Recensione Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon

Harvest Moon torna ad imbracciare la spada e lo scudo: recensito il secondo capitolo del fantasy bucolico di Natsume

Versione analizzata: Nintendo DS
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  • DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Chi va piano...

Il Vecchio Continente, almeno per quanto concerne il mondo videoludico, è ancora costretto, sempre più raramente per fortuna, a vivere nel passato. La saga di Rune Factory, nipponico prodotto dell’orientalissima Nastume, è un esempio abbastanza chiarificatore del concetto. Per festeggiare i dieci anni della saga di Harvest Moon, il publisher decise, nell’ormai lontano 2006, di pubblicare un capitolo diverso e innovativo della famosa saga incentrata sulla gestione di una fattoria. Quasi si trattasse di uno spin-off, il risultato di questo sforzo creativo fu appunto Rune Factory: A Fantasy Harvest Moon. Purtroppo, i comunque pochi giocatori europei ansiosi di mettere mani sul titolo, dovettero aspettare addirittura il 2008 per ritrovarselo negli scaffali del proprio negozio di fiducia. E mentre gli americani poterono godersi in tutta tranquillità il seguito di quel titolo sempre nel 2008, solo recentemente ha raggiunto anche il Vecchio e anacronistico Continente. Ma ne sarà valsa la pena di attendere per tutto questo tempo Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon?

Ma non ci eravamo già sposati?!

A volte si esagera nell’utilizzo dell’anglofona locuzione “more of the same”. Mesi e mesi di progettazione, affinamento di determinate meccaniche, potenziamenti, incrementi e approfondimenti, possono essere mortificati da un giudizio tanto lapidario, quanto sempre più carico di un risvolto negativo. Eppure nel caso di Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon, persino il ritenerlo un “more of the same” può essere fuorviante e inesatto.
Sì, perché a conti fatti il titolo sviluppato da Neverland non cambia praticamente di una virgola quanto già visto sui DS europei nel 2008.
Paradossalmente neppure l’intreccio narrativo si discosta di un millimetro dalle puerili, e tutt’altro che complesse, premesse che introducevano alla vita campagnola. Ancora una volta vestirete i panni di un ragazzo il quale, vagabondando privo di memoria, si imbatterà in una ragazza che, mossa da compassione e da spirito imprenditoriale, deciderà di dare un senso alla vostra vita affidandovi le cure e la gestione del suo appezzamento di terra lasciato a sé stesso. Il resto segue un canovaccio che, se possibile, ha origini persino più antiche e consolidate in decine e decine di episodi della saga di Harvest Moon. Tra un colpo di zappa e una corsa al droghiere più vicino, conoscerete gli abitanti del vicino borgo e, soprattutto, le tante ragazze single che bramano un uomo con la testa sulle spalle che un giorno le possa sposare e donare dei figli. In Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon potrete fare tutto questo e la trama, che si dipana attraverso diverse stagioni e anni virtuali, punta proprio a questo.
Il finale, insomma, è già noto e nonostante il ragazzo che impersonerete non è del tutto avido di colpi di scena relativi al suo misterioso passato e nonostante il cast di comparse sia sufficientemente simpatico e variegato, permane con fin troppa oppressione il senso di dejà-vu.

