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Recensione Rush'n Attack: Ex Patriot

Arriva su XBLA la rivisitazione di un classico Konami

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Bisogna sempre stare molto attenti quando si seguono le orme di un vecchio gioco proponendone una riedizione riveduta e corretta. Si deve tener conto dei tempi in cui è uscito, delle possibilità videoludiche di allora e soprattutto del tipo di gioco che il comune videogamer si sarebbe potuto aspettare, in modo da aggiornare le dinamiche- all’epoca magari piuttosto gradevoli - per contentare anche l’utente moderno. Altrimenti si rischia di fare un grosso buco nell’acqua. Speriamo che l’abbia capito Konami, che agli inizi del mese ha fatto debuttare su XBLA e PSN Rush ‘N Attack: Ex Patriot, titolo basato sull’omonimo prodotto che uscì parecchi anni or sono per NES. Pensato come un action a scorrimento laterale con un pizzico di tatticismo stealth a la Metal Gear Solid, Rush ‘N Attack ci farà vestire i panni del sergente Sid Morrow, mandato in Russia con la sua squadra per un’apparente missione ricognitiva. Quella che però nasce come una rivisitazione in grande stile si rivela essere niente di più che un grossolano tentativo di riproporre un gameplay ossidato dal tempo, che mal si adatta a questa generazione di videogames.

Dalla Russia con Amore

Il plot narrativo è scontato e noioso. Un filmato introduttivo senza troppe pretese ci spiega che la cattiva Russia sta mettendo a punto una pericolosissima arma grazie all’Ulissio, un minerale che cresce nelle profondità dei territori sovietici e che viene estratto con regolarità ormai da molti anni. Una prima squadra è stata mandata sul posto, ma se ne sono perse le tracce. Compito di Morrow e dei suoi uomini sarà intrufolarsi nella base sovietica segreta e liberare i valorosi soldati dati per dispersi. Purtroppo niente va per il verso giusto e sia voi che la vostra squadra sarete scoperti ed imprigionati, in attesa di fare da cavie per i loschi esperimenti a base di Ulissio. Per fortuna arriverà un uomo misterioso che, una volta liberato Morrow dalla propria cella e armatolo con un coltello, gli spianerà la strada per la fuga. Ed è qui che inizia la vostra avventura.
Occorre ricordare che il primo Rush ‘N Attack era interamente in due dimensioni. Questo nuovo “capitolo” sfrutterà solo marginalmente la modellazione tridimensionale degli schemi: sarà possibile interagire con il fondale solo ed esclusivamente per nascondersi nell’ombra ed uccidere il nemico in silenzio. Ex Patriot mantiene dunque lo scorrimento laterale (e bidimensionale) durante tutto l’avanzamento. L’avventura ha dalla sua una longevità rassicurante (si parla di 5-6 ore per terminare la campagna), e si divide in 3 atti principali, ognuno dei quali molto articolato e suddiviso in svariati checkpoint. Ma questa estensione esagerata rischia proprio di diventare il primo problema del titolo, nella misura in cui il nuovo Rush’n Attack annoia il giocatore (e non solo visivamente) con uno spietato riciclo di ambientazioni e nemici. Inspiegabile la volontà di allungare anche il “brodo narrativo” con scuse risibili. In certi momenti vi capiterà di andare avanti per pura inerzia, o per quella sadica curiosità che spinge ogni volenteroso videogiocatore verso la fine di un titolo, biasimando le scelleratezze della sceneggiatura. Se aggiungiamo che l’intera avventura si basa sull’idea che un solo soldato armato esclusivamente di coltello riesca a sbaragliare un intero esercito sovietico (boss di fine livello inclusi) senza ricevere nessun aiuto, si capisce l’evidente difficoltà a mantenere la storyline compatta e accattivante.

