamente: il ritmo di gioco sarà quasi sempre lo stesso, indipendentemente dalla musica di sottofondo. Raramente si notano sequenze più veloci o ritmate, e l’algoritmo utilizzato da Harmonix ha evidentemente dei problemi. Nel corso dei nostri playtest abbiamo provato a caricare di vario genere, dal rap di Jay-Z al prog dei Dream Theater, passando per Pink Floyd, Beatles, Rolling Stones e artisti italiani sulla cresta dell’onda: il risultato è sempre lo stesso, in tutti i casi ci troviamo di fronte ad un gioco lento e monotono, incapace di generare ostacoli in base al ritmo del pezzo.

Appurato che gli sviluppatori dovranno lavorare sodo per risolvere questi problemi, possiamo comunque consolarci affrontando Record Run come un qualsiasi altro endless runner. Anche in questo caso, purtroppo, le magagne sono molte. Tutto quello che dobbiamo fare, è correre sul marciapiede (in pratica un lungo rettilineo) evitando gatti, sacchi della spazzatura, operai, scatoloni abbandonati e pazzi scatenati sullo skateboard: per farlo potremo muoverci verso destra e sinistra, saltare oppure scivolare (in caso di transenne). Purtroppo i controlli sono poco reattivi e saltare equivale quasi certamente a morte certa, giacché il nostro personaggio ha una spinta talmente misera che finirete spesso e volentieri a sbattere tentando di superare ostacoli leggermente più alti del solito. Lungo il percorso troveremo delle caselle luminose: passandoci sopra riempiremo la barra del ritmo, e portando il moltiplicatore a 2x il protagonista andrà “in trip”. Il mondo intorno a noi assumerà tonalità piuttosto acide, ma a livello di gameplay non cambierà assolutamente nulla: semplicemente sarà possibile accumulare più punti per cercare di scale la classifica online. Interessanti (seppur banali) le mini sfide, che vi chiederanno di raccogliere un determinato numero di oggetti entro la fine della canzone oppure percorrere un certo chilometraggio nel giro di pochi secondi. Queste missioni donano al gioco un minimo di varietà e permettono di sbloccare obiettivi Game Center, ma nel giro di un paio d’ore le avrete già portate a termine tutte.

Raccogliere i dischi sparsi lungo la strada è fondamentale, poiché questi possono essere utilizzati come moneta virtuale per pagare qualsiasi cosa: dai power-up (cuori ripristina energia, magneti per “acciuffare” un maggior numero di vinili in un solo passaggio) ai vestiti, e persino nuovi personaggi, nonché gli indispensabili “backstage pass”, necessari per aggiungere nuove canzoni e generare altri livelli. Inizialmente infatti avremo a disposizione solamente tre spazi vuoti per inserire i brani dalla nostra playlist, altri slot possono essere acquistati con i ticket. Non avete abbastanza tagliandi? Nessun problema, potete comprarli pagando con soldi reali, con prezzi a partire da 1,79 centesimi fino a 99,99 euro.
Cifre a dir poco esagerate: fin dai primi minuti si capisce piuttosto chiaramente che senza mettere mano al portafoglio il gioco è veramente limitato. Ripetere livelli generati dalle stesse tre canzoni per decine e decine di volte nel tentativo di raccogliere i 5.000 dischi necessari a sbloccare uno slot aggiuntivo per le canzoni non è esattamente divertente, e la noia prenderà il sopravvento dopo la prima mezz’ora. Lo store è assolutamente ben fornito di orpelli estetici e gadget di vario tipo, del resto il fatto che la voce “Negozio” sia la prima del menu principale lascia pochi dubbi riguardo alla volontà di monetizzare in maniera fin troppo invadente.

Anche sotto il profilo tecnico, il lavoro di Harmonix è assolutamente mediocre: lo stile è rozzo e poco curato, i personaggi sono piuttosto anonimi e le animazioni particolarmente legnose, con un sistema di collisioni non sempre preciso e affidabile. Il comparto sonoro dovrebbe essere uno dei punti di forza della produzione, gli effetti invece sono piuttosto scialbi e anche il sistema d’importazione delle canzoni è piuttosto limitato: oltre ai problemi di sincronizzazione, spesso sarà necessario provare più e più volte prima di riuscire a “caricare” un brano; inoltre le canzoni protette da DRM non sono supportate. I file audio devono necessariamente essere salvati nella memoria interna del dispositivo, totalmente assente il supporto per i principali servizi di streaming online. Da segnalare infine che interfaccia, testi, menu e tutorial sono completamente tradotti in italiano, con qualche errore grammaticale e refuso di troppo.

Record Run Record Run è a conti fatti un completo disastro. L’idea alla base del gioco è senza dubbio interessante, ma la realizzazione finale si è dimostrata davvero mediocre. Inaccettabili i problemi di sincronizzazione tra audio e video, in un titolo che vuole fare del ritmo il suo punto di forza; speriamo che Harmonix rilasci una patch per sistemare questo problema, anche se fino ad ora non sono stati pubblicati aggiornamenti. Tecnicamente scialbo, con un gameplay noioso e privo di mordente, non ci sono veramente motivi per scaricare questo titolo sul proprio iDevice: l’App Store è pieno di endless runner validi e gratuiti; da Temple Run 2 ad Agent Dash le alternative sono davvero molte.

4

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