Recensione Shelter

Una trovata indie veramente graziosa che esaurisce subito il suo potenziale

Versione analizzata: PC
recensione Shelter
Articolo a cura di
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  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Il rapporto tra uomo e natura vive, da sempre, all'interno di mille sfumature e sfaccettature: pur essendo una tra le sue creazioni più meravigliose, l'essere umano, per necessità o puro capriccio, ha costantemente tentato di controllare, limitare e piegare alla propria volontà l'ambiente che lo circonda, con risultati alquanto altalenanti. Che si tratti di semplici avvertimenti o veri e propri disastri naturali, l'uomo infatti ha sempre dovuto chinarsi davanti ad ognuna delle dimostrazioni di superiorità di madre natura, in modo netto e senza possibilità di replica. Seguendo questo semplice quanto immutabile concetto Might and Delight, studio indipendente svedese tra le cui fila militano gli autori dell'ottimo Bionic Commando: Rearmed, ci trasporta in un mondo incontaminato dall'uomo ma non per questo meno sottomesso alle leggi ed ai cicli della natura: catapultato nella vita quotidiana di una famiglia di tassi, il compito del giocatore consisterà nel basilare quanto istintivo compito di procacciare cibo per i propri, e non ancora autonomi, cuccioli, tenendoli, nel frattempo, il più lontano possibile dai pericoli che il selvaggio ambiente intorno a noi ci metterà di fronte.

VITA DA TASSI

Risvegliatosi insieme a mamma tasso ed ai suoi cinque cuccioli nell'ultimo rifugio utilizzato dalla famigliola di mammiferi, il giocatore è inizialmente abbandonato al proprio destino, come qualsiasi creatura lasciata in balìa della natura: nessun'interfaccia, nessun tutorial (se non per qualche successiva immagine esemplificativa) e nessuna voce narrante vi spiegherà come muovere i primi passi nell'ambiente che vi circonda. E' quindi seguendo il proprio istinto che il giocatore poggerà le proprie dita sui classici tasti WASD che gli permetteranno di avanzare lungo l'ambientazione, fino a notare uno dei propri cuccioli in difficoltà: anche in questo caso, il gioco non spiega nulla sui perché della strana e pallida colorazione che il piccolo ha assunto rispetto ai suoi fratelli. Sarà quindi nostro compito estrarre un vicino tubero e portarlo al membro della famiglia debilitato e denutrito, per permettergli di proseguire il viaggio insieme a noi. Già con questa prima, piccolissima, porzione di gioco, Shelter chiarisce al giocatore quale sarà la filosofia che lo accompagnerà lungo tutta la breve durata di quest'esperienza ludica: completamente soli, sarete gli unici in grado di proteggere i vostri affetti, e per farlo potrete seguire solo il vostro istinto.
Da qui in poi il gioco ci metterà di fronte poche e semplici regole, che ci aiuteranno a portare a termine la nostra missione: se tra un albero scorgiamo dei frutti basterà correrci incontro per scuoterlo e goderne dei benefici, un click del mouse vicino ad ortaggi cresciuti spontaneamente tra la vegetazione ci permetterà di estirparli e consegnarli al cucciolo più bisognoso, e così via. Molta importanza rivestirà la corretta distribuzione tra i propri cuccioli delle risorse recuperate: sarà infatti necessario soddisfare prima le esigenze di chi mostra chiaramente i segni della fame (una lenta decolorazione verso tinte sempre più pallide) per evitarne una prematura scomparsa. Un ulteriore metodo per placare il bisogno di cibo della propria cucciolata è quello di ricorrere alla caccia: tramite una semplicissima struttura 'stealth' che ci permetterà di nasconderci all'interno di particolari zone in cui la vegetazione è più alta, potremo infatti seguire prede come roditori (piuttosto lenti e quindi più facili da catturare) o volpi (estremamente veloci ma ben più consistenti come pasto), pedinandone attentamente i movimenti e aspettando il momento e la distanza giusta per portare il nostro attacco.
Proseguendo nel gioco, il susseguirsi dei livelli ci proietterà in situazioni in cui la natura ci mostrerà tutta la sua imprevedibilità e, allo stesso tempo, il suo rispetto per regole ferree ed imprescindibili: come in ogni buona catena alimentare che si rispetti, infatti, attraversare una foresta di notte significherà dover tenere tutti i propri cuccioli, incuriositi da mille stimoli e rumori diversi, all'interno della propria visuale, evitando che cadano preda di lupi o altri predatori notturni, così come, oltrepassando una radura in pieno giorno, sarà necessario tenere sempre d'occhio l'enorme ombra del falco che vola sopra le nostre teste, in attesa di un nostro passo allo scoperto di troppo per banchettare di noi e dei nostri piccoli. A questo si aggiungeranno fiumi in piena da guadare e incendi dai quali fuggire, ma la lista dei pericoli è praticamente conclusa qui: dopo una sensazione iniziale di positivo smarrimento all'interno del contesto naturale infatti, Shelter, data anche la sua estrema brevità, esaurisce le sorprese per il giocatore, chiuso in spazi lineari e regolati da poche e precise dinamiche che ben presto di naturale avranno ben poco.
Una generale mancanza di dettami e regole considerate 'classiche' all'interno di un videogioco, porta al punto estremo di poter arrivare alla conclusione del gioco anche senza più nessun membro della propria cucciolata, cambiando radicalmente il messaggio finale e le sensazioni provate dal giocatore senza l'epilogo venga modificato di una virgola: Shelter non vi proporrà finali multipli sbloccabili per mezzo delle vostre scelte o della vostra abilità, ma solo suggestioni e percezioni diverse in base all'impegno di genitore che avrete profuso lungo i livelli di gioco.

