Recensione Resident Evil Revelations 2

Il verdetto definitivo sul capitolo episodico della saga di Capcom

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Resident Evil Revelations 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

È il momento della verità per Resident Evil Revelations 2, che nel suo percorso di pubblicazione episodica ha vacillato non poco, evidenziando un incedere fatto di alti e bassi ed una crescita narrativa altalenante. Finalmente, grazie all’arrivo sui nostri schermi del quarto e ultimo capitolo, è possibile avere una visione d’insieme della produzione (salvo fatto per i contenuti extra dell'edizione Retail, che saranno analizzati in seguito). Vediamo quindi se le promesse di Capcom, di un titolo dedicato ai fan di vecchia data e capace di far riassaporare ai giocatori il gusto di un survival horror più classico, si sono realizzate oppure infrante, come ad onor del vero i primi episodi sembravano suggerire.

IL TEMPO DELLE RIVELAZIONI

Nel corso dei primi tre capitoli, Revelations 2 è andato letteralmente trasformandosi, mutando i lenti ritmi esplorativi da survival in momenti di pura azione frenetica. Alla luce di ciò eravamo rimasti col fiato sospeso, sperando in una conclusione d’impatto che potesse fare da chiosa opportuna per il titolo. Le cose non sono esattamente andate così, e possiamo affermare sin da ora che il capitolo conclusivo è purtroppo quello meno riuscito. L’avventura di Claire è l’anello debole di questo prodotto, in quanto culmina in un finale che appare sbrigativo in termini di qualità e quantità. A livello ludico, la parte finale dell'avventura è una feroce corsa contro il tempo, frettolosa e poco incisiva, condita con qualche rarissima sparatoria e caratterizzata da un coefficiente di difficoltà inesistente, almeno nel confronto con i nemici. D'altro canto, il racconto resta piuttosto prevedibile e i plot twist a cui assistiamo non riescono a scuoterci del tutto, a causa della mancanza di un vero approfondimento sui personaggi.
Il grande problema del finale è però la durata complessiva, che si attesta intorno ai 20 minuti, concretizzandosi in una chiosa frettolosa assemblata da un team in netta crisi creativa.

Decisamente migliore, ancora una volta, l’avventura di Barry, che approfondisce ulteriormente il suo rapporto con la giovane Natalia in un percorso che li condurrà nei pericolosi sotterranei dell’isola. Tale tragitto è sorprendente nel proporre continuamente nuove ambientazioni e situazioni, obbligando il giocatore a trovare dei metodi alternativi per cavarsela negli imprevisti. Sia la logica sia il piombo sono fondamentali, con enigmi intramezzati da sezioni esplorative e combattimenti che mettono a dura prova sia la nostra tenacia, sia le nostre scorte di proiettili. L’uso simultaneo dei protagonisti per superare un ponte in rovina o le fughe disperate nelle caverne invase dal gas sono solo alcune delle sfide che il gioco propone, con delle sorprese nelle ultime fasi che vi lasceremo scoprire in totale autonomia. Anche in questo caso, il finale non è comunque esaltante se si considera la trama in senso stretto: nonostante le atmosfere e le ambientazioni siano evocative, il tutto si risolve in maniera molto banale, con un epilogo che ci ha lasciati interdetti. Emerge qui ancora una volta la natura quasi “arcade” del gioco, davvero poco interessato a proporre una trama avvincente ed una narrazione solida, come invece ci aspetteremmo da una produzione episodica. Del resto, l'abbiamo sempre saputo che la politica di distribuzione di Capcom era un po' anomala.

IL PASSATO NEL FUTURO

Giunti alla fine dell'avventura (o meglio in attesa dei capitoli Extra che dovrebbero fare da corollario alla tormentata campagna di Revelations 2), non resta altro da fare che guardarsi indietro per cercare di capire che cosa abbia lasciato la proposta Capcom ai fan del genere, e come il titolo si sia rapportato con il suo ottimo predecessore, che su Nintendo 3DS si fece fautore di un vero e proprio ritorno alle atmosfere claustrofobiche e malate delle origini. Purtroppo Resident Evil Revelations 2 tradisce in parte l'eredità del capostipite e le promesse della casa madre, cercando in maniera quasi disperata di proporre una struttura originale. Le trasformazioni operate da Capcom, legate in buona sostanza alla presenza di due personaggi con predisposizioni molto diverse, finiscono in certi casi per allentare i ritmi di gioco, in altri per risultare davvero superflue. Lo spazio concesso all'esplorazione ed al “rapporto di coppia”, sulla lunga distanza, resta molto marginale, ed a tratti l'urgenza di perlustrare le ambientazioni con Natalia e Monica, alla ricerca di oggetti altrimenti invisibili, “rompe” l'atmosfera e la sospensione dell'incredulità. Molto più interessante è, in potenza ed in atto, la presenza di due team che seguono altrettanti percorsi paralleli. Da un lato questa duplicità si rivela in grado di proporre situazioni con sfumature diverse, dall’altro - costretti a tornare stessi negli stessi luoghi visitati solo un’ora prima - si ha la sensazione che Revelations 2 sia un titolo davvero fatto con poco. Per questi motivi, soprattutto nel corso delle sessioni esplorative, la noia tende a prendere il sopravvento. Da questo punto di vista è quasi una fortuna che il gioco tenda a dare priorità alle sezioni action, riuscendo - seppur a fasi alterne e discontinue - a mantenere una sua presa sul giocatore. Si tratta di un'impostazione che tradisce chi si aspettava il tanto agognato ritorno alle origini promesso dal team: gli estimatori del coinvolgimento narrativo e delle dinamiche prettamente survival troveranno in Revelations 2 pochi spunti e quasi nessun guizzo.

