Recensione Short Peace: Ranko Tsukigime's Longest Day

Un'esperienza unica, un'occasione sprecata

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Short Peace: Ranko Tsukigime's Longest Day
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Se mai avessimo avuto bisogno di un'ulteriore conferma dell'eccentricità di Goichi "Suda 51" (Killer7, No More Heroes, Lollipop Chainsaw), ecco arrivare Short Peace: Ranko Tsukigime's Longest Day, un progetto sperimentale in cui il game designer è stato coinvolto solo fino ad un certo punto. L'esclusiva Playstation 3 pubblicata da Namco Bandai abbina una brevissima esperienza ludica a quattro cortometraggi anime diretti da alcuni dei registi più noti del settore, tra cui figura il Katsuhiro Otomo di Akira. Un prodotto ibrido dunque, il cui scopo ultimo è quello di proporre un'esperienza che racchiuda in sé un compendio della cultura giapponese contemporanea. Per quanto le premesse siano molto interessanti, e parlare di rapporto quantità/prezzo di fronte ad un'opera di fantasia non sia mai piacevole, il costo del biglietto è davvero esorbitante, e questo non può che remare contro all'intera operazione. Sessanta euro per meno di un'ora di gioco e 68 minuti di cortometraggi, per quanto interessanti, sono sinceramente una rapina.

Il giorno di Ranko

Ranko Tsukigime's Longest Day rappresenta la parte più ludica di Short Peace, e quella dove si nota lo zampino di Suda 51. La bella Ranko, figlia di un ricchissimo parcheggiatore, si ritrova invischiata in una brutta situazione, e ad ogni nuovo livello di gioco si troverà inseguita da malviventi intenzionati ad eliminarla. La trama, raccontata tramite filmati d'intermezzo di ottima qualità, fa da perfetto collante per uno stile di gioco "endless runner" a scorrimento. Come se fosse Canabalt, ma con la corsa gestita manualmente, e la necessità non solo di superare ostacoli, ma anche di menare fendenti contro nemici non meglio identificati. Se ci si dovesse attardare troppo, le mani degli inseguitori piomberanno su Ranko in pochi istanti, situazione alla quale si potrà rispondere solo sparando all'indietro con il dorsale sinistro.

Peccato però che le munizioni siano limitate, e ricaricabili solo procedendo nei livelli. Di per sé, il sistema di gioco non è affatto malvagio, e presenta un paio di idee interessanti, tra cui proprio la dissimulazione del countdown, sostituito dalle "mani" degli inseguitori, o il fatto che ogni nemico ucciso generi dei fasci d'energia che possono a loro volta eliminare altre minacce, riempiendo lo schermo di bellissime scie colorate. Procedendo, il level design si complicherà, aggiungendo ostacoli più complessi, rampe su cui scivolare e acceleratori della corsa, rimanendo sempre e comunque molto semplice. Mani incallite dai platform non avranno sicuramente difficoltà ad arrivare in fondo indenni, perlomeno quando si tratta dei livelli standard. Le "boss fight" infatti sono un'altra questione, spesso molto più complesse, eppure anch'esse interessanti per design. Senza rovinare troppo di un'esperienza già cortissima, ci limiteremo ad affermare che i game designer si sono divertiti a mescolare i punti di vista, con risultati divertenti, eppure quasi al limite del frustrante per difficoltà. Purtroppo, in circa un'ora di gameplay, le curiose premesse narrative finiscono per andare totalmente sprecate, data la carenza di tempo per svilupparle, e l'esperienza ludica non riesce ad approfondire a dovere i suoi aspetti originali, finendo per sapere di già visto.

Lato B

Accessibili, a Blu-Ray inserito, tramite l'opzione video di Playstation 3, i quattro cortometraggi racchiusi in Short Peace rappresentano effettivamente un'esperienza piuttosto unica nel suo genere. Autoconclusivi e del tutto slegati a livello di trama l'uno dall'altro, incarnano alla perfezione quel "viaggio" nella cultura giapponese che i disegnatori volevano evidentemente offrire. Si tratta, comunque ed in ogni caso, di un prodotto che sconsiglieremmo a un pubblico giovane, o completamente all'asciutto di confronti con la cultura orientale, non tanto per i temi trattati, quanto per la natura spesso criptica delle brevi trame. In altre parole, difficilmente consiglieremmo Short Peace come punto di partenza per chi voglia conoscere alcuni aspetti della cultura giapponese contemporanea, mentre chi ne è già conoscitore troverà indubbiamente degli spunti interessanti nei quattro cortometraggi.

Short Peace: Ranko Tsukigime's Longest Day Short Piece: Ranko Tsukigime's Longest Day è un'opera sperimentale nel vero senso del termine. Forse, rappresenta anche un modo per "sondare il terreno", e vedere se ci può essere interesse in occidente per prodotti di questo genere. A nostro parere, in ogni caso, è sin troppo comodo il tentativo d'identificare la parte ludica con quella filmica, proponendo un'esperienza di gioco brevissima. La storia di Ranko avrebbe meritato più tempo, e anche il gameplay, adeguatamente espanso, avrebbe potuto guadagnarsi un'identità molto più definita. Infine, la mera questione prezzo: i confronti costo/durata non ci piacciono, ma qui siamo di fronte ad un estremo, 60 euro per poco più di due ore d'intrattenimento. In altre parole, se siete appassionati di cultura giapponese, attendete con pazienza una riduzione di prezzo, e concedetevi quella che è, almeno in parte, un'esperienza interessante.

5

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