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Recensione Shin Megami Tensei IV

La saga di Atlus raggiunge nuove vette su 3DS

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Shin Megami Tensei IV
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Dio può morire. Shin Megami Tensei sta qui a dimostrarlo. Dio muore, poi risorge, poi muore, poi risorge ancora, poi diventa tuo alleato, poi muore. Un circolo inarrestabile. Megami Tensei, dopotutto, significa reincarnazione della dea. C’è un passaggio, nella tesi di Massimiliano Zinnanti dedicata alla rappresentazione di Dio nei videogiochi (Incarnation. La conversione del sacro e il Pantheon digitale nel medium videoludico), che fa riflettere su ciò che a questo medium è concesso: “la morte di Dio è diventata un tema ricorrente, un rituale contemporaneo, è la bestemmia meravigliosa, il merito unico e inedito di questo mondo virtuale, una prerogativa che non è riscontrabile, con questa limpidezza e potenza, in nessun altro campo”. Shin Megami Tensei è l’apoteosi di questa bestemmia: centinaia di divinità e demoni, portavoce di un politeismo ben lontano dal monoteismo cristiano, affollano il pantheon videoludico e sono pronti a morire di fronte ai vostri occhi. La morte di Dio è nelle vostre mani.
La serie Atlus, con la sua mitologia complessa, affascina di episodio in episodio. Questo quarto capitolo, esclusiva 3DS, non fa eccezione.

DUE MONDI

Da una parte c’è il regno di Mikado, che per estetica ci riporta a un Medioevo dal sapore francese, dall’altra c’è una moderna Tokyo in rovina, in cui gli ultimi scampoli di umanità vivono relegati ai margini, in balia dei demoni che affollano le strade. A sorprendere è quanto Shin Megami Tensei IV riesca a far coesistere queste due anime, a rendere credibile il suo mondo di gioco pur nell’evidente mix di contrapposte influenze iconografiche. Nei panni di Flynn, novello samurai di Mikado, ci troveremo ben presto coinvolti in faccende politiche e religiose. Non aggiungiamo altro, perché lo spoiler è dietro l’angolo. A dare l’idea della ricchezza di contenuti di Shin Megami Tensei IV c’è un passaggio in particolare, pronunciato da un personaggio sull’orlo del baratro: Adamo non mangiò la mela perché la desiderava, ma perché gli era stato proibito. Aprite gli occhi, voi che ascoltate. La caratura filosofica del gioco di ruolo Atlus è indiscutibile: per quanto non diventino mai troppo noiosi o profondi, gli spunti lanciati dal gioco fanno riflettere sulla vita e sul significato della religione. Quei nemici divini, come da tradizione, non sono burattini pronti a essere sterminati, sono esseri senzienti e dotati di coscienza, che col giocatore instaurano un costante dialogo. Gran parte del fascino del titolo sta proprio nei suoi avversari, entità pronte a mettersi in discussione, a mettere in discussione il giocatore, a diventare all’occorrenza vostre alleate.


IL CASTING DIVINO

Dal punto di vista delle meccaniche di gioco, Shin Megami Tensei IV si rivela un RPG molto classico. I nemici sono visibili sullo schermo e tendono ad attaccarvi a vista; una volta iniziato il combattimento si passa alla classica dinamica a turni: nello schermo superiore, in soggettiva, si vedono i nemici schierati, in quello inferiore il proprio team. Se i samurai compagni del protagonista - Walter, Jonathan e Isabeau - sono relegati sullo sfondo durante le fasi di combattimento: sono i demoni il vero cuore pulsante del titolo, e della vostra strategia d’attacco. Tra le opzioni disponibili all’inizio di ogni combattimento c’è quella che consente di parlare coi nemici. Inizia quindi una fase diplomatica in cui l’avversario avanza le sue richieste e pone domande filosofiche sulla vita, sul mondo, sulla vecchiaia, sulla bellezza. Se riuscite a guadagnarne i favori con i dovuti regali e le giuste risposte, il demone o la divinità di turno entrerà a far parte della vostra schiera di alleati. Ogni demone ha le proprie abilità e cresce di livello insieme a voi. Se necessario si possono fondere i demoni tra loro, per creare nuove entità dalle abilità differenti. C’è un’opzione dedicata, che vi mostra alcune fusioni possibili o vi lascia sbizzarrire con ricerche e menu per capire cosa si può potenzialmente ottenere “sacrificando” uno o più demoni presenti nel vostro elenco.