Il punto fondamentale, insomma, è che Resident Evil Revelations 2 va inquadrato quasi come un Third Person Shooter arcade, sicuramente attento ad immergersi in atmosfere cupe e disturbanti (mettendo da parte le virate stilistiche di Resident Evil 6), ma comunque concentrato su valori che non hanno mai fatto parte del survival classico. Come ad esempio il “raplay value”, sostenuto dalla presenza di un sistema di crescita dei personaggi, da un sistema di classifiche competitive, dalla presenza della modalità Raid. Quest'ultima, a conti fatti, rappresenta il contenuto endgame su cui faranno affidamento i giocatori più motivati e accaniti, che probabilmente snobberanno la campagna principale dopo un paio di giri completi. In questo caso, le meccaniche da sparatutto, fortemente interconnesse con un sistema di stampo GDR, si declinano in una proposta molto regolare nello svolgimento: la modalità Raid va considerata alla stregua di un TPS dinamico quanto basta ma non certo esuberante, leggero e diretto, tutt'altro che originale ed efficace soprattutto in nome di questa immediatezza, del sistema ruolistico di sottofondo, e dell'affezione residua nei confronti dei personaggi che ci troviamo a controllare.

Note dolenti anche sul fronte tecnico. Sia dal punto di vista artistico sia da quello grafico Revelations 2 non risulta ispirato né impressionante. Tutti i livelli che affronteremo sanno di già visto e non vi è un'ambientazione in particolare che riuscirà a restare impressa nella mente dei giocatori. In più di un'occasione abbiamo percepito un intento citazionistico nei confronti dei capitoli storici, ma non ci sembra una scusa per continuare a riproporre le stesse atmosfere episodio dopo episodio.
A livello tecnico poi la qualità scende ulteriormente, con una modellazione poligonale accettabile, minata però da texture in bassa definizione e da una grana a pieno schermo che, invece di mascherare le imperfezioni, sporca l'intera immagine. Anche il sistema di illuminazione non è dei migliori. In generale un lavoro non del tutto sufficiente che, a fronte di un colpo d'occhio accettabile quando si rimane in movimento, massacra l'estetica nel caso in cui ci si soffermi sui dettagli dell'ambiente. Il titolo è stato doppiato in italiano in maniera piuttosto precisa, senza picchi di qualità e senza errori grossolani, rendendo il comparto sonoro, di fatto, quello tecnicamente più avanzato dell'intera produzione.

Resident Evil Revelations 2 Resident Evil Revelations 2 si distacca completamente dalla tradizione survival horror proponendoci un gameplay ricchissimo d'azione nonostante alcune parentesi esplorative. È un titolo che rimanda a una concezione arcade del videogioco, in cui è importante accumulare punti, salire di livello e diventare i migliori sulla piazza per scalare le classifiche. Purtroppo questa concezione sacrifica (quasi) integralmente la compostezza e i risultati della modalità narrativa, funestata da una trama poco convincente e da una realizzazione tecnica non all'avanguardia, che solo in parte possono essere giustificate dal prezzo di vendita contenuto del pacchetto (24.99 €). La campagna principale viene insomma sacrificata in favore di un endgame orientato al multiplayer (qui la modlità Raid), e sull'efficacia di un tale sistema applicato alla saga di Resident Evil abbiamo i nostri dubbi. I fan di vecchia data, al di là di qualche citazione o qualche nome, non avranno grandi motivi per misurarsi con il destino di Claire e Barry ancora una volta, almeno non se cercheranno le atmosfere ricche di tensione e terrore a cui villa Spencer ci ha abituati. Tutti gli altri possono tranquillamente prenderlo in considerazione, consapevoli che il massimo del divertimento deriverà dal demolire decine e decine di mostri in modalità Raid.

6.8

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