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Recensione Shrek e Vissero Felici e Contenti

L'ultimo episodio di Shrek arriva sulle nostre console. La recensione di Everyeye

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad

La qualità videoludica dei tie-in, a parte pochissime eccezioni, lascia sempre a desiderare. Esce un film al cinema e poco tempo dopo se ne fa un videogioco, incanalando forzatamente le caratteristiche della pellicola entro un certo genere, perdendo conseguentemente lo spirito dell’opera originale.
L’operazione effettuata con Shrek Forever After non risulta troppo dissimile da quanto descritto sopra: la trasposizione videoludica dell’orco verde più famoso al mondo non riesce a soddisfare appieno, a causa di una serie di fattori che inquadrano il titolo come un passatempo di qualche minuto, e non di più.

Regni di orchi ambiziosi

Avviato il gioco, sarà una rapida sequenza narrativa ad informarci delle vicende che precedono lo sviluppo di Forever After: si parte dai primi episodi, dal momento della conoscenza di Shrek e Fiona, fino ad arrivare alla nascita dei loro figli ed alla tranquilla e felice vita insieme. Fin troppo tranquilla, a quanto pare.
Shrek è stanco della solita vita familiare: nonostante possa godere di una certe notorietà nel regno, le giornate scorrono all’insegna delle faccende domestiche o di qualche piccolo orco a cui badare, fattori che lo portano a volere qualcosa di diverso, guardando con nostalgia alla sua vita prima di conoscere Fiona. Ora nessuno ha più paura di lui, nessuno scappa più nel vederlo, il suo verde grugno da orco è tristemente diventato qualcosa di assolutamente normale. E questo lo porta, dopo un litigio con Fiona, ad accettare la proposta di un certo Tremotino (Rumpelstiltskin nella versione originale) che gli promette, per un giorno, di portarlo in un regno del tutto nuovo, dove tutti hanno ancora paura di lui e nessuno gli chiede tranquillamente autografi. Proprio quello che cercava, insomma! Ma nel nuovo mondo, esattamente come la sua fama (del tutto sparita agli occhi degli abitanti del regno), anche con Fiona è tutto da rifare: la ragazza, delusa dall’assenza del suo ideale Principe Azzurro, non ricambia affatto l’amore di Shrek, e l’unico modo per conquistarla è darle un bacio di vero amore entro l’alba.
È più o meno questa, raccontata attraverso le pagine di un libro, la storia che da inizio a Forever After. Subito dopo ci troveremo, nei panni del nostro orco preferito, in giro per il nuovo regno, tra barili da distruggere per riuscire a passare, bauli apparentemente irraggiungibili ed upgrade inutili da acquistare. Il profilo ludico del gioco ruota interamente attorno a poche fasi esplorative e tantissimi puzzle disseminati durante le varie location, nessuno dei quali, a causa di una piattezza e ripetitività di fondo, riesce comunque ad offrire un considerevole livello di sfida o divertimento. L’unica speranza è quella derivante dal gioco in multiplayer locale, che riesce in qualche modo a risollevare l’esperienza videoludica, tra sfide e risate con gli amici o familiari.
Tramite l’uso del D-Pad, come per cercare d’inspessire l’insufficiente varietà ludica, avremo l’opportunità di cambiare il personaggio da usare: oltre all’ovvio Shrek, potremo calarci nei panni di Ciuchino, Fiona e il Gatto con gli stivali, ed ognuno di loro offrirà una serie di offensive e mosse differenti da usare durante la risoluzione degli enigmi.

Il comparto tecnico del titolo, purtroppo, rispecchia il gusto dell’intera produzione. Le ambientazioni ed i modelli dei personaggi - ad eccezione del pelo di Ciuchino e, ovviamente, dei filmati in CG - sembrerebbero appartenere alla scorsa generazione di console, con texture piatte e male amalgamate, e location uniformi che faticano a mostrare un tratto distintivo. Lo stesso dicasi per le animazioni, realizzate in modo sommario ed essenziale, che non riescono in alcun modo a risollevare le sorti di un lato grafico scadente e sicuramente al di sotto degli standard della generazione corrente.
Meno critiche riguardo il fronte sonoro, che riesce a portare a termine il suo compito senza particolari pregi né difetti: lo sfondo musicale dell’avventura spazia fra tracce anonime ad altre leggermente più ispirate, e gli effetti sonori, per quanto piuttosto pochi e ripetitivi, risultano comunque azzeccati e ben inseriti nel contesto di gioco.

Shrek e Vissero Felici e Contenti Shrek: Forever After incarna alla perfezione la generale qualità realizzativa dei tie-in, con la tipica superficialità derivante dal desiderio di usare il brand, non importa come, in tutte le salse possibili. Il gioco, in una visione già fin troppo ottimistica, riuscirebbe a divertire soltanto i fan sfegatati del famoso orco verde che non superano i dieci anni d’età.

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