Recensione Shaun White Skateboarding

Uno skate per salvare la città! Recensito lo sportivo arcade di Ubisoft

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Shaun White Skateboarding
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

Tra gli appassionati di snowboarding e skateboarding, il nome Shaun White fa riferimento a ben più di un semplice personaggio sportivo. Noto anche con il soprannome di ‘Animal’ per la buffa la somiglianza con un pupazzo animato dei Muppet Show, oltre alla nomea di The Flying Tomato per via della sua vistosa chioma rossa, White è stato campione olimpico nella specialità half-pipe alle olimpiadi di Torino del 2006 e più recentemente nella città di Vancouver nel 2010.
Sapere che una grave malformazione cardiaca (nota con il nome di ‘Tetralogia di Fallot’) lo costrinse ad affrontare ben 2 interventi a cuore aperto, lascia ancora di più a bocca aperta, visto che all'età di 4 anni il piccolo Shaun già gareggiava sugli sci, mentre a soli 6 anni iniziò la sua avventura con gli snowboard.
Pensate infine che il celebre skater professionista Tony Hawk (una vera e propria leggenda nel suo campo), dopo un incontro fortuito, divenne il suo mentore personale, facendo diventare il giovane White uno skateboarder professionista all'età di 17 anni. Non stupisce quindi constatare come i suoi clamorosi successi sportivi siano ben presto divenuti terreno fertile per dei prodotti videoludici, visto che a Shaun sono stati dedicati ben 2 giochi di snowboard (nel 2008 con Shaun White Snowboarding: Road Trip, mentre nel 2009 con Shaun White Snowboarding: World Stage). Ora però è il turno di tornare sul caro e vecchio skate con Shaun White Skateboarding. Sarà il trick perfetto?

V per Vendetta

La prima cosa che salterà all’occhio, una volta inserito il disco nel tray della console, è il contesto in cui il gioco ci immergerà. Niente olimpiadi o gare di strada di vario tipo; Shaun White Skateboarding ci catapulta in un imprecisato futuro abitato da una popolazione ormai schiava del conformismo e dove un regime totalitario noto come il Ministero ha tolto colore e fantasia nelle città. Il tutto attorno a noi è grigio e scuro, mentre le persone che ci circondano altro non sono che manichini senz’anima. Tutte tranne una: un ragazzino coi capelli lunghi e una t-shirt sgargiante viene arrestato dalle pattuglie di polizia del luogo.
Si tratta di Shaun, Shaun White. Ma la cattura dura poco; ben presto, infatti, il nostro ‘Animal’ consegnerà a noi il suo prezioso skate, dandoci così l’onere di risollevare la città dalla depressione in cui è caduta. Insomma, più che un background da titolo sportivo sembra essere quasi la trama di un nuovo film dei fratelli Wachowsky, autori della celebre trilogia di Matrix.
Così, dopo aver dato vita al nostro skater preferito grazie ad un semplice editor del personaggio (che ci consentirà di dare un volto al nostro skateboarder virtuale, personalizzandone contempo le caratteristiche primarie e l’abbigliamento), il gioco ci immergerà da subito nel vivo dell’azione: in una decina di ambientazioni differenti (tra vie cittadine, parchi, piazze ed altro ancora), il nostro compito sarà quello di eseguire quanti più trick possibili all’interno dei vari scenari di gioco, in modo così da ridare vita all’ambientazione (nel vero senso della parola). Difatti, in maniera non troppo dissimile da quanto visto nel penultimo capitolo della serie di Prince of Persia, le varie locazioni di gioco andranno letteralmente ‘ricolorate’ con l’ausilio di quante più acrobazie possibili. Ma non solo: ogni salto, grind, trick o acrobazia, ci permetterà infatti di ottenere punti speciali, mentre trasformeremo fisicamente le ambientazioni di gioco grazie al Flow, ovverosia la capacità di creare da zero elementi dello scenario (come rampe o scalinate) su cui eseguire poi virtuosismi acrobatici di vario tipo. L’effetto della mutazione della metropoli, che da grigia si arricchisce presto di colori sgargianti diventando ben presto un arcobaleno urbano, è decisamente riuscito.