Dal punto di vista del character design il lavoro svolto è encomiabile: gli sviluppatori hanno evidentemente attinto dalla mitologia e dalla religione, creando entità cariche di fascino e carisma. Anche i riferimenti narrativi sono su livelli inusuali per un videogioco: non solo Adamo, ma anche Caronte col suo inferno dantesco, per dirne uno. Un Caronte avido, che si farà pagare per riportarvi nel regno dei vivi. Ebbene sì, volendo in Shin Megami Tensei IV non si muore mai, basta pagare. C’è da dire che il gioco non è facilissimo, ma niente paura: se vedete che la situazione si fa complicata potete in qualsiasi momento passare dalla modalità Prentice alla più permissiva Fellow. Non significa che tutto diventerà magicamente facile in un batter d’occhio, ma certo il gioco diventa più permissivo (consentendovi per esempio di fuggire in qualsiasi momento dai combattimenti, qualora lo riteniate opportuno).

LE APP DI SHIN

A farvi compagnia durante il tragitto anche Burroughs, futuristica interfaccia al femminile che vi darà consigli, guiderà il vostro cammino, vi avviserà quando un boss è nelle vicinanze e vi inviterà a comprare le sue app: di fatto nuove abilità che vi permetteranno per esempio di ampliare lo spazio per le skill, oppure guadagnare nuovi slot per “conservare” i demoni e tante altre amenità. Sempre a proposito di demoni, man mano che cresceranno di livello sbloccheranno anch’essi nuove abilità, che potranno anche condividere con voi. Questo significa che potete strategicamente aggiornare o modificare le vostre skill, beneficiando dell’evoluzione dei demoni. Importante tenere presente anche un altro aspetto che arricchisce la strategia dei combattimenti. Ogni avversario ha dei punti deboli e dei punti di forza: se usate la skill giusta per colpire il suo punto debole, guadagnate nuovi turni. Di fatto, con la giusta accortezza, alcuni scontri possono volgere velocemente a vostro favore. Anche i vostri demoni, naturalmente, hanno punti deboli e i nemici possono approfittarne. In altre parole, mai abbassare la guardia.


IPNOSI VIRTUALE

Shin Megami Tensei IV non è un gioco che punta a eccellere da un punto di vista meramente tecnico, ma sul fronte dello stile ha pochi rivali. Del character design abbiamo già parlato: il lavoro certosino compiuto con demoni e divinità è altrettanto valido se si vanno a osservare i personaggi principali e gli scenari. Anche se molti dei fondali sono statici - in particolare nel regno di Mikado, dove gli spostamenti avvengono selezionando le singole location - la qualità del disegno e degli sprite in 2D è decisamente sopra la media. Nei dungeon, invece, i mondi tornano a essere tridimensionali e poligonali, con risultati comunque convincenti. Curiose anche le musiche, che mescolano sonorità da Highlands scozzesi ad accompagnamenti che sembrano usciti da un horror italiano anni Ottanta.
Per apprezzare Shin Megami Tensei IV bisogna essere disposti a farsi catturare dall’atmosfera rarefatta e straniante che emerge dal suo setting e da quel variopinto calderone di personaggi e divinità. Bisogna anche essere disposti ad accettare un impianto da RPG tradizionale, condito da una spruzzata di filosofia a tratti pretenziosa. Fatto questo, ci si può calare per ore e ore in quel mondo ipnotico: per riveder le stelle c’è sempre tempo.

Shin Megami Tensei IV Dio può morire e Shin Megami Tensei sta qui a raccontarcelo. Il titolo Atlus conferma la sua carica di maturità: lo fa grazie a un pantheon di demoni e divinità che attingono a piene mani dalla mitologia e dalla religione; lo fa portando sullo schermo un mix riuscito di influenze iconografiche e sonore provenienti da ambiti e contesti apparentemente lontani; lo fa con quella sua filosofia in apparenza pretenziosa ma efficace nel dipingere un mondo fatto di contrasti, ipnotico e deturpato, medievale e futuristico allo stesso tempo. L’impianto di gioco è tradizionale: un RPG basato su scontri a turni, con avversari visibili sullo schermo e pronti ad attaccare a vista. A non essere convenzionale, come da tradizione per la serie, è tutto quel che ci sta intorno: la necessità di comunicare con i demoni per sedurli e trasformarli in alleati, la possibilità di fonderli tra loro per crearne di nuovi e di trarre vantaggio dalla loro evoluzione guadagnando skill e abilità. Shin Megami Tensei IV è un titolo affascinante, non immediatamente comprensibile, ma ammaliante. Un gioco di ruolo criptico, inusuale, esoterico. La morte di Dio è nelle vostre mani, ma prima di ucciderlo ascoltate quel che ha da dire.

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