Heavy Rain Adesso online

Alessandro Bruni si cimenta in una speciale Suicide Run!

Recensione Shovel Knight

Anche su 3DS rinasce il platform 8bit

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Shovel Knight
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Kickstarter si è progressivamente imposto come una delle fonti di finanziamento più appetibili per la produzione di videogiochi presso studi indipendenti. Non che concludere in maniera positiva una campagna sul noto portale di crowdfunding sia semplice, sia chiaro, ma toccando le giuste corde e con un po’ di fortuna è possibile ottenere somme in grado di coprire tutto o parte del ciclo produttivo, nonché dell’ottima visibilità presso la stampa di settore più blasonata.
Ovviamente ci sono stati casi di successo, anche clamorosi, e sonori fallimenti, tra i quali va sicuramente citato il recente Yogventures, in grado di far scomparire più di mezzo milione di Dollari in un attimo.
Shovel Knight fa invece parte dei progetti che sono stati finanziati, anche superando le più rosse aspettative in termini di cifre, raggiungendo poi il mercato senza ritardi. Nel caso specifico, fra l'altro, quello che ci troviamo di fronte è un titolo ben realizzato ed avvincente, che strizza l’occhio al passato proponendo però soluzioni coraggiose.

Armatura e pala in spalla

Il team californiano Yacht Club Games chiuse infatti la campagna su Kickstarter poco più di un anno fa, abbattendo il muro dei trecentomila Dollari e raggiungendo parecchi stretch goal, andando quindi ad annunciare le version Wii U e 3DS in abbinamento a quelle per PC, Mac e Linux per Steam.
L’evento rallegrò i backer ma non stupì più di tanto, in quanto il gioco era perfettamente in linea con molte produzioni platform apparse sulle console nipponiche nel corso delle generazioni precedenti. Inolte, alcuni membri del team provengono da WayForward, società storicamente molto a suo agio sulle piattaforme Nintendo.
Da ben prima della fine della campagna, Shovel Knight venne anche tenuto sotto le luci dei riflettori dalla stampa mondiale, con un interesse che non è mai scemato fino allo scorso mese di Luglio, nel quale è stata lanciata la version Steam e in contemporanea quelle per console Nintendo, almeno sui canali eShop di 3DS e Wii U americani.
Ad un occhio distratto gli screenshot di Shovel Knight potrebbero far pensare ad un titolo fortemente retrò, intriso di un’atmosfera nostalgica che può essere assaporata solo da chi ha vissuto l’era del NES e che è quindi in cerca di un action platform che sia in grado di trasportarlo nuovamente in quegli anni.
È solo l’apparenza, in quanto Shovel Knight ha l’abilità non comune di reinterpretare quelle meccaniche, in primis senza snaturarle ma addirittura rinnovandole e tirandole a lucido.

Il retaggio è ovviamente quello di molti classici del passato, in particolare i titoli che storicamente hanno messo l’azione davanti al platforming più puro e che, nel farlo, hanno offerto un tasso di sfida di tutto rispetto. La fonte di ispirazione più palese è Ghouls 'n Ghosts, uno dei titoli che hanno fatto la storia del genere e che Shovel Knight tratta come un vero e proprio maestro.
In entrami i titoli il protagonista è un guerriero pronto a combattere le forze del male. Se però Capcom donò al proprio pupillo un velo leggerissimo di comicità, tale aspetto è ben più presente in Shovel Knight. La follia di fondo è percepibile già dall’introduzione, che narra le gesta di due cavalieri, Shovel Knight, azzurro e dotato di pala, e Shield Knight, la sua amata, che porta sempre con sé un gigantesco scudo in grado di deviare ogni assalto. Purtroppo Shield Knight è scomparsa nella misteriosa Tower of Fate, proprio mentre la coppia la stava esplorando. L’apparizione della Enchantress, vile creatura con un ordine di malvagi cavalieri al suo seguito, ha un tempismo ben più che sospetto e Shovel Knight non potrà far altro che percorrere nella sua interezza tutto il regno, ripulendolo dai vari cavalieri votati al male e tentando nel contempo di scoprire cos’è accaduto alla sua amata.

