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Recensione Shardlight

Shardlight è un'avventura grafica che narra le vicende di Amy Wellard, meccanico di una città sepolta in un mondo post-atomico

Versione analizzata: PC
recensione Shardlight
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Ogni volta che si comincia un'avventura grafica, non si sa bene che cosa aspettarsi. E' sicuramente uno dei generi più strani e difficili da valutare, proprio per la sua intrinseca natura narrativa e l'incedere a singhiozzo che alterna un ritmo lineare, tipico del racconto, a momenti di pura agonia enigmistica, in cui vorremmo bruciare la tastiera e sfondare lo schermo con un poderoso destro. E' con qualche attimo di indugio che abbiamo cliccato sull'icona verde acido di Shardlight, ultima produzione di Wadjet Eye, senza dubbio gli sviluppatori di riferimento dei punta e clicca nell'affollato mercato odierno. Non sono un team, bensì un vulcanico "collettivo del pixel" che pubblica e aiuta a sviluppare avventure, e dopo ben tre capolavori (Gemini Rue, Resonance e Technobabylon) non pensavamo che potessero ripetersi. E invece l'hanno fatto. La loro ultima fatica narra di Amy Wellard, un meccanico di una città ormai morta, in un mondo post-atomico con ben poche speranze di rivedere il blu del cielo stagliarsi sopra acque cristalline. Dopo il disastro nucleare, in cinquant'anni la società sta cercando di riorganizzarsi, accettando forzatamente una distribuzione delle risorse imposta dai membri dell'Aristocrazia, oligarchi che governano impietosi su una terra che ormai non dà più frutti. Amy è stanca di combattere per sopravvivere, ma, imperterrita, continua a cercare un rimedio per la sua morte ormai prossima, inevitabile a causa dalle radiazioni a cui è stata esposta. Senza scampo.

Il Mietitore

La situazione nel mondo di Shardlight non è delle migliori per la povera gente, costretta ad arrabattarsi in una città distrutta allevando scheletrico bestiame per sfamare famiglie malnutrite. La stessa Amy, durante le sue digressioni introspettive, lo comunica schiettamente ai giocatori, con il tono rassegnato di chi non vede una via d'uscita. E' questo il leit motif di Shardlight: la disperazione di non avere un futuro, che schiaccia l'istinto innato di voler sopravvivere. Confinato tra la paura e l'angoscia, sfocia nella costante sopportazione dei soprusi e delle ingiustizie di una società allo sbaraglio che si è dimenticata della sua storia, spazzata via da fasci confusi di particelle cancerogene. La chiamano Green Lung, polmone verde, la condizione mortale che sta facendo strage dei pochi superstiti, tra cui la nostra Amy. Costretti a ridurre metà della città a ghetto a causa di un vaccino difficile da produrre in grosse quantità, non sorprende la nascita del culto della morte, una pacifica setta di persone che aspettano l'arrivo di un futuro migliore, pregando che il Tristo Mietitore giunga il prima possibile. Ci sono addirittura stati avvistamenti di persona: un'imponente figura con un largo mantello nero che piomba dal cielo per accompagnare i morituri verso l'aldilà, dall'oscurità profonda dei suoi occhi scheletrici. Dicono che ogni avvistamento della morte sia preceduto da corvi immobili dagli occhi rossi, che scrutano l'agonia delle vittime con una freddezza spettrale.
Quello che colpisce di Shardlight è proprio l'ambientazione degradante e annichilente, insieme alle condizioni di miseria dei suoi protagonisti e come questi reagiscono alla mancanza di prospettive future. E' curioso infatti come dall'inizio alla fine dell'avventura ci sia ben poco spazio per qualsiasi espressione di gioia o stupore e i molti dialoghi risultino monotoni nel loro incessante ricordarci della fine del mondo. L'abilità narrativa di Wadjet Eye traspare in modo evidente dal rincorrersi di eventi e scontri fra personaggi che vanno al di là delle situazioni che comunemente si ritrovano nei videogame. Uno dei momenti più toccanti per chi scrive è stato quando abbiamo incontrato una bambina che pregava con sua mamma nel tempio del culto della morte, affinché potesse raggiungere al più presto il suo papà decesso da anni. Non è facile veicolare queste sensazioni piuttosto violente in modo così limpido e analitico.

