Serial Cleaner Recensione

Serial Cleaner è un gioco d'azione che vede il protagonista impegnato a ripulire la scena del crimine dopo efferrati delitti...

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Serial Cleaner
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Gli anni settanta hanno rappresentato un periodo di grandi mutamenti per la cosiddetta "società occidentale", anche se all'apparenza può sembrare il contrario. Dall'esaurimento di quella grande energia che aveva attraversato il decennio precedente, emersero nuovi canoni nella moda, ad esempio; nella musica; arrivando ad investire ogni questione sociale. La crescente coscienza collettiva si condensò in vari movimenti e ideali: quello femminista e studentesco su tutti, dovuti all'emergente crisi che colpì le economie più avanzate. Dopo il boom economico e demografico vissuto dopo la Seconda Guerra Mondiale il mondo, improvvisamente, rallentò e il tessuto sociale iniziò lentamente a disgregarsi creando delle smagliature in cui trovarono il loro spazio individui che verranno ricordati come alcuni tra i più grandi serial killer di tutti i tempi. I settanta, sotto questo punto di vista, furono forse gli anni più prolifici per i fantasiosi macellai a piede libero. La copertura mediatica, inoltre, contribuì a darne pubblicità, facendoli divenire delle figure mostruose e quasi leggendarie. Inafferrabili, brutali, spesso narcisisti a tal punto da lasciare la loro "firma" per rivendicare l'opera compiuta. Non è un caso che proprio in quegli anni trovò consacrazione la disciplina della profilazione criminale. Ecco, i ragazzi polacchi di iFun4All vogliono calarci proprio in questo "mondo" ma partendo da premesse totalmente diverse e, per certi versi, spiazzanti.

Che macello! E ora chi pulisce?

Sullo schermo appare un uomo sulla trentina. Capelli arruffati, folti basettoni, Ray-Ban a goccia e folti baffi da porno attore. Tipico spiantato: passione per il pugilato; vizio del gioco; pantaloni a zampa d'elefante e station wagon familiare, una Ford Squire di quelle con le fiancate in puro legno. Alza la cornetta di un telefono che squilla con insistenza. È un cliente. Qualcuno ha combinato un casino e bisogna pulire prima che la polizia possa trovare il bandolo della matassa. Inizia così un'altra giornata di duro lavoro per questo particolare addetto alle pulizie. Sangue, prove scottanti e cadaveri - molti, cadaveri - sono il genere di spazzatura che si trova a maneggiare quotidianamente.

Un mestiere a cui si dedica con molta solerzia, ma che si ripromette di abbandonare -alla fine di ogni telefonata in cui gli viene proposto un nuovo "contratto". Dopo esser stato pagato, s'intende. Eppure, i soldi non bastano mai. Il vizio delle scommesse lo lascia costantemente con molti "favori" a cui non può dire di no. I clienti, a giudicare dal carnaio, non sono esattamente il genere di persone con cui mettersi a discutere. Inoltre, l'anziana mamma - con cui vive - non può pagare le bollette dell'amena casetta in periferia con la misera pensione che si ritrova. Cosa tocca fare per tirare avanti. La criminalità organizzata, insomma, si avvale dei suoi preziosi servigi e lui esegue senza (quasi) batter ciglio. Le cose, però, iniziano a girare storto quando uno sconosciuto dalla voce camuffata chiama per proporgli dei lavoretti di non esattamente semplice esecuzione: far sparire da sotto il naso dei poliziotti il meticoloso lavoro di un ignoto serial killer. O forse più di uno. Al nostro "risolutore" non è dato saperlo. E nemmeno se ne rende conto sino a quando TV, quotidiani e radio svelano il modus operandi e collegano i vari indizi. Ormai è troppo tardi per mollare...o per non trovarsi in enormi guai.

Cleaner Sense!

Al nostro protagonista, comunque, è richiesto sempre e solo un compito: ripulire la scena di un crimine. Poco importa che i corpi siano tre, quattro, sei...o dieci. Bisogna farlo e basta. È pur sempre una questione di soldi. Il problema è che questa attività deve essere svolta senza che la polizia, già intervenuta sul posto per effettuare i primi rilevamenti, non si accorga di nulla. Ogni livello, dunque, ci chiede di far sparire tutti i corpi, le prove compromettenti nonché asciugare una certa quantità di sangue. Riguardo a quest'ultimo punto c'è solo l'imbarazzo della scelta, visto che l'ambiente sembra una tela astrattista. La tecnologia forense è ancora agli albori e questo rende tutto più semplice: niente DNA; non esiste ancora la "scientifica" in stile CSI e basta un pratico aspirapolvere - di cui il nostro baffuto alter ego è dotato - per far sparire il tutto. Insomma, i bei vecchi tempi. Il controllo da parte degli agenti, però, rimane serrato e aumenterà nel corso dell'avventura, con l'arrivo di forze dell'ordine con peculiarità e movimenti ben distinti a seconda del reparto a cui appartengono.

