Rocket League Adesso online

Giochiamo in diretta con Rocket League!

Recensione SBK X

Milestone nuovamente sugli scudi

SBK X

Videorecensione
SBK X
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo aver raggiunto l’apice del successo e dello sviluppo tecnico agli inizi del ventunesimo secolo (per la precisione nel 2001 con Superbike 2001 per PC, vero e proprio capolavoro del genere), Milestone, team di sviluppo nostrano, ha leggermente perso il miglior smalto, prima dedicandosi ai racing su quattro ruote, poi entrando nella next gen i maniera non del tutto soddisfacente.
Recentemente, tuttavia, le cose sono cambiate e, già da due anni, nell’incarnazione HD di Superbike (ora rinominato SBK), si è potuto osservare un certo “ritorno al passato”, un riavvicinarsi alla perfezione nella simulazione, caratteristica inoppugnabile per un team di tale nomea.
La vera e propria svolta, in un cammino iniziato nel 2007, pare dover arrivare proprio quest’anno, con SBK X: Superbike World Championship, che promette d’essere la summa di tutta l’esperienza di Milestone con, in più, uno sguardo alla modernità dei tempi ludici in corso.
Recentemente abbiamo avuto modo di testare la versione definitiva in uscita nei negozi il 28 Maggio per Xbox 360, Playstation 3 e PC.

Soddisfazione per tutti

Sin dalla comparsa dei menù pare chiaro che Milestone ha voluto, quest’anno, venire incontro sia ai giocatori più smaliziati ed esperti delle due ruote, sia ai novellini (o cosiddetti “casual gamer”) che necessitano solo aprire il gas “a manetta” per sfogare la tensione giornaliera, o più semplicemente per divertirsi senza spendere troppo tempo.
Fa infatti capolino, sin dall’inizio, una scelta senza mezzi termini: “Simulazione” o “Arcade”?
Selezionando la prima avremo la possibilità di affrontare le classiche “Gare Veloci”, una “Sfida contro il tempo” tentando di battere i più recenti record sul giro, un “Campionato” a punti (molto classico), il solo “Week-end di gara” oppure la più corposa ed interessante “Carriera”.
Verremo, in questo caso, catapultati in primis nella fase di creazione del pilota, sostenuta da un editor che ci permetterà di sceglierne il volto tra una serie predefinita, definirne le coordinate anagrafiche principali, scegliere una tra le molteplici combinazioni casco-visiera e, dulcis infundo, assegnare uno stile di guida (o, meglio, di “piega”) ispirato ad alcuni piloti leggendari.
A questo punto saremo chiamati a vagliare tre diverse proposte da tre differenti team di Superstock 1000, classe “base” in cui si corre con moto standard, modificate il minimo indispensabile per gareggiare.
L’inserimento dal basso ci permetterà, viste le aspettative inizialmente non elevate dei team, di padroneggiare con calma il complesso modello di guida (di cui parleremo in seguito ndr.) e familiarizzare con i numerosi tracciati -tutti dotati di licenza- disponibili.
Una volta ingranata la marcia giusta e prodotti i primi risultati in termini di “Reputazione”, la summa dei risultati e del comportamento in tutto il week-end di gara, potremo venire contattati da squadre più competitive, in un ciclo di otto anni di vita virtuale che, nella migliore delle ipotesi, ci porteranno alla corsa al trono della Superbike (passando prima dalla Supersport).
Molto interessante constatare come partecipando a questa modalità, cuore pulsante dell’intera produzione, verremo a contatto non soltanto con la gara in se e per se ma anche, e soprattutto, con il complesso mondo del pre-gara, completo di strategie, set up, qualifiche e chi più ne ha più ne metta.
La stagione, infatti, si suddividerà in veri e propri week-end, durante i quali avremo un intervallo di tempo determinato (un’ora virtuale al giorno) per sistemare la moto, provarla in pista e piazzarci al meglio sulla griglia di partenza.
Ai box, parte davvero innovativa di questo SBK X, oltre che settare la moto in tutte le sue più minute caratteristiche, potremo organizzare un meeting con gli ingegneri che ci aiuteranno ad elaborare i migliori assetti per quella particolare giornata, valutando il meteo, le condizioni del tracciato e la sua conformazione.
Di tanto in tanto, in seguito a prove particolari o alla semplice progressione, assisteremo e collaboreremo allo sviluppo della moto, testando nuove componenti all’avanguardia o semplicemente “upgradando” una particolare caratteristica ingegneristica.