Saltando nel vuoto

Principalmente Morrow si limiterà a far fuori un indeterminato numero di soldati nemici, con le letali combinazioni da CQC. In certi casi, tuttavia, si troverà a dover affrontare numerose sezioni platform. Sfortunatamente queste metteranno a dura prova i vostri nervi, a causa di un sistema di controllo non al passo coi tempi e di un minimo seppur presente ritardo della risposta ai comandi. Questo vi costringerà a ripetere (anche parecchie volte) alcune parti di gioco, solo per aver mal calcolato la potenza di un salto o la distanza tra due scatole che galleggiano sopra un mare di liquame radioattivo. Le animazioni poligonali per fortuna sono discrete ed il nostro protagonista si muove agevolmente saltando, calandosi ed evitando ostacoli con tutta la grazia e l’agilità di un ninja professionista. Durante il corso della campagna troverete anche una serie di oggetti che potranno essere utilizzati in particolari momenti del gioco, come una maschera antigas per bypassare una zona contaminata o un visore notturno per agevolarvi nell’oscurità dei condotti sotterranei. Fra alti e bassi la componente da platform adventure potrebbe anche salvarsi, ma lo stesso non si può dire, come vedremo, dei combattimenti.
Nonostante sia armato solo di coltello (sporadicamente avrete l’occasione di raccogliere un’arma nemica, con un numero limitatissimo di colpi), il sergente Morrow conosce un numero impressionante di combo e mosse fatali, tutte dotate di un forte impatto scenico e caratterizzate da una discreta violenza. In alcuni casi sarà possibile ammirarle al rallentatore, ma la povertà grafica del titolo non aiuterà a sottolinearne la spettacolarità. E nonostante il piacevole effetto che alcune mosse possono suscitare, dopo un po’ anche gli scontri inizieranno ad essere monotoni. Vista la facilità con cui i sovietici cadranno stecchiti, vi ritroverete a ripetere sempre la stessa combinazione di tasti, ignorando palesemente tutte quelle che sbloccherete nel corso del gioco e limitandovi a procedere sostenuti dal più becero button mashing. Un vero peccato, in quanto l’essere dotati di una singola arma bianca poteva aprire le porte a moltissime soluzioni più intriganti. Eppure Konami ha preferito restare fedele allo stile anni ’80: uno stile che, per via della sua natura fortemente iterativa, porta ben presto un tedio irrespirabile.

Deludente Nostalgia

Ultimamente certe perle videoludiche del passato, convertite in HD o semplicemente riproposte in Digital Delivery, hanno riscosso un notevole successo nella comunità dei videogiocatori. Ma Rush ‘N Attack: Ex Patriot non rientra tra i giochi scaricabili che verranno ricordati a lungo. La sua ammirevole voglia di riportare in auge un gameplay datato, con la scusa di rivivere i bei tempi andati, fallisce miseramente scontrandosi anche con la dura realtà tecnica. Graficamente i modelli poligonali sono mediocri, gli ambienti di gioco sono privi di qualsiasi personalità, spesso risultano ripetitivi e utilizzano colori poco convincenti. Il livello di sfida è piuttosto basso: se vi capiterà di morire non lo farete certo per la difficoltà insita nei combattimenti o a causa di una brillante IA nemica, ma semplicemente per le già citate sezioni platform che sarete costretti ad affrontare con un sistema di controllo inadeguato. Anche il sonoro fa la sua magra figura: un sottofondo piuttosto “acido” non impressiona, per la sua incapacità di sottolineare in maniera opportuna i ritmi della progressione. Gli effetti invece sono parecchi e molto vari, ma ancora una volta questo non basta.
Infine, l’assenza di una componente multiplayer o di una qualsiasi modalità che affianchi quella principale fa scendere il livello di rigiocabilità del titolo sotto lo zero. Se proprio volete farvi del male, potrete ricominciare l’avventura aumentando la difficoltà o cercando di collezionare tutti e 36 i cristalli di Ulissio sparsi per i livelli di gioco, ma gli incentivi sono davvero minimi.

Rush'n Attack: Ex Patriot Rush ‘N Attack è un gioco che può ambire soltanto alla sufficienza risicata. La discreta longevità e la varietà (comunque apparente) dei combattimenti non smorza in alcun modo la severità di un giudizio che deve tener conto delle leggerezze riguardanti la sceneggiatura, la varietà, il ritmo di gioco ed il sistema di controllo. Si poteva fare molto di più cercando di sfruttare al meglio le sicure potenzialità che un titolo del genere ha da offrire, ma a quanto pare si è preferito ripercorrere binari vecchi, ma già rodati. Infine il costo in Digital Delivery non ne giustifica in alcun modo l’acquisto: per 800 MP o 9.99€ trovate sicuramente di meglio.

5.5

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