recensione Resident Evil Revelations

Il survival horror Capcom raggiunge anche il 3DS

Resident Evil: Revelations

Videorecensione
Resident Evil: Revelations
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc

Sono ancora lì, i fan Capcom, ad invocare a gran voce un Resident Evil che ritorni alle origini, che metta in primo piano ancora una volta il terrore, l’ansia, il raccapriccio. Li avevamo lasciati 3 anni fa ululanti di dolore, a fronte dell’abominio, a loro dire, compiuto con Resident Evil 5. Ce lo ricordiamo anche noi quel Chris Redfield, storico personaggio della saga, muscoloso come un toro, spazzar via orde di appestati con la potenza del suo fisico e delle sue armi; una deriva eccessiva del grande rinnovamento portato dall’episodio precedente, che aveva aggiunto la componente action ad una sana dose di terrore. “Muere; muere”, sussurravano inquietanti i ganados, mentre Leon Kennedy fuggiva via da loro sfondando porte e gettandosi dalle finestre. La paura era ancora il motore, sublimata da possibilità d’azione che la rendevano ancora più palpabile, presente. Merito anche di un’atmosfera che mai veniva meno, se non nelle fasi finali del gioco, quando tutte le componenti della trama erano state dipanate e quello che rimaneva era solo l’assalto finale alla roccaforte del nemico.
Quale possa essere il futuro della serie è materia di domande, tra gli appassionati, dopo il controverso trailer di Resident Evil 6: abbiamo visto fasi d’azione di chiara ispirazione shooter, altre rimembranti il secondo capitolo della saga, tanto da far sospettare diversi tipi di gameplay a seconda dei personaggi. Ma questo, l’abbiamo detto, sarà il futuro: il presente, e sembra essersene dimenticata anche Capcom, che sciaguratamente ha rilasciato il trailer del sesto episodio a ridosso dell’uscita del titolo del quale andremo a parlare, è proprio Resident Evil Revelations, arrivato finalmente su Nintendo 3DS.
Arrivato, dopo promesse di un parziale ritorno alle origini, assecondando le richieste dei giocatori, su di una macchina che ormai pare lanciata sullo stesso percorso costellato di successi del Nintendo DS, avendone ampiamente superato le vendite nello stesso arco di tempo e con tre titoli oltre o sulla soglia dei cinque milioni di copie vendute. Insomma, lo scenario ideale per rilanciare una serie che i cambiamenti apportati dagli sviluppatori hanno fiaccato.

