Recensione Secret Ponchos

Puro e semplice PVP in terza persona

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Secret Ponchos
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mi ha divertito questo gioco, e mi ha fatto anche pensare. Secret Ponchos è uno shooter online in terza persona dall'alto, di quelli “twin stick”, dove con l'analogico sinistro ti muovi, e con quello destro miri e di solito spari anche, ma nel caso di Secret Ponchos per fare fuoco è richiesta anche la pressione di uno dei dorsali del pad PlayStation4. Già questo basterebbe a rendermi simpatico Secret Ponchos, di solito il genere non delude, almeno io mi sono sempre divertito anche nel caso di giochi qualitativamente non eccelsi. Ma Secret Ponchos possiede anche una particolarità in più: è esclusivamente online.

MULTIPLAYER REVOLVER

In questo gioco potrete sparare soltanto ad altri giocatori, quindi niente intelligenza artificiale, niente trama, niente di niente: soltanto tre modalità multiplayer che vi getteranno in pasto a un gameplay volutamente ridotto all'osso. Ed è qui che Secret Ponchos mi ha dato da pensare. Niente di particolarmente profondo eh, nulla di esistenziale e ci mancherebbe pure, solo che la spontaneità di questo progetto, questa “riduzione zero” di un genere, quello degli shooter online, che nel tempo si è fatto sempre più complesso e meno amichevole, mi ha spedito in estasi. In Secret Ponchos non sbloccherete nemmeno nuove armi, o nuove abilità... ora vi è chiaro cosa intendo? No, non mi aspetto che capiate tutti, i più giovani se la possono cavare con un “ma di che cavolo sta parlando?”, ma magari i più attempati se la ricordano la gioia di un Quake Arena o di un qualsiasi Unreal Tournament!
Come in Secret Ponchos anche lì quel che c'era era disponibile fin da subito, e niente armi in edizione limitata e buff di ogni genere potevano macchiare un bilanciamento che era perfezione. Soltanto puro gameplay, rifinito per garantire che ogni scontro fosse il più chiaro e pulito possibile, e non falsato da armamenti rari o -ancor peggio- da un equipaggiamento da primo livello che puzza sempre di ingiustizia. Secret Ponchos ripercorre da molto vicino la filosofia dei grandi “arena shooter” del passato, rivelandosi subito estremamente benevolo nei confronti dei giocatori alle prime armi, e profondo come pochi altri quando si tratta di perdere ogni freno inibitorio e darci dentro come ossessi per primeggiare.

D'altronde c'è così poco da capire, così pochi comandi da imparare, che di imprecazioni se ne possono lanciare soltanto contro sé stessi, ai riflessi troppo arrugginiti, a una mira imprecisa e all'incapacità di creare una tattica dal nulla. In casi simili, per migliorare è possibile fare soltanto una cosa, e non è comprare un pacchetto sblocca tutto per “niubbi” con poco tempo a disposizione, ma soltanto giocare e rigiocare: in pratica allenarsi. La chiave del successo è quasi tutta qua, la progressione nel gioco è essenzialmente scandita dalle nostre personalissime abilità, ed è bello e rinfrescante tornare ad assaporare questi sapori, questa semplicità di intenti. In realtà Secret Ponchos prevede anche dei punti abilità in grado di aumentare permanentemente una delle cinque caratteristiche su cui sono costruiti i personaggi selezionabili (danno, stamina, velocità dei movimenti, velocità nello sparo ed energia), ma per sbloccarne di nuovi (oltre alla manciata fornita in sede di creazione) dovrete davvero dimostrare di essere bravi e dediti; fermo restando che a parte qualche guizzo in più di un singolo, le battaglie rimarranno comunque molto equilibrate: un giocatore che ha appena iniziato avrà comunque sempre una possibilità contro uno che beneficia di qualche punto abilità in più.

TATTICA IN TECNICA

La semplicità di Secret Ponchos si ripercuote anche nei comandi, di cui tra l'altro vi ho già accennato ad inizio recensione. A parte le fondamenta di ogni buon twin stick shooter, questo gioco prevede altri quattro pulsanti importanti: R1 ed R2 per sparare con le due armi che ogni personaggio ha a disposizione, ed L1 che servirà per la cosiddetta schivata. Secret Ponchos prevede anche un sistema di copertura (attivabile vicini a un oggetto abbastanza grande con il pulsante R2), in modo che possiate vomitare piombo contro i nemici tenendo ogni tanto anche la testa al coperto, e naturalmente per fornire agli scontri un ulteriore livello strategico.
L'unico guaio di questo gioco si nasconde nei numeri: tutto è troppo poco, e questa lacuna diventa ancor più grave quando ci si diverte. In Secret Ponchos sono pochi i personaggi selezionabili (cinque, ma non è un gran problema), sono poche le modalità disponibili (tre, e qui si comincia a soffrire) e sono pochi i livelli (anche qui cinque, e cinque in questo caso proprio non bastano...), ed è un peccato incredibile considerando che quel che viene messo a nostra disposizione è sempre e solo di ottima fattura.

Gli sviluppatori prevedono comunque di espandere il loro gioco anche nei mesi a venire, e con tutto ciò che manca oggi, comprese nuove modalità di gioco che al momento sono limitate al semplice deathmatch (per un massimo di 4Vs4 giocatori), al tutti contro tutti (da otto giocatori) e alla modalità Domination (sempre per 4Vs4 giocatori), in cui per vincere, una squadra deve distaccare l'altra di cinque uccisioni.

Secret Ponchos Lo stile grafico da spaghetti western con venature horror si presta perfettamente allo stile di Secret Ponchos. Ed è inutile dirvi che le sparatorie all'interno di saloon e cimiteri abbandonati non sembrano davvero annoiare mai. Il guaio di questo gioco risiede solo ed esclusivamente nei contenuti, troppo pochi per chi si appresta a sborsare 14,99 Euro per la versione PlayStation4 (in futuro il gioco arriverà anche su Pc), e forse troppo pochi addirittura per chi lo scaricherà gratuitamente grazie al servizio PlayStation Plus lungo questo dicembre 2014. Ci troviamo però davanti a un prodotto estremamente solido e ben concepito, decisamente divertente se vi farete prendere dal suo peculiare e riuscitissimo ritmo, decisamente avvincente se ci giocherete in compagnia di qualche amico.

7

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