Recensione Section 8: Prejudice

Timegate ci riprova e questa volta azzecca la formula giusta

Versione analizzata: Xbox 360
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dal negozio allo store digitale

Section 8, dopo una gestazione piuttosto complessa e prolungata, non seppe convincere appieno. Veduto direttamente sugli scaffali dei negozi, il prodotto di TimeGate diede l’impressione di essere un FPS con evidenti potenzialità, ma fin troppo abbozzato e limitato. A fronte di vendite e critiche tutt’altro che esaltanti, il team di sviluppo non si è tuttavia scoraggiato. Fiducioso nelle possibilità della sua creatura, dopo circa un anno e mezzo Section 8 torna con un episodio, sottotitolato Prejudice, acquistabile unicamente online tramite Xbox Live Arcade, PS Network o via web su PC. Che sia forse questa la formula di vendita migliore per quella che ormai è diventata una vera e propria saga?

La battaglia continua

Trattandosi di un titolo Digital Delivery, era lecito aspettarsi un’offerta addirittura inferiore rispetto a quella, già risibile, del predecessore. Sorpresa delle sorprese, Prejudice raddoppia l’offerta, regalando immediatamente un sorriso di soddisfazione al videogiocatore.
Il titolo si prefigura come un FPS sci-fi per lo più improntato al multiplayer. Una rapida occhiata al menù principale è più che sufficiente per individuare le tre modalità presenti.
La prima di queste è relativa alla campagna offline per il single player. Se nel primo capitolo questa fungeva da debole e poco attraente tutorial, qui avrete a che fare con un’avventura piuttosto ben strutturata. A fronte di una longevità tutt’altro che invidiabile, cinque ore al massimo, e di una serie di difetti che esamineremo a breve, c’è più di un valido motivo per vestire nuovamente i panni di Alex Corde.
Innanzi tutto la trama, lineare e scontata, è comunque ben cadenzata da dialoghi testosteronici e scene animate adrenalitiche al punto giusto. La lotta interstellare tra la Section 8, corpo speciale dell’esercito americano del futuro, e l’Arm Of Orion, gruppo terroristico in rivolta trattato dal governo come carne da macello nella terraformazione di colonie extra-solari, non si è ancora conclusa. Guidato dal coraggio e dal suo insuperabile addestramento, il buon Alex Corde sarà semplicemente chiamato a sventare i piani degli acerrimi nemici, al fine di salvaguardare la pace e la vita di milioni di innocenti.
Il plot, insomma, procede dritto e senza alcun colpo di scena, dimostrandosi un semplice orpello che mira a giustificare, persino con qualche leggero buco narrativo, il cambio di ambientazione tra un livello e l’altro.
Come detto, la campagna si dimostra piuttosto piacevole grazie a un buon ritmo e ad un paio di momenti estremamente epici. Purtroppo l’I.A. dei soldati nemici e degli alleati non si dimostra sempre all’altezza. Agli attacchi frontali gli avversari saranno sempre in grado di rispondere prontamente, cercando ripari e sparpagliandosi per l’ambientazione, ma basterà fiancheggiarli per mettere a nudo la rudimentalità degli algoritmi che li muovono. Inoltre, in qualche rara occasione, alcuni elementi dello scenario intralceranno eccessivamente l’incedere dell’avatar. Piccoli sassi o insenature possono tramutarsi in trappole mortali, soprattutto quando cercherete frettolosamente un riparo dal fuoco nemico.
Lontana dai picchi qualitativi di un Call Of Duty a caso, ma incredibilmente migliore di quella del prequel, la breve campagna single player riesce nella sua missione: pur con tutti i suoi limiti diverte e appassiona.