Il lato “Arcade” della medaglia è, invece, molto diverso: anche in questo caso avremo facoltà di cimentarci in “Gara veloce”, “Campionato”, “Attacco al tempo” e “Carriera” (con l’opportuna declinazione del modello di guida), ma in quest’ultimo caso l’impostazione si farà completamente diversa.
L’ossatura, decisamente più snella, ci mostrerà un semplice diagramma ad albero suddiviso, da sinistra a destra, nelle varie classi motociclistiche; anche in questo caso, partendo dalla Superstock 1000 dovremo farci strada fino all’apice della Superbike, conquistando i favori di pubblico e scuderie.
Le modalità, tuttavia, saranno completamente differenti: verremo infatti messi di fronte non alle classiche gare ma ad una corposa serie di prove in grado di testare la nostra reattività nelle condizioni più disparate.
Tracciato dopo tracciato, in condizioni climatiche differenti, ci ritroveremo lanciati in pista negli ultimi due giri, con l’unico compito di guadagnare una serie sempre differente di posizioni che, a seconda del risultato, ci faranno guadagnare punti reputazione necessari per avanzare e sbloccare nuovi contenuti (visiere, caschi, foto delle umbrella girls...).
Viene dunque eliminata tutta la fase di sviluppo e messa a punto della moto, nonchè l’iter contrattuale con le varie scuderie, a favore di un prosieguo rapido ed immediato (coadiuvato anche da un diverso modello di guida) che, alla lunga, risulta un pò troppo banale e ripetitivo.
Non dimentichiamo, infine, che SBK X, come i suoi predecessori, presenta un completo comparto online, che permette fino a 16 giocatori di sfidarsi in gare veloci e mini campionati completamente personalizzabili, oppure consente di inforcare il proprio bolide in solitaria e sfidare i migliori tempi al mondo.

Due modelli di guida, due giochi differenti

Come abbiamo accennato in precedenza SBK X: Superbike World Championship vuole andare incontro ad ogni genere di giocatore; un errore commesso, in passato, da molti titoli di guida che, in definitiva, si sono rivelati totalmente privi di personalità.
Non è assolutamente il caso del titolo Milestone che, per l’occasione, si presenta in due varianti tanto approfondite e ben realizzate da sembrare due titoli totalmente differenti e di egual valore ludico.
Il modello di guida “Arcade” (il meno complesso) permetterà al giocatore di svuotare la mente e concentrarsi quasi completamente nell’apertura del gas. Il tracciato, in questo caso, sarà contrassegnato dalla proverbiale “traiettoria ideale”, che si colorerà di verde quando la nostra velocità sarà nella norma, di giallo per indicarci l’inerzia ideale per entrare in curva e di arancio/rosso per intimarci di frenare, pena la scampagnata.
La potenza del freno (univoco, senza divisione tra posteriore ed anteriore), in questo particolare frangente, sarà molto rimarcata e permetterà, grazie anche ad un modello fisico assolutamente permissivo, di esibirsi in derapate controllate degne della miglior rappresentazione di “Hang On” in alta definizione.
Lo stesso modello fisico extraterrestre consentirà fuoripista, collisioni e chi più ne ha più ne metta senza mettere troppo in pericolo la salute di moto e motociclista.
Ci verrà data, inoltre, la possibilità di sfruttare -in rettilineo e in uscita dalle curve- una sorta di “boost” legato alla semplice pressione di un tasto; la velocità, in questo caso, verrà esponenzialmente moltiplicata e saremo in grado di bruciare -letteralmente- gli altri piloti in accelerazione, tenendo tuttavia presente che almeno la maneggevolezza della moto ne risentirà pesantemente.
Nonostante tutto anche l’arcade mode non consentirà barbarici tagli della pista, rallentando il veicolo non solo sull’erba o sulla sabbia ma anche nei primi metri di re-immissione sull’asfalto, una scelta davvero azzeccata.
Immediatezza e divertimento disimpegnato sono dunque le parole chiave di questa prima declinazione; l’esatto contrario di ciò a cui stiamo per andare incontro.
Selezionando “Simulazione” acconsentiremo ad immergerci in un mondo estremamente vasto e complesso, dove ogni gesto (sul pad come in pista) comporterà la massima attenzione.
Prima di proseguire è bene però precisare che non verremo messi di fronte ad una curva d’apprendimento insuperabile, bensì potremo scegliere, grazie ad una nutrita schiera d’opzioni, il livello globale di simulazione (Base, Intermedio, Completo) e l’influenza di alcune caratteristiche extra come il peso del pilota, l’usura delle gomme e i danni a mezzo e pilota stesso.
Prendendo per certo che nel scegliere un modello simulativo peso del pilota, usura delle gomme e danni vadano mantenuti sempre attivi le differenze tra i tre livelli di simulazione risultano rimarchevoli e capaci dunque di far sentire a proprio agio anche il meno esperto degli appassionati.
“Base” si dimostra, infatti, piuttosto permissivo, consentendo diverse distrazioni (pur di non esagerare), qualche contatto e sorvolando in diverse situazioni sul dosaggio di gas e frenata -anche qui univoca- in curva.
“Intermedio” è l’ideale compromesso tra un modello reale ed un videogioco: nel fuoripista verremo puniti, così come nei contatti tra una moto e l’altra, tuttavia, ci sarà concessa ancora qualche delega nell’utilizzo della “manetta” e nelle frenate al limite, l’ideale per mantenere ancora un pizzico di spensieratezza nonostante l’impostazione piuttosto seria.
“Completo” è infine il massimo che si possa al giorno d’oggi chiedere ad una simulazione motociclistica, il Nirvana del “duro e puro” del comportamento reale.
In quest’ultimo caso, infatti, nulla verrà tollerato: la piega fuoripista varrà la caduta, lo scontro, (quasi) in ogni caso, anche; non sarà possibile affrontare correttamente una curva senza mollare il gas o tirando esageratamente sul freno, suddiviso questa volta in anteriore e posteriore.
Qui ogni pilota sa di dover conoscere a memoria il tracciato prima di inforcare la sua due ruote, altrimenti non ne uscirà incolume; qui ogni minimo ritocco alla meccanica della moto influisce sul rendimento, ed è proprio in questo frangente che la feature di cui Milestone va più fiera da il meglio di se.
Ci riferiamo, naturalmente, all’Evolving Track, vera e propria ciliegina sulla torta di SBK X.
Grazie ad un complesso sistema di algoritmi verrà calcolata la “gommatura” del tracciato (così come l’asciugatura se partiremo in condizioni di bagnato) man mano che i bolidi vi sfrecceranno sopra; potremo, dunque, sfruttare le traiettorie più calcate (visibili fisicamente) per ottenere maggior grip sull’asfalto a gara avviata ed esprimerci in una guida -gomme permettendo- sempre più al limite.
L’ottima esperienza di guida viene dunque “limitata” solo dalle barriere strutturali del gamepad che, in ogni caso, riesce a trasmettere sorprendentemente bene le sensazioni e in particolar modo il peso della moto che si riflette in una certa macchinosità (in senso buono) nell’impostare le curve.
Ad un gameplay di tale livello, purtroppo, non si combina un’intelligenza artificiale del tutto soddisfacente.
Sebbene la suddivisione in vari livelli di difficoltà (da Principiante ad Esperto) renda la sfida adatta praticamente ad ogni palato, il comportamento in pista (osservato anche tramite highlights) non risulta mai davvero credibile; i motociclisti computerizzati tendono infatti a percorrere traiettorie sempre troppo perfette e predefinite, alimentando solo di tanto in tanto la bagarre e presentando dunque scarsa personalità.