Tipicamente si scade nel banale, nella facile immedesimazione da blockbuster, con la storia strappalacrime a giustificare una scena o un passaggio privi di spessore. Invece Shardlight fa riflettere, pone chi gioca di fronte a situazioni di contorno rispetto alla trama principale che tuttavia ne scandiscono il ritmo. Lento e riflessivo nei ragionamenti su questa esistenza miserabile, ma con un piglio successivamente molto più dinamico, passato un certo momento chiave. I personaggi di Shardlight vibrano di magnifica complessità mentre descrivono le opache sfaccettature del loro carattere, magari in seguito a un puzzle che avete appena risolto. Questa infatti non è solamente un'esperienza narrativa, come Gone Home o Firewatch, ma un punta e clicca nella più classica delle concezioni. Inventario, schermate da esplorare, lunghe descrizioni e dialoghi a scelte multiple. Non ci dilunghiamo nel descrivervi come si svolgono i vari enigmi o quanto l'interfaccia sia squisitamente non invasiva e funzionale al tempo stesso. Vi basti sapere che a parte due o tre punti, non abbiamo avuto molte difficoltà a superare i puzzle di Shardlight che risulta forse una delle avventure grafiche più semplici di Wadjet Eye.

Tuttavia, al contrario di altre loro produzioni e di quasi tutte le alternative sul mercato, Shardlight si distingue per una sensibilità eccezionale nel porre interrogativi molto intensi a chi gioca, senza mai esagerare -come invece fanno Technobabylon e Stasis- e non per questo ignorando temi adulti, affrontati senza alcun timore e lasciando spazio a soluzioni personali, senza imporre una visione autoriale o critica. Come nei migliori libri. Persino quando il tema principale, complici le molte prospettive che avrete incontrato durante il gioco, giungerà all'epico finale, Shardlight si manterrà distaccato e deciderete voi che fare del destino di Amy, fra tre differenti opzioni. Tre finali completamente diversi tra cui scegliere liberamente. E questo nei libri, anche nei migliori, davvero non succede.

Shardlight Con Shardlight Wadjet Eye si concede un’avventura di riflessione, dai toni pacati e con una trama squisitamente malinconica. Sorprende come, rispetto ad altre produzioni, anche interne alla stessa Wadjet, le avventure di Amy risultino molto più reali negli scambi tra i protagonisti, nonostante l’ambientazione di pura fantasia. I dialoghi non vengono indirizzati a tutti i costi verso un genere particolare, non virano verso qualche clichè (come accade in parte in Life Is Strange): tutti i personaggi offrono la loro visione della lotta tra il popolo e chi lo governa, ma senza imporla e, anzi, proponendola come parte di un insieme di prospettive che starà poi al giocatore considerare o meno. C’è quindi molto da pensare giocando a Shardlight, peraltro su argomenti di estrema attualità, e non si procede solo lungo una sequenza di interessanti enigmi. Durante tutta l’avventura siamo infatti rimasti spesso a riflettere, anche a computer spento, su che cosa stava veramente succedendo per questo o quel personaggio. Una simile raffinatezza nel narrare una storia l’abbiamo vista ben poche altre volte videogiocando; ancor meno se pensiamo che in Shardlight è accompagnata da un gameplay degno di tal nome, che vi terrà impegnati senza abbandonarvi a un girovagare metanarrativo di cui, spesso, ci si annoia. Un altro centro per quelli di Wadjet Eye, che si riconfermano maestri poco conosciuti da cui ci auguriamo tutti possano trarre ispirazione. La forza del team risiede forse nella pluralità corale che caratterizza i suoi prodotti; non lo sappiamo con certezza. Quel che è certo è che di storie appassionanti e prive di banalità ne sentiamo disperatamente bisogno in questa industria sputa-blockbuster. Speriamo che giochi come Shardlight continuino a ricordarlo a tutti.

8.5

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