Recensione Saw 2: Flesh & Blood

L'Enigmista torna a colpire sulle console HD! Recensito il secondo episodio del Tie-In

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Saw 2: Flesh & Blood
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

A detta di Konami, il primo Saw - The Videogame avrebbe dovuto essere il successore spirituale dell’indimenticabile e terrorizzante Silent Hill, diventando ben presto un metro di paragone nel genere dei survival horror. Poco sorprendentemente, non fu così: il titolo sviluppato dal team Brash Entertainment non riuscì neanche lontanamente ad accostarsi a pietre miliari del genere come, appunto, Silent Hill, ne quantomeno a Resident Evil (tanto per citare un altro mostro sacro del settore). Unica nota di merito del prodotto era l’atmosfera della saga cinematografica omonima di James Wan e Leigh Whannell replicata con dovizia dei particolari, dettaglio questo che esaltava in particolar modo chi di Saw (Il film) conosce menadito ogni singola battuta.
Ora, con il secondo videogioco ufficiale dedicato a Saw 2 (sottotitolato per l’occasione con l’inquietante ‘Flesh & Blood’) il produttore Konami e Zombie Studios (il nuovo sviluppatore della saga) sembrano voler correggere tutti gli errori compiuti in passato con il primo, mediocre capitolo, correggendo il tiro sotto ogni punto di vista. In virtù di quanto detto pocanzi, Saw II riuscirà ad essere per il pubblico pagante un nuovo gioco dell’orrore o l’ennesimo orrore di gioco? Scopriamolo insieme.

L'enigma irrisolvibile

Per quei pochi che non lo sapessero, la trama del primo episodio della saga cinematografica ruotava intorno alla figura del serial killer Jigsaw (interpretato da Tobin Bell), un malato terminale di cancro al cervello con l’abitudine di rapire persone comuni, innestandole poi in complesse e terribili macchine di tortura dalle quali si poteva uscire solo patendo indicibili sofferenze fisiche e psichiche. Ma l’obiettivo dell’Enigmista non è semplicemente quello di uccidere le proprie vittime, bensì far comprendere loro quanto sia importante la vita, sprecata talvolta in vizi o lussi di vario tipo (leggasi: droga, donne, soldi).
Saw 3D - Il capitolo finale diretto da Kevin Greutert, settimo ed ultimo episodio dell'omonima saga, è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 19 novembre 2010, ed inizia subito dopo la fine del primo capitolo, ovvero con il dottor Gordon che si trascina sanguinante lungo il pavimento (i fan ricorderanno sicuramente questa atroce sequenza). Poco sorprendentemente, quindi, Saw II: Flesh & Blood si prepara a cavalcare l’onda del successo del film, innestando tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna della pellicola. O perlomeno, così dovrebbe essere.
Nei primi minuti di gioco, il giocatore si sveglierà all’interno di una stanza, con al collo una specie di collare metallico fissato sulle spalle, da cui esce uno spuntone che preme sulla sua testa. Per liberarsene, il malcapitato deve incidere la palpebra destra con un bisturi, infilarci le dita e recuperare successivamente la chiave per sbloccare il meccanismo. E questo e solo l’inizio dell’incubo. Nei panni di Michael Tapp (figlio di un poliziotto ben noto al killer Jigsaw), il giocatore dovrà attraversare tutta una serie di scenari ricolmi di trappole micidiali e rompicapo diabolici. Ma non solo: alcuni dei criminali che il padre del ragazzo ha fatto finire in carcere gireranno indisturbati nella struttura, con il solo obiettivo di farci letteralmente a pezzi.
Esattamente come il primo capitolo, Saw II: Flesh & Blood è quindi un'avventura horror condita da enigmi tipici da survival horror e con una visuale in terza persona che ci mostrerà il protagonista inquadrato di spalle. Nell’esplorare le varie locazioni che faranno da sfondo alla vicenda saremo chiamati ad utilizzare vari oggetti utili per uscire dalle situazioni più pericolose, come ad esempio la torcia (per illuminare gli angoli più bui delle stanze), chiodi o altri attrezzi utili a scassinare le porte (i quali daranno il via a piccoli minigame a tema) e talvolta delle armi da fuoco o da lancio per difenderci dagli avversari che troveremo lungo il nostro cammino. Inoltre, Jigsaw ci accompagnerà durante le nostre peregrinazioni grazie ai televisori che trasmettono l'immagine dell’inquietante burattino, al fine di darci delle dritte riguardo al prossimo enigma da risolvere. A tal proposito, il giocatore sarà chiamato ad affrontare alcuni puzzle che, sebbene non si tratti di test particolarmente originali, riescono perlomeno a risultare in linea con quanto visto nei vari film della serie: dovremo completare combinazioni di numeri, unire fili della corrente, girare manovelle ed altro ancora.

