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Recensione Sid Meier's Starships

Sid Meier si lancia alla conquista dello spazio

Versione analizzata: PC
recensione Sid Meier's Starships
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • iPad
  • Pc
Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Ci sono momenti, nella carriera di uno sviluppatore, in cui bisogna prendersi una pausa dai progetti più importanti, dedicandosi a qualcosa di più “leggero”. È successo ad esempio Patrick Plourde e al suo team che, dopo aver concluso Far Cry 3, si dedicarono a un progetto con un budget molto inferiore e tutt’altra aspirazione rispetto allo sparatutto adrenalinico, ovvero Child of Light. Anche Sid Meier, l’uomo che ha reso popolare gli strategici 4X con la serie Civilization, quando non è impegnato a supervisionare i grandi progetti che portano il suo nome o consigliare gli sviluppatori degli altri team interni di Firaxis, si dedica a titoli più semplici e basilari. Così è stato nel 2013 con Sid Meier’s Ace Patrol, così è quest’anno con Sid Meier’s Starships. Ambientato nel contesto fantascientifico ideato per il recente Civilization: Beyond Earth (legame rafforzato dall’integrazione con il titolo “madre”), Starships è uno strategico a turni che semplifica le meccaniche di base del genere e le ripropone in un contesto più veloce e leggero, tipico dei prodotti pensati per il mercato mobile.

Colonizzatori dello spazio

L’essenziale premessa narrativa di Sid Meier’s Starships riprende quella di Beyond Earth, in cui l’umanità, sull’orlo dell’estinzione dopo un misterioso disastro ambientale, decide di inviare nello spazio decine di navi colonizzatrici, nella speranza che queste trovino un nuovo pianeta abitabile da cui far ripartire la civiltà degli uomini. In Starships si prendono le redini di una comunità nata da una di queste spedizioni, selezionabile fra gli otto sponsor originali (American Reclamation Corporation, Pan-Asian Cooperative, Franco-Iberia, Slavic Federation, Polystralia, Kavithan Protectorate, Brasilia, People’s African Union) e relative varianti, legate all’aderenza ad una delle tre Affinità evolutive (Purezza, Supremazia e Armonia). Laddove la prima selezione determina bonus passivi di varia utilità (come l’inizio della partita con un’astronave in più, bonus produttivi, meraviglie o tecnologie gratuite) la seconda determina solamente l’impatto estetico della flotta e del ritratto che rappresenta il nostro leader. Le condizioni di vittoria delle partite sono le solite del classico spirito Civilization (conquistare i pianeti capitali degli avversari, raggiungere una Popolazione superiore alla metà del totale di tutte le fazioni in campo, possedere più Meraviglie degli altri, completare per primi tutte le ricerche Scientifiche), ma lo sforzo necessario per raggiungerle è consistentemente inferiore rispetto a quello dei titoli principali. A differenza della serie Civilization, in cui la gestione degli insediamenti e dei miglioramenti nelle caselle è un fattore importante dell’economia di gioco, Starships presenta un sistema molto più semplice, in cui ogni pianeta genera, ad ogni turno, un numero fisso di risorse (Cibo, Energia, Metalli e Scienza), che aumenta o diminuisce a seconda delle caratteristiche delle superficie (che può avere una crosta ghiacciata, alta densità vulcanica, nuvole di detriti orbitanti che riducono l’approvvigionamento solare). I potenziamenti sono ancora presenti, così come la possibilità di incrementare la popolazione dei singoli pianeti costruendo nuove città sulla superficie, ma la loro gestione è scevra di quelle sfumature tattiche proprie della serie strategica originaria. Anche la costruzione delle Meraviglie, che di solito richiede un grande investimento sia in termini di tempo che di risorse produttive, in Starships è letteralmente a portata di clic: certo, il costo aumenta esponenzialmente con l’avanzare della partita e i bonus conferiti non alterano drasticamente il gameplay, ma la sensazione di sminuimento permane.

