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Recensione Rocksmith

Quando il rhythm game si fa didattico

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Rocksmith
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Guitar Hero. Rockband. Per anni rhythm game come questi hanno intrattenuto centinaia di migliaia di videogiocatori, mettendoli nei panni di una rockstar virtuale pronta a suonare per ore i pezzi che hanno scritto la storia del rock. E se dapprima era la chitarra a dettare legge, pian piano si è fatta strada la necessità di allargare lo spettro di possibilità, andando ad implementare basso, tastiera, voce e batteria. Ma per quanto si aggiungessero strumenti, s'ampliassero tracklist e si approfondisse il gameplay adeguandolo sia ai novellini che ai più esperti qualcosa è sempre sembrato mancare. La sensazione di star veramente suonando ogni nota di una canzone e l'effettiva possibilità di apprendere qualche nozione musicale anche attraverso un videogame. Rockband, da questo punto di vista, è andato sicuramente vicino all'obiettivo: le varie modalità PRO e gli strumenti abbinati permettevano quasi di toccare con mano la chimera a lungo sognata; diversi compromessi, trattandosi pur sempre di un'esperienza ludica, non hanno tuttavia permesso il realizzarsi dell'utopico progetto. Un progetto che, grazie ad Ubisoft, potrebbe vedere la luce proprio in questo uggioso Settembre.
Sviluppato e distribuito da Ubisoft, Rocksmith si presenta come un software per imparare a suonare travestito da videogioco. Tanto più che viene venduto in due versioni molto speciali: una da 90 € contenente solamente il gioco ed il Real Tone Cable (un cavo speciale che permette di collegare qualsiasi chitarra elettrica alla console), l'altra da 190 € con in bundle una Epiphone Les Paul Junior - nientemeno che una chitarra vera. Niente più plastica ma una vera esperienza musicale, questo il claim pubblicitario che accompagna Rocksmith; ma sarà riuscito il dev team a rendere appetibile, divertente ed adatto a tutti un software all'apparenza professionale? E, soprattutto, avrà Rocksmith un futuro commerciale?

Per molti, non per tutti

Inserito il disco di gioco nel tray della console e collegata la chitarra come da istruzioni a schermo ci accorgiamo immediatamente che quello nelle nostre mani non è un videogioco nella maniera più assoluta. La fase introduttiva ci metterà di fronte ad un accortatore elettronico che, con una precisione da non fare assolutamente invidia alla strumentazione più sofisticata, consentirà una doppia accordatura di precisione. Accordato lo strumento e superata una brevissima fase di tutorial chiunque non abbia mai preso in mano una vera chitarra (dopotutto si tratta di un videogame propedeutico) si troverà letteralmente di fronte all'Everest. Per fare un paragone calcistico provate ad immaginare questa sensazione: al vostro primo giorno alla scuola calcio il mister introduce Lionel Messi e vi chiede di levargli la palla. Questo è Rocksmith. Un'esperienza in un certo senso brutale, mediata fortunatamente da un'enorme sezione tutorial - probabilmente la più vasta mai vista in una produzione di questo genere. Ma non verremo accompagnati per mano, guidati passo passo all'apprendimento, bensì gettati, in un certo senso, in un menù abbastanza scomodo e navigabile esclusivamente tramite gamepad (qui la chitarra la si usa per suonare, e basta).

"Ogni traccia è presente in tre o quattro arrangiamenti differenti, adatti rispettivamente alla chitarra solista, a quella d'accompagnamento; a suonare seguendo le note o gli accordi/arpeggi. L'ennesimo fattore positivo della produzione Ubisoft"