Una tortura di gioco

Sebbene quindi a livello di atmosfera generale (comprese le numerose somiglianze con la saga cinematografica da cui trae ispirazione) Saw II: Flesh & Blood riesce a difendersi piuttosto bene, il gioco mostra il fianco alle critiche nel momento in cui entreremo in contatto con il sistema di combattimento: se già nel primo capitolo il gameplay che inframmezzava l’esperienza enigmistica era lacunoso ed imperfetto, in questo sequel gli sviluppatori non hanno migliorato tale componente, bensì l'hanno resa ancora più anonima e noiosa a causa di un sistema di controllo fondato quasi esclusivamente sui quick time event: premere i tasti al momento giusto, al fine di parare e successivamente rispondere agli attacchi nemici, infonderà nel giocatore un profondo senso di noia e frustrazione dopo solo pochi minuti dall’inizio dell’avventura.
Siamo sicuri che un sistema di combattimento tradizionale avrebbe senza dubbio giovato alla giocabilità generale dell’ultimo parto dei Zombie Studios, dato che per quanto concerne questa caratteristica è impossibile non rimanere profondamente insoddisfatti.
Ma non solo: anche a livello meramente tecnico, nonostante l’utilizzo del sempreverde Unreal Engine 3, Saw II: Flesh & Blood appare raffazzonato e incerto, con un frame rate claudicante, ambientazioni ripetitive e dotate di scarso livello di interazione, ed attraversate da personaggi privi di una particolare cura per il dettaglio. Le musiche sono pressoché assenti, rimpiazzate da una giusta dose di rumori e stridii e da un parlato interamente in lingua in Inglese (ma prontamente sottotitolato nel nostro idioma). Ma nonostante il gioco possa essere portato a termine nelle canoniche 10 ore, il doppio finale (previa scelta del percorso da scegliere, ‘Flesh’ o ‘Blood’ per l’appunto) rende la longevità lievemente superiore alla media. Sempre che abbiate la pazienza e la costanza di portare a termine un prodotto ‘sporco’ tanto quanto il film da cui trae ispirazione.

Saw 2: Flesh & Blood In definitiva, Saw II: Flesh & Blood é un titolo che, seppur superando il mediocre predecessore da quasi tutti i punti di vista, non riesce purtroppo a brillare di luce propria, proponendosi ancora una volta come un prodotto appena sufficiente, talvolta frustrante e tremendamente derivativo: i puzzle ambientali, la trama ed il design generale sono quantomeno accettabili, purtroppo accostati da un sistema di controllo lacunoso (la cui mediocrità è ravvisabile soprattutto nelle numerose fasi action presenti nell’avventura principale e fondate interamente sui QTE). Ad ogni modo, tuttavia, Saw II: Flesh & Blood non é un titolo da bocciare su tutta la linea; l’atmosfera che si respira è realmente terrificante, complice anche un inquietudine generale degna della saga cinematografica da cui il gioco trae spunto e ispirazione (conclusasi da poco con il recente Saw 3D). Ma non basta, purtroppo: il prodotto targato Konami e Zombie Studios è consigliabile infatti solo ed esclusivamente ai fan sfegatati della saga e a chi, ahinoi, senza survival horror proprio non riesce a stare. E considerando la moria di titoli analoghi presenti in questa generazione di console, l’acquisto per loro diventerà pressoché obbligatorio. Ma è altrettanto vero che la fame talvolta gioca brutti scherzi.

6

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