Alla deriva


La trama è sempre quella, e per quanto ci si voglia districare tra nuove minacce, ritorni dal passato, complotti e intrighi internazionali, è contro un letale virus capace di avviare aberranti mutazioni che gli uomini del BSAA, Jill Valentine in primis, dovranno combattere. Il corollario, in questo episodio, ci parla di una nave da crociera al largo (la Queen Zenobia), di una missione di recupero che cela ben altro, e della caduta dell’utopia di Terragrigia, attaccata dalle armi biologiche e distrutta nell’ultimo tentativo di arginarne l’avanzata. Nella vicenda rientra un gruppo terroristico, le Veltro, le cui intenzioni restano oscure. La trama si dipana in maniera tutto sommato prevedibile, tra scontri e incontri, citazioni di Dante e sparatorie, fino al classico scontro finale. Nel mezzo, una serie di colpi di scena gradevoli, un’alternanza tra personaggi che rende possibile una narrazione episodica, con i vari fili che puntualmente si rincontrano nel finale. Non brilla una sceneggiatura che sa di già visto, ma che comunque riesce ad appassionare il giocatore alle vicende narrate, sebbene talvolta si perdano i collegamenti causali tra un fatto della trama ed il successivo, e la struttura a episodi non chiuda totalmente i buchi che per forza di cose si vengono a creare.
Convince decisamente di più la sostanza del prodotto. Il primo impatto con Revelations è devastante, per coloro affezionati alle atmosfere dei primi episodi. Non c’è l’affollamento degli ultimi due capitoli, ma una lugubre solitudine che sciaguratamente gli sviluppatori hanno deciso di mitigare con la fissa presenza di un partner, perdipiù totalmente inutile all’interno delle meccaniche di gioco. Comunque, nonostante le classiche frasi da B-movie, si riesce a dimenticarne la presenza, ed a rimanere avviluppati in quell’intrigo di tenebra che aveva reso glorioso il primo episodio. Devastante nel senso buono del termine quindi, nel momento in cui tutto quello di cui si dispone è una pistola dal basso potenziale d’offesa ed una flebile luce che illumina interni devastati da chissà quale abominio, cadaveri putrefatti e macchie di sangue in ogni dove. La situazione è destinata a cambiare, dal punto di vista dell’armamento così come da quello dell’atmosfera, ma se c’è un merito che va riconosciuto a Revelations è in primo luogo quello di riuscire a proporre un’alternanza di situazioni di gioco secondo un ritmo convincente: gli inquietanti silenzi del primo episodio, lo straniamento derivato dalle regalità di alcune ambientazioni del quarto, son sensazioni che si rivivono in maniera empatica, catturati da un’azione che rimane per lunghi tratti sopita fino ad esplodere in determinate circostanze. Alcuni momenti sono eccellenti, picchi di terrore puro che riescono a far presa sul giocatore anche tramite il piccolo schermo del Nintendo 3DS. Ci attendevamo che le ridotte dimensioni dello schermo 3D limitassero l’impatto delle atmosfere e di certe situazioni di gioco, ma la bontà del lavoro effettuato è stata tale da superare anche questo piccolo limite.
Tutto perfetto quindi sotto questo punto di vista? Non propriamente, perché volendo comunque ribadire la bontà del ritmo di gioco, va rilevato come mano a mano che si procede nel gioco la predominanza della componente action emerga prepotentemente. Vuoi per il backtracking, che porta a visitare zone già conosciute della nave, levando una buona fetta di intrigo suscitato dalla sorpresa, vuoi per la suddivisione in episodi che prevede intermezzi nei quali tutto sommato oltre che sparare bisogna fare ben poco. Insomma, ci si troverà sempre di più all’interno di fasi nelle quali privilegiare il grilletto della propria arma. Il che non sarebbe di per sé un male, se non mancassero quelle possibilità d’azione che avevano reso glorioso Resident Evil 4; non la sequela di quick time event, ma il dinamismo mostrato da Leon, completamente alieno ai personaggi di questo episodio. L’esperimento di coniugare le due anime della serie riesce quindi, ma non totalmente, con la sensazione che si sia voluto infilare in un contesto più simile a quello del primo episodio la deriva action degli ultimi, utilizzandone però solo le parti meno creative. Probabilmente, Revelations è quello che sarebbe stato il primo Resident Evil se sviluppato nel 2012, non potendo ignorare i gusti di un pubblico che dimostra apprezzare maggiormente l’approccio diretto.
Del campionario atletico di Leon rimane l’attacco in corpo a corpo, decisamente meno sfruttato che in passato però, e ci s’aggiunge la schivata, a nostro modo di vedere implementata malissimo nel sistema di controllo. Si sfrutta invece bene un arsenale vario e soprattutto potenziabile in maniera precisa, ma senza eccessi. Ogni arma, sia essa la classica pistola, il fucile a pompa, la mitragliatrice, il fucile d’assalto o quello da cecchino, è fornita di diversi slot nei quali infilare elementi di personalizzazione che ne aumentino la potenza, il rateo di fuoco, la precisione, per un controllo pressoché totale della propria arma. I limiti vengono dal limitato numero di slot, dalla necessità di reperire tali potenziamenti, sovente non molto evidenti (nascosti sarebbe dir troppo), dall’impossibilità di usare lo stesso potenziamento su più armi contemporaneamente e dall’utilizzo di alcuni solo per determinate armi. Un sistema che funziona e richiede un minimo di strategia, piegandosi alla varietà di minacce che incontreremo procedendo nel gioco: con gli zombie Capcom sembra aver chiuso da un po’, e quelli che ci ritroveremo di fronte saranno ammassi schifosi da impallinare senza ritegno. Alcuni di loro avranno caratteristiche particolari, ma per la maggior parte risultano del tutto anonimi, soprattutto se confrontati alle poche ma efficaci apparizioni di mostri storici della saga.
Affianco alle armi, una piccola novità, anche questa ben implementata: il Genesis. Detto apparecchio, che porterete come un’arma ed estraibile all’istante, è uno scanner, col quale analizzare la zona. Potrete trovare munizioni nascoste (soprattutto), analizzare i cadaveri dei nemici al fine di raggiungere un bonus (una piantina verde) o scovare impronte invisibili, necessarie per sbloccare elementi aggiuntivi di gioco all’interno della modalità raid, della quale parleremo successivamente. L’utilizzo di suddetto apparecchio non è affatto invasivo, utile quanto basta a variare un po’ l’azione di gioco.

