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Recensione Senran Kagura Burst

Un vizioso Ecchi videoludico pieno di ninja sexy e ammiccanti

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Senran Kagura Burst
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Primo titolo della serie a lasciare i lidi del Giappone approdando negli altrettanto pruriginosi territori occidentali, Senran Kagura Burst è -avanti a ogni altra cosa- un sofficissimo e strabordante paradiso delle perversioni erotiche di matrice nipponica. Dietro ai seni titanici delle protagoniste, dietro ai loro atrofici costumini da bagno, e nascosto in fondo al concerto di gemiti ammiccanti e versetti sensuali, c'è anche l'impianto ludico di un hack'n'slash frenetico e martellante -seppur non troppo tecnico. Eppure sembra che per team di sviluppo non conti più di tanto l'idea di valorizzarlo.
Fin da subito, invece, ecco che il titolo firmato Tamsoft e Marvellous Entertainment sembra voler accarezzare le perversioni del suo pubblico, dandogli in pasto graziose bamboline da (s)vestire e poppe che oscillano ipnoticamente. Insomma: fan-service allo stato puro.
Dietro a questa esibita prosperità delle protagoniste, alla loro biancheria intima bene in vista ed ai problemi esistenziali da svampite, non c'è -come pure si è detto in giro- la volontà di mortificare ed offendere la figura femminile. Piuttosto, c'è la precisa adesione ad un canone stilistico che chiunque abbia incontrato la cultura nipponica non può far finta di non conoscere. Senran Kagura Burst, insomma, è la più pura forma videoludica dell'Ecchi, genere erotico “soft” che si esprime solitamente attraverso manga e visual novel, e che disdegna sviluppi narrativi complessi in favore di una passione viscerale per le rotondità.
Senran Kagura Burst, insomma, andrebbe avvicinato con il giusto spirito, consapevoli di essere di fronte ad un prodotto culturalmente distantissimo da quelli a cui siamo abituati, e senza voler fare i benpensanti ad ogni costo. Ovviamente, queste aperture non devono neppure farci mettere in disparte le evidenti magagne di un gameplay veloce e immediato ma poco profondo, che finisce schiacciato da una snervante ripetitività e da grossi problemi di fluidità.

Quando non serve il push-up

Senran Kagura Burst racconta, in maniera a suo modo peculiare, del confronto tra due strane scuole di armi marziali, che sembrano molto selettive sulle adesioni. Sotto alla divisa da scolarette modello che indossano tutte le protagoniste si nascondono infatti delle letali Shinobi, abilissime Ninja pronte a lottare per la propria causa. L'avventura principale può essere affrontata da entrambi i lati della barricata, nei (succinti) panni di una delle dodici ragazze. In verità è difficile parlare di un vero e proprio racconto: quelle a cui assistiamo fra una missione e l'altra sono per lo più “dolcissime” scenette approntate alla maniera di una visual novel, in cui le prominenti protagoniste ci assalteranno con una mole indecorosa di frivolezze. Tra la banalità dei temi ed un tono da leggerissimo teen drama, il “plot” scivola via in maniera abbastanza evanescente, con un appena un paio di momenti leggermente più spassosi rispetto alla desolante piattezza generale.
Non è ovviamente per la storia che si giocherà a Senran Kagura Burst, e questo è chiaro. Catapultati invece nel “quartier generale” delle improbabili scolaresche, avremo subito l'occasione di lanciarci nel vivo dell'azione, non senza aver prima selezionato il personaggio con cui affrontare le missioni, ed il vestito che avremo deciso di farle indossare. Tutta la stravagante morbosità del titolo Tamsoft sembra concretizzarsi proprio nell'insistenza con cui ci viene proposto di infilarci nella “dressing room”, con l'obiettivo di personalizzare l'outfit delle ragazze e, nel mentre, dare un'occhiata al loro ciondolante davanzale aggiustando attentamente l'inquadratura.
L'operazione è del tutto superflua ai fini del gioco vero e proprio, e insomma legata ad uno spirito squisitamente voyeuristico che saprete voi se avete o meno: tenetene comunque di conto prima di valutare l'acquisto di Senran Kagura Burst, perché il piacere di adocchiare -ovviamente con il 3D attivo- le forme delle dodici “kunoichi”, è una parte integrante di un'esperienza basata esclusivamente sul Fan Service più spinto.

