Recensione Silent Hill: Shattered Memories

La collina silente si fa di ghiaccio e portatile. Cambia il risultato?

Versione analizzata: PSP
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps2
  • Wii
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Due chiacchiere con Pyramid Head...

Se il buon (?) Pyramid Head potesse parlarci, di cose da raccontare ne avrebbe. Glissando per un solo secondo sul fatto che immediatamente dopo, probabilmente, ci aprirebbe in due con il suo spadone dalle proporzioni esagerate, indubbiamente Pyramid potrebbe parlarci dei suoi esordi splendidi in produzioni altrettanto magnifiche. Poi, probabilmente, si farebbe scuro in volto, sempre che possa farlo, parlando di quanto la sua Silent Hill con il tempo abbia perso l’infernale smalto di una volta.
Eppure il Macellaio, un più moderno collega del nostro testa di piramide, potrebbe affermare che dalle sue parti, nel quartiere PSP, il vicinato è ancora mostruoso come un tempo, così come il clima: nebbioso al punto giusto. Vero: Silent Hill Origins era un ottimo titolo capace di dimostrare quanto anche con un portatile in mano, ci si potesse spaventare.
Perché allora non insistere in questa direzione? In lieve ritardo rispetto all’edizione per Wii giunge anche su PSP Shattered Memories. L’ultimo arrivato in casa Silent Hill, che inizialmente doveva essere un semplice, per quanto pesante, remake del primo capitolo, ha finito per essere ben di più. Ma andiamo con ordine.

Neve e test psicologici

Gli affezionati alla saga sussulteranno sicuramente nel ritrovarsi a controllare nuovamente Harry Mason in quello che è a tutti gli effetti un survival horror in terza persona. Genitore della piccola Cheryl, la sua avventura prende il via dopo un incidente automobilistico. Risvegliatosi si accorgerà che sua figlia, fino all’urto al suo fianco, è misteriosamente scomparsa. I fan della saga non tarderanno a sussurrare che il tutto è già stato visto e vissuto. Del resto anche l’incontro con Cybil Bennet, poliziotta di Silent Hill, non farà altro che aumentare il senso di déjà-vu. Peccato che la decadente cittadina americana questa volta si trovi sommersa da diversi metri di neve e che nessuna sirena suonerà per avvertirvi del passaggio al famoso e orrorifico Otherworld.
La trama infatti, pur rispettando a grandissime linee il canovaccio imposto dal primo episodio della saga, segue una strada tutta sua. Per fare un solo, gigantesco e significativo esempio, spesso l’avventura verrà inframezzata da veri e propri test psicologici. Si tratta di qualche domandina in cui per lo più rispondere con un secco sì o no, ma che in qualche modo andrà a modificare il corso degli eventi. Parallelamente infatti alla trama principale, legata alla ricerca di Harry della figlia, in diversi modi verrete a conoscenza di altre piccole storie accorse ad alcuni abitanti di Silent Hill. Sono storie di stupri, violenze, perversioni e quanto di peggio possiate immaginare, e spesso, appunto, sfrutteranno le risposte che darete nei test psicologici per toccarvi lì dove fa più male. L’intento, per quanto interessante, parzialmente fallisce, vista l’incapacità reale di mettere a nudo personali disagi, limitandosi a colpire piuttosto forte con fattacci che comunque inorridirebbero chiunque sia dotato di una sensibilità umana. Vero, però, che la trama subirà piccoli cambiamenti che potrebbero spingere qualcuno a ricominciare più volte il titolo per conoscere ogni singolo aspetto di Shattered Memories.
La qualità generale della trama insomma si mantiene su buoni livelli. L’atmosfera e il ritrovamento di indizi circa le pessime condizioni morali in cui verte Silent Hill, saranno una motivazione molto forte per il videogiocatore. Inoltre, per quanto l’intento di entrare nella testa del videogiocatore e di proiettare le sue paure sulla trama sia largamente fallito, la qualità dei dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi accontenteranno tutti i videogiocatori alla ricerca di una bella storia dalle tinte horror.

Esplora e scappa. Più semplice di così...