Piegato all’impianto di gioco fin qui descritto, c’è il sistema di controllo, sul quale molti avevano espresso legittimi dubbi. In Revelations si può camminare e sparare nello stesso momento, piccola novità nella saga, ma il come era lecito domandarselo. La risposta è una combinazione di tasti che innegabilmente appare innaturale, abituati come siamo al doppio stick analogico, ma che si riesce a padroneggiare con pochi minuti di gioco. I problemi che talvolta appaiono nel controllo del proprio personaggio risulteranno per la maggior parte provenire non dall’inadeguatezza del sistema, ma dalla annosa legnosità con la quale si muovono i protagonisti, croce della serie che inspiegabilmente ci dovremo portare sulle spalle, a tratti, anche in questo episodio. Per chi volesse poi avere il massimo controllo, ecco il Circle Pad Pro, acquistabile in bundle col gioco, infernale aggeggio del quale avrete già avuto modo di leggere su queste pagine, ma che migliora nettamente l’esperienza di gioco, a fronte di un maggior peso, sopportabile grazie ad un’inaspettata ottima ergonomia. Brutto lo è, per carità, ma sinceramente all’atto pratico non abbiamo trovato motivo per lamentarcene.
Le piccole magagne del sistema di controllo sono perdonabili all’interno di un gioco dalla distinta componente action ma che per la maggior parte si muove su ritmi normali, e i problemi si avvertono solo nelle fasi più affollate, i combattimenti con i boss, caratterizzati da un livello di sfida già di per se elevato. Qualche problema in più si verificherà nella modalità Raid, versione riveduta e corretta di quella Mercenari. Al di fuori della campagna principale, infatti, Revelations offre una modalità del tutto improntata all’offesa, non più in arene, nelle quali resistere fino all’ultimo secondo di fronte a ondate crescenti di nemici, ma si articola in percorsi più o meno complessi, a seconda dell’area di gioco riprodotta, con un punto di partenza ed uno d’arrivo. Nel mezzo, mostri a volontà, da abbattere con un campionario di armi e potenziamenti estremamente vario. Ognuno di essi ha però un prezzo in moneta, o richiede il soddisfacimento di vari requisiti, pertanto per accedere a quelle più letali sarà necessario prodigarsi in letalità e velocità. Il bello di questa modalità sta nella possibilità di utilizzare gli sbloccabili anche nella campagna, senza però mai arrivare ad armamenti tali da rompere l’equilibrio di gioco all’interno della storia principale.
A suggellare l’ottima introduzione della modalità Raid, la possibilità di affrontarla in co-op insieme ad un altro giocatore, fosse seduto affianco a voi sul vostro divano di casa così come su un divano lontano migliaia di chilometri. Locale ed online quindi, per un’esperienza più completa, che valorizza ulteriormente una longevità già resa ottima dalle ore necessarie per completare l’avventura principale, sulla decina abbondante.

Tre dimensioni di terrore


Resident Evil: Revelations mostra seriamente i muscoli del piccolino di casa Nintendo. Indipendentemente dall’intensità dell’ottimo effetto 3D implementato, regolabile su tre livelli oltre che con l’apposito slider della console, su schermo si muove la grafica migliore mai vista finora sulla macchina, con una fluidità che convince appieno. I modelli dei personaggi sono ottimi, composti da un elevato numero di poligoni, valorizzandone l’aspetto centrale per la buona resa del colpo d'occhio. Meno complessa la modellazione nei nemici, altalenante quella delle ambientazioni, alcune un po’ spoglie, altre straordinarie. Su tutto però, la presenza di effetti di luce e ombre, che per forza di cose deve essere curatissima in titoli che fanno dell’atmosfera il loro punto forte: ed ecco allora la maestria di Capcom, notoriamente capace di sfruttare le macchine sulle quali sviluppa, con effetti di pregio assoluto, dal fascio di luce delle torce ai lampadari delle lussuose sale della nave da crociera. Uno spettacolo per gli occhi, che con l’effetto tridimensionale al massimo ha un impatto incredibile, anche abituati come siamo a titoli di valore assoluto sotto questo punto di vista.
Da applausi sono anche gli effetti sonori, capaci di rendere da soli alcune fasi di gioco terrore puro. Sentiamo cigolii, frusci, mentre attraversiamo la nave, poi richiami incomprensibili, gemiti di dolore, ed è impossibile reprimere un brivido lungo la schiena. Ci sbilanciamo: a sonoro spento Revelations inquieterebbe meno della metà. Poi ci sono le poche melodie a descrizione dell’azione di gioco, adeguate al luogo ed al ritmo, per la maggior parte dimenticabili, ma che fanno ottimamente il loro lavoro. Un comparto tecnico di prim’ordine era necessario per riportare la serie nell’ambito dell’inquietudine, e ci s’è riuscito qui pienamente, a differenza di un gameplay che solo parzialmente, seppur in maniera comunque soddisfacente, riesce a ricollocarvisi.

Resident Evil: Revelations Resident Evil: Revelations è un parzialmente compiuto ritorno alle origini. Difficile che Capcom possa riadattare totalmente una sostanza di gioco forse non più nelle frequenze dei giocatori odierni; ed allora ci si deve accontentare, ma è un bellissimo accontentarsi, di una formula che prova a unire il vecchio e il nuovo, riuscendovi, seppur non pienamente. Le premesse sono ottime, poi il gioco si ricolloca su binari appena più ordinari; non abbastanza da renderlo banale, ma di quel poco che ne inficia il comunque appurato valore. Di certo, è una produzione che fa la sua figura tra i maggiori capitoli della serie, e fornisce il Nintendo 3DS di un altro titolo irrinunciabile.

8.1

media su 118 voti

Il tuo voto

  • 8.5