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Recensione Sacred Odyssey: Rise of Ayden

Un clone di Zelda arriva sull'App Store

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Ayden, un giovane contadino che vive nel regno di Lasgalen, giorno dopo giorno svolge le sue umili mansioni per dare una mano allo zio. Nella mente, sempre vivo il doloroso ricordo del padre, caduto nella grande guerra contro gli orchi per proteggere la propria patria. Senza particolari ambizioni, Ayden passa le sue giornate a girovagare per i campi, a radunare le pecore nel recinto o a galoppare spensierato per le lucenti praterie del regno. Un giorno durante, una delle sue escursioni si imbatte nell'aggressione di una misteriosa donna, decide di salvarla, inconsapevole che in quel momento sarebbe cambiata del tutto la sua vita. La fanciulla dai capelli d'oro si rivela infatti una Principessa, ed affida al giovane contadino una missione a dir poco ardua, conferendogli un ruolo fondamentale nella lotta tra bene e male che sta iniziando a muovere i primi felpati passi nel regno, all'insaputa di tutti.
E' così che prende vita Sacred Odyssey, un gioco di ruolo dalle dinamiche action, dove impersonando l'umile ma coraggioso Ayden dovremo far fronte a mille battaglie. La storia e le ambientazioni non risulteranno molto originali agli amanti del genere: il titolo prende spunto (per usare un eufemismo) dai grandi classici, uno su tutti Zelda. Ciò nonostante, Gameloft è riuscita a confezionare un buon prodotto: accettata la massiccia presenza degli stereotipi del genere, ci si rende conto che c'è davvero molta carne al fuoco... andiamo a vedere se è ben cotta.

Muscoloso... Ma non troppo

Sacred Odyssey è caratterizzato da un gameplay fortemente orientato sull'azione e poco sulla componente ruolistica. Avremo la possibilità di gestire i movimenti del nostro condottiero attraverso pochi ma essenziali tasti presenti sullo schermo: oltre allo stick direzionale posizionato in basso a sinistra, caratterizzato da una risposta rapida e quasi sempre precisa, compariranno il tasto di attacco e quello di difesa in basso a destra. Sempre in quest'angolo troveremo il pulsante che ci consentirà di salire o scendere da cavallo. Sarà inoltre possibile cambiare arma, posando il dito su quella attualmente in uso e facendolo scivolare sulla nuova arma che si vuole utilizzare. Con pochi, semplici controlli saremo così in grado di affrontare tutte le battaglie nel migliore dei modi. Questo anche perchè il livello di sfida, escluse le battaglie con i boss, non è molto alto, e spesso potremo avere la meglio sui nemici anche solo premendo ripetutamente il pulsante dell'attacco. I comandi rimangono invariati anche in sella al destriero, dove gli attacchi acquisiscono maggiore potenza e sono in grado di scaraventare al suolo anche l'orco più temibile.
Per tenere sempre sotto controllo la situazione è stato implementato un ottimo controllo della telecamera, la quale, seguendo il movimento del nostro dito, andrà puntualmente ad inquadrare la porzione di territorio da noi indicata. Cliccando sull'icona di Ayden sarà possibile accedere all'inventario, alla mappa o all'equipaggiamento; come abbiamo già detto la componente ruolistica risulta molto scarna, e dovremo limitarci a raccogliere o acquistare determinati oggetti per aumentare la forza fisica, magica o la rigenerazione della salute; non c'è alcuna possibilità di accrescere altre caratteristiche del PG.
Durante il nostro viaggio potremo imbatterci in due tipi di quest: quelle principali, strettamente legate allo svolgimento della storia, indicate da icone di colore giallo, e quelle secondarie, del tutto facoltative e spesso ripetitive. Ovviamente, vista la dotazione piuttosto risicata del protagonista, a Sacred Odyssey manca la varietà e la vivacità tipica del titolo che si pone come evidente metro di paragone, lo Zelda più volte citato. Le occupazioni del videoplayer, nel caso in cui decida di completare anche gli incarichi non strettamente necessari per l'avanzamento nell'avventura, diventano ben presto molto standardizzate: nulla che non si possa risolvere con qualche minuto di intenso button mashing. La vera forza del prodotto sta invece nella capacità di concedere al giocatore un vasto mondo da esplorare, ed una serie di Main Quest sempre gradevole. Proprio proseguendo nell'avventura principale, avremo modo di imbatterci in svariati dungeon. Anche in questo caso, s'intenda, manca del tutto la dimensione epica del capolavoro firmato Nintendo: il level design di Rise of Ayden procede per soluzioni generalmente molto usuali e non sempre creative, ma almeno sono ben realizzati gli enigmi che, seppur non troppo complicati, spingono il giocatore ad aguzzare l'ingegno ricevendo in cambio un senso di soddisfazione ad ogni successo. L'apice del divertimento giunge nelle battaglie con i Boss di fine livello, ben caratterizzati, che costringono a costruire tattiche ben precise per arrivare al successo e fanno dimenticare i troppo semplicistici scontri con gli avversari secondari. Parte integrante dell'esperienza è anche l'esplorazione metodica del mondo di gioco. Tra una galoppata e l'altra ci capiterà di scorgere parecchi scrigni, pieni di monete utili per fare acquisti, o di frammenti collezionabili e pozioni rigeneranti. Avremo anche spesso a che fare con i cittadini del regno, anche se sarà difficile distinguere l'uno dall'altro, poichè non è stata prestata molta cura alla caratterizzazione dei PNG e dei loro dialoghi, sempre al limite della banalità e della retorica.
La longevità stravince il confronto con molti altri titoli su App Store, anche perchè spesso questi ultimi sono più adatti ad un pubblico casual ed al quick play. Le ore necessarie per completare la storia principale oscillano tra le 12 e le 15, molto dipenderà ovviamente dal tempo dedicato alla fase esplorativa e dalla scelta di affrontare o meno alcune quest secondarie.

