Recensione Sideway: New York

Il mondo dei graffiti e dell'Hip Hop ospita un platform bidimensionale in esclusiva PSN

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Sideway: New York
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo la caldissima Summer of Arcade di Xbox Live Arcade, è il tempo di un imperdibile autunno per gli utenti PSN. Sony sembra passare al contrattacco anche sul fronte del Digital Delivery, rivalutando la sua piattaforma per la distribuzione, in cui assieme ai titoli completi più interessanti della stagione, si trovano intriganti esclusive che ci accompagneranno fino alla fine dell'anno. Assieme all'ottimo Rochard ed all'adattamento console di Eufloria, arriva sullo store digitale di Playstation 3 Sideway: New York, un particolare platform bidimensionale che rappresenta un tributo alla cultura undergorund delle grandi metropoli. Ricolmo di stile, interessante per alcune soluzioni di gameplay, il gioco sviluppato da Playbrain si porta dietro anche qualche magagna derivata probabilmente da un iter di sviluppo che mantiene alta la bandiera dell'indie developing.
Il titolo appare però un prodotto pieno di carattere, che rifulge in un panorama abbastanza standardizzato, dando un tocco di vivacità agli scaffali digitali del Playstation Store.

Flatland

Il protagonista di Sideway è Nox, un ragazzo che abbraccia la cultura suburbana della metropoli, respirandola a pieni polmoni. Bomboletta in mano, firma ogni angolo della città con Tag e Graffiti, avvolto nel vortice di un sound che più Hip-Hop non si può. Nox si imbatte però in Spray, cancellandone con irriverenza il Tag. Scopre suo malgrado che l'antagonista non è un comune essere umano, ma anzi un'entità che ha il potere di trasformarlo in un dipinti bidimensionale, appiccicandolo ai muri sporchi di New York. Parte così, con premesse abbastanza sciatte ed uno svolgimento narrativo che chiaramente non è la priorità del team di sviluppo, il viaggio di Nox, alla ricerca della ragazza scomparsa (anche lei confinata nel piatto mondo di Spray).
Sideway è, in sostanza, un platform bidimensionale abbastanza classico per quel che riguarda le dinamiche di gioco, che riesce -pur incatenato alla più stringente logica di genere - ad inquadrare questa bistrattata categoria videoludica da una nuova prospettiva.
Proprio la prospettiva è l'elemento più importante di Sideway. La città di New York è, le strade e gli edifici, sono modellati interamente in tre dimensioni, ma Nox è costretto a muoversi in un piano, “strisciando” lungo i muri come una nuvola di vernice. L'effetto, sulle prime, è curioso e spiazzante. Si avanza verso un angolo solo per vedere il protagonista spostarsi da un moro all'altro, seguito dall'impertinente telecamera, che si adagia di fronte alla nuova parete per salvaguardare l'essenza fortemente 2D del prodotto. Anche quando ci si arrampica -di piattaforma in piattaforma- fino a raggiungere il soffitto di un palazzone, l'inquadratura si muove veloce, cogliendo la “City” dall'alto e ribaltando in un lampo la prospettiva. Il sistema funziona ed intriga, grazie a sapienti espedienti di regia, che si divertono a sottolineare questo “paradosso dimensionale”. In certi casi ci troviamo ad attraversare più volte la stessa parete, ma con gravità invertita, perchè nel mondo di Sideway si cade sempre verso la parte bassa dello schermo, e basta che la telecamera ruoti di 90 gradi perchè si possano percorrere percorsi totalmente diversi.
Sfortunatamente, però, dopo l'effetto meraviglia i cultori del Platform cominceranno a sentire il peso di qualche stortura. Su tutte, un sistema di controllo non sempre precisissimo, che fa cilecca in qualche caso e costringe a ripercorrere più volte alcune sessioni. Soprattutto il combattimento, benchè fluidissimo nello svolgimento, è difficile da padroneggiare, e collisioni non volute attenteranno alla salute del nostro Nox, che andrà incontro ad una morte prematura. Fortunatamente il numero e la disposizione dei checkpoint è tale da ridurre al minimo la frustrazione, ma di certo questo aspetto limita abbastanza l'entusiasmo che si potrebbe provare nel ripercorrere i livelli di gioco, cercando magari di recuperare le bombolette spray disseminate negli angoli più nascosti.
Sarebbe davvero un peccato non dedicarsi a questa pratica, perchè è solo cercando di completare il titolo al 100% che si scopre un level design intricato e ben congegnato: cercando solo di arrivare alla fine dello stage, una certa semplicità di fondo e soluzioni non sempre articolate potrebbero dare di Sideway un'idea sbagliata.
S'intenda: anche chi vuole dedicarsi ad un Playthrough non troppo impegnato scoprirà una buona varietà di mosse, potenziamenti, e boss fight comunque intriganti (funestati soltanto dalla staticità delle routine comportamentali e dai già citati problemi legati al control scheme). Appare però chiaro che Sideway si concede soprattutto agli amanti dell'esplorazione metodica, che dovranno attraversare la città in lungo ed in largo alla ricerca di nuove zone e nuovi angoli da firmare col il proprio Tag. E' dunque spinosa la questione della longevità. I contenuti di Sideway sono più che proporzionati al prezzo, con dodici livelli ambientati nelle più caratteristiche zone della grande mela, ma terminare l'avventura principale non richiede più di un lungo pomeriggio.

Urbano, troppo urbano

Sideway si distingue soprattutto per il suo stile, sicuramente fuori dalle logiche “Mainstream” e tutto basato sull'esaltazione di una precisa sottocultura, fatta di artisti di strada, di parkour, di graffittari e rap. Questo impasto potrebbe non incontrare i consensi unanimi della platea. Anche perchè in fondo la storia videoludica è costellata di titoli che ci propongono, ciclicamente, questa cultura non più tanto alternativa. E c'è da dire che, al di là della qualità degli sprite, il titolo PlayBrain non fa molto per distinguersi dagli esimi colleghi. Ecco allora che più che per l'originalità Sideway va lodato per l'ottima qualità delle animazioni (che solo in alcuni casi perdono dei frame), per la fluidità, per la varietà dei disegni e la qualità del tratto. Gli elementi architettonici modellati in 3D mostrano invece una certa piattezza: cornicioni e grondaie, finestre e pannelli solari finiscono per essere piuttosto anonimi.
Sul fronte del commento sonoro si riconosce l'impegno del team nel proporre una soundtrack originale. Il lavoro del rapper bostoniano Mr. Lif è ottimo, eppure le tracce tendono a ripetersi e a cannibalizzare la scena: poverissimi sono gli effetti sonori, per un risultato globale che non si amalgama perfettamente con l'azione a schermo.

Sideway: New York Sideway: New York è un buon action/platform, con qualche ardita soluzione stilistica e basato su un concetto interessante e ben sfruttato. I pregi di un discreto level design si paleseranno solo ai giocatori più pazienti, che sapranno soprassedere su qualche incertezza del control scheme e torneranno ad esplorare con attenzione le numerose aree di gioco. Questa produzione va premiata per la qualità del lavoro artistico, visivo e musicale, e per la capacitò di rileggere in chiave moderna dinamiche molto classiche. Eppure, la mancanza di precisione e l'adesione ad un canone artistico non sempre digeribile spuntano leggermente le armi del prodotto. Con qualche rifinitura ed un'espressività meno autosufficiente ed egocentrica, il titolo avrebbe potuto aspirare a più alte vette.

7.5

Che voto dai a: Sideway: New York

Media Voto Utenti
Voti totali: 20
5.8
nd