Passati in rassegna i guardaroba dell'accademia, sarà il momento di lanciarsi nel vivo dell'azione. Fiondandosi nell'apposito menù sarà possibile intraprendere una delle 28 missioni che compongono le due avventure (ce ne sono 14 per ciascuna fazione). Queste ci catapultano in arene di dimensioni molto contenute, dove ci possiamo muovere come se ci trovassimo di fronte ad un picchiaduro a scorrimento degli anni '90: lo scorrimento è bidimensionale, ma possiamo anche spostarci in alto o in basso. L'anima di Senran Kagura Burst, comunque, è quella di un hack'n'slash di ritmi molto intensi: utilizzando i due tasti d'attacco (uno lento e uno potente) dobbiamo imbastire letali combinazioni per massacrare un set di nemici più o meno eterogeneo. Si capisce subito che il gameplay del titolo è poco tecnico e votato soprattutto all'esagerazione: dopo ogni combinazione, infatti, i nostri avversari vengono spediti in aria, e noi possiamo catapultarci verso di loro premendo al momento giusto il tasto solitamente deputato allo scatto (che in situazioni normali dovrebbe avere anche una funzione difensiva). E' possibile quindi continuare la combo su per aria, una volta e poi un'altra ancora; appena atterrati, poi, potremo prolungare imperterriti il nostro schizzato massacro, fino a vedere schizzare alle stelle il contatore degli attacchi concatenati. Non è che serva troppa strategia o coordinazione per terminare le missioni con un un buon punteggio, né uno studio attento dei tempi e delle animazioni d'attacco. Con un po' di manualità e appena qualche minuto di pratica sarà possibile adoperarsi in una cascata di colpi aerei e fendenti letali, esaurendo ben presto gli spunti che il gameplay di Senran Kagura Burst ha da offrire. Ci sarebbe da trattare ovviamente della trasformazione in Shinobi, che possiamo attivare dopo aver riempito un'apposita barra e che, dopo una scenetta alla Sailor Moon, ci concede un bonus ai danni e la possibilità di eseguire mosse speciali. In verità questa opzione non vivacizza né diversifica il gameplay, e sembra piuttosto una scusa per vedere qualche inquadratura ravvicinata sulle protagoniste, con gonnelle che si alzano impunemente e costumi da bagno che mettono in rilievo l'imponente davanzale delle ragazze.
Per i più oltranzisti e i maniaci della fiera del sobbalzo, all'inizio di ogni missione è anche possibile attivare il Frantic Mode, e combattere direttamente in biancheria intima: al prezzo di una netta riduzione della resistenza, avremo a disposizione attacchi più potenti e la possibilità di sbloccare un pruriginoso bonus nel caso si completino tutti gli stage in deshabille.

Il problema principale di Senran Kagura Burst, in ogni caso, non è questa mania un po' perversa per vestiti e vestitini (che ovviamente si strappano nel caso si subiscano troppi colpi): è invece la totale inconsistenza del combat system, che sarà pure rapidissimo, ma è assolutamente privo di mordente e spessore. Dopo un paio di missioni avremo padroneggiato al meglio tutti gli strumenti a disposizioni, e ci troveremo ad affrontare una sequela di stage sostanzialmente identici, dove il grado di sfida sarà praticamente nullo. Anche gli scontri con gli avversari più temibili si portano a termine senza fatica, pigiando come forsennati sui tasti della console. Le sequenze d'attacco non sono particolarmente spettacolari, la difficoltà è ridottissima, e insomma la componente ludica si distingue per una generale e desolante piattezza.

Senran Kagura Burst è insomma un action game banalotto e triviale, al di là di quelle che sono poi le sue velleità erotiche. Anche la componente tecnica lascia alquanto a desiderare, soprattutto sul fronte dell'ottimizzazione. I modelli poligonali delle ragazze sarebbero anche accettabili, il 3D ben implementato e -nonostante la presenza abbastanza massiccia di aliasing- la scena è complessivamente ben costruita. Peccato però che il framerate sia veramente problematico: i rallentamenti sono abbondanti, costanti, e si verificano in tutte le situazioni: sia girellando per il nostro quartier generale che nel corso degli scontri, aumentando in maniera esponenziale il nervosismo del giocatore.
A livello scenico, poi, non si può dire che il gioco sia riuscito, con arene poco caratterizzare, modelli nemici bruttini e più in generale uno stile davvero poco sapido. Altrettanto carente l'accompagnamento sonoro, mentre il doppiaggio è -in linea con la componente narrativa- stereotipato al massimo grado.

Senran Kagura Burst Si può fare veramente di tutto per avvicinarsi a Senran Kagura Burst senza il pregiudizio di un prodotto schiacciato da un fan service becero e poco ispirato. Eppure, la verità è che il titolo Tamsoft è un action game ripetitivo e sempliciotto, senza nessun elemento distintivo che non sia legato all'abbondanza delle sue protagoniste o alla facilità con cui tendono a svestirsi. L'azione ripetitiva e poso ispirata, ritmata ma senza particolari tecnicismi, e minata da cali di framerate costanti e vistosi, si accompagna con un comparto narrativo da sbiadito teen drama, e ad un impatto scenico scialbo e troppo concentrato sul moto ondulatorio di seni enormi. Passate ad altro.

5

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