Recensione Resident Evil 6

Il Virus-C arriva sui computer di tutto il mondo in una versione rivista e migliorata.

Resident Evil 6

Videorecensione
Resident Evil 6
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Se qualcuno nel 1996 avesse pronosticato a Capcom quanto forte sarebbe diventato il brand di Resident Evil probabilmente non sarebbe stato preso sul serio; eppure, a quasi 20 anni dal trionfale lancio su Playstation, la maggior parte dei fan è ancora sentimentalmente legata alle alchimie della prima trilogia, sintomo della grandezza di quelle rare perle videoludiche, ritenute pilastri e patrimonio del medium videoludico. Le considerazioni relative alle successive derive action, all'occhiolino strizzato ai blockbuster cinematografici statunitensi ed alla crescente perdita d'identità dal pur splendido Resident Evil 4, sono note a tutti gli appassionati della saga, che, in taluni casi, hanno decisamente mal digerito la trasformazione di genere dettata dalle leggi di mercato. Il "baciato dal sole" Resident Evil 5 prima ed il recente Resident Evil 6, uscito da alcuni mesi su Xbox 360 e Playstation 3, non hanno fatto altro che consolidare la nuova rotta intrapresa dalla creatura di Shinji Mikami, generando un solco affettivo ancor più profondo con chi sognava di riassaporare le atmosfere da survival horror puro. Del resto i salti dalla sedia e la tensione palpabile in quel di Raccoon City sono stati col tempo sostituiti da fiumi di proiettili e spettacolarizzazione cinematografica, abbracciando i gusti delle generazioni più giovani capaci di veicolare anche altri brand analoghi, come il recente Dead Space. Dell'ultimo capitolo di Resident Evil si è discusso ampiamente e si conviene - quasi all'unanimità - che per goderne appieno lo si deve inquadrare concettualmente al di fuori del suo "habitat naturale", sebbene sia ricolmo di elementi deputati al fan service e ci si trovi innanzi al capitolo più ricco e corposo di sempre. In questa sede ci occupiamo dell'attesa versione PC, uscita lo scorso 22 marzo al prezzo concorrenziale di circa 30 Euro. Scopriamo insieme se i circa 7 mesi di ritardo rispetto al lancio console siano stati ben spesi e giustificati.

Carne al fuoco in tutti i sensi

Quattro campagne distinte, nuovi e vecchi protagonisti, cooperativa, modalità inedite e la bellezza di 20/25 ore di gioco per portare a compimento l'avventura. Queste le sostanziose e solidissime basi di Resident Evil 6, un capitolo che amplia i concetti introdotti in Resident Evil 4 e 5 esaltando a dismisura le fasi action e soprattutto il gioco in compagnia. C'è persino una modalità chiamata "Caccia all'uomo" in cui è possibile impersonare uno dei mostri per andare a "disturbare" la campagna di qualcun altro, giusto per sottolineare la quantità di materiale introdotto dagli sviluppatori Capcom. Il titolo è stato approfonditamente recensito dal nostro Francesco Fossetti nella sua versione console, mentre in questa sede, dopo un rapido excursus sull'offerta ludica del prodotto, ci concentreremo sul comparto tecnico che sta molto a cuore ai giocatori PC. Del resto ci troviamo innanzi al medesimo titolo che, al di là delle preventivabili differenze grafiche, aggiunge solo lo sblocco immediato della campagna di Ada Wong ed una inedita modalità chiamata "Mercenari: Senza Pietà (No Mercy)", dove dal 5 aprile sarà possibile giocare anche nei panni dei protagonisti di Left For Dead e contro le temibili creature ideate da Valve. Come già sottolineato, Resident Evil 6 offre la bellezza di 4 campagne distinte più un breve prologo con Leon Kennedy e la bella partner Helena Harper, la coppia che definiremmo "principale" anche se in realtà non è così. Le quattro storie infatti, sono complementari fra loro e per venire a capo dell'intricato intreccio narrativo bisogna giocarle tutte sino in fondo, con quella di Ada Wong che fa da collante ed esplica tutti i quesiti lasciati in sospeso dalle altre. Se su console quest'ultima avventura poteva essere giocata solo dopo aver terminato le altre; su PC non vi è nessun limite in tal senso, lasciando al giocatore la possibilità di portare a termine le singole storie nell'ordine che desidera. Ciascuna storia è inoltre divisa in capitoli ed è possibile - dopo averli sbloccati - passare dall'uno all'altro senza problemi. E' importante tenere a mente che il gioco salva effettivamente solo al termine di un capitolo ed in 2/3 occasioni all'interno di ciascuno di essi, con i checkpoint che non rappresentano dei veri e propri salvataggi. Se si termina la sessione senza aver raggiunto uno di questi punti chiave sarà necessario rigiocare delle sessioni anche abbastanza lunghe. La trama di Resident Evil 6 è ambientata 15 anni dopo i fatti di Raccoon City e 4 dopo quelli di Resident Evil 5, col Presidente degli Stati Uniti Adam Benford pronto a rivelare al mondo le scomode verità dietro le invasioni di zombie e di altri misteriosi incidenti, con la speranza di bloccare la diffusione delle armi biologiche. Inutile sottolineare che tutti i protagonisti verranno immediatamente proiettati in un incubo ancor peggiore del passato, provocato da nemici sempre più spietati e senza scrupoli. In questo vasto ed oscuro scenario si muovono i già citati Ada, Leon ed Helena, gli agenti del B.S.S.A. (Bioterrorism Security Assessment Alliance) Chris Redifield e Piers Nivans e la coppia formata da Jake Muller (new entry) e Sherry Birkin; un corposo lotto di personaggi ben caratterizzato che dona il meglio di sé nelle sessioni cooperative a 2 e talvolta a 4 giocatori.