Arma impropria

Il sistema di controllo è assolutamente classico: un tasto per saltare e uno per attaccare grazie alla possente pala, con l’opportunità di puntarla verso il basso quando non si è a contatto con il terreno, in modo da danneggiare gli avversari o rompere parte dello scenario in cerca di tesori e passaggi segreti. Proprio i tesori sono presenti in grande quantità, con cumuli di terra da smuovere che possono nascondere gemme e monili, al pari di scrigni il cui lucchetto può essere divelto con un colpo ben assestato.
La maggior parte dei preziosi sono però nascosti e Shovel Knight spinge il giocatore ad esplorare gli ambienti in ogni angolo, nel tentativo di accumulare un bel gruzzolo.
Presso i negozi sparsi nei vari villaggi presenti sulla mappa è possibile acquistare potenziamenti per la propria pala, nuove armature, pasti che aumentano in maniera permanente la propria vita e pozioni che fanno altrettanto con le scorte di mana.
In questo modo si possono massimizzare le speranze di proseguire in livelli tutt’altro che semplici, che offrono strutture tanto geniali quanto diaboliche e che spingono il giocatore a non muoversi sempre e comunque a testa bassa, ma lo obbligano a studiare l’ambiente, cercando di capire il funzionamento di trappole, pedane semoventi e nemici di ogni tipo, i cui pattern sono tutt’altro che lineari.

Nel caso si muoia, non bisogna disperare. In Shovel Knight esalare l’ultimo respiro corrisponde alla perdita di parte dei propri averi sul campo di battaglia, in sacchi alati che rimarranno nel punto in cui è avvenuto l’infausto evento, svolazzando liberamente.
Sarà proprio compito ripartire dall’ultimo checkpoint e tornare nuovamente l’ultima locazione raggiunta, arraffando quanto perduto e rimpinguando quindi le proprie tasche. Nel caso si muoia prima di aver recuperato i sacchi, però, questi ultimi saranno perduti, innescando meccanismi mentali di sfida e valutazione del rischio che hanno il pregio di mantenere sempre alta l’attenzione e l’interesse verso il gioco.

Una sfera può salvare una vita

I checkpoint hanno però un duplice scopo: grazie ad una scelta di game design semplice quanto magistrale, ogni punto di ripristino della propria avventura, rappresentato da una sfera di vetro issata sopra un’asta dorata, può essere attivato o, in alternativa, rotto a colpi di pala.
Nel primo caso una volta morti si potrà nuovamente ricominciare dall’ultima sfera attiva. Nel secondo non sarà possibile farlo, in quanto il vetro ormai rotto non permetterà più la rigenerazione, materializzando però molteplici ricchezze nel momento in cui la pala ne incide la struttura.
Anche in questo caso, quindi, all’azione si somma un sottotesto strategico sottile ma efficace, che può premiare gli audaci o punirli amaramente, soprattutto se proseguiranno senza prestare l’attenzione adeguata ai vari livelli.

Proprio i livelli sono quindi i protagonisti del gioco: lunghi, a volte spossanti ma sempre vari, folli, pieni di piccole chicche tutte da scoprire, che possono rendere la vita più semplice se ci si sofferma a cogliere tutto ciò che hanno da offrire. Alla fine di ognuno è poi presente il più classico dei boss, rappresentato da uno dei cavalieri della perfida Enchantress. Anche in questo caso il lavoro dei designer brilla, con nemici folli tanto nella loro connotazione caratteriale, sottolineata dallo stile grafico in pixel art elaborato e grazioso, quanto negli attacchi, imprevedibili al punto tale che difficilmente si uscirà vittoriosi al primo incontro.

Shovel Knight Stupisce che a così tanti anni dalla nascita dei platform 2D si possa ancora ideare un titolo che basa almeno metà del suo carisma sul level design, sopratutto senza stravolgere i canoni fondamentali di un genere longevo e probabilmente immortale. Shovel Knight dimostra che studiare il passato può essere il primo passo per reinterpretare i grandi classici in chiave moderna, arrivando addirittura a lambire la qualità delle pietre miliari del game design. Le versioni console, in particolare quella per 3DS, risultano ben sviluppate, rifinite e longeve, grazie ad un tasso di difficoltà impegnativo ma mai estremo, che premia l’abilità e punisce le disattenzioni in modo costruttivo ed imparziale. Con la promessa di ulteriori contenuti in arrivo, Shovel Knight si candida ad essere uno dei capisaldi dei platform vecchio stile dei giorni nostri, che guardano alle produzioni più moderne quali Donkey Kong Country Returns e i più recenti episodi di Mario in 2D senza timore o reverenza.

9

Che voto dai a: Shovel Knight

Media Voto Utenti
Voti totali: 20
8.8
nd