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Recensione Silent Hill: Shattered Memories

Torniamo a Silent Hill, dieci anni dopo.

Versione analizzata: Nintendo Wii
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Wii
  • Psp

Padre e figlia

Konami, rea di aver indubbiamente affossato la qualità tecnica della serie Silent Hill e di aver deluso il fandom sfegatato che da anni segue le trucide favole della collina silente, deve aver puntato davvero molto sullo sviluppo di Shattered Memories.
Il titolo in questione, sviluppato dai Climax Group, gli stessi autori del sorprendente Silent Hill Origins, venne presentato al grande pubblico come remake del primo, storico, episodio: Silent Hill, uscito su Psone nell'ormai lontano 1999.
Il tempo passava e i rumors online si rincorrevano alla velocità della luce. Da Tokyo alla California, sino a noi, le informazioni volevano il nuovo episodio della serie sempre più indipendente dal capostipite della saga, indiscrezioni poi confermate da parecchie interviste agli sviluppatori incentrate - guarda caso - sul complicato rapporto fra il nuovo episodio e il capostipite.
Harry Mason, Cheryl Mason, Lisa Garland, Dahlia Gillespie e il Dr. Kaufmann sono pronti a darvi il bentornato in una veste inedita MA familiare. Sebbene possa sembrare ambiguo e ingannevole, il software stesso, nelle schermate di avvio, avverte che “Shattered Memories gioca con il giocatore quanto il giocatore gioca con Shattered Memories”.
E in fondo cos'è Silent Hill? Atmosfera, alienazione, visioni a là David Lynch, Yamaoka e qualche spunto qua e là per ricordare al giocatore che tutto potrebbe sempre rivelarsi un sogno o, nella peggiore delle ipotesi, un ultimo delirante incubo.
Seguiteci quindi nel salto verso l'ignoto: per parlare di Silent Hill bisogna varcarne la soglia e...viverci!

Nuove Memorie - La verità è reale?


L'incipit della storia vede il “non-più-tanto-giovane” Harry Mason e la propria figlioletta di 7 anni Cheryl, coinvolti in un incidente automobilistico.
Aperto da una breve sequenza che alterna un inedito dottore godersi un drink e la sequenza dell'incidente di cui sopra, ecco che si è introdotti nuovamente nella cittadina silente.
La trama del gioco, tuttavia, risulta del tutto inedita a chi ha potuto saggiare la qualità indiscutibile del primo episodio della serie, pur condividendo con esso gran parte del cast di protagonisti e alcune piccole trovate stilistiche.
Shattered Memories richiede al giocatore di affrontare le due realtà di Silent Hill impersonando uno spaesatissimo e disperato padre alla ricerca della figlia, misteriosamente scomparsa. Un adventure dalla forte componente investigativa che si sviluppa attraverso l'esplorazione delle abbandonate strutture della città, addentrandosi sempre più nella psicologia del giocatore stesso.
Tutti gli elementi narrativi, le svolte finali, le evoluzioni dei sub-plot, così come la personalità o il look dei comprimari, sono influenzati dal profilo psichiatrico del giocatore, chiamato da un sedicente terapeuta digitale, di volta in volta, a spogliarsi delle proprie inibizioni e dei propri tabù rispondendo a svariati test della personalità. Si va dal classico modulo a crocette fino al riconoscimento di figure in macchie d'inchiostro casuali. Il tutto assume una connotazione interessante se pensiamo che questa non è la sola variabile da tenere a mente nella gestione delle variazioni dell'ambiente di gioco e della storyline.
Lo spirito con il quale il giocatore affronta l'avventura è considerato nell'ampia gamma di variabili che modellano l'esperienza di gioco, rendendo possibile un walkthrough sempre diverso e personalizzato, di giocatore in giocatore.
Non v'è, infatti, un modo giusto o un modo sbagliato di affrontare l'avventura, bensì plurime versioni della stessa storia e dello stesso mondo tante quante sono le sfaccettature che caratterizzando la psiche umana. Questa feature, importantissima sia dal punto di vista squisitamente tecnico quanto da quello più pragmaticamente legato al gameplay, non è la sola novità del capitolo in questione.
A chi è capitato di vedere video o trailer del gioco, non sarà sfuggito l'enorme rivoluzione intrapresa dai Climax group nella gestione delle meccaniche esplorative della serie. Telecamera sempre dietro la schiena, poco più rialzata - ricordando il sempreverde RE4 -, Harry corre per SH saltando muretti, arrampicandosi su alte reti di ferro e entrando in numerosi edifici grazie ad uno sfoggio di destrezza unico nell'ormai grande cast dei personaggi della serie. Questo per venire incontro ad un sistema di gioco più improntato verso il realismo, venendo meno anche alle brevi escursioni cinematografiche della telecamera semi-fissa dei capitoli passati. L'ormai inseparabile torcia non è, tuttavia, l'unico gadget in dotazione al nostro fido eroe. In fondo, con l'avvento del 2010, uno scrittore come Harry Mason non può non vantare un oggettino tecnologico come un cellulare touchscreen dotato di fotocamera e opzioni varie annesse - come la possibilità di cambiare suoneria, vero tocco di classe - . Ed ecco che Harry salta, grida forte il nome della figlia, fotografa strane ombre che infestano la città, controlla la sua posizione con il navigatore satellitare, scambia SMS con Dahlia e digita sul display del cellulare tutti i numeri che gli possono capitare sotto mano esplorando le vaste ambientazioni della storia, compreso quello della sede Konami per chiedere soccorso: un vero geek all'avanguardia, non c'è che dire!