Menar le mani

La varietà di Resident Evil 6 non è data solo dalle quattro campagne distinte ma anche dal gameplay che le caratterizza, con impostazioni ludiche piuttosto differenti fra loro. Se gli appassionati di lungo corso gradiranno particolarmente quella di Ada grazie alla presenza di enigmi e fasi stealth, gli amanti del boss fight non potranno che apprezzare le titaniche lotte in quella di Chris e Piers, sebbene sia meno solida dal punto di vista narrativo e con troppi e ripetitivi scontri a fuoco. Votata alla spettacolarità - anche grazie ai poteri sovraumani dei protagonisti - quella di Jake e Sherry, in costante fuga dal temibile Ustanak tra una scazzottata ed una folle corsa in motocicletta. Più "classica" quella di Leon ed Helena tenendo a mente quanto visto in Resident Evil 4 e 5, dove gli elementi survival emergono solo in talune circostanze (poche munizioni ed erbe per curarsi) alternate da scontri a fuoco a volte sin troppo fiaccanti. Come già sottolineato il gameplay è plasmato su quello degli ultimi due capitoli principali della saga, con l'accento puntato sugli attacchi melee (a volte esasperati ma in parte mitigati dalla barra della stamina) e la possibilità di sfruttare coperture come nel più classico dei TPS. Pur non raggiungendo le vette qualitative e di precisione dei migliori del genere, Resident Evil 6 si lascia giocare piacevolmente soprattutto se si accantonano i pensieri sulle sue origini e ci si concentra su quanto di buono è stato fatto da Capcom. Certo, la sensazione di trovarsi talvolta di fronte alla modalità orda di un TPS ed il level design un poco piatto non sono punti a favore della produzione, ciononostante non tutte le aspre critiche ricevute sino ad oggi sono giustificate. La classica telecamera alle spalle del protagonista, che enfatizza coinvolgimento ed impatto scenico, non sempre funziona a dovere e nelle fasi più concitate può capitare di rimanere accerchiati o di compiere l'azione opposta a quella che si vorrebbe. Fortunatamente la rinnovata agilità dei protagonisti limita in parte lo storico problema. Nel complesso dunque, ci troviamo innanzi ad un prodotto godibile pur con qualche lacuna e che si lascia giocare con piacere sia col joypad (completamente supportato quello dell'Xbox 360) che con mouse e tastiera.

Assenze ingiustificate

Togliamoci subito il sassolino dalla scarpa. I quasi 7 mesi di ritardo rispetto alle versioni console non hanno apportato alcuna sostanziale e sperata miglioria tecnica, relegando Resident Evil 6 nella folta schiera dei semplici e "brutali" porting. Naturalmente la risoluzione a 1920x1080p, la granitica fluidità a 60 fps, la maggior nitidezza/definizione dell'immagine ed un'illuminazione ancor più convincente, sono aspetti che rendono l'ultima fatica di Capcom decisamente migliore su PC, tuttavia si tratta di elementi quasi scontati che non hanno nulla a che spartire con le pregevoli conversioni di altri prodotti. L'acclamato reboot di Tomb Raider ed il bellissimo Hitman Absolution, entrambe usciti sotto etichetta Square Enix, sono esempi calzanti che propongono effetti come tassellatura, supporto alle Direct X 11 e texture in alta definizione che qui non sono di casa. Inoltre si tratta di titoli usciti contemporaneamente su tutte le piattaforme che sottolineano la precisa volontà degli sviluppatori di promuovere, premiare e giustificare l'acquisto di una scheda grafica di buon livello. Le GPU compatibili con le Direct X 11 sono sul mercato da diverso tempo, ma in quante occasioni sono state realmente sfruttate? Vedere certe texture su un prodotto del 2013 è quasi una beffa nei confronti di chi acquista il gioco, aggravata dal fatto che in talune circostanze esse sono peggiori di quelle viste in Resident Evil 5.

