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Recensione Romance of the Three Kingdoms XIII

Arriva finalmente in Europa Romance of the Three Kingdoms XIII, nuova incarnazione della popolare serie strategica sviluppata da Koei-Tecmo.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Romance of the Three Kingdoms XIII
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Dopo alcuni anni di assenza dai territori occidentali, Koei Tecmo ha deciso di esportare nuovamente la propria longeva serie strategica Romance of the Three Kingdoms. Nata nel lontanissimo 1985 ed intervallandosi con il fratello gemello Nobunaga's Ambitions (quest'ultimo ambientato nel Giappone medievale), la serie ha raggiunto la sua tredicesima installazione ufficiale giungendo dapprima su PC e ora finalmente sulle nostre console in occasione del suo trentesimo anniversario. Come suggerisce il titolo, il punto focale su cui si concentra la produzione nipponica è la turbolenta e affascinante epoca dei Tre Regni in cui furono gettate, tra immani spargimenti di sangue e atti di eroismo, le basi per l'unificazione del Celeste Impero. Non è la prima volta che Tecmo Koei attinge dalla storia o, come in questo caso, da poemi epici per proporci la propria rivisitazione della storia cinese. Grazie alle più disparate declinazioni e alle licenze poetiche della serie musou Dynasty Warriors oramai conosciamo a menadito l'intricato guazzabuglio mitologico dedicato all'unificazione della Cina pre-medievale. Il tredici è notoriamente un numero infausto; per una volta volta avrà portato fortuna al brand?

Grand Strategy, sei tu?

Romance of the Three Kingdoms XIII non si discosta dalle precedenti interazioni del brand e ci propone ancora una volta la peculiare ibridazione tra Grand Strategy e RPG piena zeppa di contenuti raffazzonati. Abbiamo deciso di optare per il più classico dei "ma" in quanto, nonostante l'ultima fatica di Koei Tecmo sotto il profilo dei contenuti non si possa criticare, lascia spesso a desiderare riguardo alle modalità con cui questi sono stati inseriti. Senza dimenticare che, notoriamente, tra pad e titoli strategici non corre buon sangue. Come dicevamo, il titolo attinge a piene mani dall'epopea quattrocentesca conosciuta come "Romanzo dei Tre Regni" e ci catapulta direttamente nel momento più buio e tormentato della storia cinese; un periodo in cui il - futuro - Celeste Impero si trova dilaniato da lotte intestine e frammentato in una miriade di stati insignificanti e generali di ventura. Su tutti spiccano ovviamente i regni di Wu, Wei e Shu vere superpotenze dell'epoca che, pur di prevalere, misero a ferro e fuoco mezzo continente asiatico. L'obiettivo dichiarato, quindi, non può che essere uno solo: unificare la Cina sotto i nostri vessilli ricorrendo a ogni mezzo (politico, militare ed economico) possibile. Per riuscire nell'impresa Romance of the Three Kingdoms XIII consente di ripercorrere le tappe del turbolento periodo in oggetto attraverso due modalità distinte: la Hero mode e la Main mode. Mentre la prima è solo un esteso tutorial attraverso il quale i neofiti, seguendo le vicende ora di una ora dell'altra fazione in conflitto durante la rivolta dei Turbanti Gialli, possono prendere confidenza con la ridda di comandi, menu e opzioni, la seconda ci permette di forgiare liberamente il nostro destino di condottieri riscrivendo la storia, se necessario. È possibile prendere le redini di una dinastia partendo direttamente dal vertice, oppure iniziare dal basso - magari con un generale personalizzato - e scalare lentamente la gerarchia attraverso un complesso sistema fatto di meritocrazia e rapporti interpersonali (favori, regali, banchetti e missioni ad hoc) non dissimile da quello già visto in Dynasty Warriors Empires. Ubbidendo ai superiori, accompagnandoli in battaglia e mostrandosi abili e meritevoli è possibile avanzare di grado e salire di livello come in un qualsiasi RPG, aumentando non solo le nostre statistiche e l'influenza all'interno del regno, ma anche le opzioni gestionali e strategiche disponibili. Al contrario, assumendo immediatamente le vesti di un importante ministro o addirittura di un reggente, come Cao Cao o Liu Bei, si ha l'ultima parola su ogni piccola e grande questione politica, militare ed economica. Consolidare il proprio potere circondandosi di generali leali, arruolare e addestrare truppe da dislocare ai confini del regno e curare la prosperità economica e culturale sono solo alcune tra le molte attività che siamo chiamati a svolgere in qualità di reggenti. Peccato che, come accadde all'antica Cina, anche questa trasposizione digitale della storia soffre di una profonda frammentazione che ne mina le velleità e appesantisce - non di poco - l'esperienza di gioco.

