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Shenzhen I/O Recensione

Prendiamo un volo per Shenzhen, Cina, e iniziamo una nuova carriera come designer e programmatori di circuiti elettronici complessi.

Versione analizzata: PC
recensione Shenzhen I/O
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Zachtronics è un team di sviluppo davvero singolare, autore di prodotti più unici che rari, dai quali non possiamo mai sapere davvero cosa aspettarci. Ad una prima occhiata, probabilmente nessuno avrebbe mai creduto nel successo di un titolo così di nicchia come SpaceChem, puzzle game a base di macchinari, sostanze chimiche e formule di trasformazione: eppure le statistiche di Steam parlano chiaro e, mese dopo mese, SpaceChem si è trasformato in un successo trascinante, confermando chiaramente che esiste un florido mercato anche per opere così particolari.
I successivi giochi del coraggioso studio, Ironclad Tactis e Infinifactory, malgrado un discreto riscontro da parte di pubblico e critica, non sono riusciti a raggiungere lo stesso livello di popolarità del loro predecessore: eppure Zachtronics non si è perso d'animo, ed anzi si ripresenta sulla scena con SHENZHEN I/O, una nuova follia videoludica ancor più fuori dagli schemi. Chi tra di voi vuole diventare un designer e un programmatore di circuiti integrati?

Stesso lavoro, nuovo paese

L'incipit di SHENZHEN I/O apre al giocatore le porte di una sorta di realtà alternativa: il menù iniziale ci mostra l'interfaccia di un oscuro sistema operativo, filtrato attraverso l'obiettivo di una telecamera di sorveglianza che punta il proprio occhio inquisitore su un polveroso incrocio stradale.
L'immagine ci permette di ammirare uno scorcio (molto poco evocativo) della cittadina di Shenzhen, in Cina, nella quale ci siamo appena trasferiti: aprendo la casella postale grazie al client appositamente installato, riusciamo allora a ricostruire le recenti settimane della nostra vita.
Scopriamo così di aver trascorso i giorni precedenti alla ricerca di un lavoro, di aver affrontato i primi colloqui con un'agenzia specializzata in ambito IT, di aver sopportato grosse difficoltà nel trovare un nuovo impiego, e infine di aver colto al balzo un'ultima grande, opportunità: in Cina, infatti, è incrementata di molto la richiesta di manodopera, poiché le fabbriche stanno costantemente aumentano la produzione di prodotti elettronici di uso comune. Il mercato, tuttavia, è in continua evoluzione, e per questo motivo, invece di limitarsi a realizzare merce su commissione, seguendo progetti sviluppati negli Stati Uniti o in Europa, gli imprenditori cinesi desiderano estendere il proprio controllo sull'intero processo di sviluppo, dalla progettazione iniziale alla costruzione finale, in modo tale da commercializzare le proprie opere senza intermediari ed esportarle in tutto il mondo.
Allettati dalla buona paga e dall'incitamento dell'agenzia del lavoro, decidiamo allora di intraprendere questo viaggio.
Il primo giorno alla Shenzhen Lonteng Electronics Co. Ltd. ci vede quindi impegnati a ricevere i messaggi di benvenuto dei colleghi e del capo, almeno finché non riceviamo un primo, banalissimo compito, interrotto a metà dal precedente ingegnere che, nel frattempo, ha lasciato la compagnia.
Il presupposto è semplice: sviluppare il software che controlla un paio di led colorati, montati su una finta telecamera di sicurezza. Il dispositivo deve sembrare il più realistico possibile, quindi sia la luce rossa lampeggiante, che ne segnala l'apparente funzionalità, sia la controparte verde, che conferma la ricezione del flusso video devono essere in grado di ingannare un eventuale ladro.
In SHENZHEN I/O dovremo dunque aprire la schermata dei vari progetti e portarli a compimento: ed è proprio a questo punto che la sfida inizierà a farsi davvero interessante.
Il gioco mette a disposizione, infatti, un manuale d'istruzioni in formato PDF, preferibilmente da stampare e inserire in un classico raccoglitore ad anelli, così da poterlo consultare al momento opportuno. Si tratta di una sorta di enciclopedia in miniatura dei circuiti elettronici, con schede che mostrano collegamenti, tabelle delle porte logiche ed esempi di codice Assembly utili a capire come intercettare un fronte d'onda quadra, ascendente o discendente.
Inizialmente, quindi, spenderemo molte ore sia in game, sia nello studio della documentazione, cercando risolvere specifici problemi tramite le apposite soluzioni: occorrerà, inoltre, prendere spunto e modificare il codice degli esempi proposti per riuscire a risolvere gli intoppi alla perfezione, mantenendo anche un occhio di riguardo per il costo dei vari componenti utilizzati e per il loro assorbimento elettrico, il tutto con l'obiettivo di ottimizzare al meglio le risorse. Il trucco consiste nel provare, innanzitutto, a scomporre il problema, analizzando poi l'input disponibile e cercando di capire come generare l'output richiesto. Anche se dovesse venirvi in mente un'idea geniale a livello circuitale, questa andrà successivamente programmata attraverso la scrittura di utili sequenze di istruzioni, che permettano ai componenti in silicio di agire appieno, per giungere ad una delle possibili soluzioni.

Non mancheranno situazioni nelle quali, anche quando un circuito sembra sulle prime funzionare correttamente, noteremo che in un determinato punto la nostra logica fallirà. Entreremo pertanto all'interno di un pericoloso loop mentale, a causa del quale cercheremo di sistemare in tutti i modi quella piccola ma cruciale discontinuità, creando, però, alterazioni talmente grandi da minare il funzionamento dell'intero ordito. Ecco che ci ritroveremo a dover obbligatoriamente approcciare di nuovo il problema dal principio, dubitando di ogni nostra, ennesima manovra.

SHENZHEN I/O SHENZHEN I/O si figura come una sorta di strumento di apprendimento, seguendo il solco di un videogioco "istruttivo" come SpaceChem che, ancora oggi, viene offerto in forma gratuita alle scuole che ne fanno richiesta. È puzzle game ammantato di un magnetismo unico, che riaffiora nei pensieri dei giocatori grazie ad un fascino macchinoso e originale. Si tratta comunque di un prodotto non adatto a tutti, ostico da comprendere e da giocare, con una curva di difficoltà molto ripida, che potrebbe essere approcciato con più facilità soltanto da coloro che hanno buona dimestichezza con la documentazione tecnica in inglese, oppure da chi possiede una certa familiarità con i linguaggi di programmazione. In questo suo voler essere oltranzista a tutti i costi, SHENZHEN I/O denota un'invidiabile fedeltà a sé stesso ed alla propria natura di titolo di nicchia, in grado di offrire indescrivibili soddisfazioni a quei programmatori in erba che riescono a risolvere in maniera brillante una delle sue tante, cervellotiche sfide.

8

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