Gravity Rush 2 Oggi alle ore 17:00

Giochiamo in diretta con la nuova avventura di Kat!

Recensione Rodea the Sky Soldier

Abbiamo finalmente potuto provare l'opera ultima di Yuji Naka in versione Wii, scoprendo come l'esperienza sia effettivamente molto più gradevole.

Rodea the Sky Soldier

Videorecensione
Rodea the Sky Soldier
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • 3DS
  • Wii U
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Il lavoro del filologo è delicato e certosino: si tratta di studiare i testi per risalire alla loro forma originaria. In genere questo termine si usa in ambito letterario, ma le cose cambiano e capita di imbattersi anche nel filologo videoludico. Il filologo videoludico è colui che, dopo aver avuto tra le mani Rodea the Sky Soldier per Wii U, non riesce proprio a farsene una ragione. Non è possibile che dal brillante Yuji Naka sia saltato fuori un gioco così imperfetto. Il filologo videoludico si informa e scopre, in men che non si dica, che la versione originaria del titolo era quella per Wii, l'unica versione tra l'altro approvata dallo stesso Naka. Il filologo si mette quindi all'opera e recupera l'edizione Wii del gioco, contenuta come bonus all'interno dell'edizione Wii U. Il filologo è quindi soddisfatto, perché è tornato alle origini e può comprendere, finalmente, che cos'è davvero Rodea the Sky Soldier. "Vorremmo tanto giocarla la versione Wii", si diceva lo scorso novembre in occasione della recensione della versione Wii U. Ci eravamo resi conto che, pur non essendo del tutto da buttare, il gioco su Wii U non funzionava. Quel che si suol dire un "gioco rotto", mal concepito, pur non privo di guizzi piacevoli. Il filologo, che nel frattempo è passato al lato oscuro, esce di casa e getta il disco Wii U nel primo tombino che trova. Lo dà in pasto ai topi. Poi ritorna in casa e inizia a giocare felice, Wiimote alla mano.

Un altro Rodea

Yuji Naka aveva ragione. Il caso Rodea the Sky Soldier si candida a essere uno dei più interessanti degli ultimi anni. Perché, se hai un gioco che funziona su Wii, devi snaturarlo e forzarlo su due piattaforme (Wii U e 3DS) che non rendono giustizia al suo sistema di controllo? Perché, dato che Wii U supporta l'utilizzo del Wiimote, non sfruttarlo? Perché su Wii U il gioco è tecnicamente e graficamente zoppicante, mentre su Wii è piacevole da vedere e scatta meno? Perché la maggior parte della stampa di settore si è soffermata sulla versione Wii U e in pochi hanno dato spazio alla versione Wii? Rodea the Sky Soldier per Wii non è un gioco bonus, è il gioco com'era originariamente concepito e avrebbe certamente meritato più spazio della discutibile edizione Wii U. Lei, usurpatrice, che ha cacciato dal trono la vera regina. Ironia a parte, mettere fianco a fianco le due versioni ci ha dato finalmente modo di comprendere le parole di Naka. La versione Wii non è perfetta, come vedremo, ma è ampiamente godibile, piacevole da giocare, portavoce di un modo antico di intendere i videogiochi: su Wii U ne avevamo avuto sentore, su Wii ne abbiamo la dimostrazione.

Il mio regno per un Wiimote

Rodea the Sky Soldier segna l'incontro tra Sonic e Nights. Mescola frenesia, voli armoniosi ed esplorazione. Il compito del nostro cyborg è difendere il regno fluttuante di Garuda dall'invasione dell'imperatore Geardo. L'intera esperienza si gioca in cielo, tra un'isola galleggiante e l'altra. Cambia il setting tra un livello e l'altro, non la sostanza. Su Wii si adopera il solo Wiimote, niente Nunchuk. E va bene così, perché a farla da padrone è il sistema di puntamento che consente di agganciare i bersagli e volare da una capo all'altro dello scenario.

