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Recensione SBK 2011

Milestone inforca le due ruote

SBK 2011

Videorecensione
SBK 2011
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Raggiungere il massimo livello di attinenza alla realtà è l’obiettivo di ogni simulazione videoludica, oggi come ieri. Restringendo il cerchio alla produzioni corsistiche -ed ancor meglio delle due ruote- l’Italia può vantare un primato assoluto, al quale nessuno è ancora riuscito ad avvicinarsi. L’italianissima Milestone è infatti responsabile di una delle simulazioni motociclistiche più apprezzate di sempre: Superbike; titolo che dal lontano 2001 -pur a fasi alterne- continua ad infiammare i cuori degli amanti delle due ruote.
Continua dunque anche quest’anno l’ossessiva rincorsa del team alla perfezione, che passa attraverso diverse smussature al sistema di guida presentato in SBK X, ottenute anche grazie al continuo feedback della community (importantissima per Milestone) e dei piloti professionisti che, di anno in anno, collaborano al progetto.
SBK 2011 è in arrivo per Xbox 360, Playstation 3 e PC il 29 Aprile, in leggero anticipo rispetto a quelle che erano state le indicazioni iniziali.

Struttura che vince...

Per quanto riguarda le modalità di gioco SBK 2011 presenta, anzitutto, l’intero pacchetto già mostrato lo scorso anno, comprendente la corposa carriera (rimasta invariata in ogni suo aspetto), la possibilità di effettuare gare veloci selezionando una qualsiasi combinazione di circuito-team-pilota e il sempre interessante attacco al tempo sul giro. Milestone, memore della fallimentare modalità Arcade mostrata lo scorso anno, ha deciso di poi affiancare a quanto già descritto SBK@Tour, un vero e proprio giro del mondo (con tanto di mappa dalla quale estrapolare le località) che metterà alla prova tutte le nostre abilità da centauri. Spaziando dalla Spagna all’Italia, dal Regno Unito al Portogallo avremo modo d’imbatterci in sfide dedicate a ciascuno dei 16 tracciati ufficiali presenti nella produzione. Si andrà dal mantenimento della velocità media sul singolo giro all’aderenza ad una traiettoria di guida prestabilita; il tutto entro un tempo limite scandito inesorabilmente sullo schermo. Oltre ad offrire sfide sempre diverse tra loro e dalla difficoltà crescente, il Tour metterà alla prova le abilità di guida del videoplayer proponendo una costante alternanza di bolidi da domare: gli stage ci metteranno ora in sella di una “più docile” Superstock 1000 ora di una ruggente Superbike.
Sebbene non si tratti di un’introduzione del tutto innovativa per il genere (già Moto GP, seppur in maniera meno interessante, aveva introdotto qualcosa del genere) quella del SBK@Tour è una preziosa valvola di sfogo per fugare l’inevitabile ripetitività che, alla lunga, sarà necessario sopportare durante la carriera. Come ulteriore valore aggiunto vi saranno diversi premi ottenibili portando a termine ciascun compito proposto: si tratta delle “leggende della Superbike”, ovvero team e piloti che, nel corso degli anni, hanno segnato la storia di questo affascinante -quanto sottovalutato- campionato. E, a nostro parere, già Troy Bayliss in sella alla Ducati 999 del team Xerox vale il prezzo del biglietto.
Ai veterani di SBK, come detto, verrà riservata la consueta accuratezza nello sviluppo di una carriera motociclistica. Modellato (in maniera molto basilare) un pilota e scelta la prima scuderia, ci ritroveremo catapultati nella bagarre del campionato, suddiviso nei classici week-end di gara che, in tre giornate, ci permetteranno di effettuare le Prove Libere, le sessioni di Qualifica ed, infine, la Gara. A fare il suo glorioso ritorno, in questo caso, l’accurata sessione dedicata alle impostazioni meccaniche della moto ed ai colloqui con gli ingegneri, gestiti -al solito- tramite un intelligente sistema di risposte multiple. Procedendo nella carriera e completandone obiettivi primari e secondari (come l’umiliazione di particolari piloti rivali) otterremo nuovi e più importanti contratti di sponsorizzazione, così come la possibilità di scalare le categorie motociclistiche sino all’ambita Superbike.
Una struttura longeva e funzionale che soddisferà pienamente i fan quanto i novellini.