Che bel castello

Dal punto di vista tecnico Sacred Odyssey lascia davvero il segno. Il comparto grafico è di ottima qualità, textures di buon livello e paesaggi molto suggestivi in primis. Ci troveremo a galoppare per distese di grano baciate dal sole, regni ghiacciati, o sentieri di montagna che fanno da cornice a castelli incantati.
I personaggi principali sono ben caratterizzati e le animazioni in combattimento, seppur non eccellenti, sono di ottimo livello, e rendono gradevole ogni scontro sia da cavallo che da terra.
Il motore grafico regge alla grande e non lascia trasparire mai momenti di affanno: soprattutto su iPhone 4 i rallentamenti sono quasi inesistenti, ed i caricamenti delle nuove zone da esplorare molto rapidi. Inoltre, sempre sull'ultimo dispositivo mobile arrivato in casa Apple, la resa grafica è davvero magnifica grazie al Retina Display, pienamente supportato dal titolo "ruolistico" Gameloft,
La colonna sonora è un altro ingrediente molto importante e ottimamente mescolato al resto dell'opera: senza perdersi nell'elaborazione di troppe varianti melodiche, gli sviluppatori hanno deciso di inserire un tema principale che ci accompagnerà per tutta l'avventura, in pieno stile epico/medievale, perfetto per incontrare ogni paesaggio e battaglia. Il doppiaggio in inglese è sufficiente, anche se riservato strettamente ai dialoghi più importanti. Ottima anche la traduzione italiana, senza errori grossolani che possano pregiudicare la comprensione della trama (non che sia poi così complicata) o delle quest.

Sacred Odyssey: Rise of Ayden Sacred Odyssey: Rise of Ayden si impone subito come uno dei migliori titoli del genere disponibili su AppStore. Seppur non si possa definire un gioco di ruolo puro, vista la netta piega action che caratterizza il titolo Gameloft, riesce a rapire e coinvolgere per parecchie ore, grazie anche ad un comparto tecnico massiccio, che pur non raggiungendo le vette grafiche del pluricitato Infinity Blade, regala un colpo d'occhio nel complesso davvero stupefacente. Certo, analizzando minuziosamente ogni piccolo dettaglio si scoprirà ben presto che la perfezione è (ovviamente) lontana, e l'approccio derivativo tipico della software house potrebbe scoraggiare non pochi utenti. Ma chi non ha pretese di originalità ad ogni costo, si lascerà incantare volentieri da Sacred Odyssey.

8

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