Resident Evil Revelations: Recensione del survival horror di Capcom

L'apprezzato capitolo della saga horror targata Capcom torna su PlayStation 4 e Xbox One, con una riedizione a 1080p e 60fps.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Resident Evil Revelations: Recensione del survival horror di Capcom
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Uscito su Nintendo 3DS nel lontano 2012, Resident Evil Revelations è stato un episodio importante, per la serie horror targata Capcom. Dopo una stagione di capitoli principali non troppo graditi allo zoccolo duro della fanbase, accusati di aver tradito lo spirito originale della saga e di essersi incamminati sulla tortuosa strada dell'action, l'avventura portatile di Jill e Chris rappresentò per molti una boccata d'aria fresca. Pur non mettendo del tutto da parte la passione per le sparatorie, il gioco rappresentò un parziale ritorno alle meccaniche classiche, tra ambientazioni claustrofobiche ed un efficace recupero delle dinamiche survival.
Gli apprezzamenti del pubblico convinsero Capcom a trascinare il gioco anche su Home Console, grazie ad una conversione HD arrivata sul mercato un anno dopo la release portatile. Oggi, passati quattro anni ed un sequel a episodi risultato complessivamente meno convincente, Resident Evil Revelations arriva anche su PlayStation 4 e Xbox One. Il lavoro di conversione, tuttavia, è davvero molto pigro, tanto che è difficile giustificare appieno questa operazione, pensata forse come il tentativo di batter cassa dopo l'ottimo successo di Resident Evil 7.

Per terra e per mare

La trama di Revelations è strutturata in maniera insolitamente intricata per un episodio della serie, e procede schizzando tra flashback e continui cambi di protagonisti. L'incipit ci porta a bordo di una nave da crociera alla deriva, raccontandoci di una missione di recupero dietro cui si cela ben altro. Ben presto verremo a conoscenza degli eventi che, un anno prima, hanno portato alla caduta della città di Terragrigia, metropoli ecosostenibile costruita sulle coste mediterranee ed attaccata dalle armi biologiche scatenate da un gruppo terroristico.
La trama si dipana in maniera tutto sommato prevedibile, tra citazioni di Dante e sparatorie, fino al classico scontro finale.

Nel mezzo, una serie di colpi di scena gradevoli, un'alternanza tra personaggi che rende possibile una narrazione episodica, con i vari fili che puntualmente si intrecciano nel finale. Non brilla la sceneggiatura, che sa di già visto, ma che comunque riesce ad appassionare il giocatore alle vicende narrate, sebbene non chiuda totalmente i buchi che si vengono a creare. Revelations ha anche il merito di gettare sulla scena nuovi personaggi abbastanza riusciti, sicuramente stereotipati ma caratterialmente ben definiti, le cui storie personali si intrecciano in maniera tutto sommato efficace con quelle degli storici Jill e Chris.

L'Orrore?

Convince invece la sostanza ludica del prodotto. Il primo impatto con Revelations è molto gradevole, soprattutto per chi è affezionato alle atmosfere dei primi episodi. La lugubre solitudine che ammanta ogni ambientazione è sciaguratamente mitigata dalla presenza di un partner, perdipiù totalmente inutile nel contesto delle dinamiche di gioco. Comunque, nonostante le classiche frasi da B-movie, si riesce a dimenticarne la presenza, ed a rimanere avviluppati in quell'intrigo di tenebra che aveva reso gloriosi i primi Bio Hazard.
I primi passi mossi all'interno della nave Queen Zenobia, quindi, chiariscono in maniera abbastanza lampante cosa ci aspetta: tutto quello di cui si dispone è una pistola dal basso potenziale d'offesa ed una flebile luce che illumina interni devastati da chissà quale abominio, pieni di cadaveri putrefatti e macchie di sangue. La situazione è destinata a cambiare, dal punto di vista dell'armamento così come da quello dell'atmosfera, ma se c'è un merito che va riconosciuto a Revelations è in primo luogo quello di riuscire a proporre un'alternanza di situazioni di gioco con un ritmo convincente. Esplorando soluzioni ardite ed inedite per la saga, il team decide addirittura di privarci in certi momenti dell'intero armamentario, costringendoci a schivare le aberrazioni che popolano i corridoi della nave; oppure ci impone di immergerci trattenendo il fiato nelle torbide acque che invadono le paratie, lasciandoci completamente inermi in situazioni d'emergenza che fanno schizzare al massimo la tensione.

Raid!

Oltre alla campagna principale, in Resident Evil Revelations è presente la modalità Raid. Il giocatore, eventualmente in compagnia di un amico, sarà chiamato ad affrontare una serie di stage di difficoltà crescente, in cui dovrà darsi alla più indiscriminata opera blastatoria. Il sistema di potenziamento dei personaggi e delle armi, già convincente nel contesto dell'avventura Single Player, risulta qui ancora più efficace, e questo game mode rappresenta in buona sostanza una versione potenziata della modalità "Mercenari", che in questa riedizione include tutti i contenuti extra in precedenza pubblicati come DLC.

