Recensione Resogun

Anche su Vita, l'eccelso sparatutto di Housemarque

Resogun

Videorecensione
Resogun
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Riavvolgimento veloce di circa un anno, lancio di PlayStation 4: dando un'occhiata alla line-up della console molti si dichiararono insoddisfatti. Tra un episodio di Killzone non del tutto convincente, un nuovo Need for Speed al di sotto delle aspettative e tanti titoli cross-gen, Resogun si fece spazio sgomitando, diventando la vera gemma nascosta tra la prima ondata di prodotti per la neonata macchina Sony.
Qualcuno lo considerò solamente un buon titolo, inserendolo tra i primi posti dei più interessanti giochi scaricabili dell'anno, mentre altri ne vennero rapiti, come il sottoscritto. Iniziò un periodo durato mesi a base di scalate alle leaderboard, provando tutti i giorni a limare le proprie prestazioni, svelando poco alla volta tutti i segreti che il gioco volutamente celava.
Proprio a distanza di dodici mesi, Resogun torna sulle console Sony, grazie ad un porting ad opera di Climax che si riteneva impossibile: troppa la fisica real time in gioco, gli effetti particellari, gli elementi in movimento. Troppi soprattutto per mantenere quel frame rate granitico visto su PlayStation 4 e praticamente necessario per un gameplay così furioso e istintivo. Com’è andata?

Umani ancora in pericolo

La prima cosa che si nota passando dal DualShock 4 a PS Vita è la necessità di adattare leggermente il sistema di controllo. Certo, il portatile Sony ha entrambi gli analogici ma offre solo due dorsali, a fronte dei quattro presenti sul pad.
Un opzione è spostare i due controlli mancanti sul touch screen posteriore. Il problema è: quali? Il lancio di un umano salvato può benissimo essere riposizionato sul tasto frontale cerchio, in quanto viene usato solo da chi si sente veramente un giocatore professionista (oppure vuole semplicemente sbloccare il relativo trofeo). Gli altri tre comandi, invece, sono tutti di assoluta importanza: il boost, grazie al quale togliersi d'impaccio in situazioni disperate, distruggendo gli avversari a contatto e scattando nella loro direzione quando il moltiplicatore sta scadendo; la bomba, ultima ancora di salvezza quando non c'è più nulla da fare; l'overdrive, in grado di abbattere intere ondate di nemici, garantendo un aumento del moltiplicatore di fondamentale importanza se si vuole puntare ai veri record. Proprio quest'ultimo è forse il comando che può essere spostato sul touch screen posteriore, anche se è importante mantenere una postura ben precisa, che eviti contatti casuali delle dita sulla superficie sensibile, pena lo spreco di una tanto agognata carica.

Adattato il metodo di controllo alle proprie necessità, è quindi possibile lanciarsi in una prima run esplorativa. Appena arrivati ad Acis il feedback sarà quello di un tempo: malgrado il piccolo piccolo schermo lo stile grafico è identico, la musica che ha accompagnato tante partite ricomincia a pompare nelle orecchie e si riprende subito confidenza con il gameplay, ben più strategico di quanto si potrebbe immaginare guardando uno screenshot.
Ci si destreggia tra le prime ondate, si salvano in rapidità un paio di umani, si potenzia la propria arma e si raggiunge facilmente il primo boss, abbattendolo senza pietà.
È lo stesso Resogun, non ci sono dubbi. O almeno un suo distillato al 98%: il frame rate è praticamente dimezzato, fattore che inizialmente spiazza, in quanto la fluidità era ciò che permetteva schivate al limite del pixel, salvataggi in extremis e numeri circensi agli occhi di un non esperto. I particellari, inoltre, hanno subito un netto ridimensionamento: i fulmini sono meno incisivi, gli effetti curvi che seguono la superficie cilindrica del livello si notano molto meno e in generale l'aspetto è meno appariscente, sebbene impreziosito da uno schermo così netto e definito.
Sensazioni simile si ottiene ammirando la moltitudine di voxel che dominano lo schermo: la mole di cubetti gestiti dalla fisica è sicuramente inferiore rispetto a quella osservabile su Playstation 4, soprattutto in situazioni limite come la morte, che normalmente genera un'esplosione in grado di devastare il background dei livelli.
Si tratta comunque di osservazioni a mente fredda, in quanto una volta messe le mani sulla console e infilate le cuffie nelle orecchie, il sapiente mix offerto da Resogun penetra di nuovo sottopelle, rapendo i sensi e accendendo quell'agonismo ormai sopito, soddisfatto solo a fine run, quando il proprio nick viene finalmente visualizzato nella top 10 delle leaderboard online.

Resogun Resogun è un marchingegno alieno i cui ingranaggi ruotano e si incastrano alla perfezione; lo era un anno fa, e lo è adesso, che arriva carichissimo anche sulla console portatile di casa Sony. Il frame rate dimezzato lo fa percepire in maniera meno sensazionale e l'aspetto grafico è sicuramente meno riuscito, ma il porting per PS Vita rappresenta comunque un piccolo miracolo. La qualità della produzione Housemarque è infatti passata nella sua totalità da console fissa a portatile, e bastano un paio di partite per rendersene conto, rimanendo nuovamente rapiti e schiavi di un gameplay diabolico e intransigente, da riscoprire in mobilità con lo stesso piacere della prima volta.

9

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