Pronto, Ufficio Complicazione Affari Semplici?

Testando il titolo su console, il primo ostacolo che abbiamo trovato sulla nostra strada è stato il pad. In pochi tasti gli sviluppatori hanno dovuto inserire la maggior parte dei controlli del titolo. Va detto, senza grande criterio od ottimizzazione. Stiamo pur sempre parlando di uno strategico pregno di informazioni, opzioni e una quantità spropositata di dettagli da tenere sott'occhio. Proprio quest'ultima risulta un'impresa improba persino per gli strateghi più navigati. I menu da gestire sono troppi, poco chiari e talvolta è persino difficile raggiungere la voce desiderata a causa delle confusionarie combinazioni di tasti studiate dal team di sviluppo.

Persino le sezioni RTS sono tediose, inutilmente macchinose e rendono il controllo delle truppe sul campo di battaglia un'operazione lenta e davvero frustrante. Inoltre, potete scordarvi i fattori ambientali o meteorologici, i bonus difesa/attacco e qualsiasi altra cosa vi aspettereste da un titolo strategico. Tutto si riduce nel caricare le truppe avversarie e attendere l'esito della battaglia terrestre o navale. Occasionalmente, poi, sul campo di battaglia due generali potranno dar vita a un duello che il giocatore può vivere attraverso un sterile minigioco stile "carta, forbice, sasso" in cui si deve decidere se attaccare, difendere, disarcionare l'avversario e così via. Nulla di esaltante insomma, visto che l'esito sarà comunque stabilito a priori dalle statistiche dei contendenti rendendo lo scontro più che altro una perdita di tempo. Il medesimo schema viene poi riproposto identico per i duelli di oratoria. Insomma, più che goderci il titolo abbiamo trascorso la maggior parte del tempo cercando di decodificare in operazioni comprensibili i menu di gioco e imparare a memoria i passaggi necessari per raggiungere le opzioni più importanti. A tutto questo si deve aggiungere la scarsa leggibilità della mappa di gioco, inspiegabilmente in tre dimensioni, unita all'imprecisione del cursore che spesso e volentieri fa i capricci.

China in Low Res

Sotto il profilo meramente tecnico le cose non migliorano affatto. Il titolo di Koei Tecmo infatti presta il fianco a criticità difficilmente ignorabili tanto su console quanto su PC. Per la maggior parte del tempo l'engine di Romance of the Three Kingdoms XIII si limita a supportare artwork statici, menu e sprite bidimensionali dei vari personaggi, mentre fallisce miseramente quando si avventura nella terza dimensione evidenziando la poca cura riposta dal team di sviluppo nell'ottimizzazione del prodotto.

La mappa di gioco le sezioni RTS - l'unica altra concessione al 3D - soffrono di una qualità poligonale davvero elementare lontana anni luce da qualunque standard odierno e sono afflitte da pesanti ed inspiegabili cali di frame rate che rendono "singhiozzante" non solo l'azione di gioco, ma anche i movimenti del già impreciso cursore. Il titolo tradisce una genesi spiccatamente old - ma proprio old - gen e a nulla serve la potenza computazionale dell'hardware Sony. Si salva solo il comparto audio, grazie ad una soundtrack dai toni epici con fanfare e campionature sonore di ampio respiro e il doppiaggio in lingua giapponese.

Romance of the Three Kingdoms XIII La nuova installazione della longeva serie strategica firmata da Koei (Tecmo) giunge finalmente in occidente in occasione del trentennale, dopo esser approdata a gennaio su PC ad un prezzo spropositato. Il numero tredici, però, sembra non aver portato troppa fortuna a Romance of the Three Kingdoms. Almeno per ciò che riguarda la versione console. Tra pad e titoli strategici notoriamente non corre buon sangue e il titolo ne è l'ennesima dimostrazione. Gli sviluppatori hanno confezionato un prodotto con delle potenzialità e una buona profondità per ciò che concerne l'aspetto gestionale e strategico, almeno sulla carta. Il titolo viene gambizzato malamente da un'ottimizzazione a dir poco confusionaria della mappatura dei comandi - impresa comunque improba - e da una poco edificante realizzazione tecnica. Peccato, perché alcune idee interessanti ci sono e si sarebbero potute sviluppare con un po' più di cura e attenzione.

5.5

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