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Recensione Scribblenauts Unlimited

Il bizzarro puzzle game realizzato da 5th Cell arriva anche su piattaforma PC.

Versione analizzata: PC
recensione Scribblenauts Unlimited
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
Enrico Spadavecchia Enrico Spadavecchia è un avido collezionista ed esagitato videogiocatore dai tempi del Commodore 64 e delle sue righe colorate. Ex giocatore accanito di Counter Strike, in giovane età ha compiuto la stupidissima impresa di completare Quake II a livello hard senza scendere mai sotto i 100 punti ferita. Ostinato retrogamer e sostenitore delle produzioni indipendenti, non disdegna le offerte del mercato attuale, soprattutto FPS e avventure grafiche. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E’ stata una giornata dura. Abbiamo curato lo scorbuto su una nave pirata fantasma, abbiamo solcato il vuoto cosmico in sella ad un grifone alieno gigante, abbiamo psicanalizzato clown tristi e evocato l’antico Cthulhu una manciata di volte, per il solo gusto di farlo. Ma è così che va nel mondo di Scribblenauts. Genio, creatività e innovazione sono merce rara nel mercato videoludico attuale, fatto di fiacchi e disimpegnati sequel e scopiazzature di ogni genere. Quando nel 2009 Scribblenauts saltò fuori dal nulla, con un’idea che fece rispolverare gli handheld Nintendo ai più annoiati videogamers di tutto il mondo, si gridò subito al miracolo. Un puzzle game in cui era possibile materializzare un qualsiasi oggetto semplicemente scrivendone il nome col fedele pennino sullo schermo: sarebbe stato possibile risolvere i rompicapi in una miriade di modi diversi, combinando insieme le idee più bizzarre e impensabili. Ben presto, però ,ci si rese conto che per sfruttare al massimo l’ambiziosa idea iniziale degli sviluppatori, si sarebbe resa necessaria una mole di lavoro ben superiore a quell’anno e mezzo speso da 5th Cell per lanciare sugli scaffali il prodotto. Nonostante tutto il prodotto colpì per aver smosso il mondo dei puzzle game con un’idea fresca e tutto sommato efficace. A distanza di circa 4 anni, il nuovo Scribblenauts Unlimited, pieno zeppo di materiale inedito, si separa dal mercato handheld per affacciarsi a quello dell’home gaming, debuttando su console WiiU e su personal computer.