Mano a mano che si procede nell'avventura, tuttavia, la predominanza della componente action emerge di prepotenza. Il backtracking non sempre ben gestito porta a visitare zone già conosciute della nave, smussando di molto l'effetto-sorpresa, mentre alcuni degli "episodi" che compongono la storia sono completamente incentrati sulle sparatorie. Anche nelle fasi avanzate, per fortuna, non viene mai a mancare quel senso di lugubre oppressione dovuto soprattutto alle ottime atmosfere veicolate dalle ambientazioni tetre e sozze.
L'esperimento di coniugare le due anime della serie (o meglio: quelle che la serie aveva prima della rivoluzione rappresentata dal settimo episodio), quindi, può dirsi sicuramente riuscito, anche se in effetti la componente action promossa da questo Revelations è un po' più superficialotta rispetto a quella di Resident Evil 4. Anche questo aspetto riesce però a soddisfare perché sfrutta al meglio un arsenale vario e soprattutto potenziabile in maniera precisa, ma senza eccessi. Ogni arma, sia essa la classica pistola, il fucile a pompa, la mitragliatrice, il fucile d'assalto o quello da cecchino, è fornita di diversi slot nei quali infilare elementi di personalizzazione che ne aumentino la potenza, il rateo di fuoco, la precisione, per un controllo pressoché totale della propria arma. Un sistema che funziona e richiede un minimo di strategia, piegandosi alla varietà di minacce che incontreremo procedendo nel gioco: con gli zombie Capcom sembra aver chiuso da un po', e quelli che ci ritroveremo di fronte saranno ammassi schifosi da impallinare senza ritegno.

Alcuni di loro avranno caratteristiche particolari, ma per la maggior parte risultano del tutto anonimi, soprattutto se confrontati alle poche ma efficaci apparizioni di mostri storici della saga.
Affianco alle armi, una piccola novità, anche questa ben implementata: il Genesis: uno scanner con cui analizzare i nemici e gli ambienti di gioco. Potrete trovare munizioni nascoste (soprattutto), analizzare i cadaveri al fine di sintetizzare un antivirus (che funziona come un'erba verde) o scovare impronte invisibili, necessarie per sbloccare elementi aggiuntivi di gioco all'interno della modalità raid. L'utilizzo del Genesis non è affatto invasivo, utile quanto basta a variare un po' l'azione e soprattutto per tornare a concentrarsi sull'esplorazione meticolosa delle ambientazioni. La necessità di trovare oggetti nascosti limita ed assesta i ritmi della progressione, chiede all'utente di osservare con attenzione i dettagli che caratterizzano i vari scorci, ed in generale rappresenta una trovata intelligente e ben congegnata.

Conversioni

Arriviamo quindi alle note dolenti di questa conversione, decisamente oziosa e poco convinta. Se quattro anni fa, sulle console della generazione ormai sfiorita, Revelations HD riusciva a non sfigurare del tutto rispetto alle altre produzioni dell'epoca, oggi le cose sono drasticamente cambiate. L'unico merito che dobbiamo riconoscere a questa rimasterizzazione è la fluidità inchiodata ai 60fps: il gioco non perde un frame in nessuna situazione, e sarebbe del resto incredibile se succedesse il contrario, visto che nessuna operazione di svecchiamento è stata operata su modelli e texture.
I modelli dei protagonisti restano ancora accettabili a livello di dettaglio, mentre tutto il resto appare drasticamente povero. Se nei lugubri corridoi della Queen Zenobia i ritocchi effettuati all'illuminazione riescono comunque a regalarci qualche scorcio d'atmosfera, quando le ambientazioni si aprono un po' è davvero difficile non rimanere delusi dalla qualità complessiva del colpo d'occhio. Il problema principale è rappresentato dalle texture, povere di dettaglio e spesso quasi deformate dalla operazione di "allargamento" della risoluzione.

Anche senza chiede un lavoro di aggiornamento dei modelli poligonali, basta dare un'occhiata alle ombre proiettate da nemici e comprimari quando vengono investiti dal fascio luminoso della nostra torcia (alle volte un ammasso indistinto di pixel) per capire che Resident Evil Revelations è stato trascinato su PS4 senza convinzione e con il minimo sforzo. Persino le icone dell'interfaccia mostrano un evidentissimo aliasing, a dimostrazione del fatto che sono state semplicemente allargate per adattarle alle nuove risoluzioni. Pessima anche la conversione dei filmati pre-renderizzati, che dovrebbero legarsi senza soluzione di continuità all'azione di gioco, ma che finiscono invece per sottolineare uno stacco qualitativo nettissimo con le sequenze in-game.

Resident Evil: Revelations Resident Evil Revelations è ancora oggi un capitolo interessante, con una struttura narrativa particolare, qualche colpo di scena efficace, e soprattutto un gameplay che non si dimentica delle origini; proponendo, assieme a qualche momento più movimentato, delle sequenze opprimenti, angosciose, da vero survival horror. Chi non l'avesse mai giocato troverà un episodio sicuramente più ispirato di alcuni dei capitoli regolari. La conversione, tuttavia, rappresenta davvero il minimo sindacale: il gioco è stato portato su PS4 incrementando risoluzione (adesso a 1080p) e framerate, senza altre operazioni di ammodernamento tecnico, che sarebbero state invece opportune per quel che riguarda texture e ombre. Ne risulta un colpo d'occhio leggermente posticcio, che rende difficile accogliere con entusiasmo il lavoro di Capcom. Consigliato solo a chi aveva mancato le vecchie release.

6.8

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