Recensione Red Steel 2

Ubisoft e Far Est: ottimi ingredienti per l’action che il Wii stava aspettando

Red Steel 2

Videorecensione
Red Steel 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ricomincio (quasi) daccapo.

Il primo Red Steel, al di là del giudizio della critica specializzata, divise in modo abbastanza netto i pareri del pubblico. Ci fu chi lo trovò, senza mezzi termini, imbarazzante. Sorretto da una trama di impareggiabile banalità, mosso da un motore grafico tutt’altro che stupefacente e munito di un level design tutto fuorché ispirato, il titolo Ubisoft deluse ampiamente una buona porzione dei possessori del neonato Wii. Tuttavia non furono nemmeno pochi coloro che seppero apprezzarlo, pur con tutti i difetti del caso. Ammaliati dall’innovativo sistema di controllo reso possibile dalle magie del Wiimote, affascinati dall’ambientazione orientaleggiante e dai limitati ma interessanti scontri con la katana, Red Steel resta per tutti loro un imperfetto ma intrigante titolo di lancio.
Ubisoft tuttavia vuole riprovarci, creando un prodotto che convinca tutti, nessuno escluso. Di quel videogioco uscito nel 2006, si è salvato solo il titolo e le fondamenta del gameplay. Tutto nuovo a partire dal protagonista e dall’ambientazione.
Buona la seconda? Ubisoft è riuscita a creare un titolo più convincente del predecessore? Ma soprattutto: possiamo finalmente salutare con tutti gli onori del caso, il primo vero sparatutto che usa a fondo le potenzialità del Wii Motion Plus?

Caldera, città simbolo della corrente artistica Neo Far Est

Red Steel 2 non è un gioco dall’approccio facile. Più di quanto si possa pensare, il prodotto Ubisoft richiede un doveroso esame per inquadrarlo con esattezza nella sua veritiera dimensione. Il rischio che si corre infatti, è un fraintendimento che da un lato rende sbagliato ogni giudizio e dall’altro può significare, per i potenziali acquirenti, diversi euro spesi più che male. Se gli screenshot, facilmente reperibili anche sul nostro sito, rimandano senza alcun dubbio al genere degli sparatutto in prima persona, una rapida sessione sarà più che sufficiente per chiunque per bollarlo come uno scialbo, anacronistico e poco emozionante FPS. Ma andiamo con calma.
Red Steel 2 è ambientato in quello che, utilizzando un neologismo, può definirsi tranquillamente un Neo Far Est. Neo perché la polverosa città di Caldera non può definirsi contemporanea. Non mancano elementi iper-tecnologici come droidi da combattimento e porte saldamente ed elettronicamente blindate. Al tempo stesso armi, veicoli, abiti e stile architettonico degli edifici, rimandano a un passato più o meno remoto. Il mix tra antico e futuristico è inoltre strettamente legato all’incontro-scontro tra i classici scorci del Far West con la cultura giapponese. Samurai-cowboy che lottano in dojo decorati dalle più classiche palle di fieno rotolanti mosse dal vento, sono scene tutt’altro che rare in Red Steel 2.
Caldera è insomma una città culturalmente e visivamente molto affascinante oltre che un perfetto scenario, per l’ultimo rappresentante del clan dei Kusagari, per cercare redenzione e vendetta. Esiliato anni prima per motivi sconosciuti, il nostro tornerà in città con lo scopo di liberarla dalla presenza di sciacalli e criminali organizzati che l’hanno resa una città violenta e deserta. La città in questo senso è realizzata alla perfezione: ogni ambiente che esplorerete porta visibilmente i segni del degrado nella quale è costretta. Al tempo stesso però l’assoluta assenza di qualsivoglia abitante la rende leggermente alienante, diminuendo inoltre la forza emotiva del compito di liberazione del protagonista. Egli infatti sì lotta per una città, ma apparentemente per nessun civile se si escludono a diretti alleati che incontrate nelle prime fasi dell’avventura.
La trama inoltre è quanto di più banale e scialbo si possa immaginare. I dialoghi si trascinano stancamente tra una missione e l’altra, mentre la psicologia dei pochi personaggi con cui parlerete di mostrerà presto profonda come una pozzanghera. In un gioco del genere la trama non deve essere certo l’aspetto più curato di tutti, ma da questo punto di vista Red Steel 2 non fa certo meglio del suo predecessore. Il che è sicuramente un peccato vista la cura riposta nella creazione di Caldera.

