Recensione Sanctum

Il primo First Person Tower Defence mai concepito?

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  • Pc

Nell'odierno panorama videoludico Indie - sempre in fermento ed in continua espansione - spesso emergono idee interessanti ed originali che riescono a trovare asilo presso studi o platee di rilevanza internazionale, finendo nella classica filiera di raffinamento per poi approdare sui servizi di digital delivery più diffusi.
E' il caso di Sanctum, progetto di un gruppo di studenti svedesi piazzatosi nei primi posti del “Make Something Unreal Contest 2009” di Epic Games - categorie "Best FPS-game mod", "Best game mod" ed “Educational” (quest'ultima ci pare non molto appropriata) - ed ora disponibile per il download su Steam a 14,99 Euro.
Prima del grande salto gli studenti dell'Università di Skövde hanno fondato nel 2010 una propria software-house indipendente dal nome Coffee Stain Studios, già autrice del simpatico “I love Strawberries” per piattaforma iOS (che assieme al Pc rappresenta il target di riferimento del gruppo).
Ma cos'è esattamente questo Sanctum? Potremmo definirlo come il primo “FPS-Tower Defense” mai concepito, dove gli elementi distintivi di entrambe i generi sono fusi per un'esperienza di gioco innovativa ed originale: per scoprirne le caratteristiche nel dettaglio non vi resta che continuare a leggere.

Alieni

La trama alla base del progetto vede la classica eroina di turno (chiamata Skye) impegnata a difendere il proprio pianeta dall'invasione nemica, un semplice e poco originale pretesto per annientare orde di “cattivissimi” alieni con propositi di conquista.
I menù di gioco sono posti con chiarezza ed eleganza ed oltre al tutorial, agli obiettivi ed alle varie impostazioni è possibile eseguire la modalità in single player e quella multiplayer che è totalmente speculare alla prima, con l'unica differenza che è possibile giocare in cooperativa con altri tre compagni d'armi.
Come già evidenziato in sede di premessa Sanctum si propone come un ibrido tra first person shooter e tower defense e tutto l'impianto di gioco è strutturato su uno schema ben definito: con le risorse a disposizione - inizialmente molto poche - il giocatore deve disseminare sulle griglie della mappa ostacoli ed armi per eliminare le varie ondate di alieni, il cui unico scopo è aggredire e disattivare il nucleo d'energia.
Dopo aver disposto al meglio il proprio dispositivo difensivo è necessario trovare una buona posizione di tiro e successivamente premere il tasto invio per avviare la prima invasione nemica; naturalmente vi sono diverse specie di nemici e ciascuna di esse può essere attaccata o rallentata con armi e trappole più adatte di altre, dunque la pretattica è fondamentale.
L'arsenale di Skye comprende una pistola mitragliatrice, un fucile da cecchino ed una pistola congelante che sono potenziabili col medesimo processo relativo ai blocchi difensivi: maggiore è il livello di potenza richiesto e naturalmente maggiore sarà il costo in termini di risorse da spendere.
Il segreto per avere la meglio sulle ondate aliene risiede nell'accuratezza con cui si rallenta il loro percorso verso il nucleo (comunque non “bloccabile”) e non solo nella potenza bruta, poiché i gruppi sono numerosi e focalizzare il tiro su una determinata area rischia seriamente di far passare la maggior parte dei nemici: dai semplici blocchi, passando per gatling-gun, raggi laser, mortai, contraeree fino ai muri energetici rallentatori il giocatore dispone di una serie piuttosto vasta di strutture difensive e che, associate all'intervento personale in battaglia, assicurano un buon profilo strategico e tattico al gameplay di Sanctum.
Nel caso in cui si posizionasse per sbaglio un blocco o si volesse cambiare strategia in base alla varietà di nemici in procinto di attaccare (in basso a destra c'è un'icona identificatrice) è possibile vendere le strutture costruite perdendo qualche credito, inoltre premendo il tasto TAB si può controllare l'intera area di gioco con una comodissima visuale a volo d'uccello, utile anche per individuare i teletrasporti (fondamentali per spostarsi velocemente da una parte all'altra soprattutto durante gli assalti).
Ricordiamo infine che Skye non viene mai attaccata direttamente dai nemici ed il laconico “game over” si avrà solo dopo la distruzione del nucleo energetico (curiose le animazioni degli alieni che sbeffeggiano il giocatore dopo l'agognata conquista).

Tecnica

Dal punto di vista puramente estetico Sanctum mostra alcuni limiti tipici delle produzioni indipendenti, tuttavia l'aspetto grafico è piacevolmente curato/dettagliato e solo gli alieni denotano un design altalenante con animazioni a volte poco convincenti. Il numero di poligoni è buono così come quello degli effetti speciali - sebbene non si segnalino particolari eccellenze sopratutto in quelli particellari o di illuminazione - mentre le textures sono generalmente pulite e l'aspetto nel complesso è positivo: buona anche l'ottimizzazione (croce di tanti titoli Indie), che garantisce fluidità anche su macchine non molto aggiornate e performanti.
Dal punto di vista audio nulla da evidenziare, dato che soundtrack ed effetti sonori svolgono semplicemente il proprio dovere.
Il multiplayer online, come già indicato, è speculare alla modalità single player e permette sino a quattro giocatori di affrontare in cooperativa le ondate aliene: l'unica differenza risiede nel livello di difficoltà - più accentuato - e nella minor disponibilità di risorse personali, ma è soprattutto il divertimento a giovarne in maniera sensibile.
Si segnala inoltre un netcode solido e privo di fenomeni di latenza, oltre che la curiosa chat “trasformista” che gioca coi dialoghi dei giocatori.
L'unico vero difetto di Sanctum è rappresentato dunque dalla varietà, poiché le sole tre mappe a disposizione (sono comunque già previsti DLC gratuiti) e l'assenza di modalità alternative a quella principale potrebbero stancare velocemente i meno appassionati, nonostante il buon numero di livelli di difficoltà e di specie aliene da affrontare.

Sanctum Figlio della passione di pochi ed intraprendenti studenti universitari il progetto Sanctum merita sicuramente di essere premiato per l'originalità ed il divertente gameplay (particolarmente in cooperativa online); un connubio coraggioso ma che convince sin dalle prime battute di gioco. Discretamente rifinito, il titolo dei Coffee Stain Studios difetta solo nella varietà dei contenuti proposti che sono completamente legati alla modalità di gioco principale ed attuabili sulle tre singole mappe a disposizione, sebbene il team di sviluppo abbia già promesso continuo supporto ed i primi DLC gratuiti. Acquisto consigliato soprattutto se potete giocare in cooperativa con gli amici, dato che il fascino iniziale rischia di esaurirsi in una manciata di ore nella modalità single player.

7

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