Questi pattugliano senza sosta la scena e il loro range visivo viene rappresentato da un cono che ci permette di capire la direzione del loro sguardo e, soprattutto, quanto stiamo rischiando. Una volta che abbiamo il cadavere in spalla, ogni livello ci fornisce almeno due opzioni di "scarico": il retro dell'auto, oppure un luogo che varierà a seconda del contesto (alligatori, cisterne di acido e così via). Se, invece, si finisce con l'incrociare lo sguardo indagatore di un poliziotto l'unica cosa da fare è darsela a gambe nascondendosi in qualche elemento ambientale come scatole di cartone, armadi e siepi. È possibile distrarli producendo rumore, magari accendendo lo stereo o qualche elettrodomestico; inoltre si può deviarne il percorso (o la linea visiva) spostando opportunamente elementi ambientali. Nello sfortunato caso in cui veniamo beccati, invece, non c'è possibilità d'appello: il livello ricomincia da capo con nascondigli, corpi, sangue e compagni bella rigenerati in modo randomico. Insomma, alla filosofia "trial and error" che comunque in Serial Cleaner non ci è parsa mai frustrante, si accompagna un'ulteriore incremento della difficoltà dovuta alla riformulazione di un piano d'azione. Man mano che si progredisce, i livelli si fanno via via più grandi e complessi, quindi un po' di pazienza per studiare la situazione è sempre d'obbligo. Inoltre, sparsi per gli stage ci sono collezionabili nascosti che ci permettono di sbloccare non solo contratti bonus ispirati a famosissime pellicole dell'epoca, ma anche abiti speciali (anch'essi estratti da pellicole come Taxi Driver o L'ultimo Combattimento di Chen) con cui vestire il solerte signor Wolf. Il titolo ci corre in aiuto prevedendo il "senso del ripulitore", il quale ci permette di avere una temporanea visione d'insieme dell'intera mappa di gioco semplicemente con la pressione del grilletto sinistro del pad. Inoltre, l'utilizzo delle due dimensioni che "schiaccia" su un unico piano la scena risulta, nella sua semplificazione, ben studiata ed estremamente efficace per l'economia di gioco. Infine, il sistema di controllo è talmente semplice e immediato da esser tutto racchiuso in quattro tasti deputati alle due azioni, all'utilizzo dell'aspirapolvere e al già citato "cleaner sense".

Cleanin' me softly

Serial Cleaner, ad ogni modo, riesce a dare il massimo sotto il profilo stilistico. Il titolo, che già puntava sull'originalità dell'idea di fondo, fa ancora meglio quando si tratta della caratterizzazione. L'opera dei ragazzi di Cracovia trasuda anni '70 da ogni pixel. Anzitutto per lo stile artistico, di elevata fattura. Linee spezzate, spigolose e caricaturali ci colpiscono con forza mentre, per converso, una palette cromatica, che esplora il vero significato della parola "pastello" nella sua più ampia accezione, dona un senso di ordine geometrico alle forme rappresentate sullo schermo. Il titolo è, inoltre, intriso di battute, geniali rimandi e citazioni alla cultura "pulp" (e in molti casi a quella "pop") portate all'esagerazione ironica e caricaturale.

Alcune vere scene del crimine dell'epoca, ad esempio, vengono rivisitate e non manca di far capolino anche qualche riferimento al Zodiac Killer e alla realtà di quegli anni, come la crisi del petrolio o lo scandalo Watergate e le successive dimissioni del Presidente Nixon. Persino alcuni iconici luoghi, come il leggendario Studio 54, vengono rivisitati e riproposti in una salsa "pulp" molto tarantiniana. Il sostrato storico debitamente condito serve, quindi, per dare coesione ai vari livelli favorendo l'immersività e, su questo, il team ha fatto un lavoro egregio.
Possiamo fare il medesimo discorso parlando della splendida colonna sonora, ricca di note funky dal ritmo ipnotico e sempre sul pezzo. Anche in questo caso ogni contratto possiede una connotazione musicale particolare e unica che si adagia sul tema del livello. Nel caso in cui vi trovaste a pulire un massacro avvenuto durante un concerto rock, la soundtrack cambierà tono esplodendo in una cascata di graffianti reef di chitarra elettrica. Infine, visto che al team di sviluppo sembra piacere molto questa feature, il titolo profila l'ora del giorno dei vari stage in base all'orario della console. In questo modo, se giochiamo di sera, le scene si svolgeranno proprio con il buio.

Serial Cleaner Serial Cleaner si è rivelato essere un titolo molto curato sotto molteplici profili. Anzitutto, l'idea di base ci propone, per una volta, un punto di vista diverso; quasi di secondo piano, rispetto ad un'azione omicidiaria furiosa già conclusa senza la nostra partecipazione. Una sequenza temporale, a voler fantasticare un po', susseguente rispetto a quel capolavoro che fu Hotline Miami. Se solo i periodi storici coincidessero, l'accostamento avrebbe un suo fascino. Ad ogni modo, il titolo firmato da iFun4All è uno stealth game bidimensionale di pregevole fattura, immediato e divertente, forte di una formula di gioco non punitiva e un comparto stilistico esplosivo, caricaturale ed estremamente curato, che ci catapulta nel decadentismo pulp degli anni '70 ad un prezzo tutt'altro che proibitivo.

8

Che voto dai a: Serial Cleaner

Media Voto Utenti
Voti totali: 8
7.4
nd