Vecchie memorie - La realtà è ciò che vedi?

Ad aumentare l'enorme baratro che separa Shattered Memories dai fratellini - o zii, nonni, genitori... - ci si mette anche la totale scomparsa degli scontri con le creature che, anzi, compaiono solamente in determinate sessioni di gioco, quando le ambientazioni per un motivo legato al nocciolo narrativo si ghiacciano improvvisamente. Durante questi momenti, invero pochi ma decisamente estenuanti, il giocatore perde completamente la cognizione di causa, smette i panni dell'investigatore per vestire quelli del maratoneta e corre al sicuro, fuggendo dalle strane creature umanoidi che sembrano volerlo fermare per un non determinato motivo. Non rimane, quindi, che darsi a brevi sessioni al cardiopalma, muovendo freneticamente wiimote e nunchuk nel caso si venisse attaccati dai nemici, cercando di orientarsi in un mondo sconosciuto e gelido. La netta separazione fra momenti investigativi e sessioni di simulatore di atletica leggera è sorretta da un buon escamotage (che ha portato a tirare un sospiro di sollievo a chi pensava che SM sarebbe stato una sorta di Clock Tower musicato da Yamaoka) narrativo funzionando a dovere, creando tensione e disagio quanto basta, senza pesare troppo nell'economia delle ore di gioco - comunque molto esigue - .
Ma (c'è sempre un Ma) di fronte ad una netta separazione fra le due, ci si potrebbe anche chiedere dove si dovrebbe ora ricercare la classica tensione da survival horror durante l'esplorazione delle ambientazioni al di fuori del mondo ghiacciato. Fra una scampagnata nella Midwich High School (già, non è un errore) e un allegro pic nic nel buio boschetto limitrofo a Silent Hill, non si deve più temere la comparsa improvvisa di una creatura mostruosa di fronte ai nostri occhi poiché gli unici attimi dedicati al pantheon mostruoso della serie - in questo capitolo ridotto ad una sola creatura dal design diversificato a seconda del profilo psichiatrico del giocatore - rimangono sempre e solo quelli dell'otherworld ghiacciato.
E' quasi interessante notare come il team di sviluppo originale abbia voluto premere verso un'evoluzione action della serie, culminando nel quarto episodio, mentre i Climax abbiano deciso di fare tabula rasa ed eliminare il superfluo. Già, superfluo, perché la grandezza della serie non è mai risieduta nel sistema di battaglia o nella gestione dell'armamentario, bensì nelle atmosfere malate, nel level design alienante e nelle trame articolate, tutti punti rispettati e ottimamente curati dai nostri fidi amici americani.
In SM non esiste barra dell'energia né menù degli oggetti o contatore punti: tutte gli “orpelli” da videogioco sono abbandonati in funzione di una resa essenziale e funzionale. Forse è proprio grazie a questo principio che la maggior parte degli enigmi rintracciabili nel titolo sono semplici prove sensoriali o mnemoniche, per lo più legate all'interazione con l'ambiente di gioco tramite wiimote. Essenziale, ma realistico e ben realizzato. Queste devono essere state le linee di direzione dei designer Konami di fronte alla scrittura di Shattered Memories. Tutto ciò che va oltre il “gioco” è un'enorme, immensa cittadina riprodotta in modo verosimile, con angoli che potrebbero raccontare storie di gente mai vissuta, riviste mai sfogliate e un'ammontare impressionante di dettagli e chiccherie davvero impensabile per una console considerata da molti “old gen” come Nintendo WII. Unico neo in una produzione tanto curata quanto preziosa è forse da ricercarsi nell'esigua durata dell'avventura, limitata a 4-5 ore. Contando l'ottimo fattore re-play dato dalle tantissime variabili di gioco che determinano cambiamenti nella sua struttura, il tutto può essere moltiplicato per il numero di volte che il giocatore vorrà riaffrontare le vicende del titolo, saggiando i tanti, piccoli, cambiamenti che riguardando i tasselli del puzzle narrativo.