DELIZIE ARTISTICHE

La presenza di una struttura ludica elementare e poggiata sulle più semplici radici del gameplay, fortunatamente, non limita la forza comunicativa di Shelter. Il messaggio di una natura rigida ed intransigente viene associato alla bellezza che solo essa riesce a raggiungere, trasmessa al giocatore grazie ad uno stile visivo unico e peculiare. Nonostante una direzione artistica conforme a canoni che oggi sembrano essere diventati d'obbligo per un titolo indipendente, Shelter riesce a mantenere una propria e forte personalità grazie ad un uso di colori e di filtri visivi sempre ottimo. Le linee semplici dei modelli poligonali sono accompagnate da texture eleganti e artisticamente impeccabili, tra le quali spiccano sicuramente quelle dell'ombra soffocante del falco durante la sua caccia, delle fiamme vive e schizofreniche degli incendi e della schiuma formata dall'acqua impazzita delle rapide. Ottimo l'accompagnamento sonoro, composto da brani semplici ma di qualità, che andranno ad accompagnare dinamicamente i diversi contesti su schermo, con cambi di ritmo e stile sempre ben integrati ed eccellenti effetti di sottofondo 'naturali'. Decisamente sotto gli standard, come già ribadito, la longevità del titolo Might and Delight si attesta sul paio d'ore se giocato senza alcuna fretta lungo i cinque stage che vi porteranno ai titoli di coda.

Shelter Shelter, veicola in modo egregio due fondamentali messaggi: l'importanza della responsabilità, fino anche al sacrificio estremo, che accompagna la maternità/paternità di ognuna delle specie sul pianeta, e l'estremismo della natura più incontaminata, capace di bellezze ineguagliabili quanto di crudeltà e regole inflessibili. Tutto ciò è trasmesso grazie ad una superba direzione artistica, tanto grafica quanto sonora, che trova nella semplicità la sua più grande ricchezza e nell'immersione del giocatore il suo più grande pregio. L'ultima fatica di Might and Delight si presenta come un titolo semplice, tutt'altro che generoso di dinamiche ludiche ed estremamente breve ma, come sempre più spesso accade in una scena indie prolifica come quella odierna, riesce a raccontare una storia che emoziona e coinvolge il giocatore in modo autentico, ribadendo quale sia una delle strade più prolifiche per far crescere artisticamente il nostro amato passatempo.

7

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