Passo passo

Parlando di Superbike non si può non pensare al pubblico al quale il titolo è rivolto: amanti delle due ruote per i quali tutte le modalità e le stranezze possibili ed immaginabili non valgono una sola piega il cui feeling sia trasmesso efficacemente al pad, saldamente impugnato tra le mani. Da questo punto di vista SBK 2011 presenta tante piccole migliorie in ogni reparto rispetto la scorsa annata, mostrando prima di tutto una più approfondita scalabilità del sistema di guida. I parametri sui quali potremo agire saranno quattro: Livello dell’IA, Modello Simulativo, Posizione del corpo e Danni. Come al solito non vi sarà modo di personalizzare ogni “tacca” simulativa attivandone o disattivandone solo alcuni degli aiuti disponibili; dovremo accontentarci dei settaggi messi a punto per il videoplayer dal team di sviluppo. Simulazione Minima significherà sostanzialmente essere in grado di mantenere la moto in strada in ogni condizione, eccezzion fatta per clamorose scampagnate o scontri ad oltre 200 Km/h. Traslando verso l’alto troviamo la via di mezzo, che disattiverà alcuni degli aiuti (ad esempio la frenata assistita) per testare le abilità del pilota virtuale in staccata, prendendosi comunque più di qualche libertà nell’applicazione della fisica. Sicuramente una buona base di partenza per giungere -non senza pratica, lo raccomandiamo- alla Simulazione Completa, sicuramente il massimo che un titolo motociclistico abbia saputo mettere in piedi su console. Qui, sebbene i confini di una simulazione senza compromessi siano ancora distanti, troviamo e un feeling decisamente realistico con le varie cilindrate: un immediato senso di pesantezza (soprattutto in piega) che varierà drasticamente nella scalata da Superstock a Superbike, dando davvero l’idea del rapporto tonnellaggio/potenza che intercorre nel motociclismo di alto livello. Aldilà di ciò le differenze più sostanziali tra le varie opzioni simulative riguarderanno ancora una volta soprattutto il dosaggio di gas e frenata, nonché l’approccio alle staccate. Partendo dal basso potrete agilmente esibirvi in sbandate controllate degne del Valentino Rossi dei tempi migliori; toccando la punta dell’iceberg ogni frenata ed ogni accelerazione dovrà essere soppesata tenendo conto delle condizioni dell’asfalto per non perdere aderenza e, di conseguenza, secondi preziosi. Parlando di staccate, frenate e dosaggio del gas non si può non lodare l’ottimo lavoro svolto da Milestone per livellare tutti quei micro-difetti che lo scorso anno hanno fatto storcere il naso a molti videogiocatori. E’ stata prima di tutto diminuita la potenza frenante sul posteriore, impedendo le folli entrate in curva che permettevano di abbassare anche di 10-15 secondi i record reali sui tracciati; in secondo luogo si è pensato all’anteriore, reso più reattivo al controllo ma anche più sensibile alle sconnessioni del tracciato (finalmente presenti) e quindi più dinamico. Questo significa, in sostanza, un ammorbidimento in entrata e la possibilità di controllare la moto in maniera più completa sia in corda che in uscita. Un controllo che passa anche da un rinnovato effetto del freno motore: implementato in maniera decisamente più significativa rispetto ad SBK X ma mantenuto ancora sotto un certo livello di efficacia, in accordo con quanto suggerito dai piloti professionisti, che nella realtà cercano di non utilizzarne troppo per far scorrere meglio la moto in inserimento. Nelle curve, infine, è stato quasi totalmente eliminato il fastidioso “effetto colla” che nel precedente episodio rallentava la moto in maniera del tutto innaturale in percorrenza. Il feeling globale risulta insomma molto più naturale rispetto al passato, ed il merito, aldilà di quanto descritto sinora, va anche ad un comparto animazioni del tutto rinnovato che, in concomitanza alla gestione dei carichi, rende finalmente moto e pilota due entità separate. Peccato solo, da questo punto di vista, per correzioni in rettilineo, ancora viziate da movimenti repentini in “semi-piega” che non paiono del tutto credibili.
Ritorna di buon grado, infine, l’ottimo Evolution Track, feature che permette al tracciato di “trasformarsi” nel corso della gara. Giro dopo giro “sentiremo” (ed osserveremo) gommarsi le linee guida più battute, così come vedremo asciugarsi in fretta le traiettorie ideali in caso di pista bagnata. L’effetto sula trazione, come già sperimentato in SBK X, è palpabile e capace di restituire un buon livello d’immersione.
Purtroppo ogni medaglia ha due facce e, così, anche SBK 2011. Se da una parte potremo godere di uno dei driving system più completi in circolazione dall’altra dovremo forzatamente fare i conti con un sistema di collisioni ancora lontano dalla perfezione, con la presenza di un effetto rimbalzo piuttosto accentuato ed una fisica dei contatti rimasta quasi invariata rispetto al precedente capitolo, anche in full sim.
Progredisce, invece, l’implementazione dell’intelligenza artificiale, quasi completamente rinnovata rispetto al precedente episodio della serie. I piloti avversari si esibiranno in primis in serrate bagarre che, di tanto in tanto, porteranno a qualche inedito fuoripista; in secondo luogo smetteranno i panni dei “compagnoni” che decelerano aspettando il videoplayer: soprattutto ad alti livelli di difficoltà mantenere il ritmo dei primi sarà una vera impresa.