Qualche minuto per superare la disfunzionalità delle schermate e ci accorgeremo di quanto sia sofisticata la produzione Ubisoft, anni luce lontana da qualsiasi Rockband o Guitar Hero possiate immaginare. La sezione didattica, ad esempio, è costituita a sua volta da diversi sotto-insiemi che vi insegneranno (nel vero senso della parola) ad impugnare la chitarra, eseguire note ed accordi e padroneggiare tecniche avanzate come hammer on e pull off, slide, tremolo e tantissime altre. Video esplicativi ed esercizi caratterizzano un'implementazione davvero completa e curata nel dettaglio, durante la quale saremo costantemente guidati da una voce fuori campo doppiata in un ottimo italiano e dal tono talmente calmo da tranquillizzarci anche a fronte di quanto ci aspetta. Mettendoci sempre nei panni di un musicista alle primissime armi saremo caldamente invitati a passare qualche ora proprio in questa sezione, ripetendo esercizi su esercizi, imparando la nomenclatura americana delle note, la posizione dei tasti fondamentali e sciogliendo le dita sul manico (senza dimenticare un tutorial per la scelta delle core ed uno per la loro sostituzione).
Per intervallare quella che potrebbe presto rivelarsi un'esperienza tediosa e frustrante il team ha pensato di inserire qualche mini-game collaterale, adatto per far pratica senza troppa pressione. La sezione Arcade ci mostra alcune divertenti rivisitazioni di vecchie glorie, adattate all'esercizio musicale. In uno dei primi scenari, ad esempio, dovremo suonare la corretta sequenza di note per abbattere a colpi di doppietta le anatre in fuga verso l'orizzonte - una sorta di Guitar-Duck Hunt veramente divertente. E ce ne saranno tanti altri, alcuni focalizzati sul semplice posizionamento delle dita, altri sugli accordi o sulle singole tecniche e via discorrendo. Si tratta, intendiamoci bene, della sola parte veramente ludica presente in Rocksmith. Una breve scorsa nelle altre (poche) sezioni ci permette infatti d'appurare che quanto resta dell'esperienza è la Carriera (accompagnata dalla facoltà di suonare liberamente qualsiasi brano) ed una curiosa sezione Ampli. Una parentesi su quest'ultima è doverosa prima di passare avanti. Rocksmith in questo caso trasformerà la console e l'impianto sonoro in un vero e proprio amplificatore, con i dovuti limiti del caso. Potremo persino scegliere tra una rosa molto vasta di effetti sonori (e pedali) per sperimentare e, più importante, suonare liberamente senza punteggi, tracce o quant'altro ponga limiti alla creatività: solo noi e la nostra chitarra. Per quanto una parte dei pedali e degli effetti vadano sbloccati proseguendo lungo la Carriera questa particolare "game mode" darà una possibilità di sperimentazione davvero encomiabile. Pur con tutti i limiti di un amplificatore "di fortuna" il risparmio rispetto all'acquisto anche di una sola pedaliera, almeno per un principiante, risulta a dir poco incredibile.

Qualche lode in meno, invece, passando alla Carriera. Trattandosi come già ripetuto più volte di un software essenzialmente didattico, la suddetta modalità costituirà più che altro una traccia, un mero simbolo di una progressione in realtà posticcia dato che non avremo alcuna facoltà o sensazione di "conquista" come in Rockband o Guitar Hero. Niente fan, niente popolarità e poco pubblico animato. La sensazione di star suonando di fronte ad una platea verrà simulata semplicemente dagli effetti in sottofondo, poiché durante i concerti non osserveremo fisicamente alcuno stage, né tantomeno alcun musicista modellato a calcarlo. Una scelta sicuramente poco felice per quanto concerne il coinvolgimento, ma probabilmente indispensabile per mantenere ben fissa la concentrazione su quanto conta davvero: suonare. Le stesse meccaniche, a ben pensarci, non offrono molto spazio ad altri elementi a parte il manico della chitarra a schermo. Avviata una canzone inizierà a scorrere verso di noi la più classica delle piastre, suddivisa seguendo il manico della chitarra in senso orizzontale - dunque presentando la stessa disposizione dei tasti. Man mano scorreranno a schermo una serie di parallelepipedi colorati che indicheranno il momento in cui pizzicare una corda, quale e premendo quale tasto. Se quest'ultimo sarà indicato semplicemente dalla posizione (con riferimenti numerici sempre ben presenti alla base della schermata) la corda verrà rappresentata da un colore: dal rosso al blu, partendo dalla più grossa sino ad arrivare alla più sottile. Il sistema di lettura richiama dunque quello delle tablature (particolare tipologia di spartito che alle note sostituisce le posizioni sul manico e specifici segnali per le tecniche avanzate), posizionando però le corde in maniera speculare rispetto al giocatore. Il processo "inverso" rispetto alle tablature stesse, ma niente paura: una comoda opzione dal menù di selezione del tipo di paletta e dalla mano preferita darà immediatamente la possibilità di invertire la visualizzazione, andando incontro anche a chi già sa suonare. Specifichiamo inoltre che, per non confondere troppo le idee, il software visualiizzerà una versione dinamica del manico, allargando e stringendo la schermata a seconda della porzione necessaria nell'immediato prosieguo del brano.
Tutto molto bello, funzionale e curato...ma la domanda rimane sempre la stessa: come adattare quanto descritto alle esigenze di tutti ed alla necessità di divertirsi suonando canzoni famose? Alla prima parte del quesito Ubisoft San Francisco ha pensato di rispondere in maniera elegante ed intelligente ma molto pericolosa. I complessi algoritmi che sottendono alla struttura hanno la capacità di adattarsi all'abilità del giocatore. Questo significa, in buona sostanza, che s'inizierà suonando una nota ogni tre quarti d'ora (ma pur sempre con la traccia originale in sottofondo) per arrivare, dopo una nutrita serie di note consecutive, alla tablatura completa (completa!!). Sorprendente non fosse che la sottile ed affilata lama presenta il più doloroso dei doppi-tagli. Se per un dilettante questa struttura risulta incoraggiante e funzionale all'apprendimento, per chi la chitarra è già in grado di suonarla per nulla. L'impossibilità di selezionare da subito un livello d'esperienza adatto o anche la mancanza di un'eventuale sezione di valutazione delle competenze mette fortemente a rischio la fruibilità ai più esperti, almeno sulle prime. Ritrovarsi a pizzicare una corda ogni tanto è, senza mezzi termini, noioso e frustrante e, prima che il brano giunga al suo apice, il rischio di addormentarsi è quantomai reale.
Una volta di più Rocksmith dimostra dunque d'essere adatto, se non addirittura indicato, per chi volesse imparare a suonare (con moltissima pazienza ed impegno) senza ambire a diventare un fenomeno. Chi cerca la parte ludica, invece, potrebbe prendere una bella scottatura. A questo proposito una nota doverosa a margine: il multigiocatore è previsto solamente in locale, sfidandosi su una stessa canzone. Niente competizione online o duetti e niente leaderboard - una scelta che risale all'età della pietra ma appare quantomeno coerente allo stile prettamente pedagogico della produzione.

