Recensione Rocksmith 2014

Ubisoft torna a suonare!

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Rocksmith 2014
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Gli amanti delle chitarre di plastica che hanno accompagnato i rhythm game degli anni duemila sono rimasti orfani. Quella che si era abbattuta come una marea, è andata via come un'onda sul bagnasciuga, e l'invasione di titoli come e Guitar Hero e Rock Band si è infranta contro il muro dell'indifferenza dei giocatori non più disposti a comprare l'ennesimo strumento posticcio ogni  anno. Il nocciolo duro di fan è rimasto sopito, ma a furia di muovere le dita molti giocatori hanno fatto il salto dalla chitarra a pile alla chitarra elettrica: è a loro, ma anche a chi si vuole dedicare allo studio dello strumento senza brancolare nel buio che si rivolge Rocksmith, la serie musicale di Ubisoft.

A misura di chitarrista

La dicitura 2014 che compare accanto al titolo non va fraintesa: non siamo di fronte ad un semplice Song Pack con qualche rifinitura al gameplay. Le novità e le modifiche introdotte sono sostanziali, e l'intenzione di chi ha scelto il titolo evitando il classico "2" era solo quella di non dare l'impressione che si trattasse di un seguito che non sarebbe stato possibile godersi appieno senza giocare il primo. 
La novità che balza subito all'occhio è l'assenza della modalità carriera presente nel titolo precedente, sostituita da Impara una Canzone. In sostanza è il giocatore che decide cosa preferisce fare, senza essere costretto in una progressione lineare, bensì venendo guidato e invogliato a migliorare e provare cose nuove da un sistema di "missioni" proposte a poco a poco e che ripagano il giocatore con nuove location, abbellimenti per il ponte della chitarra ed altri oggetti in-game.
 Uno dei primi suggerimenti è quello di utilizzare il riff repeater. Questo strumento, ampiamente migliorato rispetto al passato ed ora accessibile in qualsiasi momento mentre si suona, aiuta il giocatore a padroneggiare singole sezioni di un brano permettendo di regolare la difficoltà della tablatura e la velocità d'esecuzione in maniera libera. Le opzioni abbondano. Oltre a poter selezionare facilmente quale o quali sezioni provare, è possibile ad esempio impostare una difficoltà ed una velocità di partenza scegliendo di incrementare entrambe dopo un certo numero di esecuzioni perfette della sezione: facendo partire le note i riff saranno lenti e facili, ma progressivamente più veloci fino a raggiungere il tempo normale per poi diventare un po' più difficili ma nuovamente lenti, e così via. 
Ad aiutarci ad affinare le abilità fondamentali richieste ad un chitarrista troviamo una nutrita schiera di mini-game, tutti dal sapore squisitamente retrò ed ognuno dedicato ad una tecnica differente. Ad esempio, saremo chiamati a servire gli avventori di un locale pizzicando la corda relativa alla fila in cui si presentano, oppure procedere in un classico beat-em up a scorrimento suonando le note di una particolare scala. In ogni caso si tratta di quegli esercizi noiosissimi quanto fondamentali che chiunque voglia suonare la chitarra deve ripetere allo sfinimento, mascherati però aggiungendo una componente ludica completa di leaderboard on-line, e dunque sicuramente più appaganti.
Continuando con le novità, arriviamo a parlare del Session Mode. In questa modalità l'aspirante chitarrista può scegliere fino a 4 strumenti attingendo da una lista lunghissima, e da questi farsi accompagnare in una vera e propria jam session che non ha altro scopo se non quello di sbizzarrirsi sullo strumento ideando nuovi riff ed abituandosi a suonare a tempo. Le opzioni qui riguardano, oltre alla scelta della band virtuale (da assemblare componente per componente o selezionando uno dei preset), il tempo in bpm, la chiave e il modo della scala. Una volta avviata la session i nostri compagni di band aspetteranno le nostre prime note per cominciare a suonare, prima in maniera timida e poi con sempre più energia man mano che il giocatore proseguirà sulla scala giusta (sempre visualizzata nella parte bassa dello schermo). Utilizzando troppi strumenti questa modalità risulta forse un po' caotica, dato che a volte la band sembra semplicemente andare per i fatti suoi, ma mantenendosi sulla semplice combinazione di basso e batteria abbiamo tra le mani un game mode che ci aiuta e incoraggia a sperimentare in maniera decisamente innovativa ed interessante. 
La tracklist di questa edizione 2014 propone forse qualche hit in meno rispetto allo scorso anno, ma si rivela più completa dal punto di vista delle tecniche richieste. Si parte dagli ossessivi power chords di Blitzkrieg Bop e si arriva ai virtuosismi di Satch Bogie, passando per pezzi arpeggiati, riff sulla sesta corda, bending estremi e chi più ne ha più ne metta. L'importante è spaziare rispetto alla propria comfort zone, variare e cercare di affrontare tutte le canzoni come il gioco ci invita a fare. Da sottolineare la possibilità di importare la quasi totalità della tracklist del primo Rocksmith in cambio di una tassa d'attivazione, oltre alla presenza di una libreria sottoforma di downloadable content in continua crescita.


Rocksmith 2014 Edition Rocksmith 2014 si riconferma come un ottimo strumento didattico per imparare a studiare la chitarra, soprattutto andando a correggere e integrare quegli aspetti che nella prima versione erano carenti. Il nuovo riff repeater brilla per completezza ed è sempre accessibile, mentre i giochi arcade rendono meno noiosi gli esercizi per migliorare i fondamentali. Considerando infine l’ottimo Session Mode, davvero un’aggiunta di classe, rimane ben poco da chiedere alla serie Ubisoft, se non mantenere l'impegno per offrire una collezione di brani scaricabili varia e ben nutrita.

9

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