Respawn vertiginosi e armature personalizzabili


Pur essendoci già addentrati nell’analisi di Section 8: Prejudice non abbiamo ancora parlato del gameplay in sé. Lo faremo ora parlando del multiplayer, vero e proprio fulcro dell’esperienza. Le modalità presenti in questo senso sono due: Conquista e Sciame.
La prima, poco a sorpresa, vedrà due team da 16 giocatori l’una darsi battaglia per il controllo di alcuni target sparsi nella mappa. Caratteristica interessante è la generazione casuale di sub-missioni, come l’uccisione di un membro specifico della squadra avversaria o il recupero di particolari oggetti, utili per incrementare il punteggio e raggiungere più facilmente la vittoria.
La seconda vedrà invece quattro giocatori collaborare in co-op al fine di resistere a successive ondate di nemici sempre più agguerrite.
Anche da questo punto di vista insomma, Section 8: Prejudice non propone nulla di sconvolgente né per grado di innovazione né per dimensioni dell’offerta. A dare particolare vitalità al prodotto tuttavia, ci pensa il gameplay che, pur riproponendo gli stessi elementi del predecessore, li amalgama con molta più efficacia.
Innanzi tutto, nei panni dei super-soldati dotati di tuta iper-tecnologica, avrete due gadget niente male. Da una parte, il jet pack vi permetterà di raggiungere piattaforme sopraelevate e di scappare via aria ai nemici. Dall’altra l’Overdrive, dopo averla caricata, vi permetterà di correre a una velocità sovrannaturale. Già queste due feature sono in grado di vivacizzare incredibilmente ogni scontro a fuoco. Darsela a gambe, per poi sorprendere dall’alto gli avversari nascosti dietro a una roccia, sono pratiche che padroneggerete in fretta e che vi regaleranno incredibili soddisfazioni. Non solo, ma ne risentirà positivamente anche il ritmo dell’azione, spesso indiavolato come non mai.
Altra interessantissima caratteristica è quella legata al respawn. Nessuna generazione casuale: tramite una mappa dello scenario, potrete decidere in quale punto atterrare dopo un lancio da un aereo senza paracadute. Questa caratteristica renderà ulteriormente più imprevedibili le partite. I nemici infatti potrebbero materializzarsi improvvisamente alle vostre spalle. Oppure potrete essere voi a riapparire in un punto particolarmente vantaggioso o, al contrario, capitare nel bel mezzo di una battaglia già avviata che vi investirà alla sprovvista.
Altro elemento da tenere in conto, la possibilità di accumulare denaro via via che effettuerete uccisioni. Questo denaro potrà essere speso per chiamare direttamente sul campo di battaglia torrette difensive, mech d’assalto, carri armati, hovercraft e così via. Inutile dire come uno scontro già deciso possa ribaltarsi totalmente, spendendo intelligentemente i soldi accumulati fino a quel momento.
L’ultimo elemento capace di vivacizzare il gameplay è relativo alla gestione dell’equipaggiamento. Raggiungendo particolari postazioni sarà possibile cambiare le armi in uso. Si va dalla pistola, allo shotgun, ai mitragliatori, senza dimenticare fucile da cecchino e bazooka. Aumentando il proprio livello d’esperienza, sbloccherete successivamente nuovi proiettili o gadget capaci di incrementare progressivamente l’efficacia di una specifica arma. Anche l’armatura in dotazione potrà subire delle modifiche, se giocherete con i punti abilità in vostro possesso. Potrete, ad esempio, sacrificare un po’ di protezione per ottenere un minor rinculo dell’arma e così via. Con un po’ di pazienza chiunque sarà in grado di creare il set d’equipaggiamento più indicato per ogni occasione.
Il gameplay insomma, pur non presentando alcuna sostanziale novità rispetto al predecessore, sorprende in positivo. Ogni partita è vivace, dall’esito incerto e ben ritmata. Certo non tutto funziona come dovrebbe: il catapultarsi in una zona dello scenario si rivela ad esempio un’arma a doppio taglio per il bilanciamento delle partite; c’è inoltre qualche piccolo problema nel motore fisico che gestisce i salti e l’impatto dei proiettili, ma tutto ciò sminuisce solo lievemente il divertimento che è capace di regalare Section 8: Prejudice.
Se proprio si può muovere una sensibile critica, questa va al design delle mappe. Per quanto un’ambientazione artica differisca di molto da una tropicale, in sostanza vi ritroverete sempre in arene quadrate, dominate da qualche struttura artificiale e ampi spazi aperti. Si poteva e si doveva fare di più.

Tra Halo e futuri DLC


Graficamente il titolo tradisce le sue origini tutte "digitali", senza per questo sfigurare eccessivamente. Le texture sono piuttosto scialbe; meglio i modelli poligonali, mossi però da animazioni tutt’altro che esaltanti. Fortunatamente il titolo fila liscio come l’olio senza mai un’incertezza nel frame rate. Complice anche una quasi totale assenza di lag, anche nelle battaglie più concitate non assisterete al minimo rallentamento.
Difficile invece non muovere una sonora critica all’aspetto artistico. Se già diversi elementi del gameplay lo suggeriscono, veicoli, armature e armi non fanno altro che urlare "Halo". Non un difetto per forza, sia chiaro, ma un minimo di originalità in più non avrebbe certo guastato.
Poco da dire sul sonoro. Il doppiaggio in inglese della campagna è più che sufficiente. Buone le musiche, per quanto piuttosto anonime; sufficienti gli effetti sonori.
Infinte, parlando di longevità molto dipenderà da quanto la community resterà sui server del gioco. Le cinque ore della campagna sono sufficienti per intrattenere, ma è inutile dire che molto dipenderà dalla volontà degli utenti di supportare il prodotto. Section 8: Prejudice offre un gameplay indiscutibilmente funzionale e profondo, inoltre TimeGate assicura che rilascerà presto nuovi DLC gratuiti e a pagamento. Anche da questo punto di vista, insomma, c’è da stare sereni.

Section 8: Prejudice Section 8: Prejuice è sicuramente un buon FPS online. Campagna single player e multiplayer hanno molto da offrire, nonostante tante piccole imperfezioni. Con un design delle mappe più ispirato avremmo anche potuto parlare di un titolo quasi imperdibile. Nonostante ciò resta consigliatissimo agli amanti degli sparatutto multiplayer in salsa sci-fi. Se il prequel ci aveva lasciati con l’amaro in bocca, Prejudice indiscutibilmente migliora in ogni aspetto l’esperienza. Per 14.99 € difficilmente troverete qualcosa di meglio.

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