Spada o fucile? Meglio tutti e due

Il gameplay del titolo, al contrario, dimostra un netto, sensibile e innegabile up-grade rispetto al capitolo originale, per quanto sia necessario recuperare l’avvertenza accennata, e non esaustivamente esposta, poco sopra.
Caldera è divisa in diverse zone. In ognuna di queste potrete contare su una sorta di base operativa. Da qui acquisterete armi, potenziamenti, nuove mosse e potrete inoltre accettare nuove missioni. Ciò significa che potrete tranquillamente esplorare gli ambienti disponibili in ogni zona per poi dedicarvi all’incarico specifico. Non aspettatevi un ampio tasso di libertà, ma non mancano missioni secondarie e totalmente facoltative, così come collezionabili nascosti da scovare. Gi incarichi principali prevedono spesso il raggiungimento di un luogo, l’uccisione o la distruzione di un particolare target, l’attivazione di qualche meccanismo e così via. Nulla di eclatante ma la varietà è sufficiente per giungere al termine dell’avventura poco prima che soggiunga la noia.
Giungiamo così a trattare del combat system, vero ago della bilancia della produzione. Dicevamo prima che Red Steel 2 non può ritenersi a tutti gli effetti un FPS. I più esperti con i videogiochi infatti non tarderanno a ritenerlo più un picchiaduro a scorrimento in prima persona che altro. Già avete capito bene, è come trovarsi di fronte a un Devil May Cry o a un Ninja Gaiden, ma in prima persona.
Diverse sono le prove che convalidano tale tesi. Innanzi tutto il gameplay che procede fortemente diviso in scompartimenti ben divisi tra loro. Le fasi di esplorazione sono infatti visibilmente separate da quelle di combattimento. Ciò significa che solo una volta raggiunto un determinato punto vedrete apparire i nemici da uccidere. Non solo, ma esclusivamente in queste fasi comparirà la barra della salute, segno che è impossibile morire se non per mano nemica. Il ritmo di gioco è così strettamente controllato e costretto. Se da una parte si perde l’imprevedibilità e quel senso di continuità che ogni FPS possiede, è indubbio che l’adrenalina provata durante le fasi di lotta raggiunge livelli oltre la media.
L’altra prova della nostra tesi è il combat system stesso. Red Steel 2 infatti mette a disposizione del videogiocatore quattro differenti armi da fuoco potenziabili, tra cui una potente doppietta e un mitragliatore, e un’affilatissima Katana. Il puntatore del Wiimote vi servirà per la mira, mentre gli accelerometri potenziati dal Motion Plus, saranno necessari per riprodurre fedelmente i fendenti della spada. Tuttavia se vi state chiedendo se il gioco abbia risentito positivamente dello sfruttamento dell’ennesima periferica per Wii, la risposta non è del tutto positiva. Già perché dovete assolutamente scordarvi della sensazione di assoluto controllo sperimentata nel minigioco delle spade di Wii Sport Resort. Allo stesso tempo però è innegabile che il grado di precisione sia sensibilmente aumentato rispetto al predecessore.
Passare dalla pistola alla lama durante i combattimenti, è questione di un secondo, visto che vi basterà premere un singolo tasto. Il risultato è così un sistema di combattimento molto dinamico capace, inoltre, di adattarsi al vostro stile. Sebbene i proiettili siano, proporzionalmente, meno efficaci della katana nulla vi impedirà di finire quasi tutti i nemici semplicemente sparandogli o affettandoli uno ad uno. Naturalmente con l’esperienza imparerete che un approccio è più efficace contro certi tipi di nemici piuttosto che con altri. Inoltre il vostro set di attacchi aumenterà sensibilmente nel corso dell’avventura, rendendovi killer estremamente letali e dotati di un parco mosse ampio e adattabile a qualsiasi tipologia di avversario. Sarà proprio in questo momento che vi sembrerà di ritrovarvi a che fare più con un Ninja Gaiden che con un Halo. Imparare a gestire ogni mossa è fondamentale per sopravvivere ai livelli più difficili, mentre sfruttare rapidi attacchi dalla distanza vi darà sempre un certo margine di vantaggio. Molto ben riusciti i boss fight, capaci di mettervi in difficoltà se non affrontati con il giusto approccio e generosi nel regalarvi immense soddisfazioni una volta sconfitti sfruttando appieno la vostra maestria con la Katana.
Il gameplay va insomma prima di tutto compreso. Red Steel non è più un FPS, ma qualcosa di più simile a un action in prima persona che sceglie come prima opzione la spada e poi la pistola. Entrare a compromessi con questa struttura è questione di poco e per chi saprà farlo le soddisfazioni non mancheranno di certo. Esplorare la città è utile per raccogliere il denaro e non è mai una faccenda troppo lunga o noiosa, mentre i combattimenti si distinguono per la loro varietà e per l’alto tasso di adrenalina.

