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Recensione Republique: Episodio 5 - Terminus

La serie Republique arriva alla conclusione: Terminus compie un passo indietro e ci riporta all'interno del complesso che ci ha visto soggiogati, con il compito di fomentare un'insurrezione e distruggere la società malata che al suo interno prospera.

Versione analizzata: PC
recensione Republique: Episodio 5 - Terminus
Articolo a cura di
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  • iPhone
  • iPad
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non sappiamo esattamente che cosa sia successo a Republique e quali problemi ne abbiano tormentato lo sviluppo, al punto da ritardare terribilmente l'uscita degli ultimi due episodi e rendere il progetto ben meno omogeneo di quanto fosse lecito aspettarsi. Del resto il quarto capitolo dell'avventura a puntate ideata da Camouffaj, riemerso dopo mesi di silenzio, era così lontano dal concept iniziale per atmosfera e sistema di progressione che molti giocatori sono rimasti interdetti, colpiti negativamente anche da una sceneggiatura non proprio chiarissima, ma anzi abbastanza fumosa e senza un briciolo del fascino che invece animava il tris di puntate iniziali. L'episodio conclusivo, Terminus, compie un passo indietro e ci riporta all'interno del complesso che ci ha visto soggiogati, con il compito di fomentare un'insurrezione e distruggere la società malata che al suo interno prospera. Purtroppo le soluzioni adottate dal team di sviluppo sono abbastanza frettolose, ed i problemi di level design già individuati in God's Acre tornano di prepotenza a rovinare l'esperienza di gioco.

L'ineluttabilità della fine

Terminus comincia con un colpo di scena. Scopriamo infatti che la Hope che abbiamo controllato nel corso del quarto episodio non è quella con cui abbiamo condiviso i primi momenti dell'avventura. Si tratta infatti di un clone, una copia perfetta creata durante i folli esperimenti di Treglazov, nell'ambito di uno studio pensato per trasformare gli esseri umani ed il loro DNA in enormi banche dati. Vicina in una certa maniera alle tematiche di Matrix, questa svolta narrativa non convince del tutto: non sappiamo se davvero fosse prevista fin dall'inizio o se si tratta di un colpo di coda per tentare di riportare in carreggiata la narrazione. In ogni caso, il racconto si adatta in maniera davvero pessima alla divisione episodica, e crediamo che con un uso più intelligente delle pause e dei cliffhanger Republique avrebbe potuto sorprendere in maniera più efficace i giocatori. Al di là del poco riuscito incipit, l'avventura ci mette poco ad entrare nel vivo: una sequenza filmata ci catapulta nel bel mezzo dell'insurrezione pianificata da Zager e Mireille, decidi a distruggere Metamorphosis e tutte le guardie lealiste. All'inizio dell'avventura ci sarà chiesto se supportare l'irruento piano di Zager o quello più sottile della Prideaux, ed a seconda della nostra decisione cambierà tutta la parte iniziale di Terminus. Il nostro suggerimento è quello di evitare l'approccio brutale, perché accettando i modi un po' bruschi di Zager la prima mezz'ora di gioco scorre via noiosa e senza stimoli. Dalla parte di Mireille, d'altro canto, bisogna impegnarsi un po' di più, per recuperare informazioni utili ad identificare, nel database della struttura, alcune guardie tenute sotto scacco da Treglazov. Si tratta di "investigazioni" che vanno condotte sia indirizzando Hope all'interno di uffici e magazzini, sia saltando da una telecamera all'altra, per puntare il loro occhio meccanico e cinico sui dettagli del mondo di gioco. Come sempre la "narrazione puntiforme" di Republique, che emerge dagli oggetti disseminati in giro per le ambientazioni sbloccando contributi audio ben recitati, è intelligente ed efficace. In questo caso, però, le storie private delle guardie che finiremo per ascoltare sono molto meno interessanti di quelle che in passato delineavano i tratti della splendida distopia immaginata dal team. A livello ludico, la formula è sempre la stessa: l'utente controlla Hope solo indirettamente, hackerando le telecamere di sorveglianza per avere una visione d'insieme delle varie stanze, e poi indicando alla protagonista i punti dove nascondersi.

In Terminus viene introdotta una piccola difficoltà aggiuntiva, legata ad una serie di telecamere collegate ad un sistema di sorveglianza particolare, che possono essere controllate solo per pochi secondi. Sarebbe una trovata interessante, se non fosse che la progressione lineare, la brevità desolante dell'episodio, ed un level design veramente terribile annullano tutti gli ottimi risultati ottenuti nel corso dei primi capitoli. Il posizionamento delle telecamere all'interno degli stage è molto meno attento che in passato, lasciando troppi punti ciechi e rendendo molto confuso il processo di orientamento. L'esplorazione non è affatto incentivata, e persino le meccaniche stealth sembrano spuntate. Del resto, in Terminus si finisce per esplorare grossi stanzoni pattugliati sostanzialmente da un solo Prizrak, e le celle di detenzione da cui fuggire nell'eventualità in cui fossimo catturati sono vicinissime al centro dell'azione, col risultato di "depenalizzare" un approccio tutt'altro che furtivo.

Republique Terminus scivola via stanco e fiacco: senza più idee, senza quella cura certosina che ci aveva fatto innamorare di Exordium e Metamorphosis. È un episodio breve, con alcune sequenze non tradizionali che dovrebbero servire a sottolineare l'epicità della conclusione, e un paio scelte morali abbastanza evanescenti. Queste ultime, infatti, restano però molto marginali nell'economia del racconto, mentre le prime sono realizzate con così poca attenzione da risultare un espediente spicciolo per tentare di variare le situazioni che il gioco propone. Breve e poco convincente, Terminus rappresenta una conclusione pessima per un gioco che aveva ottime premesse. Resta probabilmente migliore di God's Acre, una “puntata” che è servita solo per rompere l'immersione, il fascino e la coerenza narrativa di Republique. Ma, proprio perchè arriva dopo l'insolita parentesi Horror, anche questa puntata appare pasticciata, confusa, senza verve. È un peccato che il progetto sia finito così. Recuperatelo solo ad un prezzo scontato, e per giocarlo tutto d'un fiato, nel caso in cui siate fan delle anti-utopie e degli stealth game, sapendo che anche in quel caso troverete un'avventura troppo eterogenea e con un calo qualitativo evidente nella seconda metà.

5.5

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