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Sacred Legends - La versione iPhone

Sacred torna per i vecchi appassionati del brand, ma lo fa in una versione mobile che proprio non riesce a convincere. Pronti a tornare ad Ancaria?

Versione analizzata: iPhone
recensione Sacred Legends
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    Disponibile per:
  • iPhone
  • iPad
  • Mobile Gaming

Sacred è stato uno dei pochi hack and slash a poter competere ad armi pari con la serie di Diablo e Titanquest, quantomeno grazie ai suoi primi capitoli, davvero solidi e interessanti. Il brand, successivamente, ha preso pieghe differenti, arrivando su console con un mediocre titolo 2D a scorrimento e arrancando con Sacred 3 su piattaforma PC. Gli appassionati, tuttavia, ricordano ancora con affetto e amore il debutto della serie, e il suo ritorno su dispositivi mobile ha fatto indubbiamente drizzare più di qualche antenna. Senza alcun indugio ci siamo quindi gettati a provare la nuova produzione di Fishlabs e Chimera Entertainment, trovando però al nostro cospetto un prodotto davvero senza mordente.

Ci vuole originalità

Non serve molto tempo per capire che Sacred Legends è a tutti gli effetti un titolo di seconda categoria, un gioco buono giusto per qualche partita, destinato ad un rapido oblio nell'attesa che esca la prossima app di richiamo. Il gioco, del resto, proponeun gameplay talmente vecchio da sembrare quasi un'applicazione Facebook invece che una moderna app per smartphone. Giunti nel 2016, con un mercato esploso anche su cellulari e produzioni di altissimo livello, trovarsi ancora una volta alle prese con un'avventura su binari in cui bisogna cliccare solo quando le quattro abilità a nostra disposizione si saranno ricaricate, è davvero demoralizzante. Giocare a Sacred Legends è significa insomma tornare indietro di un paio d'anni, e nulla di quello che troverete all'interno del titolo è al passo con i tempi, a partire dalle animazioni molto legnose, passando dai modelli e dal design dei personaggi, fino ad arrivare alle icone e all'hub principale di gioco. La meccanica di base è alquanto semplicistica: scegliete uno tra i tre eroi disponibili - serafina, guerriera o arciere - e iniziate la vostra avventura saltando da un livello all'altro. L'avanzamento mostra per fortuna una difficoltà crescente, ma non quella varietà di situazioni che possa alleviare la ripetitività del titolo. Il gameplay è davvero ridotto all'osso, tanto che ci si trova ad avanzare passivamente (sorbendosi per altro i terribili dialoghi d'intermezzo della campagna), per raccogliere loot, da sostituire con quello meno potente raccolto nelle missioni precedenti. Una volta completato il ciclo, e aver eventualmente potenziato il vostro personaggio aumentando skill e resistenze, si riavvolge il tutto e si ripete, sfruttando le due difficoltà extra previste fino a quando la noia non sopraggiungerà.

Micro transazioni, coop e fallimenti

Oltre ad essere mediocre dal punto di vista ludico, il titolo è affossato dalla presenza di paywall che i free to play come questo sfruttano abbondantemente. Ogni missione vi chiederà una quantità prestabilita di cibo; risorsa che si ricaricherà progressivamente, obbligandovi ad attendere lunghi minuti o spendere qualche soldo, nel caso vogliate allungare le sessioni di gioco. Tutto il titolo si appoggia su queste basi, incluso il modesto PvP, fino ad arrivare a missioni secondarie di raccolta dei materiali che possono essere avviate unicamente ogni sei/otto ore. Il rischio concreto che si corre è quello di poter dedicare al gioco una decina di minuti scarsi e poi doverci tornare sopra dopo qualche ora. Certo, potrete pur sempre dedicare questo tempo di riposo a potenziare l'equipaggiamento raccolto nelle missioni appena citate, o sperare di ottenere cristalli capaci di alzare le statistiche; ma sono tutti compiti che, ludicamente parlando, non hanno nessun valore. Ci si trova a bazzicare per menù lenti e poco intuitivi, nella speranza di riuscire a recuperare l'oggettino giusto grazie al quale superare l'ennesima missione, identica alle decine di altri scontri effettuati in precedenza. Insomma, non c'è davvero nulla da salvare in Sacred Legends, e se volete un titolo interessante dello stesso genere vi conviene guardare altrove: il consiglio è quello di dare un'occhiata a Tai Chi Panda, probabilmente il miglior esponente di questo genere su Mobile.
Sacred Legends, per altro, è a conti fatti un titolo che sconsigliamo anche ai fan più incalliti del brand, i quali troveranno solo qualche piccolo riferimento al mondo di Sacred e ai suoi personaggi storici.

Sacred Legends Sacred Legends è un'applicazione mobile di scarso appeal sia per i giocatori navigati, che ne troveranno le meccaniche lente e frustranti, sia per i novizi, disinteressati a personaggi senza carisma e massacrati da microtransazioni invasive e frustranti. Tutto il titolo sente il peso di uno sviluppo non all'altezza del nome che porta, imbrigliato da una ripetitività eccessiva e una cura sommaria di ogni elemento della produzione. Il mercato mobile negli ultimi anni si è evoluto, diventando qualcosa di più interessante di un semplice contenitore di applicazioni noiose e mangia-tempo. Sfortunatamente Sacred Legends appartiene ancora a quest'ultima categoria.

5

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