Anche il gameplay prende enormemente le distanze da quello di qualunque altro capitolo della saga. Questo infatti può essere tranquillamente diviso in due parti. L’esplorazione e la fuga dall’Otherworld. Nella prima non correrete mai il rischio di essere attaccati da alcun mostro. Potrete così esplorare l’ambiente e risolvere alcuni semplicissimi enigmi. Questi spesso, richiederanno di sfruttare le possibilità offerte dal cellulare di ultima generazione di Harry. Scatterete foto con cui rivelare particolari altrimenti invisibili, chiamerete numeri telefonici, riceverete sms e ovviamente vi affiderete alle funzionalità GPS per sapere dove vi trovate. Il telefonino è sicuramente un gadget gustoso e intrigante che sfrutterete abbastanza spesso per ritenerlo a tutti gli effetti uno dei veri protagonisti di Shattered Memories. Tuttavia è importante sottolineare nuovamente l’assoluta semplicità degli enigmi messi in campo da questo Silent Hill. Molto spesso la chiave per aprire una porta, semplicemente, si nasconde dietro un armadietto ubicato a due passi dalla porta stessa. Se ciò farà storcere il naso a tutti gli amanti dei rompicapo, ciò rientra perfettamente nella filosofia del prodotto Climax. Queste fasi pongono l’enfasi unicamente sulla narrazione. Narrazione che sarà attiva quando entrerete in possesso di un nuovo tassello delle sotto-trame di cui vi abbiamo già parlato, passiva quando semplicemente esplorerete ogni location della città. Gli ambienti infatti hanno goduto di un ottimo lavoro di caratterizzazione con dettagli e oggetti capaci di creare una storia per ogni luogo che visiterete. Il lavoro in questo senso è veramente ottimo.
Ancora più semplice da descrivere è l’altra fase del gameplay. In punti prefissati infatti vedrete il già nevoso ambiente intorno a voi, congelare completamente. Farete così ingresso nel così detto Otherworld, patria di mostri che tenteranno in tutti i modi di uccidervi. A differenza del passato potrete fare una sola cosa: scappare. Gambe in spalla, un po’ come accade in Mirror’s Edge, dovrete correre a più non posso raggiungendo la via di fuga segnalata da porte e altri elementi dello scenario colorati di un blu più intenso. Durate la fuga potrete nascondervi in alcuni luoghi, accendere un bengala per scacciare i mostri o sfruttare alcuni oggetti per rallentarli. Non ci sarà alcun altro modo per interagire con lo scenario, tanto meno per uccidere i nemici. Queste fasi vi causeranno non pochi problemi se soffrite di cuore, visto che la tensione sarà sempre altissima e dovrete cercare di non fermare mai la corsa di Harry. Avrete quindi poco tempo per pensare, mentre i versi dei mostri alle vostre spalle non faranno altro che agitarvi ancora di più.
Il gameplay insomma deve essere interpretato. Da una parte la sicurezza di non essere attaccati nelle fasi d’esplorazione, allontana Shattered Memories dall’idea di perenne insicurezza che ogni survival horror dovrebbe infondere nel videogiocatore. Al tempo stesso chi è alla ricerca dello stesso spirito che si respira negli altri Silent Hill rimarrà irrimediabilmente deluso. Tuttavia la nuova formula funziona. Merito di fasi esplorative rese sempre interessanti da ottimi scenari e dalla presenza delle numerose sotto-trame e di quelle di fuga mai troppo lunghe e cariche di tensione.

Memorie a breve termine

A livello tecnico non ci si può proprio lamentare. Il modello poligonale di Harry e degli altri protagonisti della vicenda è ben costruito e animato. Ottima la cura persino per le espressioni facciali. Qualche riserva per quanto riguarda le texture applicate ai mostri che incontrerete nell’Otherworld, ma sarete così impegnati a darvela a gambe che non avrete certo il tempo per accorgervene. L’ottimo lavoro a livello grafico si mescola poi con quello compiuto sul design degli scenari. Ogni luogo che esplorerete sarà capace di restituire l’idea di un posto veramente abitati e vissuti.
Anche il sonoro convince pienamente. Gli effetti sonori, che spessissimo occuperanno in maniera esclusiva il canale uditivo, sono tutti ben realizzati. Usate un bel paio di cuffie e anche durante le fasi esplorative, per quanto possiate essere sicuri dell’assenza dei mostri, avrete sempre i nervi a fior di pelle. Le musiche non sono moltissime e poche volte accompagneranno l’azione sullo schermo. Tuttavia il tocco del solito Akira Yamaoka c’è e si sente. Peccato perché qualche traccia in più non avrebbe fatto male.
Arriviamo così al vero difetto di Shattered Memories: la longevità. Il gioco può essere tranquillamente portato a termine nel giro di cinque, sei ore. Il titolo permette di salvare in qualsiasi momento, il che lo rende un gioco adatto a farsi gustare in brevi sessioni tra un tempo morto e l’altro. Tuttavia è altrettanto vero che con un pomeriggio libero si rischia di vederne i titoli di coda entro sera. Come detto i test psicologici influenzano e cambiano la trama, aumentando il "replay value", ma comunque si voglia porre la questione la longevità resta il tallone d’Achille del prodotto Konami.

Silent Hill: Shattered Memories Silent Hill: Shattered Memories è un gioco riuscitissimo. Per quanto gli amanti della saga di Konami potrebbero anche storcere il naso di fronte a un gameplay così ritoccato, il titolo è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia possibile creare un buon survival horror per un sistema portatile. La trama è intrigante grazie a una perfetta caratterizzazione dei personaggi ed alla presenza di numerose sotto-trame. Il gameplay, bipartito in esplorazione e fuga, funziona, per quanto sia estremamente lineare. Anche dal punto di vista grafico e sonoro siamo su livelli di assoluta eccellenza. Peccato per la longevità: solo sei ore al massimo per vedere i titoli di coda. Se Climax ci avesse proposto un’avventura più lunga ci saremmo trovati tra le mani uno dei giochi migliori per PSP. Così invece ci troviamo di fronte “solo” a un più che ottimo gioco portatile. Consigliato a tutti, meno che ai deboli di cuore e a chi proprio non sopporta l’idea che il canovaccio di Silent Hill abbia ricevuto una pesante modifica.

7.4

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