Superbike 2001 resta insuperabile

Dal punto di vista tecnico SBK X risulta piuttosto altalenante, presentando tanti punti di forza ed altrettanti di debolezza.
La modellazione poligonale di piloti e veicoli è stata curata in maniera davvero caparbia, risultando in un vero e proprio spettacolo per gli occhi, ancorchè privo di un pizzico di definizione, specialmente nei volti dei centauri e in alcuni piccoli particolari delle moto.
Se trascendiamo però dal binomio motociclista-motociclo ci accorgiamo che la realizzazione del contorno, partendo dai più semplici spalti sino ad arrivare ai box e al paddock, risulta decisamente trascurata e piuttosto sommaria.
Sebbene gareggiando tali “dettagli” possano tranquillamente essere dimenticati non è raro, specialmente osservando un replay, notare diverse stonature raffrontando i bolidi in primo piano e tutto quel che sta invece sullo sfondo.
Discorso analogo per quanto riguarda la texturizzazione, ottima nell’evidenziare ogni dettaglio di tute, carrozzerie delle due ruote ed aerografie sui caschi, ma insoddisfacente -shader superficiali compresi- nella riproduzione dello scenario, eccezzion fatta per l’asfalto, molto curato anche in virtù dell’effetto “Evolving Track”, reso in maniera soddisfacente.
Ottime le animazioni che, in pista, mostrano staccate, pieghe e cadute decisamente varie ed attinenti alla realtà ed ottimo, come già si diceva, anche il modello fisico, davvero senza rivali in ambito motociclistico-home console.
Per quel che concerne la componente audio abbiamo potuto apprezzare un buon campionamento di motori e, in generale, degli effetti ambientali a cui però viene accostata una colonna sonora soft-rock e pop-rock a volte fastidiosa, che richiede, anzitutto, l’eliminazione dai frangenti di gara.

SBK X SBK X: Superbike World Championship è senza dubbio la miglior incarnazione del brand in questa generazione, nonchè un deciso e riuscito passo verso una più globale apertura alla community, al di là del mero add-on annuale. Sebbene il titolo sia forte di un modello di guida vario, collaudato ed estremamente convincente, alcune pecche, vedi IA non convincente, sezione arcade un pò monotona e comparto grafico globalmente al di sotto dello standard, non permettono alla produzione Milestone di assurgere a capolavoro, risultando “soltanto” in un’eccellente simulazione motociclistica.

8

Che voto dai a: SBK X

Media Voto Utenti
Voti totali: 185
7.3
nd