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Recensione Rodea the Sky Soldier

L'ultimo titolo di Yuji Naka arriva su Wii U e 3DS: mentre l'edizione per la console casalinga è stata accolta in maniera tiepida, la versione portatile qui trattata si è dimostrata una piacevole scoperta.

Rodea the Sky Soldier

Videorecensione
Rodea the Sky Soldier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • 3DS
  • Wii U

Prope è una software house nipponica fondata dal famoso game designer e programmatore nipponico Yuji Naka, famoso per aver dato vita, tra le altre cose, a Sonic the Hedgehog e NiGHTS into DREAMS... Meno famosi sono però i titoli che lo sviluppatore giapponese ha realizzato con il team di cui sopra, da Let's Tap a un paio di minigiochi per la Piazza StreetPass del 3DS (in particolare StreetPass Mansion e Fishing), passando per Ivy the Kiwi?, oltre a lavori veramente poco "trattati", come Buddy Monster, l'affascinante Samurai Santaro (che ricorda un'altra perla mobile, A Ride into the Mountains, di Chia-Yu Chen & Lee-Kuo Chen), ma anche Real Whale, Flick Pig, il recentissimo Kodama e molte altre opere. A questa vasta produzione va ora ad aggiungersi Rodea the Sky Soldier, progetto di Kadokawa Games e Prope che ha vissuto mille rinvii e posticipazioni, ma che è ora riuscito a raggiungere gli schermi di ben tre console Nintendo, ovvero Wii U, Wii (sì, perché, almeno in America, l'edizione Wii U verrà venduta in bundle con la copia fisica del gioco per Wii, differente sotto diversi aspetti dalla versione qui esaminata, come vedremo) e 3DS. Ed è proprio l'adattamento portatile dell'opera ad interessarci in questa sede...

Voli (e) meccanici

L'incipit narrativo che dà il "la" all'avventura è semplice ed immediato: Rodea è un robot che è stato costruito dall'Impero Naga e che si trova però a dover difendere il Regno "fluttuante" di Garuda, minacciato proprio dall'Impero delle Macchine. Dopo una serie di sfortunati eventi (conclusasi, tuttavia, con la cacciata degli invasori), Rodea si "risveglia" da un sonno lungo mille anni, richiamato alla vita da una ragazzina-meccanico chiacchierona, pronto per salvare dalla minaccia incombente il mondo sospeso nel cielo e i suoi abitanti. Rodea è un soldato-robot dalle capacità straordinarie: è infatti in grado di volare liberamente finché le sue riserve di carburante glielo permettono, può colpire i nemici grazie a un attacco rotante devastante e ad alcune armi (tra cui una sorta di mitragliatrice), ed è infine capace di compiere azioni spettacolari grazie alla "coda" di cui è dotato. Descrivere il personaggio è prerequisito fondamentale per comprendere le meccaniche di un gioco piuttosto complesso, per certi aspetti controverso e fin troppo bistrattato, già prima dell'uscita ufficiale. Il gameplay, proprio grazie alle abilità appena descritte, sembra assimilare, più o meno dichiaratamente, diverse esperienze videoludiche (molte prodotte dallo stesso Naka). Le tre somiglianze più evidenti e ovvie sono quelle con Sonic, NiGHTS e Gravity Rush, per i motivi a cui facevamo riferimento poco fa: Rodea è un personaggio in grado di rimbalzare da ostacolo a ostacolo e da nemico a nemico, grazie a un sistema di "spin" simile a quello visto in azione in quasi tutti i titoli del porcospino blu, e che permette al protagonista di chiudersi a riccio, per poi scagliarsi a tutta velocità contro il bersaglio di turno. Questo meccanismo causa l'innesco di una serie di combo basate sulla "botta" e il rimbalzo: l'eroe robotico subisce un contraccolpo che lo allontana dal bersaglio, permettendogli di studiare la situazione nel suo complesso, da una distanza maggiore. Questo sistema di puntamento viene gestito dallo stick analogico, deputato al controllo del mirino, dotato di un sistema di aggancio parzialmente automatico (la cui sensibilità è comunque adattabile alle proprie esigenze), che permette di dirigersi verso punti specifici degli scenari. Il volo è infatti basato su un sistema di pilotaggio semi-automatico, e ciò significa che, una volta scelta la destinazione (che si tratti di una superficie o di un nemico), Rodea provvede a dirigersi autonomamente alla meta, a meno che il giocatore non cambi idea. Il robot si occupa anche di oltrepassare eventuali ostacoli collocati tra la partenza e il punto d'arrivo.