"La varietà di Resident Evil 6 non è data solo dalle quattro campagne distinte ma anche dal gameplay che le caratterizza, con impostazioni ludiche piuttosto differenti fra loro"

I dettagli di porte, pareti, cornicioni ed altri elementi strutturali sono spesso un indefinito agglomerato di pixel, come ha sottolineato anche il nostro Fossetti nella recensione per console. Fortunatamente, l'impatto complessivo è sempre godibile e, pur senza stupire, spesso si percorrono scenari evocativi ed inquietanti come si conviene ad un Resident Evil. Nel menù delle opzioni grafiche avanzate è possibile settare le seguenti voci: frequenza dello schermo, sincronia verticale, frequenza dei fotogrammi, antialiasing (FXAA, FXAA3, FXAA3HQ), motion blur, qualità delle ombre, qualità delle texture e qualità dello schermo, relativa agli effetti volumetrici ed all'HDR. Si tratta di un buon numero di opzioni che, seppur impostate al massimo, non fanno decollare la versione Pc, concedendo solo una generale maggior qualità e pulizia dell'immagine rispetto a quella console. Fortunatamente i modelli poligonali dei protagonisti sono solidi e ben caratterizzati, tuttavia anche questi ultimi mostrano alcuni dettagli poco rifiniti - soprattutto nelle inquadrature più ravvicinate - e texture che avrebbero meritato maggior cura ed attenzione. Meno "preziosi" ma comunque godibili quelli dei numerosissimi zombie, mostri e bestie varie, dotati di ottime animazioni - soprattutto per quanto concerne boss e miniboss - ed artisticamente ispirati (e disturbati) nella maggior parte dei casi. Abbiamo testato il gioco con due distinte configurazioni di prova (i5 3570k con Gainward 680 GTX Phantom e 8 Giga di Ram e portatile Acer Aspire 5750G con i5, Nvidia GT540M e 4 Giga di Ram) ottenendo i 60 fps stabili in 1080p al massimo del dettaglio con la prima ed una discreta fluidità con la seconda, pur dovendo sacrificare la maggior parte dei settings. Di ben altro spessore rispetto alla grafica è il doppiaggio in italiano, probabilmente uno dei migliori - se non il migliore - in assoluto per il nostro media, dove spicca un cast di attori professionisti convincenti ed ispirati. Qualche personaggio meno azzeccato non tarpa le ali allo sforzo produttivo di Capcom, che va sicuramente premiato ed incentivato. L'effettistica e la colonna sonora si pongono invece nella media per la serie, mentre i colpi delle armi da fuoco avrebbero meritato maggior profondità ed incisività. Consigliato un impianto 5.1 per godere appieno di tutte le sfumature e tenere sotto controllo le minacce che provengono dalle spalle. Chiude il comparto tecnico un buon netcode, solido sia nella campagna che nelle sessioni in modalità Mercenari.

Resident Evil 6 Se non siete alla ricerca dei fasti da survival horror di un tempo e sapete chiudere un occhio innanzi a qualche difetto - più o meno marcato - Resident Evil 6 è indubbiamente un prodotto valido cui poter dare una possibilità, ricchissimo di contenuti ed impreziosito da elementi che gli appassionati non potranno che gradire. Il level design non impeccabile e qualche spigolo da smussare nel gameplay potrebbero renderlo indigesto ad alcuni, tuttavia nel complesso si lascia giocare con piacere, soprattutto se in compagnia. I salti dalla sedia e l'altissima tensione di una volta, purtroppo, sono ormai in soffitta e bisogna prenderne atto. Ciò che delude è l'altalenante comparto tecnico, sì migliore rispetto alla versione console ma contraddistinto dalle medesime criticità, forse su PC ancor più evidenti laddove altri prodotti moderni sfoggiano effettistica di tutt'altra levatura. Alcune texture, per usare un termine attualmente di moda in politica, sono semplicemente impresentabili. In conclusione si tratta di un buon gioco ma non di un capolavoro e, cogliendone gli aspetti positivi, ha davvero molto da offrire in termini di spettacolarità, longevità ed anche divertimento. Il prezzo budget è inoltre un incentivo da non sottovalutare.

8

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