Una vendetta rapida e indolore

Red Steel 2 è indubbiamente uno spettacolo, da guardare. Il toon shading utilizzato, dominato da contorni netti e da cromature prepotenti, è senza mezzi termini meraviglioso. Stilisticamente, come già detto, Caldera pulsa di vita propria. Lo fa grazie ad ambienti densi di particolari e caratterizzati dalla presenza di effetti particolari e ben realizzati come quello del fumo. I personaggi poi sono tutti ottimamente dettagliati e mossi da animazioni credibili. Capita qualche raro calo del frame rate ma nulla capace di compromettere l’esperienza di gioco.
Anche il sonoro non delude a grandi linee. Ottima cura negli effetti sonori e nelle musiche. Queste in particolar modo, per quanto non siano moltissime, sono tutte ispiratissime e ben si adattano all’azione sullo schermo. Peccato per il doppiaggio non esattamente riuscitissimo. Sicuramente la qualità dei dialoghi non aiuta di certo, ma in questo senso si sarebbe potuto fare di meglio.
Ultimo, ma non meno importante, la longevità. L’avventura principale non andrà oltre le 12-15 ore di gioco. Una volta terminata la storia potrete affrontare una seconda modalità che, semplicemente, vi premierà con una medaglia dal differente valore in relazione alla quantità di soldi che guadagnerete in ciascun livello messo a disposizione. Non aspettatevi materiale inedito: vi ritroverete a vagare nei medesimi scenari visti nella modalità principale. Questo extra insomma è utile per gli sbloccabili, ma difficilmente vi invoglierà più di tanto.

Red Steel 2 Red Steel 2 fa sicuramente molto meglio del suo predecessore. Per quanto non sembri che il titolo abbia poi così tanto giovato dall’up-grade rappresentato dal Motion Plus, siamo di fronte a un ottimo gioco. Manca sicuramente il guizzo del capolavoro, ma il prodotto Ubisoft merita i complimenti del caso. Più che un FPS si tratta di un picchiaduro a scorrimento in prima persona, dove imparare a padroneggiare ogni arma e mossa è più importante di una buona mira. L’esplorazione della città di Caldera è un’attività che vi porterà via più tempo di quanto pensiate, mentre l’apparizione di nemici dipenderà esclusivamente dal raggiungimento di luoghi prefissati. Tutti i combattimenti, soprattutto i boss fight, sono caratterizzati da un alto tasso di adrenalina e da una certa dose di frensia. Inoltre graficamente ed artisticamente ci troviamo uno tra i migliori prodotti usciti su Wii fino ad ora. Il sonoro soffre di un doppiaggio non all’altezza, ma musiche ed effetti rendono anche quest’aspetto più che sufficiente. Peccato per una longevità solo discreta: con qualche modalità di gioco in più, magari anche con il supporto al multiplayer, si sarebbe eliminato anche questo difetto. Fortunatamente il ritmo dell’avventura è sempre alto e non vi capiterà mai di annoiarvi.

7.6

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