Silence Recensione

Il seguito di The Whispered World è una favola dolceamara che racconta l'infanzia con uno sguardo delicato e un pizzico di nostalgia...

Versione analizzata: PC
recensione Silence
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Nel 2009 vedeva la luce "The Whispered World", avventura grafica molto apprezzata dagli appassionati per via di uno stile narrativo ricco di humour e per la metafora nascosta nella trama. Racconta la storia di Sadwick - clown triste, pauroso e imbranato, destinato a distruggere il mondo - che corre inesorabilmente incontro al proprio fato cercando in tutti i modi di evitarlo, fin quando scopre di essere in realtà Noah, un bambino sospeso tra la vita e la morte finalmente pronto a svegliarsi e a dire addio al mondo di sogno che ha abitato durante il lungo tempo del coma.
"Silence" racconta ciò che accade dopo: il bambino che avevamo lasciato nell'abbraccio amorevole del padre si ritrova adolescente in un paese in guerra, orfano, con una sorellina da proteggere.

Ritorno a Silence

La storia ha inizio con un bombardamento: il sapore mitteleuropeo dell'ambientazione, gli occhialoni da aviatore di Noah e i profili appuntiti dei cacciabombardieri richiamano subito alla mente i documentari sulla seconda guerra mondiale. Noah corre a portare in salvo la sorellina, Renie, nel piccolo e malconcio bunker, lasciando tutti gli altri bambini dell'orfanatrofio al proprio tragico destino. Non è sicuro, lì.

Renie ha paura ed è triste. Per consolarla Noah imbastisce un piccolo spettacolo clownesco in cui racconta la storia di Sadwick, riassumendo in modo sintetico e leggero la trama di "The Whispered World". Poi una bomba cade sul rifugio e Noah si risveglia a Silence sentendo in lontananza la voce della sorellina. Inizia così il suo secondo viaggio in quel mondo sospeso tra la vita e la morte, stavolta però con la consapevolezza del proprio stato e col ricordo della propria esistenza reale: Noah, non Sadwick. Silence è cambiato nel frattempo: il trono è usurpato da una Falsa Regina e le terre sono battute in lungo e in largo dai suoi scagnozzi, i Cercatori, creature a metà tra l'umano e il bestiale, cieche e prive di volontà. Renie e Noah vengono salvati dai leader della ribellione organizzata dagli abitanti sopravvissuti alla caccia spietata dei Cercatori e partono per il lungo viaggio alla ricerca del palazzo reale nel quale è custodito lo Specchio, il portale tra l'universo di sogno di Silence e la realtà, l'unica loro possibilità di risvegliarsi e di sopravvivere.
Noah è l'antieroe per eccellenza: ansioso, maldestro, ipocondriaco, affronta l'avventura con rassegnazione e una totale mancanza di entusiasmo. Renie è tutto l'opposto: è una bambina tremenda, vivacissima, che possiede il coraggio e l'ottimismo dell'infanzia e che affronta il pericolo con sconsiderata leggerezza. Il loro rapporto fraterno e protettivo è il motore principale della narrazione, il filo che conduce il giocatore attraverso enigmi e scenari fantastici. Sono coprotagonisti: alcune sezioni di gioco permetteranno di controllare Renie, in altre sarà Noah il personaggio giocabile. Le loro strade, separate all'inizio, si intrecciano sempre più col procedere della narrazione. Sono accompagnati nel corso dell'avventura da Spot, il tenero bruco domestico già visto in "The Whispered World": farà da companion sia a Noah che a Renie, aiutandoli a superare gli ostacoli grazie alle sue abilità da mutaforma e meritandosi un paio di sezioni tutte per sé.

Che occhi grandi che hai...

Fin dai primi istanti di gioco è evidente l'attenzione alla componente emotiva della narrazione. La caratterizzazione estetica dei personaggi ne enfatizza la dolcezza e la fragilità (i corpi sottili nascosti da spessi strati di abiti, gli occhi enormi, espressivi). I movimenti delicati della telecamera, il forte risalto dato alla mimica facciale dei personaggi e il doppiaggio straordinario rendono le lunghe cinematiche simili a dei piccoli cortometraggi d'animazione. La colonna sonora, quasi cinematografica, segue l'azione - con potenti melodie al pianoforte, archi emozionanti e fiati coinvolgenti - rinforzandone ulteriormente il colore emotivo. I tratti sfumati e i cromatismi leggeri dei fondali in 2D avvolgono il giocatore in una scenografia delicata e suggestiva.