Coltiva e combatti: la vita dell’uomo tuttofare

Le cose non cambiano di una virgola neanche quando ci si ritrova a dover commentare le meccaniche del gameplay. Chi, infatti, ha già giocato ampiamente il predecessore, non avrà motivo di leggere questo paragrafo, visto che le novità sono pari a zero. Questa non è un’esagerazione alla “more of the same”: questa è la triste realtà.
Per chi invece non è mai entrato in contatto con la saga, le cose sono indiscutibilmente più rosee. Difatti Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon è un fantastico e profondo gioco a metà strada tra il simulatore di vita in una fattoria e un RPG con tanto di dungeon da esplorare e mostri da combattere.
Il tutto è scandito da due elementi che domineranno e costringeranno ogni partita: la durata della giornata virtuale e la barra dei Rune Points. Ogni mattina dopo esservi svegliati inizierete le vostre attività di routine. Avviare una fattoria da zero non è infatti cosa facile, ma dopo i primi raccolti, finirete per regolare la giornata piegandola a determinate azioni che si ripeteranno con puntualità svizzera. Dopo aver innaffiato le piante che stanno crescendo, passerete a raccogliere i frutti maturi. In seguito farete una sosta nella stalla dove mungerete l’animale di turno e curerete le bestie che necessitano della vostra attenzione. Terminata la mattina, e svolte tutte queste operazioni, vi dirigerete verso il vicino centro abitato. Qui potrete scambiare quattro chiacchiere con i vari personaggi, fare i simpatici con la ragazza che vi piace e passare nelle varie botteghe per acquistare nuovi attrezzi e semi da piantare.
Volendolo, insomma, potrete comportarvi come un perfetto e contemporaneo fattore che si spacca la schiena da mattina a sera per ottenere modesti guadagni da reinvestire in altre semine. Purtroppo però, a differenza della vita reale, ogni vostra azione nei campi consumerà parte dei Rune Points di cui dispone il vostro avatar. Ciò significa che non potrete lavorare quanto vorrete, ma solo fino a quando avrete energie. Energie che si ricaricheranno solo andando a dormire o mangiando determinati, e rari, alimenti.
Ecco allora che si inserisce la dimensione ruolistica dell’avventura. Per aumentare le entrare e rendervi la vita più facile avrete infatti due strade da seguire.
La prima prevede di aiutare i cittadini in tutta una serie di mansioni più o meno complesse. Si va dalla restituzione di determinati oggetti, fino alla fornitura di determinati prodotti generati nella vostra fattoria. Naturalmente, più laboriosa sarà la quest di turno, maggiore sarà la vostra ricompensa.
La seconda strada, al contrario, prevede di armarvi di spada, scudo e incantesimi magici per addentrarvi nei quattro grandi dungeon presenti nei pressi della vostra fattoria. Ognuno di questi è naturalmente abitato da mostri che cercheranno di abbattervi, ma combatterli vi porterà un duplice vantaggio. Innanzi tutto liberando determinate aree entrerete in possesso di ulteriori appezzamenti di terra da coltivare. Ogni dungeon riproduce le condizioni climatiche di una diversa stagione dell’anno dove, per l’appunto, potrete coltivare prodotti relativi al periodo dell’anno di riferimento. Capite da soli che vendere un frutto che cresce solo in autunno, mentre ci si trova in primavera, può portare a fare immensi guadagni. Inoltre combattendo i numerosi mostri che vi si pareranno di fronte, capiterà che qualcuno di questi deciderà di allearsi con voi. Potreste così utilizzarli sia come cavalcature per muovervi con maggior rapidità, sia come animali da cui ottenere latte e uova, sia come aiutanti che annaffieranno le piante, o che si dedichino ad altre attività, al posto vostro.
Il tutto, naturalmente, va poi letto in chiave RPG: più si combatte, più si coltiva, più il proprio personaggio diventa forte e abile.
Il gameplay, insomma, pretende dai videogiocatori una certa pazienza di fondo e un’accettazione di una cronica ripetitività di determinate azioni. Tuttavia se si è in grado di accettare questo compromesso, Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon è capace di regalare immense gioie e soddisfazioni.

Il bello della vita in campagna

Tecnicamente il prodotto di Neverland riprende il medesimo stile utilizzato nel predecessore. Anche in questo capitolo dunque, avremo a che fare con un mix 2D e 3D splendido negli elementi bidimensionali, ma poco convincente nella sua totalità. Gli scenari, così come gli splendidi artwork dei personaggi, sono disegnati a mano e spiccano per abbondanza di dettagli e per la delicatezza del tratto utilizzato. Al contrario i modelli poligonali dei protagonisti che si alterneranno sullo schermo, denotano animazioni tutt’altro che armoniose e una povertà di particolari che mal si sposa con gli elementi 2D. Non un disastro insomma, ma un mix poco riuscito.
A livello sonoro si devono registrare degli effetti sonori e un doppiaggio, solo in inglese, appena poco sopra la sufficienza. In particolar modo la recitazione di alcuni attori è assolutamente dilettantesca e lascia largamente a desiderare. Buone invece le musiche: tutte ispirate e capaci di accompagnare con un pizzico di allegria le vostre fatiche nella fattoria.
Parlando di longevità il titolo offre più di 20 ore di avventura nella modalità di gioco principale. Inoltre è presente un sistema multiplayer che, tanto in locale quanto sfruttando la Nintendo Wi-Fi Connection, vi permetterà di scambiare tra due giocatori i prodotti della propria fattoria.

Rune Factory 2 Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon non è un “more of the same”: è un “same of the same”. Ciò nel bene significa che ancora una volta avremo a che fare con un titolo profondo e assuefante per tutti coloro che scenderanno a compromessi con un gameplay ripetitivo e lento. Nel male l’essere identico al suo predecessore, si traduce nell’assoluta inutilità dell’acquisto per tutti coloro che hanno già giocato l’originale. Il voto a fondo pagina, dunque, è fortemente condizionato da questo fattore. In condizioni normali Rune Factory 2: A Fantasy Harvest Moon avrebbe sicuramente preso un voto più altro, ma vista la sua eccessiva somiglianza con il predecessore, ci sentiamo in obbligo di penalizzare il titolo. Consigliato ai neofiti che hanno ben presente il gameplay alla base di Harvest Moon. Tutti gli altri valutino attentamente l’acquisto.

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