RIDE 2 Recensione

Dopo un acerbo primo capitolo, torna il Gran Turismo delle moto firmato Milestone: abbiamo provato RIDE 2, ecco le nostre impressioni nella recensione.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione RIDE 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Le moto sono da anni la passione più vera e sincera di Milestone, la software house milanese che si è fatta un nome nel giro che conta grazie a lavori a due ruote che affondano ormai le radici nella notte dei tempi. L'originaria serie Superbike, uscita nei primi anni Duemila sotto le insegne EA Sports, fece conoscere al mondo le potenzialità di Milestone, che col passare degli anni, tra nuovi titoli e budget non sempre all'altezza delle intenzioni, non ha mai tradito il proprio amore per il motociclismo. Lasciando per un attimo da parte le serie ufficiali, dalla già citata Superbike a MotoGP (quest'anno "rossizzata" con Valentino Rossi The Game), passando per il motocross di MXGP, la vera dichiarazione d'amore per le moto del team tricolore era stata espressa a chiare lettere, un anno e mezzo fa, con la pubblicazione di Ride. Presentato come una specie di Gran Turismo dedicato alle due ruote, Ride era un prodotto decisamente ambizioso, forse troppo, incapace com'era di mantenere le impegnative promesse. Colpa soprattutto di un comparto tecnico ormai obsoleto, abbinato a un impianto di gioco piuttosto ripetitivo e privo di mordente. Era tuttavia un primo passo verso qualcosa di mai tentato in precedenza, un promettente capitolo zero sul quale far crescere un brand dal grande potenziale.

Nuove moto, nuove gare

Non stupisce quindi la decisione di Milestone di dare un seguito a Ride con un secondo episodio che, nelle intenzioni del team di sviluppo, deve rappresentare la necessaria evoluzione del concept. Ride 2 ripropone una struttura di gioco ancora incentrata sul World Tour, una specie di carriera che consentirà al giocatore di girare per il mondo, tra piste reali e tracciati di fantasia, a caccia di vittorie e crediti per sbloccare un elevato numero di moto. Ed è proprio facendo un rapido giro nel garage virtuale di Ride 2 che ci si accorge subito dello sforzo compiuto per rendere l'esperienza più varia e intrigante: complessivamente, il nuovo lavoro di Milestone propone quasi duecento modelli ufficiali, circa il doppio rispetto al predecessore, con nuove classi e nuovi marchi. Come se non bastasse, un season pass, acquistabile parallelamente al gioco, consentirà il download di vari DLC in sequenza da qui a luglio del prossimo anno. Le stesse tipologie di gara che compongono il World Tour sono state rimpolpate: alle classiche corse in stile Gran Premio, endurance e sfide contro il tempo si aggiungono le drag race (duelli di accelerazione su rettilineo, con cambio manuale obbligatorio), trackday e gare nelle quali sarà necessario mantenere la traiettoria ideale.

Una carriera noiosa

Dove ci saremmo aspettati interventi più decisi è nella struttura di base del World Tour, ancora ben lontana dall'offrire un'esperienza immersiva paragonabile alle più blasonate controparti a quattro ruote. Le singole sfide che compongono una stagione sono suddivise per classi, a loro volta caratterizzate da un livello minimo di PP, punteggi che indicano genericamente le potenzialità, passibili di upgrade, del nostro mezzo.

All'inizio, con pochi crediti da spendere in moto nuove e tuning, ci dovremo accontentare di partecipare agli eventi con mezzi dal basso potenziale, specialmente sul versante della velocità pura: non sarà infrequente osservare gli avversari andarsene sui rettilinei, staccandoci senza pietà. Una struttura simile rende la progressione assai lenta e talvolta frustrante, dal momento che saremo spesso costretti a ripetere gli eventi proposti per raggranellare i crediti necessari all'acquisto di una moto più performante. Se non altro, anche le modalità esterne al World Tour, come le gare veloci su tracciati a nostra scelta e il multiplayer, concorreranno alla conquista dei crediti. Al termine di una singola stagione, poi, potremo partecipare a gare su invito, dove verranno messe in palio nuove moto e un numero maggiore di crediti. A conti fatti, il problema principale del World Tour risiede nella sua estrema ripetitività, sensazione aggravata da una generale mancanza di obiettivi stimolanti da raggiungere, acquisto di nuove moto a parte. La sequenza di gare risulta così nel complesso sterile, quasi una teoria di eventi senza un vero filo conduttore a unire il tutto. Una debolezza che pesa come un macigno sul reale appeal del gioco sulla media e lunga distanza. Discorso analogo per l'AI degli avversari, forse l'elemento in assoluto meno convincente di Ride 2: atteggiamento troppo irruente e tendenza a insistere sempre sulle stesse traiettorie riusciranno in pochi minuti a infastidire anche i giocatori più pazienti e indulgenti.

Moto con l'anima

Altrove, fortunatamente, le cose vanno meglio: la fisica e la caratterizzazione delle singole moto sono state ricreate con estrema cura, dalla potenza messa a terra alla maneggevolezza. Se le piccole due tempi, come la Cagiva Mito o la Honda NSR 125, appaiono agilissime e divertenti da guidare sul misto, una potente Ducati 1299 Panigale sarà una scheggia sul dritto, ma un temibile osso duro da domare in contesti più guidati. Riproponendo la fisica già vista in Valentino Rossi The Game, Ride 2 riesce a ricreare un'esperienza di guida credibile e divertente, sia con gli aiuti attivati, sia in modalità più simulativa, dove gli spostamenti di peso in curva e le accelerazioni più repentine sapranno impegnare a dovere anche i piloti più esperti. Restando sul versante più propriamente tecnico, Ride 2 riesce a tamponare, senza tuttavia risolverli del tutto, i gravi problemi emersi col predecessore.

I tempi di caricamento più rapidi e il framerate più solido non nascondono l'ormai insostenibile obsolescenza dell'engine grafico, imbellettato con un certo mestiere, ma ormai incapace di reggere il confronto con altri prodotti di ultima generazione. Scalettature evidenti, specie nelle ombre, una gestione dell'illuminazione talvolta approssimativa e una generale penuria di dettagli di contorno non rendono giustizia all'ottimo lavoro fatto sui modelli 3D delle moto. Il sonoro, per quanto nettamente migliorato, rimane piuttosto altalenante, con esempi ben riusciti (il tipico "bren-bren" delle due tempi è da manuale) affiancati da realizzazioni del tutto deficitarie e troppo "digitali" (provare la Honda CBR 1000RR per credere).

RIDE 2 Ride 2 è un passo avanti rispetto al predecessore, se non altro per il maggior numero di modalità e moto, oltre che per un lieve ma evidente affinamento tecnico. La maturità del brand è però ancora ben lontana e il lavoro per Milestone ancora lungo. Apprezzabile la fisica delle moto, molto meno la noiosa struttura del World Tour, così come il comparto grafico, minato da un engine che meriterebbe il pensionamento. La passione per il mondo delle moto appare chiara nella meticolosa realizzazione 3D dei modelli, e la software house milanese dovrebbe partire proprio da questi elementi innegabilmente positivi per riprogettare un concept, il Gran Turismo a due ruote, che ancor oggi rappresenta un unicum nel panorama videoludico internazionale. Perché i veri motociclisti se lo meritano...

7

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