E fin qui, nulla da ridire. Peccato che i primi problemi arrivino inevitabilmente quando decidiamo di far caso allo schema dei comandi. Dimentichiamoci il realismo e l’aspetto simulativo di un Tony Hawk qualsiasi: Shaun White Skateboarding è Arcade che più Arcade non si può, visto che il tutto è gestito dalle sole due leve analogiche e dai grilletti, con cui potremo eseguire facilmente i salti, le acrobazie, o i trick con lo skate. Il tutto risulterà essere quasi sempre di facile gestione, nonostante una risposta ai comandi a volte imprecisa (soprattutto per quanto concerne l'esecuzione dei trick più complessi). Inoltre, man mano che avanzeremo nel gioco, potremo spendere i punti esperienza accumulati, per acquistare nuovi trick, vestiti o parti di ricambio per il nostro skateboard. Sebbene il tutto risulti divertente sulla breve distanza, è dopo qualche ora di gioco che la noia e la ripetitività prenderanno inevitabilmente il sopravvento, visto che il tasso di sfida scenderà ben presto sotto i livelli di guardia in men che non si dica. Inspiegabile poi la decisione di inserire, nelle fasi finali della progressione, locazioni che limitano fortemente la creatività e la libertà del videoplayer. Confinato in ambientazioni strette e chiuse, che si sostituiscono magicamente a quelle decisamente più piacevoli da esplorare che caratterizzano i primi momenti di gioco, l'utente si trova così a dover compiere rappresaglie contro il regime. Shawn White quasi si dimentica d'essere un gioco di Skateboard, e se i primi compiti riguardavano l'esecuzione di trick e l'accumulo di punti, i nuovi obiettivi trasformano il prodotto in uno strano "platform sullo skate", in cui l'utilizzo combinato del Flow serve per raggiungere gli Hot Spot designati (in cui si trovano telecamere da distruggere ed altri clichè). Queste sessioni, unite all'imbarazzante comparsata di un minigioco che si troverebbe più a suo agio in una raccolta di Puzzle game, travisano l'essenza stessa di un titolo che, arcade o meno, non dovrebbe mai tradire la sua anima "sportiva". Messe a frammentare il ritmo di gioco, smorzano gli entusiasmi che Shawn White Skateboarding riesce a generare, quelli per i trick più fantasiosi e per le sequenze più complesse. L'inconsistenza ludica verso cui il prodotto tende è dunque dovuta anche agli ostacoli concettuali che il team non ha saputo superare.

Ministry of Skate

Ed anche a livello tecnico, il gioco soffre di alcuni problemi che è impossibile non trascurare: difatti, le varie ambientazioni di gioco solo decisamente spoglie, con alcuni cali di frame rate improvvisi riscontrabili soprattutto durante le ‘esplosioni’ di colore, atte a dare forma e vitalità al mondo di gioco. Inoltre, il design dei vari scenari risulterà ben presto di una monotonia disarmante, con sempre gli stessi elementi a fare da contorno ai nostri grind migliori. Decisamente insipido. E purtroppo, anche il comparto audio, con effetti sonori talvolta mancanti (ed un doppiaggio in italiano non proprio allo stato dell’arte), non brilla certo per originalità e cura: la colonna sonora, forse in tema con l’atmosfera generale, offrirà invece brani che vanno dall’Hip-Hop al Rock, grazie alla presenza dei Green Day, dei NOFX e dei Kiss (giusto per citarne alcuni).

E spiace constatare come anche relativamente al comparto multiplayer, Shaun White Skateboarding non faccia nulla o quasi per rimanere impresso nella mente dei giocatori. Nelle modalità offerte dall’online potremo giocare con altri amici formando un gruppo di un massimo di otto giocatori sul campo. Le opzioni a nostra disposizione sono ‘Ministry vs. Rising’, ‘Go With the Flow’, ‘Shaping Battle’ e ‘Free Skate’: la prima (Ministry vs. Rising) è una modalità a squadre in cui l’obiettivo principale è quello di fare meglio del team avversario, mentre le altre due modalità (giocabili in team o tutti contro tutti), ci chiameranno ad ottenere il maggior numero di punti mettendo in piedi il più alto numero di strutture create attraverso i Flow. Insomma, visti anche i demeriti di un netcode non stabilissimo e la canonica assenza di sfidanti presenti sui server di gioco, l'Online di Shawn White finisce presto per essere dimenticato. Anche perchè si interfaccia con lo schema di controlli di cui sopra, che limita fortemente la creatività ed il senso di sfida. In rete, il titolo Ubisoft perde anche lo smalto della sua caratterizzazione visiva e concettuale sopra le righe, risultando in un "Deathmatch all'ultimo Trick".
Infine, la modalità ‘Free Skate’ altri non è che la possibilità di girovagare nei vari scenari senza alcuno scopo o obiettivo, magari al solo fine di farci imparare per bene la conformazione dei vari stage. E' free roaming, puro e semplice. Senza dunque una particolare attrattiva.

Shaun White Skateboarding Concludendo, Shaun White Skateboarding è decisamente un prodotto atipico. Forte di un gameplay arcade che ci permetterà di divertirci senza lunghe sessioni di pratica (difatti, vi basteranno i canonici 5 minuti per effettuare le evoluzioni più folli), l’ultimo titolo sportivo targato Ubisoft tenta di uscire dal classico canovaccio simulativo grazie anche ad un’ambientazione decisamente fuori dal comune (da ricercarsi nei vari scenari che fanno da contorno alle sessioni di gioco, frammenti di una metropoli grigia e cupa, schiava del conformismo). Ma dopo un interessante e curioso impatto iniziale (che appagherà gli occhi ancor prima che le mani), Shaun White Skateboarding cade purtroppo vittima di una ripetitività asfissiante: ricolorare i vari angoli della città non sarà mai divertente come nella prima mezz’ora di gioco, dato che alla lunga la noia prenderà inevitabilmente il sopravvento. E ciò è decisamente un difetto da non trascurare, vista e considerata anche la pochezza del comparto tecnico, l’inutilità della modalità multigiocatore online e la moria di opzioni extra una volta esaurita la campagna principale. Nel complesso, quindi, si tratta di un piccolo scivolone per il nostro caro e vecchio ‘Animal’, in grado di divertire solo ed esclusivamente chi degli skate non ne può proprio fare a meno.

6

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