Nelle fasi di volo emerge inoltre chiaramente una delle fonti d'ispirazione dell'opera, dal momento che la "posa" a braccia aperte assunta da Rodea ricorda da vicino quella del mitico Nights. Ma ci sono anche altre influenze, meno esplicite, almeno a prima vista: giocando non ho potuto fare a meno di pensare a certi passaggi di Pilotwings e ad altre sezioni di Sonic Adventure 2, quelle con Knuckles e Rouge in veste di protagonisti. Non bisogna poi trascurare le fasi a terra (nella versione Wii l'esplorazione "terrestre" è ridotta, dato il sistema di controllo a base di solo WiiMote, che pone l'accento sul volo e sui rimbalzi), in cui il gioco sembra strizzare l'occhio soprattutto a Kid Icarus: Uprising, almeno per quanto riguarda movimento e schivate. Il sistema di controllo, così ricco di elementi da gestire, potrebbe apparire confusionario di primo acchito, ma basta perseverare per capire che le cose stanno diversamente.

Hardloche

La prima manovra che si impara ad utilizzare è quella del salto. Premendo due volte A, infatti, è possibile entrare nella fase di preparazione al volo: successivamente è necessario utilizzare l'analogico per scegliere la direzione da prendere. Lo "spin-attack", la manovra offensiva principale, si può compiere tenendo premuto B, mentre il tasto Y (assieme allo stick) permette di schivare, alzarsi perpendicolarmente rispetto al punto in cui ci si trova e anche ritornare velocemente a terra. La croce direzionale e il touch screen sono deputati alla scelta delle armi secondarie, mentre la gestione della telecamera è affidata ai dorsali. Come è facile intuire, questo sistema di controllo ha causato diversi problemi ai giocatori, in parte per una serie di difetti che affliggono il gioco. In realtà la versione 3DS di Rodea the Sky Soldier, al contrario di quanto si legge da più parti, è tutt'altro che "rotta".

Il gioco, è bene chiarirlo fin da subito, al netto delle imprecisioni e degli errori che effettivamente ed innegabilmente presenta, risulta godibile e divertente, una volta accumulata un po' di esperienza alla "cloche". Uno dei problemi principali del gioco, ad esempio, è la telecamera virtuale, su Wii U affidata all'analogico di destra e ruotabile a piacimento, scelta che fa letteralmente incastrare la visuale ogni due per tre. Su 3DS, quasi paradossalmente, le cose funzionano meglio, dal momento che i dorsali consento una rotazione "a blocchi" dell'inquadratura, offrendo un'impostazione molto più gestibile, in linea di massima. È anche vero, però, che questa scelta costringe a un movimento della visuale solo sull'asse orizzontale attorno al personaggio, mentre per guardare sopra e sotto Rodea bisogna utilizzare il puntatore appena descritto. In generale, comunque, parte del divertimento sta proprio nell'apprendere il sistema di controllo e nel riuscire a padroneggiarlo correttamente, cosa che, come vedremo, regala molte soddisfazioni. Dispiace solo per l'assenza di un tutorial più completo che aiuti ad allenarsi meglio con i comandi, ma da un certo punto di vista è interessante sperimentare ed iniziare a notare gli effetti che la pratica ha sulla fluidità di gioco. Imparando gradualmente le tecniche, infatti, ci si rende conto che le azioni prima apparentemente difficili diventano automatiche, e si comincia ad apprezzare la struttura dei livelli e delle mappe di gioco...

Velocità soniche e avarie

Il sistema illustrato poco sopra viene impiegato per completare i vari livelli proposti, in cui generalmente l'obiettivo principale è il raggiungimento di una certa zona indicata sul radar, ma anche la distruzione di alcuni nemici o la raccolta di oggetti specifici sparsi sulla mappa. Il gioco può essere affrontato in maniera molto "lineare", con la semplice intenzione di attraversare gli scenari da parte a parte, e in questo caso Rodea pone l'accento sulla concatenazione di combo che è possibile ottenere seguendo le file di Graviton. I Graviton sono cristalli gialli disposti in linee più o meno contorte e che è necessario raccogliere per ottenere vite extra e carburante di riserva. Se ne ha la necessità quando ci si trova in aria, senza appigli a portata di mano e con il propellente esaurito: in questi casi è possibile consumare la riserva di Graviton per raggiungere la piattaforma più vicina, su cui recuperare energie (basta anche un solo passo sul fianco di una montagna o su una parete). Il gioco è insomma incentrato su una componente ritmica che influisce molto sull'esplorazione ambientale.