Renie è un personaggio davvero ben riuscito. Le sue reazioni ingenue e spontanee mi hanno strappato più di un sorriso intenerito. Riesce a restituire - cristallizzata come una gemma - l'essenza dell'essere bambina: quella magia, quella spontaneità non mediata dalle considerazioni pragmatiche, dalle contingenze, che permeano il pensiero già adulto di Noah. Bambina e adolescente rappresentano due polarità opposte: Noah è razionale, pessimista, non ha fiducia in sé stesso; Renie invece ha la positività e l'entusiasmo dei suoi pochi anni e nelle situazioni difficili trova sempre la soluzione grazie al contatto con le emozioni, non mediato dalla razionalità adulta, proprio degli anni dell'infanzia.
Silence ci mostra tutto quello che abbiamo perso crescendo, sottolinea come spesso l'aura di pragmatismo di cui si ricopre il pensiero adulto in realtà nasconda sfiducia, insicurezza e frustrazione. Silence è la celebrazione del potere dell'immaginazione e dell'innocenza infantile raccontato con uno sguardo straordinariamente sensibile e puntuale sul mondo dei bambini, verso il quale trapela una nostalgia carica di amarezza. La sceneggiatura è un elemento importantissimo in una narrazione che fa del dialogo il suo punto di forza e che utilizza la meccanica della scelta multipla non per creare diramazioni narrative ma per coinvolgere maggiormente il giocatore, permettendogli di giocare di ruolo o sottolineando l'ineluttabilità di alcune scelte. Nella scrittura è dato grande rilievo alla psicologia dei personaggi, alle loro necessità e i loro desideri: è impossibile giocare Silence senza commuoversi per la solitudine esistenziale di Noah o senza intenerirsi per l'ingenua vitalità di Renie.

Bye bye inventario, non ci mancherai

"The Whispered World" era un'avventura grafica vecchio stile, rigorosamente punta e clicca, con un'interfaccia legnosa e con enigmi basati sul combinare oggetti in modo "originale" (per usare un eufemismo). "Silence" invece recepisce le innovazioni del genere adventure e si rinnova sia nell'interfaccia che nelle meccaniche.

Il supporto per il controller rende quasi necessario non limitarsi al semplice punta e clicca e inserire interazioni più complesse, più legate alla cinetica delle azioni - tirare oggetti, mantenersi in equilibrio - mentre alcune interazioni sono a tempo o necessitano di un particolare tempismo per essere portate a termine con successo. L'inventario, una delle caratteristiche principali delle avventure grafiche, qui è sparito e non se ne sente assolutamente la mancanza: gli enigmi così sono più logici, integrati con la trama, offrono soluzioni originali e fantasiose senza l'inevitabile frustrazione derivata dal combinare oggetti nei modi più improbabili. Ogni "scena" è composta al massimo da due o tre ambienti collegati: questo, unito all'assenza dell'inventario, rende abbastanza semplice risolvere anche gli enigmi più strani: basta armarsi di pazienza, logica e voglia di sperimentare.Assumono quindi una particolare rilevanza le abilità di Spot: vengono utilizzate spesso, a volte in modo meccanico e ripetitivo, a volte in modo sorprendente e originale. La forma piatta e quella tonda sono disponibili in ogni momento, mentre le altre forme sono situazionali e possono essere utilizzate solo in momenti specifici. Per finire avremo, come in "The Whispered World", alcuni minigiochi, che possono essere saltati nel caso risultassero ostici o noiosi.
Il classico sistema di dialoghi delle avventure grafiche - finalizzato all'ottenimento di informazioni o oggetti necessari per l'avanzamento della storia - viene abbandonato in favore di dialoghi a scelta multipla integrati nelle cinematiche e non ripetibili. Sono scelte illusorie però, che non modificano l'andamento della narrazione (con un'importante eccezione di cui non voglio rivelarvi nulla).

Silence Silence riesce a svecchiare il genere dell’avventura grafica grazie ad un sistema di controllo più interattivo e a una semplificazione degli enigmi che li rende ben integrati alla narrazione. Grafica, musica e sceneggiatura lavorano insieme per commuovere ed emozionare il giocatore, per raccontare l’affetto fraterno dei due protagonisti, per celebrare la potenza della spontaneità infantile. Gli appassionati degli enigmi rimarranno probabilmente delusi dall’assenza dell’inventario e dalla semplificazione del gameplay, mentre gli amanti della narrazione troveranno in Silence una cura nella scrittura e nella costruzione dei personaggi che non potrà che lasciarli incantati.

8.5

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