Soundtrack

Una breve scorsa della soundtrack qui di seguito elencata ci mostra come questa, Rockband permettendo, sia quantomai universale. Troviamo brani dei Cream, dei Rolling Stones, di David Bowie fino ad arrivare a Whitesnakes e Megadeath rilasciati recentemente il DLC. Una colonna sonora non ricchissima (i pezzi sono, in totale, non oltre la trentina) ma sicuramente adatta ad incontrare il gusto moderato dei più - e soprattutto a suonare senza la necessità di apprendere esagerati virtuosismi. La lista ci dimostra si dimostra inoltre popolata in buona parte da Grandi Classici senza età, un pregio non da poco considerando quante licenze detiene la "concorrenza". Va aggiunto che ogni traccia è presente in tre o quattro arrangiamenti differenti, adatti rispettivamente alla chitarra solista, a quella d'accompagnamento; a suonare seguendo le note o gli accordi/arpeggi. L'ennesimo fattore positivo della produzione Ubisoft.

·The Animals - House of the Rising Sun
· Best Coast - When I'm With You
· The Black Keys - I Got Mine
· Blur - Song 2
· The Black Keys - Next Girl
· The Boxer Rebellion - Step Out Of The Car
· Cream - Sunshine Of Your Love
· The Cribs - We Share The Same Skies
· The Cure - Boys Don't Cry
· David Bowie - Rebel Rebel
· Interpol - Slow Hands
· Jenny O - Well OK Honey
· Lynyrd Skynyrd - Sweet Home Alabama
· Nirvana - Breed
· Nirvana - In Bloom
· Pixies - Where Is My Mind?
· Radiohead - High and Dry
· Red Fang - Number Thirteen
· The Rolling Stones - (I Can't Get No) Satisfaction
· The Rolling Stones - The Spider and the Fly
· Silversun Pickups - Panic Switch
· Soundgarden - Outshined
· Spoon - Me and The Bean
· Stone Temple Pilots - Vasoline
· Taddy Porter - Mean Bitch
· Titus Andronicus - A More Perfect Union
· White Denim - Burnished
· The White Stripes - Icky Thump
· Yellow Moon Band - Chimney

Rocksmith Quella di Rocksmith è una produzione videoludica estremamente fuori dagli schemi, in quanto di “ludico” in senso stretto non ha praticamente nulla. Si tratta però di un esperimento didattico veramente ben riuscito; un’idea che potrebbe seriamente avere un seguito, in questo senso. L’acquisto va ponderato proprio in questa prospettiva: se avete sempre sognato di imparare a suonare, con una spesa di circa 200 € diciamo che avrete delle basi più che buone per giungere in qualche mese a strimpellare qualcosa. Se invece state cercando l’esperienza a la Guitar Hero o il software professionale che vi permetta di ampliare la vostra conoscenza musicale già formata, molto probabilmente dovreste pensare di rivolgervi altrove. Personalmente ci sentiamo di promuovere esperimenti come Rocksmith - idee forse non toltamente nuove ma capaci di aprire panorami più ampi del classico gaming in un mondo bistrattato come quello delle console da gioco. Brava Ubisoft!

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