NON SIAMO MICA QUI A PETTINARE CHTULHU

La storia è semplice, nonché pregna di morale: vestiamo i panni del già noto Maxwell che, taccuino magico alla mano, ha pensato bene di giocare un brutto tiro ad un ignaro stregone incontrato per strada; il losco figuro, vistosamente imbruttito, decide quindi di lanciare un incantesimo sull’ancora più ignara sorellina di Maxwell, tramutandola lentamente in pietra; la corsa contro il tempo per salvare la giovane Lily ci porterà ad utilizzare l’infinito potere del taccuino per fare del bene. Ogni buona azione verrà premiata con un frammento di Starite, le stesse stelle che abbiamo dovuto recuperare dai nascondigli più impensabili nei precedenti Scribblenauts, e che pare abbiano il potere necessario per spezzare l’incantesimo scagliato su Lily. La differenza che salta subito all'occhio rispetto al primo titolo della serie, riguarda la presenza dello schema open world per ogni singola sezione tematica in cui è suddiviso l’universo di Scribblenauts. Sparsi per le varie locations, persone, animali parlanti e persino oggetti, faranno da “quest givers” con le più disparate richieste d’aiuto; la simpatica feature -introdotta già a partire da Super Scribblenauts per Nintendo DS- che permette di aggiungere aggettivi agli oggetti e ai personaggi usando il taccuino, permette un approccio alternativo più immediato per la risoluzione degli enigmi. Ad esempio, ad un pesce palla incapace di impressionare gli altri abitanti dell’oceano è bastato aggiungere l’aggettivo “gigante” perché ci ringraziasse donandoci un frammento di starite, e per attraversare un corridoio in fiamme è bastato affibbiare l’aggettivo “ignifugo” allo stesso Maxwell. Ovviamente il sistema si presta ad ogni tipo di abuso atto a rushare i vari livelli con estrema facilità, quale la possibilità di scrivere “morto” nella descrizione delle brutte creature che ci ostacoleranno, per poi passare indisturbati. Superando un livello dopo l’altro, l’impressione è che si sia passati dagli enigmi prettamente di tipo ambientale del primo Scribblenauts a risoluzioni di tipo ‘concettuale’, complice anche la pressoché totale indistruttibilità degli elementi strutturali nel level design: è impossibile infatti modificare il terreno di gioco, ad esempio, scavando buche e abbattendo pareti; per raggiungere determinate zone si renderà necessaria l’interazione con leve o la risoluzione forzata di alcuni enigmi. Sebbene raccogliere tutti i frammenti di starite nelle circa 40 zone di gioco richieda parecchie ore di gioco, le frequenti ripetizioni di alcune tipologie di enigmi, l’impossibilità concreta di realizzare alcune delle idee più strambe che ci baleneranno in mente -nonché l’assenza di un sistema che premi le risoluzioni più creative e inaspettate- premono verso un rapido infiacchimento del gameplay. Il giocatore si ritroverà spesso a ricorrere a soluzioni scontate e banali, anche solo per non incappare nel fastidioso sistema di correzione, che ha la cattivissima abitudine di snaturare l’input iniziale con suggerimenti del tutto fuori luogo. La difficoltà degli enigmi è, in media, parecchio bassa, soprattutto nella prima metà dei livelli disponibili, e anche quando ci sarà da arrovellarsi un po’ il cervello, salteranno fuori gli immancabili suggerimenti, i quali molto spesso si limiteranno a suggerire la soluzione senza mezzi termini. Nonostante tutto è impossibile non restare affascinati dal mondo coloratissimo di Maxwell e compagni, colmo di divertenti bizzarrie e supportato da un simpatico ed inaspettato citazionismo; l’idea alla base del puzzle game resta così geniale da perdonare agli sviluppatori l’imperfezione delle interazioni fra gli oggetti, l’approssimazione di alcune risoluzioni, e le carenze del vocabolario che, seppur vastissimo, non riesce a star dietro agli elaborati piani delle menti più argute e creative.

SHUT UP AND TAKE MY OLLARS!

La realizzazione tecnica del nuovo Scribblenauts ha dalla sua una piacevolissima veste grafica cartoonesca che non sgrana neanche sugli ampi schermi dei PC gamers più esigenti, supportata da un level design che gioca - forse eccessivamente - con le proporzioni, ma garantisce un’ottima varietà e un numero elevatissimo di dettagli in ogni zona esplorata. Le musiche, che si limitano a riproporre il noto tema principale in tutte le salse, grazie a riarrangiamenti che ricalcano l’atmosfera delle locations via via visitate, garantiscono un adeguato rilassante sottofondo, come in ogni puzzle game che si rispetti. Ci sono parecchi motivi per preferire, se possibile, l’acquisto della versione PC piuttosto che quella per WiiU, a partire dal prezzo ridotto; sebbene la controparte digitale su piattaforma Steam non vanti la possibilità di far apparire dal magico taccuino I personaggi di proprietà della nota casa nipponica, l’aggiunta dalla funzionalità di Steam Workshop, coadiuvata dall’editor integrato nel gioco, permette la condivisione delle creazioni amatoriali dei fan più pazienti (che, fra le altre cose, si stanno già adoperando per riprodurre, sotto falso nome, i succitati personaggi Nintendo). Inoltre, com’era lecito aspettarsi, l’approccio all’interfaccia di Scribblenauts risulta molto più agevole mouse e tastiera alla mano, piuttosto che sulla console Nintendo, che costringe a distogliere continuamente lo sguardo dallo schermo per interagire col dispositivo touch.

Scribblenauts Unlimited Scribblenauts Unlimited rappresenta un ottimo inizio per chi non ha sperimentato prima i poteri del taccuino di Maxwell, nonchè un gradevole intrattenimento spensierato per chi è in cerca di un puzzle game dalla difficoltà moderata. Chi ha già giocato i precedenti capitoli della serie e conosce bene i limiti del sistema di gioco, rischia però di ritrovarsi senza quell’entusiasmo iniziale a giustificare una grossa fetta dell’esperienza di gioco.

7

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