È necessario calcolare pause e momenti di volo con attenzione, e non sempre la strada più breve è quella più sicura. Questo perché bisogna tener conto di eventuali superfici su cui fermarsi, dal momento che un percorso interamente sospeso nel vuoto può diventare sinonimo di morte. Imparando a giocare, tuttavia, capita spesso di riuscire a concatenare combo di Graviton e nemici rimanendo sempre sospesi in aria e coprendo così intere aree, con conseguente innalzamento del tasso di fluidità dell'azione, anche grazie alle fasi in cui il volo è completamente automatico, e cioè dopo aver "agganciato" una serie di cristalli o quando Rodea viene "scagliato" da particolati anelli propulsori, simili per funzionalità alle stelle di Super Mario Galaxy e ai cerchi di Billy Hatcher and the Giant Egg. Tuttavia, pensare che giocare a The Sky Soldier consista soltanto nel completare gli scenari una prima volta sarebbe un grosso errore, poiché i livelli possono essere sì affrontati in maniera lineare, ma anche con un occhio di riguardo nei confronti dell'esplorazione: in ogni capitolo sono nascoste nove medaglie (una d'oro, tre di argento e cinque di bronzo), tutte utili a sbloccare un sacco di modalità (penso alla possibilità di giocare in soggettiva, un po' come nel caro vecchio Jumping Flash!), contenuti aggiuntivi, brani musicali e vari extra nell'apposita sezione del menu principale. Le medaglie hanno permesso di creare un level design particolarmente interessante, che sottolinea ancor di più la natura ritmica a cui facevamo riferimento: spesso le "monete" sono collocate in luoghi impensati, talvolta nel vuoto (cosa che costringe a calcolare attentamente le riserve di carburante), e comunque in zone difficili da scovare. Dunque anche la rigiocabilità non va sottovalutata, dal momento che tornare sugli stessi livelli permette di affinare le proprie capacità di piloti, oltre che di scoprire nuove medaglie e raccogliere materiale per potenziare il robot tra un livello e l'altro, grazie alle abilità da meccanico dell'amica di Rodea. L'elemento più interessante della questione riguarda la personalizzazione, in quanto ogni modifica apportata all'androide è permanente, e quindi si è chiamati a scegliere con attenzione quali upgrade implementare e quali no, anche a seconda del proprio stile di gioco. Rodea the Sky Soldier non è certo un titolo perfetto, nemmeno nella sua incarnazione portatile, e lo dimostrano un comparto tecnico non eccezionale (che tuttavia su 3DS non sfigura completamente, anche grazie a un buona "leggibilità" generale e a un frame rate abbastanza costante, pur con qualche incertezza nelle situazioni più affollate) e i problemi già trattati precedentemente, a cui si aggiunge la fastidiosa confusione che si crea quando si rimane agganciati alle pareti. In certi momenti poi, la telecamera inquadra l'azione da angolazioni piuttosto scomode: capita di fare un spin a terra per spostarsi più in fretta e di ritrovarsi a cadere nel vuoto, per un movimento sbagliato della visuale. Bisogna anche registrare un tentativo di utilizzare le caratteristiche proprie della console Nintendo, ma l'uso del giroscopio per muovere la visuale lascia veramente a desiderare, e il 3D è sfruttato in maniera appena accennata, nonostante in generale la presentazione grafica sia persino più convincente e "proporzionata" (alla potenza dell'hardware) rispetto alla controparte Wii U. Infine, un plauso va all'interessante colonna sonora di Takayuki Nakamura, capace di ricordare Sonic e Outrun con brani ritmati, "ricorsivi" e solari, ma anche di offrire passaggi veramente sorprendenti con brani come Unexplored Land, che inizia con uno strepitoso "giro" di cornamusa, progressivamente trasformato da un beat cupo e da sonorità quasi arabeggianti.

Insomma, Rodea the Sky Soldier su 3DS è un'esperienza che sa essere piacevole e soddisfacente, a patto di avere la pazienza necessaria per padroneggiare il sistema di controllo e la voglia di accettare un titolo grezzo, con tutte le imperfezioni e le limitazioni del caso. Un titolo capace, in breve, di regalare ore di divertimento ai giocatori pronti a coglierne le indubbie qualità.

Rodea the Sky Soldier Rodea the Sky Soldier è un titolo che ha avuto una gestazione travagliata e un'accoglienza piuttosto “fredda” da parte di critica e pubblico. Eppure, la versione 3DS qui trattata si è dimostrata una piacevole scoperta: il sistema di controllo, inizialmente problematico, si rivela man mano più immediato del previsto, persino soddisfacente, e quello che emerge è un titolo dal level design ben studiato, che offre al giocatore la possibilità di andare “direttamente” al punto d'arrivo di combo in combo, oppure di perdersi a esplorare attentamente ogni livello. Volare da un'isola sospesa all'altra è un divertente gioco ritmico in cui bisogna tenere sempre sotto controllo le proprie riserve di carburante, gestendo le fasi di riposo e quelle di volo in maniera accorta. Rodea è insomma una sorta di interessante ibrido tra Sonic, NiGHTS into DREAMS... e Gravity Rush, con sezioni a piedi che ricordano vagamente Kid Icarus: Uprising, il tutto condito da una certa quantità di difetti, legati principalmente a un frame rate talvolta incerto e, soprattutto, a una telecamera virtuale ampiamente migliorabile. Tuttavia, una volta compreso e padroneggiato il sistema di controllo, ci si diverte, e parecchio, tanto da voler fare e rifare gli stessi livelli per trovare tutti i contenuti extra. Tante idee interessanti, insomma, che speriamo vengano riprese, approfondite e magari rifinite in un ipotetico seguito. Incrociamo le dita, augurando buona fortuna a Yuji Naka e ai suoi.

7.5

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