Pulito ed efficace

Dal punto di vista tecnico la produzione ha fatto diversi passi avanti rispetto al passato. I modelli poligonali si presentano ben realizzati e raffinati soprattutto grazie all’arricchimento superficiale mediante l’utilizzo di texture e shader di alto livello che permettono, soprattutto per quanto concerne i bolidi a due ruote, una trasposizione a schermo davvero encomiabile. Di buon livello anche la realizzazione dei piloti, arricchiti finalmente da un comparto animazioni decisamente coerente, capace di mettere in campo staccate e pieghe molto credibili. Ancora sottotono la realizzazione del contorno, ovvero la modellazione dei particolari ai margini della pista (vegetazione piuttosto che tribune e box) e la texturizzazione degli stessi. Già al primo fuoripista potremo notare una resa dell’erba e della sabbia di basso livello rispetto agli standard di questa generazione. Di diversa caratura, invece, quel che rimane nei confini della pista vera e propria. L’asfalto, in questo SBK 2011, si presenta ricco d’imperfezioni e micro-detriti ben resi da una componente effettistica particellare di alto livello, capace inoltre di rendere perfettamente le condizioni atmosferiche avverse, sollevando credibili schizzi d’acqua dall’asfalto. Parlando di tracciati non si può non lodare infine il rinnovato track design che, come si diceva in precedenza, offre in pasto alle due ruote tutta una serie di imperfezioni atte a rendere ogni gara un elettrizzante mix d’emozioni. Ottima anche l’illuminazione, che attraverso riflessi e rifrazioni mette ulteriormente in risalto la qualità della texturizzazione di carene ed affini. Di discreto livello il comparto sonoro, che unisce ottime campionature ad una soundtrack orecchiabile.

SBK 2011 SBK 2011 è un deciso passo avanti rispetto al recente predecessore, da cui riprende modalità e meccaniche di base, implementando diverse novità ma, soprattutto, limando e livellando qua e la ogni caratteristica del driving system. Il risultato è un’esperienza di guida completa; un prodotto di alto livello a cui per arrivare definitivamente al top mancano solo alcuni elementi di contorno, capaci di rendere un’ottima produzione imperdibile.

8.3

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