Le fasi a terra - affidate al D-pad - su Wii sono molto più limitate, quasi accessorie, rispetto a quanto visto su Wii U. Certo, il Nunchuk sarebbe stato comunque più comodo in questi momenti, ma il punto è un altro. Le fasi a terra sono rare perché il gioco su Wii funziona. Su Wii U ti ritrovavi frequentemente a terra perché la camera virtuale impazziva, oppure perché il sistema di puntamento faceva cilecca. Ed erano dolori, perché si vedeva che il gioco non era concepito come platform. D'altro canto, paradossalmente, si era spesso costretti a toccare terra (o a rimbalzare sulle pareti) perché Rodea non poteva volare all'infinito; bisognava tenere d'occhio una barra che dettava i tempi di volo, e che una volta esaurita costringeva a noiose cadute in picchiata. Su Wii niente barra, Rodea può volare all'infinito e con una gittata che varia in base ai power-up acquisiti all'interno del livello. L'approccio muta completamente. Innanzitutto, si è sempre in volo e non si ha mai l'impressione che l'armonia venga meno: c'è sempre qualche bersaglio da agganciare e il ritmo "concatenato" rende piacevole l'esplorazione. La camera virtuale ruota quando il puntatore tocca i bordi dello schermo: non è sempre perfetta ma in generale funziona e sembra sicuramente meno lenta e più reattiva della camera virtuale vista su Wii U (e che in quel caso era affidata allo stick di destra). Il sistema di potenziamento del personaggio - che su Wii U richiedeva di eliminare i nemici robotici per recuperare ingranaggi da investire a fine livello - è qui completamente assente. Non se ne sente affatto la mancanza. Vien da pensare, maliziosamente, che sia stato inserito su Wii U per indurre il giocatore ad affrontare i nemici, anziché evitarli come verrebbe naturale fare data la macchinosità del sistema di controllo. Rodea su Wii ritorna a una dimensione ritmica-esplorativa più pura e godibile: sebbene progressione e livelli siano sostanzialmente identici nelle due edizioni, qua e là compaiono varianti che sembrano valorizzare questa dimensione. Come dicevamo, non sono tutte rose e fiori, soprattutto sul fronte della camera virtuale. Ma cavolo, qui il gioco c'è, è divertente, non è quasi mai frustrante. Dal punto di vista stilistico la palette di colori è più convincente e sgargiante; pur senza alta definizione il risultato è nettamente superiore rispetto all'edizione Wii U. Rodea the Sky Soldier era e rimane, nella sostanza, un titolo anacronistico. Un titolo non del tutto immediato, imperfetto qua e là. La versione Wii U era difendibile solo a tratti, quella Wii può guardare il giocatore a testa alta.

Rodea the Sky Soldier Il 13 novembre scorso, in occasione della recensione della versione Wii U, scrivevamo: “Non abbiamo avuto modo di provare la versione Wii, che dovrebbe essere inclusa nelle prime copie distribuite per Wii U, ma qualcosa ci suggerisce che sia quella migliore, quella da giocare”. Abbiamo rimediato e la risposta è sì: la versione Wii di Rodea the Sky Soldier è quella da giocare, quella in cui si esprime il vero potenziale di Rodea. Yuji Naka aveva ragione a consigliare questa edizione, l’unica che abbia davvero senso di esistere (anche e soprattutto da un punto di vista filologico). Non siamo ancora di fronte al gioco perfetto - il nunchuk avrebbe favorito le saltuarie fasi platform e la camera virtuale non convince ancora del tutto - ma per il resto il sistema di controllo via Wiimote funziona molto bene e le differenze strutturali rispetto alla versione Wii U esaltano la natura ritmica ed esplorativa del titolo. A conti fatti, ci piace pensare che sia l’edizione Wii U quella bonus. Il caso è chiuso.

7.8

Che voto dai a: Rodea the Sky Soldier

Media Voto Utenti
Voti totali: 3
6
nd