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Recensione Samurai Shodown Sen

Torna uno dei caposaldi del Picchiaduro tridimensionale. Meno in forma di quanto ci si aspetterebbe.

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360

Samurai Shodown Sen non è un picchiaduro. E' un dettagliatissimo manuale con scritto tutto quello che non si dovrebbe fare quando si sviluppa un videogioco. Uscito nel 2008 sugli Arcade giapponesi e approdato, in esclusiva per Xbox 360, nei tray delle nostre console da pochi giorni, il gioco rappresenta il (malriuscitissimo) tentativo di SNK teso a rilanciare le sorti della serie di Samurai Shodown, nata nel 1993 e nota al pubblico occidentale soprattutto per le tragicomiche traduzioni inglesi dei primi capitoli, in cui, dopo aver sconfitto un nemico, appariva a pieno schermo la favolosa scritta "victoLy". Pedigree piuttosto impressionante per un gioco che vorrebbe rivaleggiare con Street Fighter IV, non trovate?

Aneddoti a parte, Samurai Shodown Sen, non solo è un brutto gioco a causa del suo mediocrissimo modello di combattimento, praticamente identico per ogni lottatore, privo di combo anche solo lontanamente interessanti e superficiale come la carta velina dei cioccolatini, ma patisce anche per scelte di design assolutamente deliranti, ferme al gusto giapponese dei primi anni '90. I personaggi sono meno carismatici di un qualsiasi nemico (aka carne da macello) di qualunque action game degli ultimi quindici anni, e le arene, spoglie, piccole e tragicamente prive di dettagli, sembrano uscite dalla mente malata dei peggiori mangaka; una sequela di luoghi comuni raccattati nell'immondizia del pop-nippon, dai ciliegi in fiore, alle cascate, fino a un campo di grano che avrebbe fatto una pessima figura anche sul Mode 7 del Super NES. Fin dal menu si capisce immediatamente che gli sviluppatori non avevano alcuna voglia di sforzarsi nel creare qualcosa di originale; il font, i disegni, la palette dei colori, tutto è scopiazzato impunemente da Okami e, badate bene, non dallo stile grafico del Giappone Rinascimentale. Samurai Showdown Sen è un ricettacolo di luoghi comuni, senza nemmeno la decenza di un make up che cerchi almeno di nasconderli.

Una volta iniziato a giocare le impressioni non possono che peggiorare: la curva di difficoltà è delirante, alternando (anche ai livelli più alti di difficoltà) incontri assolutamente banali a vere e proprie sfide di resistenza, dove il computer si muove talmente veloce da rendere impossibile ogni strategia di contrattacco. Sembra quasi che il software decida prima dello scontro quale dei due contendenti debba vincere.

I personaggi, come anticipavamo prima, non presentano vere differenze di sorta e anche l'elemento cruciale della serie (ovvero gli scontri all'arma bianca) viene sotterrato nell'assoluta banalità del sistema di combattimento. Personaggi enormi e, almeno in teoria pesantissimi, si muovono esattamente come le pulzelle più aggraziate, e maneggiare spadoni bipenni non è per nulla diverso dall'avere in mano due pugnali a serramanico. Molto furbescamente gli sviluppatori cercano di nascondere questa povertà ludica sotto un fiume di sangue e frattaglie umane squartate; infatti, attivando le (mediocri) combo al momento giusto potremo mutilare il nostro avversario nella maniera più cruenta possibile, dalla classica decapitazione, allo squartamento dalla giugulare fino al bacino. Niente di particolarmente esaltante, ma ammettiamo che per i primi due round è divertente. Poi, passato l'effetto sorpresa, si ritorna nell'abisso di un gameplay talmente macchinoso e frustrante da essere quasi ridicolo.

Parlare del comparto tecnico di Samurai Shodown Sen avrebbe senso se fossimo ancora nella scorsa generazione. In questo caso saremmo davanti a un prodotto che, forse, su Dreamcast sarebbe potuto passare per un prodotto decente, ma che su Xbox 360 sembra il parto di un programmatore alle prime armi che gioca con le tech demo di XNA Studios. E che ci gioca male, perché anche gli XBLA hanno una grafica migliore di questa produzione. I personaggi sono spigolosi, senza alcun dettaglio e simili a pupi siciliani nei movimenti, mentre gli scenari oscillano fra il tragico e il comico. Nessuna presenza di bump mapping, né ombre dinamiche, i vestiti sembrano blocchi di cemento armato inchiodati sul pilone di un cavalcavia, mentre le espressioni facciali sono meno espressive di quelle di Final Fantasy VII.

Samurai Shodown Sen Samurai Showdown Sen è un fallimento su tutti i fronti. Tecnicamente poverissimo, riesce a esprimere a malapena un gameplay derivativo, semplicistico e frustrante, dove la casualità, anziché la tecnica, domina ogni scontro. Evitatelo a tutti i costi, rivolgendo le vostre attenzioni a titoli decisamente più interessanti, come il nuovo Super Street Fighter IV o Blazblue: Calamity Trigger.

4

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