A parte la gestione dei pianeti che compongono il proprio impero, l’altra feature importante di Sid Meier’s Starships è la flotta. Inizialmente composta da due unità, allargabile alla bisogna, pagando in crediti sonanti, la flotta è composta da navi spaziali potenziabili sotto diversi aspetti. Partendo da elementi fondamentali come motori, scudi e armatura, ai vascelli è possibile aggiungere moduli offensivi come cannoni e torpedo, e di supporto, come i caccia di scorta e la mimetizzazione radar. Inizialmente queste possibilità di personalizzazione permettono di avere una discreta varietà di navi nella propria flottiglia ma, nelle fasi finali, quando i crediti non sono più un problema e si tende a prediligere la resistenza e la potenza bruta, si tende a uniformare l’equipaggiamento, arrivando a sacrificare anche la velocità (assimilabile ai Punti Movimento delle unità di Civilization) a favore di una potenza di fuoco devastante. Le uniche occasioni in cui si utilizza la flotta in maniera diversa dal semplice “segnalino del giocatore”, sono le missioni di conquista dei pianeti neutrali e le battaglie contro flotte nemiche. La prima situazione si verifica soprattutto durante le prime fasi della partita, quando l’obiettivo è estendere l’influenza del proprio impero sui pianeti vicini: in questo caso la visita comporta l’avvio di una missione secondaria, selezionata casualmente fra le cinque disponibili, tra le quali ricordiamo la distruzione di uno sciame di droni impazziti, la difesa di un avamposto da una flotta di navi pirata e la conquista di una serie di collettori energetici orbitanti.
Le battaglie tra flotte si svolgono nelle stesse mappe delle missioni secondarie, rappresentanti l’immediata regione di spazio circostante i pianeti di riferimento (i cui nomi, curiosamente, fanno riferimento a stelle realmente esistenti o scientificamente ipotizzate, come Nemesis), costellate da fasce di asteroidi più o meno massicci, in grado di ridurre il danno inferto o addirittura ostruire del tutto la linea di tiro dei cannoni.

Poco più di un passatempo

La mancanza di varietà nelle missioni secondarie e nei combattimenti tra flotte denuncia ancora una volta la semplicità del gameplay di Starships, più accettabile in un contesto svelto e dinamico come quello dei titoli mobile che non sul mercato PC, in cui diversi appassionati delle creazioni di Sid Meier sono ancora impegnati a digerire la nuova iterazione della serie Civilization. Già Beyond Earth, infatti, è stato percepito come “incompleto” da una parte del pubblico (forse ignara dello stato in cui fu pubblicato, nel 2010, Civilization V, e dei miglioramenti drastici apportati dalle due espansioni, Gods & Kings e Brave New World, e dai numerosi DLC pubblicati nei successivi tre anni). A differenza dello strategico principale, però, non riusciamo a vedere grandi margini di miglioramento per Sid Meier’s Starships, in cui lo stesso concept di base non prevede la mole d’impegno tipica dei 4X; che forse non avrebbe neanche senso in un titolo pensato e mirato principalmente al mercato dei tablet e convertito per PC più per dovere che per attinenza specifica.

Concludiamo questa nostra disamina parlando della realizzazione tecnica del gioco, altra nota dolente della produzione Firaxis. Al di là del gameplay strategico semplificato, la realizzazione tecnica della versione PC di Sid Meier’s Starships è l’indizio più evidente dell’estraneità del gioco alla piattaforma: il titolo è affetto da piccoli ma vistosi problemi come una gestione ballerina dei salvataggi (sistemata nel momento in cui scriviamo) e una visualizzazione a schermo intero che lascia in evidenza la taskbar del sistema operativo, aggirabile con un tedioso workaround ad ogni avvio. Gli unici punti degni di nota, in una realizzazione grafica altrimenti dimenticabile, sono lo stile delle navi della flotta, influenzato dall’Affinità scelta ad inizio partita, e gli artwork che rappresentano la plancia della nave ammiraglia, introducono le missioni secondarie e annunciano le battaglie spaziali.

Sid Meier's Starships Sid Meier’s Starships è palesemente un titolo mobile infilato in un contesto, quello PC, a cui non appartiene. Versione troppo semplificata delle meccaniche strategiche della serie Civilization, il gioco riduce ai minimi termini l’impegno richiesto per la gestione del proprio impero e i combattimenti a una corsa agli armamenti, in cui conta avere più navi e la giusta combinazione di cannoni, motori e scudi per obliterare qualsiasi nemico. La svogliatezza della realizzazione tecnica della versione PC, unita alle meccaniche semplicistiche e al prezzo non proprio economico, rendono il titolo Firaxis un acquisto fattibile solo per i veri appassionati del leggendario designer. La tanto ventilata connessione fra il titolo e l’ultima iterazione della serie Civilization, Beyond Earth, infine, non va oltre una serie di bonus marginali, perfettamente dimenticabili.

6.5

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