“Non buttarlo, può tornare utile”

Nelle concitate fasi d'inseguimento durante le sessioni nell'otherworld ghiacciato, Harry è in grado di interagire con alcuni elementi dell'ambiente per aiutarsi nell'impresa di sfuggire alle mostruose inseguitrici. Esistono due tipi di elementi d'interazione che possono essere denominati “punti di fuga” e “punti ostacolo”. I primi, permettono ad Harry di rifugiarsi momentaneamente dai nemici nascondendosi in armadietti o sotto il mobilio delle ambientazioni mentre i secondi sono oggetti dello scenario in grado di placare la rincorsa delle creature durante gli inseguimenti più feroci. Ovviamente per interagire con entrambi è d'obbligo mimare l'azione corrispondente scuotendo wiimote e nunchuk. Questo tipo d'interazione era stato già pensato dai Climax Group durante la primissima stesura di Silent Hill Origins, quando ancora il progetto era denominato Silent Hill 0. Durante le fasi di sviluppo primarie, infatti, il team voleva implementare nel gioco le stesse sessioni d'inseguimento viste poi in Shattere Memories, con la possibilità da parte del giocatore di placare l'avanzata dei nemici usando elementi dello scenario. Tutto fra brodo in casa Climax, anche i progetti scartati per capitoli passati dello stesso franchise.

Veri Ricordi - Accettazione


Silent Hill Shattered Memories è tecnicamente mostruoso. Non c'è termine più adatto per definire l'opera dei Climax group. Graficamente abbiamo una serie di ambientazioni dettagliatissime e dalla complessità poligonale più che soddisfacente, rese oltretutto completamente accessibili on-air, senza l'ausilio di schermate di caricamento. E' tutto lì, come lo si vede. Si entra in una porta, si legge qualsiasi cartello, libro, messo lì in esposizione, facendo zoom-in sui dettagli più minuti grazie ad una qualità delle texture ambientali davvero senza pari nella generazione passata. Senza dimenticare il nostro vero compagno di viaggio: il sistema d'illuminazione in tempo reale! Per non farci mancare nulla, le stesse cutscenes sono arricchite da un'evidente motion capture dei personaggi, in grado di interpretare con credibile intensità le scene narrative più importanti. Il resto è un tripudio di cura e amore verso la serie, nient'altro che questo. Nessun dettaglio delle ambientazioni è lì a caso, ogni singolo cartello è riprodotto con realismo ed è contestualizzato nella planimetria dell'immaginaria cittadina che, per anni, abbiamo potuto esplorare facendoci strada nella sua caratteristica nebbia. Wiimote e Nunchuk sono nuovamente al vertice delle proprie potenzialità. In questo gioco sono utilizzati sia per venire incontro ai semplici enigmi che ne costellano la durata sia come strumento per aiutare il giocatore ad immergersi nell'azione. Puntare la torcia, scuotere via i nemici, rispondere al cellulare e maneggiare oggetti nella propria mano sono rese in modo realistico e mai macchinoso, grazie all'ottima calibrazione della periferica Nintendo. Ultimo, ma non meno importante, l'ottimo commento musicale del maestro Akira Yamaoka, qui nel suo ultimo lavoro come interno a Konami. Ben 4 traccie musicali cantate dall'evocativa voce di Mary Elizabeth McGlynn coronano il tutto con invidiabile coerenza stilistica: un'ultima (?) prova col botto per Yamaoka!

Silent Hill: Shattered Memories Parafrasi delle delusioni umane o semplice sceneggiatura dai contenuti vessati dai nipponici, l'ultimo avventura a Silent Hill non può che essere accolta con plauso dalla critica specializzata. La cura maniacale che è stata riposta nella modellazione della città e in tutte le ambientazioni che il disperato Harry è destinato ad esplorare, è assolutamente degna di essere sottolineata, così come la nuova struttura di gioco inaugurata dall'episodio. Abbandonando gli stilemi narrativi legati all'occultismo ai quali la serie principale amava rifarsi, Silent Hill Shattered Memories miscela una narrazione ricca ed a molteplici chiavi di lettura alla Silent Hill 2 ad un ottimo equilibrio fra fasi cinematiche e sessioni in game come Silent Hill origins. Un equilibrio perfetto sotto una nuova luce, fra ricordi e incomprensioni dell'animo.

7.4

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